Questa nonna così “social”

Ha molti seguaci su Facebook, perché seguirla è un piacere. Rosalba Senettin appoggia pensieri quotidiani sulla finestrella di FB come si trattasse del suo diario. Ed è così che in effetti dovrebbe essere Facebook: un diario condiviso. C’è una netta differenza da chi esterna un rumore che ha dentro e chi ha qualcosa da dire. Rosalba ha molto da dire. E non ha alcun timore del giudizio. Per questo leggere le sue annotazioni risulta rilassante e insieme autentico. Dalle piccole vicende dei suoi golosi e incontenibili animali domestici, alla bellezza di un fiore appena sbocciato, fino a una tavola apparecchiata con amore, tutto risulta speciale e sincero. Poi ci sorprende annotando ad esempio la curiosa sensazione di alzarsi in piedi durante la Messa mentre tutti sono inginocchiati. O il piacere di una cena al Circolo anziani senza telefonini sul tavolo. Fra i suoi appunti sparsi emergono opinioni sui fatti di cronaca, momenti di ironia e momenti di fragilità.

Mentre un tempo i passatempi femminili erano molto limitati e ci si doveva accontentare del cucito o della cucina, che però erano legati ai “doveri” domestici, ora le donne si riprendono un po’ di libertà di espressione.

Lo dimostra Rosalba, una signora di Varena che, con grande entusiasmo ed apertura mentale, dopo la pensione si è dedicata a tante attività, tra le quali anche quelle più moderne ed informatiche.

Rosalba è nata a Castello di Fiemme nel 1943 e come molte donne della sua età non ha avuto la fortuna di studiare molto ed ha seguito la strada che per molte era già tracciata: lavori in casa, ricami per la dote e poco altro. “Da ragazzine si andava a servire dai “siori” (i signori)”, ricorda Rosalba. Ma il temperamento di Rosalba, già allora molto indipendente e un tantino ribelle, come dice lei, l’hanno portata spesso a cambiare occupazione.

Ha lavorato in albergo e in ospedale, a contatto con la gente. Quindi si è sposata e ha cresciuto due figli. Arrivata alla pensione ha deciso che era ora di rallentare e fare le cose che ama con calma, per godersi pienamente il tempo.

“In casa è entrato un computer, diabolica tecnologia. Fino ad allora li avevo sempre e solo spolverati, con timore ma anche con grande curiosità. E la curiosità è sempre stata un ottimo motore nella mia vita. Ho deciso di fare un corso di informatica per imparare qualche cosa, almeno ad accenderlo e fare qualche ricerca. Poi, mio figlio mi ha regalato un computer tutto mio e mi ha mostrato Facebook”.

Proprio su Facebook Rosalba racconta molto di sé. Visitando il suo profilo ci imbattiamo in vivaci e poetici post seguiti dai commenti, le opinioni e le condivisioni di molti utenti.

Com’è il suo rapporto con questo social network?

“Ci perdo qualche ora al giorno. Ho ritrovato amici e amiche, molti dei quali mi fermano per strada per dirmi che il nipote ha riferito cosa scrivo oppure che hanno visto una particolare foto. Condivido molte cose perché da dieci anni sono presidente del Circolo pensionati di Varena e mi piace mostrare le nostre attività. Mi piace parlare di tutto, molti hanno un po’ di pudore a parlare di sé, forse per paura dei giudizi altrui. Certo c’è una misura per tutto, ma mi piace questo modo di comunicare”.

Come usa invece Internet?

“Quando non capisco le cose, soprattutto quando i nostri politici parlano politichese, vado ad informarmi. Cerco spiegazioni, visito virtualmente le città che mi piacerebbe visitare e ascolto musica”.

Ha trasmesso questa sua passione per la tecnologia a qualche coetaneo?

“Purtroppo non sono molte le mie amiche che fanno uso di Internet. Ci provo a incuriosirle, anche perché penso che sia un bel passatempo, specialmente per chi è solo. Il computer connesso alla Rete fa molta compagnia. Ho lanciato l’idea di fare un corso ma non ho trovato grande riscontro”.

