Lunedì 3 aprile, si discute dello Statuto

Cominciano dalla Val di Fiemme, da Cavalese, gli incontri con i Trentini per conoscere il documento preliminare preparato dalla Consulta per la riforma dello Statuto di Autonomia. Lunedì 3 aprile alle 20:30 alla Sala del Lettore presso il Palafiemme di Cavalese il presidente Giandomenico Falcon introdurrà la discussione e il confronto con il pubblico.

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Domenica 2 aprile si chiude, alla grande,  la stagione invernale della ski area Moena-Alpe Lusia

Domenica 2 aprile ci sarà da divertirsi nella ski area Moena-Alpe Lusia: come da tradizione, infatti, la festa di chiusura della stagione invernale proporrà numerose iniziative per trascorrere una giornata alternativa tra le Dolomiti della Val Di Fassa.

Lo Chalet Valbona ospiterà la Carlos y Polez Band con un irresistibile repertorio di musica dance e cabaret e i non-sciatori potranno assistere allo spettacolo usufruendo gratuitamente della telecabina da Ronchi a Valbona.

Per chi ama l’avventura sugli sci da non perdere la caccia al tesoro a squadre tra piste e rifugi con dress code rigorosamente vintage. Basterà formare un gruppo di 3, 4 o 5 persone e presentarsi alle ore 10.00 allo Chalet Valbona. Verrà premiata la prima squadra ad arrivare al traguardo e ci sarà un riconoscimento speciale per la squadra con il migliore travestimento. Info e iscrizioni: info@skiareaalpelusia.it

Sulla pista Alfa Fisher si svolgerà invece la gara sociale della U.S. Monti Pallidi, mentre dalle ore 14.30 prenderà il via la Skilift Funny Race organizzata dalla Scuola Sci Moena 2010 sullo skilift a Valbona, una particolare gara di slalom con ostacoli e guado della piscina!

Seguiranno le premiazioni della caccia al tesoro e della Skilift Funny Race più l’estrazione a lotteria dei pettorali con ricchi premi offerti dalle scuole di sci e dai noleggi della ski area, tra cui uno skipass stagionale Alpe Lusia/San Pellegrino e un paio di sci.

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La Fassa Running corre verso la 19ª edizione

Torna puntuale anche nel 2017 l’appuntamento con la Val di Fassa Running, che dal 25 al 30 giugno prossimi vivrà la propria diciannovesima edizione, con gli organizzatori impegnati come ogni anno alla ricerca di nuovi suggestivi scorci da proporre ai sempre numerosi partecipanti.

La corsa podistica a tappe più celebre d’Italia si svilupperà su cinque frazioni, intervallate dal giorno di riposo di mercoledì 28 giugno, con partenza domenica 25 giugno da Soraga e chiusura con il consueto “tappone” finale, che venerdì 30 giugno porterà i runner a confrontarsi negli splendidi scenari della Val San Nicolò e della Val dei Monzoni, con arrivo posto in località Buffaure.

Il Comitato Organizzatore, che da qualche mese ha come nuovo presidente Armando Mich, affiancato dallo storico gruppo di preziosi collaboratori ha già definito le varie frazioni per l’edizione 2017.

La prima tappa scatterà domenica 25 giugno da Soraga, in zona lago, e presenterà uno sviluppo di 12 km, con la riproposizione del giro di Pociace e le novità dei passaggi in centro a Soraga e della salita che porta al bivacco Pociace. Lunedì 26 giugno si ripartirà da Moena, per una frazione di 11,800 km che sarà caratterizzata da tre salite (la più lunga sarà la prima, 3 km con tratti al 15%) e porterà i concorrenti a transitare da malga Roncac, malga Peniola, malga Panna e località Palua di Moena.

