Tesero ti invita al ballo

E’ quasi maggiorenne “Trentino Danza Estate”, stage di formazione e spettacolo nato diciassette anni fa dalla collaborazione tra Paolo Golser e Donatella Zampiero, direttori artistici della manifestazione, l’Associazione Trentino Danza e la Federazione Trentino Danza. Un evento atteso da tutti gli appassionati che quest’anno avranno modo di trascorre una settimana di studio e vacanza a Tesero in Val di Fiemme, dal 28 agosto al 2 settembre.

Il programma di quest’anno prevede per la serata inaugurale di domenica 27 agosto, oltre all’esibizione degli allievi di diverse scuole di danza del territorio trentino, un passo a due creato dal coreografo Daniele Ziglioli su musica di Ezio Bosso, estratto dallo spettacolo “ED” della compagnia Zed (K) Kontemporarayline, con l’interpretazione di Agnese Bargero e Lunella Cerchi.

L’appuntamento è giunto alla sua diciassettesima edizione e si avvale della disponibilità del Comune di Tesero che mette a disposizione diversi spazi e palestre allestiti come sale di danza con specchi e sbarre. Da due anni a questa parte Trentino Danza Estate sta portando avanti un progetto che intende valorizzare i giovani talenti trentini under 24, dando loro la possibilità di lavorare con coreografi affermati, nella realizzazione di una perfomance che verrà rappresentata il prossimo 30 agosto al Teatro Comunale di Tesero.

Nello scorso mese di aprile, attraverso un’audizione, sono stati selezionati quattro giovani danzatori trentini: Francesca Bebber, Alice Castini, Federica Costantini e Manuel Zanetti. A questi si aggiungeranno altri danzatori che saranno scelti nel corso di un’ulteriore audizione fissata per sabato 26 agosto alle ore 10.00 presso l’Auditorium delle Scuole Medie di Tesero.

La settimana di stage e formazione prenderà il via domenica 27 agosto al Teatro Comunale di Tesero con la serata inaugurale che prevede l’esibizione di gruppi di allievi delle varie scuole di danza trentine e la presentazione dei docenti. Martedì 29 agosto si ripete la consueta “Festa in piazza” con dj e balli di gruppo e mercoledì 30 agosto andrà in scena la perfomance di TrentinoLab realizzata da Caterina Felicioni.

Un altro appuntamento atteso è quello dell’Hip Hop Contest previsto giovedì 31 agosto sempre al Teatro Comunale, mentre la manifestazione si concluderà sabato 2 settembre al Palazzetto del Sport di Cavalese con lo Spettacolo Finale durante il quale tutti i partecipanti alla settimana di studio si esibiranno insieme ai loro docenti, in diverse coreografie preparate durante la settimana di studio.

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Andiamo all'opera, sul Sella

Mercoledì 23 agosto l’ambiente del Passo Sella diventerà il palcoscenico dell’opera lirica in lingua ladina “Aneta”, un forte monito contro ogni tipo di guerra. L’esecuzione sarà introdotta dagli interventi di Fabio Chiocchetti, direttore dell’Istituto Ladino di Vigo di Fassa, sull’opera e dal Maestro Claudio Vadagnini sulle musiche.

L’opera, con la regia di Mirko Corradini, sarà eseguita dal Coro lirico “Giuseppe Verdi” di Bolzano e Merano in collaborazione con il Coro Paganella di Terlago e dall’orchestra Aurona, diretta dal maestro Claudio Vadagnini e interpretata da Victoria Burneo Sanchez nel ruolo della protagonista Aneta. L’evento avrà inizio alle ore 13. In caso di maltempo l’evento si svolgerà presso la Casa della Cultura/Kulturhaus Oswald von Wolkenstein a Selva di Val Gardena alle ore 17.30.