Oltre ad Internet, Rosalba ha molte passioni che riempiono le sue giornate.

“Fin dalla sua nascita, scrivo del presepio di Varena e mi occupo dei personaggi. In questi 27 anni li abbiamo fatti e rifatti tante volte, fino ad ottenere un risultato soddisfacente. Ad oggi i personaggi che abbiamo realizzato sono più di cento. Mi piace leggere, per qualche anno ho fatto un po’ di teatro. Mi diverto molto nei pranzi di famiglia. Ho un cane e un gatto, insomma le mie giornate sono belle piene ma ne sono soddisfatta e tutte queste cose mi fanno star bene”.

Un ottimo esempio quello di Rosalba che con la sua energia e vitalità insegna a riprenderci il nostro tempo, a fruirne in maniera consapevole ed in particolare dimostra che non è sempre un pericolo o una perdita di tempo usare Internet. Può avvicinarci alle persone e ai luoghi sognati, e ci permette di essere noi stessi, se davvero lo vogliamo.

Sara Bonelli

 

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Fiemme Heroes Race, la prima gara sportiva a 5 discipline delle Dolomiti

I tre elementi dell’outdoorterra, aria e acqua – variamente declinati. Cinque compagni di squadra per cinque sport diversi all’aria aperta fra le Dolomiti del Trentino: skiroll, corsa in montagna, parapendio, mountain bike e rafting.
Questo è il file rouge della Fiemme Heroes Race – la gara che caratterizzerà la prossima estate della Val di Fiemme e che si candida a diventare un appuntamento fisso per gli appassionati dell’outdoor e degli sport di squadra.
Una evoluzione moderna dei grandi raid a squadre che hanno fatto la storia dell’outdoor mondiale negli anni ’90. La formula della Fiemme Heroes Race prevede la partecipazione di squadre di cinque atleti (tra i quali ci deve essere almeno un membro di sesso femminile). Ogni membro del team parteciperà ad una singola prova del circuito che si snoda tra il fondovalle di Ziano di Fiemme e Lago di Tesero e la vetta dell’Alpe Cermis: in rapida successione, il primo atleta risalirà con gli skiroll (gli sci “a rotelle” che d’estate sostituiscono quelli da fondo) fino al Doss dei Laresi, passando il testimone al secondo che correrà una vera e propria Vertical Run (950 metri di dislivello positivo) fino alla vetta del Cermis a 2.230 metri di quota. Il terzo frazionista volerà letteralmente giù dalla montagna con il parapendio fino allo Stadio del Fondo a Lago di Tesero, dove il quarto partirà con la propria MTB per coprire il tracciato di 15 km nei boschi sopra Ziano. L’ultimo tratto, su un “comodo” gommone da rafting, prevede di raggiungere l’arrivo dopo oltre 4 km di onde e salti lungo il torrente Avisio.

Info & Iscrizioni
Tel. 335 5240488
info@fiemmeheroesrace.it
www.fiemmeheroesrace.it

 

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498 atleti al via

Neve e festa garantita per il 19° Campionato nazionale di sci del Centro Sportivo Italiano in programma dal 17 al 19 marzo nella Ski Area San Pellegrino dove 498 atleti del Csi (201 donne e 297 uomini) gareggeranno nelle discese finali della “Diavolina Cup”.

La manifestazione prenderà il via venerdì mattina sulle piste Costabella e Le Coste al Passo San Pellegrino dove si terrà lo Slalom gigante di apertura, mentre sulla Pista Campigol i più piccoli Baby se la vedranno sulle porte strette dello slalom speciale. Diavolina Cup vedrà al solito nella prima giornata la scrematura fra atleti “Runners” i più tecnici, ed atleti “Sleepers”, meno performanti, con entrambe le categorie che, contribuiranno, con peso diverso, al successo finale del Trofeo Superteam, dove si andrà a premiare il miglior comitato ciessino, sommando i migliori tempi dei primi atleti in ciascuna categoria per entrambi i sessi. Il campionato nazionale di sci si correrà ogni giorno su tre piste distinte, offrendo tracciature diverse per i Trofei runners, sleepers e baby.