Per la terza tappa di martedì 27 giugno ci si sposterà a Canazei, sede di partenza e arrivo della frazione sulla carta meno impegnativa delle cinque, disegnata su un tracciato filante che presenterà una sola salita degna di nota, un chilometro su strada forestale con tratti al 15%. Mercoledì 28 giugno, invece, i concorrenti potranno ricaricare le batterie in vista del gran finale: giovedì 29 giugno la corsa riprenderà da Vigo di Fassa per una frazione di 10,200 km con partenza e arrivo a Passo Costalunga, particolarmente suggestiva sotto l’aspetto panoramico, con una prima salita di 500 metri verso malga Secine su asfalto, seguita dall’ascesa che su strada forestale e prato attraversa la pista da sci del Paolina (pendenza del 15-20%).

La chiusura, venerdì 30 giugno, spetterà come sempre al “tappone”, che quest’anno si svilupperà nelle apprezzate valli di San Nicolò e dei Monzoni e prevede uno sviluppo di 10,200 km, con partenza dalla piazza principale di Pozza di Fassa e arrivo in località Buffaure, dove verranno incoronati i successori di Alex Baldaccini e Susanna Serafini, vincitori della passata edizione.

Le iscrizioni sono disponibili online sul sito ufficiale della manifestazione www.valdifassarunning.it Anche quest’anno verrà riproposta la Mini Val di Fassa Running, evento dedicato ai baby podisti che si terrà mercoledì 28 giugno alle 16 in località Fraine a Pera di Fassa. Per info e iscrizioni: www.valdifassarunning.it

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41° Pizolada delle Dolomiti: cambiano i percorsi per la gara del 9 aprile

A causa delle condizioni di scarso innevamento presenti sul territorio il Comitato Organizzatore ha dovuto apportare delle modifiche ai classici tracciati della Pizolada delle Dolomiti e, sia per gli agonisti, sia per gli escursionisti che faranno una gita con le Guide Alpine, la partenza è fissata domenica 9 aprile alle ore 8.15 nei pressi della Funivia Col Margherita al Passo San Pellegrino.

Per godere della quota promozionale di 35,00 € (invece di 40,00 €) comprensiva di pacco gara (berretto Montura) e buono pasto per il pasta party, le iscrizioni devono essere effettuate entro il 7 aprile.

Scadono invece il 31 marzo le iscrizioni per la speciale combinata Pizolada delle Dolomiti e Marmolèda Full Gas (sabato 1 aprile in Marmolada). Per maggiori informazioni e link iscrizioni: www.lapizolada.com

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Ai teatri di Cles e Cavalese  due serate di «Passion Flamenco»
 Il calendario della Stagione regionale della Danza organizzata dal Centro Servizi Culturali S. Chiara propone per il prossimo fine settimana un doppio appuntamento con la Compagnia Flamenco Lunares che porterà venerdì 31 marzo al Teatro Parrocchiale di Cles e sabato 1 aprile al Palafiemme di Cavalese lo spettacolo «PASION FLAMENCO».

Dopo El paso del Tiempo e Cinco Miradas la coreografa Carmen Meloni porta in scena questo nuovo spettacolo: un’ora di vibrante energia e di intensa passione. Sudore e potenza portano lo spettatore nelle cavas di Siviglia, il lamento della “cantaora” (l’insuperabile Ana Rita Rosarillo) ricordano la povertà e la ricchezza del popolo andaluso.

«Flamenco Lunares – scrive Laura Sciortino su Corriere dello spettacolo – porta in scena uno spettacolo da cui si viene totalmente travolti e che è in grado di stupire per il fatto di far rivivere la tradizione del flamenco come qualcosa che non è mai passato di moda. Oggi, esperienze di questo tipo non rappresentano solo un folclore o il mito spagnolo, ma la certezza che certi linguaggi avranno sempre qualcosa da comunicare.»

Le coreografie e le proposte teatrali della compagnia, sempre ispirate alla musica flamenca e tutte realizzate dall’esperienza e dalla professionalità di Carmen Meloni, sono la fusione di influenze arabo – indiane che rimandano suggestive melodie e ispirano sensuali movenze che proiettano lo spettatore verso affascinanti atmosfere flamenche.

Il cast di questa nuova creazione è composto da professionisti italo-spagnoli di altissimo livello come la cantaora Ana Rita Rosarillo. Alla chitarra si esibisce Marco Perona, al violino Monica Tenev, Gabriele Gagliarini alle percussioni.