Tutte le manifestazioni si svolgeranno in prossimità della “Città dei Sassi”, arena naturale del Passo Sella. La partecipazione a tutti gli appuntamenti è gratuita. Per ulteriori informazioni è possibile prendere visione del programma su www.dolomitesvives.com

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La guerra di Tina arriva a Ziano

Il Comune di Ziano e l’Associazione Culturale Lavisana, in collaborazione con Aria Teatro e il Comitato Manifestazioni Locali di Ziano, presentano lo spettacolo teatrale La guerra di Tina. Ambientato durante il primo conflitto mondiale, è il monologo di una ragazza che racconta gli eventi che hanno portato all’arresto suo e della madre, episodi della sua prigionia nel campo di Katzenau e successivamente il ritorno alla vita in paese nel primo dopoguerra, agli albori del fascismo. Lo spettacolo è nato dalla volontà dell’attrice protagonista Maria Vittoria Barrella e Andrea Casna e ha visto la partecipazione di Renato Barrella (testo), Maura Pettorruso (regia) e Emanuele Cavazzana (luci).

L’appuntamento è mercoledì 23 agosto alle ore 21.00 a Ziano presso Villa Flora.

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Teatro e magia nelle strade di Fiemme

Dal 22 al 25 agosto Marco Raparoli e Alex De Bastiani porteranno allegria e risate nei paesi della Val di Fiemme. Marco, giocoliere, e Alex, illusionista, si esibiranno a Tesero, Cavalese, Predazzo e Carano nella serie di spettacoli all’aperto “Teatri in strada” e intratterranno il pubblico con momenti magici tra equilibrismi, comicità e improvvisazione.

PROGRAMMA

Martedì 22 agosto, Tesero vie del paese
Spettacoli ad ore 21.00, 21.30, 22.00 e 22.30

Mercoledì 23 agosto, Cavalese Parco della Pieve
Spettacolo ad ore 17.30

Mercoledì 23 agosto, Predazzo vie del centro
Spettacoli ad ore 21.00, 21.30, 22.00 e 22.30

Giovedì 24 agosto, Cavalese Parco della Pieve
Spettacolo ad ore 17.30

Giovedì 24 agosto, Cavalese Piazza Italia
Spettacoli ad ore 21.00 e 21.30

Venerdì 25 agosto, Carano parco giochi
Spettacolo ad ore 21.00

Venerdì 25 agosto, Molina di Fiemme località Predaia
Spettacolo ad ore 21.00

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A Moena, Turchia in festa

Tre giorni di festa dal 18 al 30 agosto nel rione Turchia di Moena. Si potrà respirare l’atmosfera della leggenda di Turchia: dopo la sconfitta dei turchi a Vienna, nel 1663, un soldato, cercando di tornare in patria, attraversò il Passo San Pellegrino, ma cadde esausto vicino all’ultima casa della contrada moenese. L’infedele fu soccorso e sfamato. Il fatto fece tanto scalpore che gli abitanti del rione furono chiamati “turchi”. Infatti, in Strada de Turchia, si trova la fontana del turco, realizzata nel 1922 con capitello formato da testa dalle arabe fattezze e decorata con mezzaluna e stella. Nel rione di Turchia si potrà assistere alla tradizionale sfilata dei Turchi, accompagnata da tanta musica e da deliziose prelibatezze della cucina tipica locale. Sarà anche possibile ammirare il suggestivo spettacolo offerto dai “tabi” (dal ladino fienili), all’interno dei quali scultori ed artigiani locali daranno prova delle loro capacità artistiche.

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A Predazzo, primo corso di scrittura creativa

Latemar Montagnanimata di Predazzo, che libera ogni estate la fantasia anche pubblicando giocolibri e racconti, organizza un corso di scrittura creativa con lo scrittore Renzo Saffi.

Il corso, articolato in due giornate, è rivolto a tutti coloro che sentono la necessità di scrivere una storia, di approfondire i processi creativi e tecnici che risiedono alla base della narrazione, o a chiunque voglia semplicemente migliorare la propria capacità di scrittura. La finalità del corso è quella di entrare in contatto con i propri personali percorsi creativi, sviluppare una maggior consapevolezza degli strumenti narrativi e conoscere le linee di forza principali che caratterizzano una storia funzionale all’intrattenimento del lettore. Il corso si terrà nelle giornate di martedì 29 e mercoledì 30 agosto in località Stalimen a Predazzo.

INFO E PRENOTAZIONI: Sara Azzolini, tel. 349 5079105; predazzo@latemar.it

martedì 29 agosto, ore 9.00-13.00; 14.30-18.30

INCONSCIO E SCRITTURA

Sviluppare le proprie potenzialità creative e utilizzare la mente inconscia a servizio della narrazione.