Sabato mattina alle ore 9.30 si tornerà sulle piste di Falcade: la “Panoramica” per lo Slalom Speciale Runners e i titoli di specialità mentre la pista Le Buse assegnerà il Parallelo Sleeper. I più piccoli Baby saranno invece impegnati in un gigante sul pendio della pista Malghette.

Ultimo giorno domenica con le manches decisive dello Slalom Gigante Runners sulla Pista Panoramica (partenza alta), dello Slalom Gigante Sleepers sulla Pista Laresei e della Super Gimkana Baby che si disputerà sulla Pista Le Buse. I campioni nazionali verranno premiati alle 14 di domenica in piazza a Falcade, salutando così la Ski Area San Pellegrino e le Dolomiti Patrimonio Naturale Unesco.

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C’è una creativa seriale

Un fisico atletico, uno sguardo indagatore, un viso delicato incorniciato da un caschetto biondo. La moenese Sara Azzolini ama le competizioni sportive con molti chilometri da affrontare, dove conta soprattutto l’energia creata dai numerosi partecipanti. Infatti, per pura passione, ha partecipato a gare come la Marcialonga (7.000 partecipanti, 70 km.), la Vasaloppet (16.000 partecipanti, 90 km.) e la Maratona di New York (50.000 partecipanti, 42 km.).

Come project manager degli impianti di risalita Latemar 2200 di Predazzo, in pochi anni è riuscita a triplicare gli accessi alle telecabine e alle seggiovie che accompagnano sul Monte Feudo e fra le guglie del Latemar. Da quando è decollato il suo progetto Latemar Montagnanimata gli incassi sono cresciuti del 75% (da 450 mila a 675 mila euro) e i visitatori, in soli 6 anni, sono passati da 43 mila a 104 mila.

Il suo talento è quello di saper coniugare la creatività con i numeri. Tanto che i suoi colleghi le hanno affibbiato l’etichetta di “creativa seriale”.

È curioso che il suo progetto segua logiche sequenziali e sia ordinato in serie, poiché, attraversando i percorsi della Montagnanimata, si percepisce principalmente l’atmosfera fantastica.

Qui i bambini si avvicinano alla natura attraverso itinerari e giochi mai visti prima. Nella Foresta dei Draghi i piccoli visitatori sono invitati a riconoscere le proprie emozioni a ogni passo. Con il gioco del Difr i bimbi partecipano in squadra a missioni avventurose, azionando curiose installazioni di legno, come quella dei tronchi che ruotano per rivelare un mistero. Il grande apiario offre loro la visione fantastica della cooperazione. Il “Sentiero del pastore distratto” esorcizza la paura di sbagliare. Il Sentiero geologico, con la sua barca, fa intraprendere un viaggio nel tempo. Il gioco del Dahù, una bestiola tutta storta, trasforma un ostacolo in una risorsa.

Non è divertimento scontato. C’è qualcosa di più, qualcosa che profuma di buoni sentimenti. Come a confermare che ogni cosa fatta con amore emana un fascino irresistibile e funziona, anche in termini numerici.

Come è nato il progetto Montagnanimata?

“Sei anni fa, desideravo ideare un progetto innovativo per il Monte Feudo: un’attrazione per le famiglie con bambini fino a 10 anni non impattante, insomma, nel pieno rispetto della natura. Doveva essere un progetto km0, con materiali naturali recuperati sul posto e risorse professionali locali. La sfida era quella di permettere a tutti di godersi questo ambiente naturale. Molti non lo conoscono. Altri non sanno come scoprirlo. Inoltre, volevo un approccio al gioco attento alle emozioni”.

Quali vincoli c’erano?