La compagnia Flamenco Lunares è nata nel 1998 sotto la direzione artistica della ballerina e coreografa Carmen Meloni e dal 2013 collabora per la compagnia Naturalis Labor per il milieu Flamenco. Ogni ballerina della Compagnia Lunares ha un proprio modo di esprimere il Flamenco che sulla scena si personalizza e diviene un modo di essere e uno stile di vita più che una ricerca estetica. Il risultato è un insieme di stili, da quello più sensuale di Siviglia a quello più conturbante e ritmico di Jerez de La Frontera, fino alla fusione dei due nel più moderno stile madrileno. La Compagnia ha partecipato ai più importanti Festival di Danza del panorama italiano. Nel 2012 ha partecipato come Compagnia invitata al programma di RAI Tre “Alle falde del Kilimangiaro” condotta da Licia Colò e nel 2014 alla trasmissione di RAI Uno “Si può fare” condotta da Carlo Conti. Venerdì 31marzo al Teatro Parrocchiale di Cles e sabato 1 aprile al Palafiemme di Cavalese il sipario si alzerà su «Passion Flamenco» alle ore 21.00.

 

 

 

 

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Questa sera a Tesero, una serata aperta a tutti con don Luigi Del Favero

La Parrocchia di Tesero, grazie all’impegno del Parroco don Bruno Daprà, propone una serata con tema “Accompagnare, discernere e integrare la fragilità”.

Si svolgerà il giorno mercoled’ 29 marzo. Avrà luogo a Tesero presso la Sala Luigi Canal (sopra la Cassa Rurale, sita in Piazza C. Battisti) con inizio ad ore 20,30. 

Per la prima volta in Trentino, interverrà Don Luigi Del Favero teologo moralista e Vicario Generale della Diocesi di Belluno-Feltre.

Don Luigi Del Favero, è nato nel Cadore (BL) ed è stato Parroco -nei primi anni 2000- in Alto Cordevole (Livinallongo del Col di Lana, Arabba). Teologo moralista e dal 2007 è Vicario Generale della Diocesi di Belluno-Feltre, nominato dal Vescovo dellì’epoca, mons. Giuseppe Andrich.

Ha potuto conoscere da vicino la montagna e le problematiche della gente che la abita. Di fronte ai fenomeni come lo spopolamento, la mancanza di giovani, la bassa natalità, le difficoltà economiche, poltiche e sociali – egli ha saputo più volte incoraggiare e mettersi in dialogo con tutti, anche con coloro che si sentono lontani dalla Chiesa.

Ha pubblicato diversi libri. Va ricordato che da oltre 20 anni, sul settimanale bellunese “L’Amico del Popolo”, pubblica una riflessione partendo da semplici episodi della vita quotidiana.

Tutti sono invitati, anche coloro che si sentono lontani, dubbiosi, in ricerca.

Con questa iniziativa culturale, sempre di più la Valle di Fiemme sta mantenendo un’amicizia viva con il mondo bellunese. La collaborazione in particolare con la Valle del Biois, sta permettendo di costruire “ponti”. In un tempo in cui si vedono tanti muri nel mondo, si vuole essere costruttori di alleanze, di amicizie per il bene della montagna e della sua gente.

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Se una scelta di vita è “petalosa”

Quelli invernali sono mesi di riposo per Nadia Pitto. Quelli in cui la terra aspetta paziente il disgelo, per tornare ad accogliere calore e rifiorire. Ma, a differenza dei campi che indugiano a caccia dei raggi migliori, Nadia in attesa di riprendere le sue coltivazioni tra i dolci pendii di Vigo di Fassa è tutt’altro che immobile: prende contatti e si organizza per eventi e fiere di primavera dove vende tisane, sciroppi, preparati da cucina, “zirele” (caramelle) e prodotti cosmetici a base di stella alpina, realizzati con piante officinali e fiori certificati biologici dell’azienda agricola “Fiores”, a cui ha dato vita nel 2012.