IL PERSONAGGIO

Elaborare in modo vivido e credibile l’identità di personaggi che coinvolgano emotivamente il lettore.

I PUNTI DI VISTA

Narrare in prima e in terza persona. Narratore onnisciente e limitato. Il punto di vista multiplo.

mercoledì 30 agosto, ore 9.00-13.00; 14.30-18.30

IL DIALOGO

Tono e stile. Livelli di espressione. Flusso di coscienza.

LA TRAMA

L’ossatura del romanzo. Cause ed effetti. Il conflitto come motore della storia.

L’AMBIENTAZIONE

I cinque sensi. L’atmosfera. L’ambiente come specchio dei personaggi.

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Reinhold Messner racconta il fascino dell'impossibile

Moena, 10 agosto ’17. C’è già molta attesa a Moena e in tutta la Val di Fassa, gremite di ospiti in quest’inizio di agosto, per la serata che l’alpinista Reinhold Messner terrà a Moena, giovedì 17 agosto  prossimo, alle ore 21.00, presso il Teatro Navalge, sede anche della Mostra “Gran Vera – Grande Guerra”. Messner presenterà al pubblico come protagonista unico la serata-evento a tema alpinistico “Il fascino dell’impossibile”. Toccherà al giornalista sportivo Alessandro Filippini, da anni membro del direttivo del Film Festival e storico cronista delle imprese alpinistiche di Messner, fare una breve introduzione della serata per poi lasciare la scena al re degli 8000.

Messner farà un viaggio nella dimensione più spettacolare delle grandi montagne del mondo, ripercorrendo la storia dell’alpinismo attraverso le cime e pareti sulle quali sono state scritte, in epoche diverse, le imprese più straordinarie e importanti. Le immagini che verranno presentate sono state realizzate con l’ausilio dei satelliti.

Organizza l’evento il Consorzio Moena Perla Alpina.

INFO: Moena – Piaz de Sotegrava – tel. 0462 565038 – www.visitmoena.it email: eventi@visitmoena.it

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Il Lagorai come il Sahara

Tutti sanno che i grandi gruppi dolomitici come la Marmolada, il Sassolungo, il Catinaccio e il Latemar sono nati dal mare. Pochi invece conoscono l’origine delle rocce scure che compongono la catena del Lagorai. Se vogliamo immaginare l’aspetto del territorio dolomitico nel periodo Permiamo inferiore (dai 300 ai 270 milioni di anni fa quando si formarono i porfidi del Lagorai) non dobbiamo pensare a idilliaci atolli marini immersi in un mare tropicale ma piuttosto all’attuale Hoggar (Sahara), un immenso territorio desertico, solo saltuariamente percorso da corsi d’acqua. Un mare di rocce e sabbia costellato di fratture da cui fuoriuscivano lave incandescenti. Le prime erano poco fluide e quindi le colate avevano difficoltà ad allontanarsi dalla bocca vulcanica e formavano dei propri “duomi” di roccia. Successivamente avvennero fenomeni che ai nostri giorni avrebbero conseguenze apocalittiche. Delle vere e proprie nubi ardenti fuoriuscirono dal terreno fessurato spargendosi su un ampio territorio alla velocità di oltre cento chilometri all’ora. Tutte le tracce di vita vennero cancellate nel raggio di centinaia di chilometri. Ecco perché nel Lagorai non c’è traccia di fossili.

Gilberto Bonani

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Quattro libri per le vacanze

ERA OBAMA

Dalla speranza del cambiamento all’elezione di Trump

Autore: Mario Del Pero

Casa editrice: Feltrinelli

Pagine: 224

Prezzo: 18 euro

Nelle librerie italiane

Originario di Cavalese, Mario Del Pero è professore di Storia internazionale presso l’Institut d’études politiques – Sciences Po di Parigi ed è considerato uno dei maggiori americanisti europei. Con questo saggio ricostruisce le contraddizioni e le complessità degli Stati Uniti, partendo dall’elezione, nel 2008, di Barack Obama, icona globale di un’epoca che forse è tramontata con la vittoria di Donald Trump. Un bilancio sul doppio mandato di un presidente a cui tutto il mondo ha guardato con speranza e aspettativa.

