Ospedale di Cavalese: alcune precisazioni

In merito alle notizie apparse sulla stampa locale relativamente all’attività ginecologica nelle strutture ospedaliere di Cavalese e Cles sono doverose alcune precisazioni, in particolare rispetto alla supposta sospensione dell’attività ginecologica in tali strutture a seguito della deliberazione assunta dalla Giunta provinciale nella sua ultima seduta, con la quale è stato ridisegnato l’assetto della rete dei punti nascita in Provincia di Trento.

Nelle premesse di tale atto viene richiamato il parere espresso dal Comitato nazionale percorso nascita relativamente all’attività sia ostetrica sia ginecologica da prevedersi in tali strutture, prospettando che l’attività chirurgica in ambito ginecologico venga limitata a quella eseguibile da un solo operatore.

Precisato peraltro che il dispositivo approvato dalla Giunta provinciale non prevede la cessazione dell’attività chirurgica ginecologica, va evidenziato che nel corso degli ultimi anni tale attività è andata incontro ad una profonda modificazione per molteplici fattori, e in particolare per:

  • il mutato approccio terapeutico, ora più conservativo, verso molte patologie ginecologiche;
  • l’avvento di tecniche chirurgiche mini invasive, che anche nell’Azienda sanitaria di Trento sono state introdotte, con importanti investimenti in questo settore, come ad esempio l’utilizzo del robot chirurgico, in uso all’ospedale di Trento anche per la chirurgia ginecologica;
  • la scelta, operata dall’Apss a garanzia di esiti migliori, di concentrare la casistica chirurgica oncologica o più complessa negli ospedali hub (Trento e Rovereto) di riferimento per le altre strutture.

Conseguentemente anche l’attività chirurgica in ambito ginecologico è stata progressivamente riorientata e riorganizzata nei diversi ospedali portando ad una sostanziale diversificazione delle funzioni e attività tra le diverse strutture.

Le indicazioni formulate dal Comitato nazionale percorso nascita richiamate nella predetta deliberazione di Giunta sono evidentemente tese a garantire adeguati livelli di qualità e sicurezza delle prestazioni chirurgiche in ambito ginecologico, ma va evidenziato come tale attività sia già stata riorganizzata in questa prospettiva anche nelle strutture di Cavalese e Cles, fermo restando che tale attività potrà essere ulteriormente modulata per meglio rispondere alle esigenze delle pazienti. Si precisa inoltre che l’attività chirurgica ginecologica (non oncologica) proseguirà anche ad Arco con le modalità attuali.

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