La trentasettenne Nadia si trasferisce, circa una decina d’anni fa, da Genova alla Val di Fassa. Una valle che conosce sin da bambina perché la sua famiglia ha una casa per le vacanze a Soraga. Una dimora dove Nadia, ai tempi dell’università, si rifugia a studiare a ridosso degli esami. Ed è in uno di quei periodi di studio che conosce Enrico Battisti, nei cinofili del Centro d’addestramento alpino della Polizia di Moena, che sposa, dopo aver conseguito la laurea in architettura e un impiego all’ufficio edilizia privata del Comune di Moena.

Sono anni intensi per Nadia quelli che seguono: non solo lavora, gestisce la casa e diventa mamma di Jacopo, Francesco e Martin (7, 5 e 2 anni), ma nel 2012, con il sostegno di Enrico, dalla sua passione per le erbe e le piante crea “Fiores”.

L’attività cresce piano, piano ed assorbe molte energie. Ma lei scopre che stare tra i campi al Sole, seminare, raccogliere boccioli e petali le dà soddisfazione. Così tanta da lasciare, un anno fa, il posto fisso per dedicarsi completamente all’azienda. “Non ho ottenuto il part-time – racconta – e tra le coltivazioni e i bambini da seguire, la scelta è stata naturale. A diversi mesi di distanza posso affermare di aver fatto la cosa giusta per me e la mia famiglia”.

Quella che oggi, quindi, è un’azienda che conta sul lavoro di Nadia, e nel tempo libero del marito, è nata da un hobby. “I nonni, quand’ero bambina, mi hanno insegnato le prime nozioni sulle erbe spontanee che raccoglievamo sulle colline di Genova, dove sono cresciuta. Poi, quando mi sono trasferita in Fassa ho conosciuto Carletto Pederiva di Tamion, che mi ha trasmesso le sue conoscenze sulle piante officinali”.

Per diverso tempo Nadia sperimenta in casa la preparazione dell’olio d’iperico e di tante tisane di cui testa efficacia e sapore, finché decide d’avviare l’attività: “Dall’estate scorsa coltiviamo quattro campi (due di proprietà) con piante pluriennali e temporanee”.

Nadia, un paio d’anni fa, ha frequentato anche il corso d’imprenditrice agricola a San Michele all’Adige e da poco è entrata nella graduatoria per i fondi europei destinati ai giovani del settore, che servirebbero, tra le altre cose, ad acquistare macchinari come la defogliatrice, dato che ora porta il fogliame a una ditta specializzata della Valsugana. Ma eccetto questo supporto tecnico, molte delle altre operazioni connesse alle piante si compiono a mano.

Le foglie più piccole, infatti, non sono adatte ai defogliatori, come i fiori che vanno raccolti e spetalati uno a uno, le confezioni, l’etichettatura, quasi tutto si fa, dopo aver passato dalla primavera all’autunno le giornate nei campi, la sera a mano. “Piante e fiori freschi una volta essiccati si riducono del 70 percento. La nostra produzione è piccola: circa 1500 sacchetti di tisane varie, 700 bottiglie di sciroppi (preparate in Val di Gresta), creme per viso e labbra (confezionate in Val di Fiemme). Ma la garanzia di qualità per il consumatore è totale. Tra il resto, le nostre alte quote proteggono le piante da funghi e virosi. Infatti, in questi anni non ho mai concimato i campi che integro d’azoto con il sovescio”.

Un lavoro lungo e impegnativo che ripaga quando incontra il mercato. “La soddisfazione – conferma – oltre a vendere quanto prodotto, tra mercatini di Natale e contadini d’estate e qualche altro evento primaverile o autunnale, sono i clienti che tornano più volte ad acquistare o chiedono la spedizione dei prodotti”.

Non avendo un negozio, la popolarità dei prodotti di Nadia, in questi anni, è cresciuta in Fassa (e non solo) grazie a un dilagante passaparola, perché è raro scordarsi il sapore di una sua tisana o di uno sciroppo dopo averli assaggiati.