PANORAMI DOLOMITICI ENTUSIASMANTI

32 gite facili in Fiemme e Fassa, Val d’Ega e Primiero

Autore: Maurizio Capobussi

Casa editrice: Curcu & Genovese

Pagine: 204

Prezzo: 18 euro

Nelle librerie di Fiemme e Fassa

Maurizio Capobussi, giornalista e appassionato di montagna, propone oltre trenta itinerari facili, adatti a tutti, anche a famiglie con bambini. Semplicità qui fa rima con spettacolarità, perché la bellezza delle Dolomiti non è ad esclusivo beneficio di alpinisti ed arrampicatori, ma si può godere anche sui sentieri più accessibili. Sono proposte gite in Fiemme, Fassa e Primiero, nelle valli del Travignolo, San Nicolò, Duron e d’Ega e sui passi Rolle, San Pellegrino, Carezza, Oclini, Lavazé e Pampeago.

L’AGRICOLTURA È GIOVANE

Storie di un settore in cambiamento

Autore: Carlo Bridi

Casa editrice: Saturnia

Pagine: 360

Prezzo: 16 euro

Nelle librerie di Fiemme e Fassa

Il giornalista Carlo Bridi racconta centosettanta storie di giovani che hanno scelto la professione agricola o attività ad essa collegate. Testimonianze raccolte in tre anni e mezzo di interviste, pubblicate una volta alla settimana su il quotidiano Il Trentino e poi raccolte in un unico volume: testimonianze che raccontano un settore in cambiamento, sempre più attento alla sostenibilità, al turismo e al chilometro zero. Tra le storie raccontate anche quelle di alcuni giovani delle valli di Fiemme e Fassa.

LA TRAMVIA AVISIANA

1891-1916, ricordi e speranze

Autori: Giuliano Poier e Roberto Bazzanella

Pagine: 207

Prezzo: 27,50 euro

Nelle librerie di Fiemme e Fassa

Un libro che racconta un sogno, quello di una ferrovia che unisca Lavis a Moena. Un sogno iniziato a fine Ottocento, ma attuale più che mai. L’appassionato di storia locale Giuliano Poier e lo storico Roberto Bazzanella ricostruiscono questo sogno attraverso testimonianze e documenti inediti, concentrandosi sul periodo tra il 1891 e il 1916. Una dettagliata analisi storica e sociale dalla quale partire per una riflessione sulla mobilità moderna.

Monica Gabrielli

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Fotografare il mondo nascosto
Foto: ilmondonascosto

Tomaso Baldassarra è uno dei quattro membri del gruppo di fotografi naturalisti chiamato “Il mondo nascosto”. Da due anni collabora con altri tre fotografi, Daniele Dallabona, Silvio Luis Bejarano e Ivan Callovi, condividendo con loro una passione sfrenata per la natura e per la fotografia. Il loro principale intento è quello di fare didattica, rivolta soprattutto ai giovani: per questo hanno creato un sito internet “a misura di ragazzo” (ilmondonascosto.com) ricco di fotografie, approfondimenti e video, sia sugli animali sia sulla Val di Fiemme, in modo da documentare e mostrare a tutti la sua bellezza, anche quella più nascosta.

Come si deve procedere quando si vuole fotografare un animale in natura senza recargli disturbo?

“Il segreto per fare una bella foto è, prima di tutto, conoscere e rispettare l’animale che si vuole immortalare”, dice Tomaso. Sul sito ilmondonascosto.com si può consultare la sezione “comportamento e segni di presenza”. Scopriamo così che un bravo fotografo deve saper riconoscere le tracce sul terreno: l’animale lascia impronte, escrementi, in inverno mangia la corteccia degli alberi oppure scava la neve alla ricerca di cibo. “In alcuni casi ci aiutiamo anche con l’uso di foto-trappole, piccole videocamere che si attivano quando il loro sensore registra un movimento. In questo modo la macchina scatta e immortala il passaggio dell’animale. Una volta collocate, ad esempio legate ad un tronco, non disturbano in nessun modo gli animali”, spiega Baldassarra.