“Questo territorio impone vincoli ambientali e burocratici. Solo un progetto genuino e autoctono poteva accostarsi con delicatezza alla natura. Oltre a questo, mi sono posta un vincolo personale. Quello che stava per nascere doveva essere creativo e innovativo. Non ha nessun fascino creare ciò che già esiste da qualche parte. Mi piace osservare idee già sviluppate. Adoro la genialità, ovunque si annidi. Ma un conto è trarre ispirazione per inventare qualcosa di nuovo, un conto è duplicare un format. Quando crei, metti in campo energie inebrianti. Immaginavo di dar vita a più progetti attraverso tanti lavori di squadra. Così ho fatto nascere un ‘serbatoio’ di fantasia”.

Come sono partiti i lavori?

“Ho sviluppato più progetti paralleli. Non un solo sentiero tematico, ma 3. Non un giocolibro, ma 20, di cui alcuni disponibili nelle librerie di Fiemme. C’è chi dice che sono maniaca delle serie. Infatti, il gioco interattivo nella natura Difr è stato sviluppato in 4 versioni. I draghi sono 3 femmine e 5 maschi. Nell’estate 2016 il programma settimanale prevedeva 7 spettacoli itineranti in 3 percorsi tematici. 20 artisti si sono prodigati ogni giorno per tutta l’estate. Le installazioni di land art sono 11. Le sculture tematiche sono 12. Le postazioni interattive con tecnologia Rfid sono 7. Ci sono anche un apiario, la casetta del dragologo, la casetta dell’apicoltore e il percorso kneipp che attraversa un ruscello. Ogni progetto coinvolge gruppi di 4 o 6 persone che non possono agire in modo separato. Devono confrontarsi, aspettarsi, collaborare. Dipendono gli uni dagli altri. Il mio è un lavoro di coordinamento. Ma è fondamentale il sostegno dei miei colleghi. Sono felice di aver ottenuto la collaborazione di 6 istituzioni: il Museo Geologico di Predazzo (Muse), il Liceo Artistico di Pozza di Fassa, la Scuola secondaria di primo grado di Predazzo, il Museo Ladino di Fassa, la Biblioteca di Predazzo e, in primis, la Regola Feudale di Predazzo. A quest’ultima sono riconoscente per aver dato la disponibilità a valorizzare questo territorio, soprattutto per il mantenimento delle tradizioni, della pastorizia, della selvicoltura”.

Come è riuscita a far collaborare professionalità così differenti?

“Ancora me lo sto chiedendo… Quando mi avvicinavo, chiedendo di proporre un’idea, una fiaba, uno spettacolo o un gioco, mi guardavano stupiti. Direi, piacevolmente stupiti. Spesso ho avuto la sensazione di scoperchiare una pentola. Affioravano fiumi di idee. Poi, mi sono accorta che un ‘genio’ tira l’altro. Erano loro stessi a segnalarmi altre professionalità. Il passaparola fra un artista e l’altro mi ha permesso di conoscere incredibili talenti. Questo la dice lunga su quanto siano speciali queste persone. Ho scoperto che nelle valli vivono artisti, scrittori, attori, artigiani, grafici che non hanno avuto l’occasione di esprimere ciò che hanno dentro e altri che, invece, hanno successo anche in altre regioni italiane o all’estero. Alcune professionalità le ho scovate durante incursioni a fiere, festival, manifestazioni, spettacoli e rassegne. Magicamente, sono nati gruppi di lavoro molto affiatati”.

Quanti sono i creativi?

“Oltre alla fantasia delle aziende locali, posso contare su 20 attori, 6 scrittori di racconti, 5 illustratori, 2 grafici, 10 scultori, artisti, artigiani e gli studenti del Liceo artistico di Pozza di Fassa”.

Lei gioca nella sua Montagnanimata?

“Certo, da sola o in compagnia di qualche bimbo. Per 6 anni ho sperimentato ogni prodotto, ogni evento, ogni attività, osservando ogni reazione. Durante i miei viaggi di piacere o di lavoro, ho raccolto qualsiasi oggetto, creazione, illustrazione, gadget che potesse essere d’ispirazione. Per 6 anni ho selezionato gli spunti più originali provenienti da ogni parte del mondo. I licheni rossi delle rocce sulle spiagge della Tasmania, ad esempio, mi facevano pensare alle corazze dei miei draghi. L’ultima ispirazione arriva dalla State Library di Melbourne, ne vedremo i frutti nell’estate 2017. La creazione fa così, rende ossessivi”.