Elisa Salvi

 

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Lo sportello per genitori e figli

È aperto tutti i martedì, dalle 10 alle 12, al piano terra della sede della Comunità Territoriale della Val di Fiemme a Cavalese, Info Famiglie, lo sportello per genitori e figli, dove trovare le informazioni, i contatti, i bandi e le proposte a tema famiglia. Il progetto è seguito dalla cooperativa sociale Progetto 92, in collaborazione con la Comunità di Valle, che mette a disposizione gratuitamente un locale, condiviso con il Piano Giovani di Zona e lo sportello per i disturbi alimentari. Info Famiglie è stato inserito tra le azioni del programma di lavoro 2017 del Distretto Famiglia della Valle di Fiemme, di cui l’ente è capofila. “Credo che lo sportello sia un importante servizio alla comunità: ci permette di mappare le numerose iniziative e proposte a tema family presenti sul territorio e di darne comunicazione, indirizzando gli interessati verso enti, cooperative e associazioni. È possibile mettersi in contatto con la referente del progetto Rosella Comai via e-mail (infofamiglie@progetto92.net) o telefonicamente (347.8456525 oppure 0462.241351 nei giorni e orari di apertura).

 

 

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Una vampira spicca il volo da Carano

Passando con disinvoltura da thriller psicologico al genere fantasy è riuscita a incorniciare il suo sogno: pubblicare i suoi libri. Ilaria Bonelli è una ventiquattrenne talentuosa di Carano che è stata capace di emergere nel difficile e concorrenziale pianeta della scrittura. A prima vista, subito si riconosce la sua personalità gotica, unita alla vitalità effervescente di chi ha visto da poco realizzarsi uno dei sogni più grandi.

“Ho iniziato a scrivere a quattordici anni, appena iniziate le scuole superiori. Il mio primo racconto è stato un fantasy, il quale si è rivelato essere solo l’inizio di una lunga serie che conta ventisette libri – racconta Ilaria -. Questa serie però non l’ha mai letta nessuno, e mai lo permetterò. La sento solo mia e ne sono molto gelosa”.

Dopo aver scritto altri fantasy, alcuni anni fa ha deciso di provare a cambiare genere, realizzando un thriller psicologico. Con questo romanzo si è inscritta a un concorso organizzato da Book Tribu, una casa editrice che ha una community online dove chiunque può sia partecipare ai concorsi, sia votare in modo interattivo. “Ho trovato questo concorso su Facebook – dice -. Invitava a mandare un capitolo a scelta del proprio libro, così ho deciso di inviare il primo. Di tutti quelli ricevuti, la casa editrice ne ha scelto una settantina da far votare alla community. Successivamente, i primi quindici (il mio era undicesimo) sono stati fatti leggere a una giuria, formata da scrittori, giornalisti e grandi lettori. Di questi ne hanno premiati tre, uno dei quali era il mio”.

Così Ilaria ha incontrato a Bologna i due editori e, dopo un lungo lavoro di rielaborazione e rifinitura, il libro Obsession è andato in stampa: nasce. “A fine novembre ho organizzato una serata di presentazione del libro a Carano – racconta la neopremiata scrittrice -. Ora il libro è disponibile in alcune librerie della valle oltre che online”.

Obsession è stato il primo ma non l’ultimo libro di Ilaria. Pochi giorni dopo la casa editrice Lettere Animate, che usa come canali di vendita solo i negozi de La Feltrinelli e Mondadori, ha pubblicato un suo fantasy, Arlene, che racconta la storia di una vampira. “A metà febbraio ho dedicato un’altra serata alla presentazione questo libro, per farlo conoscere in zona – racconta -. A differenza del primo, ho preferito firmarlo con lo pseudonimo Erin Winter. Non c’è un vero e propria ragione, semplicemente mi piace questo nome”, conclude sorridendo. Sembra anche un modo per separare i due generi: un nome vero per scrivere storie realistiche, un nome di fantasia per raccontare storie fantastiche.