Dopo che ci si è informati sull’animale, sulle sue abitudini e sui luoghi da lui frequentati, si può allestire un capanno, cioè una struttura costruita nel bosco per rendere invisibili i fotografi che ci si nascondono dentro: “Ogni fotografo ha i suoi capanni, spesso condivisi con il resto del proprio gruppo. Solitamente, dovendoci mimetizzare, preferiamo andarci da soli o in due, anche perché non avrebbe senso fare in quattro la stessa foto”, commenta sorridendo. Per questo motivo il suo gruppo ha deciso di dividersi gli incarichi, in modo da riuscire a fotografare molti più animali e a fare un lavoro completo. Oltre ai capanni fissi, si usano spesso anche strutture mobili, piccole tende che si possono trasportare abbastanza facilmente. Sono molto utili per non farsi vedere ma sono un po’ scomode perché lo spazio in cui ci si può muovere è molto ristretto: se l’animale si sposta anche di poco può risultare difficoltoso fotografarlo.

Usate anche altri metodi per mimetizzarvi? Ho sentito che alcuni si cospargono di pipì di animale: lo fate anche voi?

“Usiamo vestiti mimetici, ma spesso non bastano per non farsi notare, così utilizziamo teli e capanni. Gli animali sono spaventati proprio dalla figura dell’uomo, non tanto dalle tonalità degli abiti: molti infatti non riescono nemmeno a distinguere tutti i colori”, spiega il fotografo. Per quanto riguarda vestiti non lavati o altri metodi particolari, Tomaso prende le distanze: “Alcuni si cospargono di pipì dell’animale per confondere il proprio odore, ma io non l’ho mai fatto”. Il fotografo, invece, raccomanda: “È importantissimo arrivare e andare via dal luogo prestabilito molto prima e molto dopo l’apparizione dell’animale. In questo modo abbiamo tutto il tempo di mimetizzarci al meglio e lui, se non ci nota, non subisce nessun tipo di stress”. Stress che non va sottovalutato: per esempio, la pernice bianca durante l’inverno, per far fronte alla scarsità di cibo, riduce al minimo la propria attività fisica. Se si spaventasse e fosse costretta a volare via più volte consecutivamente, il dispendio di energia potrebbe anche costarle la vita.

Avete scattato alcune fotografie che ritraggono da molto vicino anfibi, pesci, insetti e serpenti: come ci siete riusciti?

“Per quanto riguarda gli anfibi e i pesci usiamo spesso degli acquari – spiega Tomaso -. Uno dei nostri scopi è quello di fotografare gli animali nel loro habitat, in modo da mostrare a tutti dove vivono. Fotografare i pesci sott’acqua, però, non sarebbe semplice”. Per questo motivo utilizzano un acquario modificato in modo da ricreare perfettamente l’habitat naturale, riuscendo così a fare degli scatti incredibili. Per gli insetti, invece, serve un po’ più di fortuna: alcuni si trovano sempre, altri invece, come le farfalle, possono essere fotografati solo in un determinato lasso di tempo. Durante la notte riposano appoggiate agli steli d’erba e la mattina, appena sorge il sole, restano lì ferme per scaldarsi: quello è il momento perfetto per scattare. “I serpenti sono più pericolosi – continua Tomaso – ma sono anche la mia passione. Ormai ho imparato a conoscerli e non mi spaventano, anzi, credo siano davvero affascinanti. Peccato che siano così sottovalutati”. Il fotografo, insieme al suo gruppo, cerca proprio di valorizzare anche gli animali che solitamente vengono messi in secondo piano.

“Inoltre, vogliamo rendere le fotografie delle vere e proprie opere d’arte. Cercando di catturare anche l’ambiente e non solo l’animale, vogliamo rappresentare il meraviglioso mondo della natura e dimostrare come anche il più piccolo insetto possa diventare il soggetto di un quadro stupendo”, conclude Tomaso.

Il segreto per ottenere una bella foto, dunque, è avere sempre il massimo rispetto​ per l’animale, il suo stile di vita e l’ambiente che lo circonda: solo così si riuscirà a rendere lo scatto il più innocuo e naturale possibile.

Emily Molinari

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