Quali sono i consigli che detesta?

“Quando mi suggeriscono di procedere in modo tradizionale o già collaudato o con strumenti già in nostro possesso”.

Quali soddisfazioni ha ricevuto da questo progetto?

“Quella di far sedere allo stesso tavolo persone che ancora non si conoscono. E successivamente di vederle trepidanti per una nuova avventura. È meraviglioso quando i collaboratori si sentono apprezzati e liberi di esprimersi. Mi emoziono quando i bambini percepiscono i draghi e scrivono loro messaggi di affetto. È straordinario, talvolta, vedere 100 persone sotto la pioggia incollate per godersi uno spettacolo che li fa ridere. Adoro quando le mamme mi dicono che i loro figli, dall’estate precedente, non hanno mai smesso di parlare dei draghi e della Montagnanimata. Una frase mi ha toccato il cuore: ‘Si vede che qui non lasciate niente al caso’. È proprio così: noi… pettiniamo anche l’erba”.

Come ha reagito quando la Disney ha chiesto di promuovere il suo film “Il drago invisibile” proprio nella Foresta dei Draghi?

“Un giorno la mia collaboratrice Francesca Delladio, visibilmente emozionata, mi ha detto: ‘Siediti, ha chiamato la Disney’. Non potevo crederci. Dopo la prima telefonata, sono passati mesi di intensa programmazione e di realizzazione di tutto il materiale di supporto per la registrazione del video. L’esperienza creativa pluriennale ci ha permesso di non farci trovare impreparati al momento del ciak. Per noi è stato un riconoscimento importante. È stata la conferma di quanto le persone siano l’anima e il cuore di Montagnanimata, e di qualsiasi azienda”.

La vostra è un’esperienza da esportare?

“Credo che ognuno possa avere la soddisfazione di creare qualcosa di nuovo. È impagabile. Però, tutti possono trarre ispirazione dalla nostra esperienza. Ne ho parlato a un convegno in Friuli, concentrandomi soprattutto sull’importanza delle persone nel successo dei progetti, al di là dei modelli”.

Dante Alzamonti

 

 

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Vi presentiamo la situazione faunistica del 2016

Questa la situazione relativa alla consistenza faunistica delle specie selvatiche di maggiore interesse nel Distretto Forestale di Fiemme e Fassa per l’anno 2016, come illustrato nelle recenti sessioni forestali, tenute in tutti i comuni delle valli nei mesi di gennaio-febbraio.

Tramite censimenti dedicati si è stimata la presenza di 721 caprioli, di 1163 cervi, di 3734 camosci e di 671 mufloni.  6.324 capi quindi la stima  complessiva, con assegnazioni alla caccia per 1568 capi (25% della popolazione) e abbattimenti per 1.083 capi (70% dell’assegnato).      

Rispetto all’anno precedente è aumentata la popolazione di cervi e di mufloni, mentre diminuisce quella del capriolo. Rimane sostanzialmente stabile il camoscio, colpito anni fa dalla rogna sarcoptica che ne aveva abbassato drasticamente il numero, ora in ripresa quantitativa. E’ in corso tuttavia l’estensione della malattia sul versante destro della Val di Fiemme, finora esente.

Risultano presenti in buon numero anche i tetraonidi  (cedrone, fagiano di monte) e la pernice bianca, monitorati attraverso rilievi in specifiche aree di saggio.

Per quanto riguarda l’orso non è stato accertato alcun passaggio. Nel 2015 vi erano state numerose segnalazioni di presunti avvistamenti da parte di cittadini, nessuna delle quali aveva trovato riscontri oggettivi. Nel 2016 queste sono drasticamente calate, come nel resto della provincia.