Cosa muove la fertile penna di Ilaria? “Ho iniziato a scrivere perché avevo queste mille idee che mi frullavano in testa – spiega l’autrice -, mi immedesimavo in personaggi che non esistevano, mi sentivo come loro, così ho iniziato a raccontare le loro storie. C’è chi dipinge, chi suona… io scrivo. È un modo per rivelare la mia personalità anche in queste valli, ancora un po’ chiuse e diffidenti”.

Emily Molinari

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La Marcialonga Cycling regala tre giorni in bicicletta

La prossima Marcialonga Cycling Craft, dal 2 al 4 giugno, sarà un evento a tutto tondo che concederà agli appassionati di ciclismo tre giorni indimenticabili fra le splendide Valli di Fiemme e Fassa (TN) e l’organizzazione targata Marcialonga, unica nel suo genere ed al servizio dell’atleta. Per questo l’undicesima edizione della manifestazione proporrà non uno, ma ben tre giorni entusiasmanti tutti da vivere in sella a una due ruote, dedicati ai competitors più accaniti, ai bimbi, alle squadre e a chi volesse mettersi alla prova con una sfida inedita ed avvincente.

Il comitato organizzatore della Marcialonga si mette al servizio dello sportivo e delle associazioni ciclistiche per rendere ogni secondo della loro partecipazione all’evento un momento da non scordare e da portarsi nel cuore. In quest’edizione i team saranno più avvantaggiati che mai, essi infatti avranno a disposizione un’iscrizione gratuita ogni 10 concorrenti (9+1), con la possibilità di ritirare i pacchi gara congiuntamente, facilitando così la logistica e la distribuzione alla squadra.

Una volta svolte le “pratiche burocratiche” necessarie, le squadre potranno sfogarsi e competere tutte assieme per il successo finale, merito del contest “Una squadra vincente”, realizzato ad hoc per i gruppi di atleti da 5 a 7 concorrenti, tra i quali almeno una donna, tutti iscritti regolarmente alla 11.a Marcialonga Cycling Craft. Almeno un corridore dovrà cimentarsi sul percorso granfondo, almeno uno sul tracciato mediofondo, ed almeno una donna mettersi alla prova sull’itinerario mediofondo. La prima squadra si potrà così aggiudicare una “Iscrizione gratuita e partenza in prima griglia per ogni componente alla 12.a edizione”, la seconda classificata una “Iscrizione gratuita e avanzamento in griglia per ogni componente”, mentre la terza squadra classificata otterrà un “avanzamento in griglia per ogni componente”. Per partecipare sarà sufficiente compilare il modulo ed inviarlo via mail all’indirizzo info@marcialonga.it o via fax allo 0462.501120 entro e non oltre martedì 30 maggio.

E non è finita qui, perché ai più arditi è affidata “l’esecuzione” della nuova prova a scatto fisso di venerdì 2 giugno con inizio qualifiche alle ore 17, competizione che si svolgerà su di un tracciato breve ma assai tecnico di 1.000 metri da percorrere più volte fra i vicoletti caratteristici di Predazzo, teatro di partenza ed arrivo dei percorsi di 135 ed 80 km della Marcialonga Cycling Craft di domenica 4 giugno.

All’appello mancano solamente i bimbi, e quest’ultimi si potranno divertire in sella alla Minicycling, gara promozionale in MTB dedicata ai giovani ciclisti fino a 16 anni e parte del Circuito Minibike di Fiemme e Fassa, che si svolgerà lungo una gimkana di 850 metri per le vie del centro storico il sabato precedente la Cycling Craft, cosicché genitori e parenti si possano godere le prime pedalate dei propri figli, rilassandosi tutti assieme poi con una visita all’expo, prima di partecipare alla gara dei grandi loro dedicata.

Tante iniziative necessitano anche di un alloggio adeguato, per questo il C.O. elenca sul sito la lista delle strutture alberghiere affiliate che offrono servizi dedicati (colazione anticipata, deposito bici), chiamate ad assicurare il dovuto comfort e riposo prima di salire in sella come solo i campioni sanno fare.

Info: www.marcialonga.it e canali Facebook, Twitter, Instagram, Google+ e YouTube.

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