Va comunque ricordato che la valle dell’Adige costituisce una barriera fisica di difficile attraversamento per la presenza del fiume, di autostrada del Brennero e strade ad alto traffico, e quindi tutto il Trentino orientale risulta privo di orsi stanziali. Solo saltuariamente si verificano casi di orsi di passaggio, provenienti più verosimilmente dalla Slovenia

Segnalazioni di presenza di orso nella zona di Pampeago si sono rivelati passaggi sporadici estivi di cinghiale, già accertati negli anni scorsi. Non pare vi siano le condizioni ambientali e soprattutto di nutrimento per temere una loro diffusione e presenza costante e massiccia.

Diversa la situazione del lupo, che nel 2016 ha frequentato in particolare la val Venegia nel Parco naturale di Paneveggio. Ci sono stati alcuni casi di forte predazione, attribuiti però ad un unico esemplare di femmina, che ha esercitato quello che in termine tecnico viene definito overkilling. Si tratta di una situazione nella quale, alla presenza di numerosi capi di bestiame, indifesi, il predatore uccide in maniera indiscriminata, oltre quelle che sono le sue necessità alimentari, colto da una sorta di ipereccitazione. Il 18 giugno sono state rinvenute 15 pecore morte mentre 10 risultavano disperse. Il 3 e 4 settembre è avvenuta la seconda predazione, con 26 capi morti, 10 feriti e una ventina di dispersi. Il 9 e 10 settembre la predazione si é spostata nella zona del Lusia, su un altro versante del torrente Travignolo, dove si sono accertati 2 agnelli morti, 1 ferito e 18 capi dispersi. Il 3 ottobre lo stesso lupo, come accertato dalle analisi genetiche, in val Giumela sopra Pozza di Fassa ha predato 2 pecore mentre 1 è stata ferita. 6 agnelli risultano invece dispersi.

E’ bene precisare che, a differenza dell’orso per il quale è in atto il progetto Life Ursus per mantenerne la consistenza, quella del lupo è una venuta spontanea. Allo stato attuale si parla di un solo esemplare, e non vi sono segnali per la costituzione di una coppia e successivamente di un branco, come avvenuto in Lessinia. E’ però un segnale chiaro per gli allevatori, soprattutto di ovini, che non potranno più tenere gli animali allo stato brado, ma dovranno equipaggiarsi con recinti e con una maggiore sorveglianza. Sapendo che la Provincia di Trento, oltre ad indennizzare i capi predati, concede in comodato gratuito i sistemi di difesa passiva.

Per quanto riguarda infine la presenza di aironi e cormorani, specie non autoctone ma protette e in via di diffusione in tutta Europa, mentre per i primi, ormai stanziali, vi è una costante presenza sull’Avisio, con diffusione anche ormai sui rivi laterali, ove riescono a condurre la loro “caccia di aspetto”, la presenza dei secondi è legata alla disponibilità di pozze in cui tuffarsi e in particolare alle condizioni invernali del lago di Stramentizzo, luogo preferito per la sosta e l’alimentazione. Nel periodo in cui il lago è gelato, come avvenuto quest’anno, essi emigrano verso zone del trentino più temperate.

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Il programma del distretto famiglia

Il programma di lavoro 2017 del Distretto Famiglia della Valle di Fiemme è pronto: il documento, che raccoglie le iniziative e i progetti che verranno messi in campo nel corso dell’anno, è stato presentato ufficialmente nei giorni scorsi dalla Comunità Territoriale della Val di Fiemme, alla quale fa capo il Distretto, che attualmente conta 91 organizzazioni aderenti (il più numeroso del Trentino). “A fare da filo conduttore al programma di lavoro è la volontà, condivisa da tutti gli enti e le realtà pubbliche e private che hanno aderito al Distretto, di creare una rete sempre più capillare per promuovere sul territorio azioni volte a favorire il benessere delle famiglie residenti e ospiti”, ha spiegato Michele Malfer, coordinatore del progetto, presentando il documento insieme al presidente della Comunità di Valle, Giovanni Zanon, e alla referente del Piano Giovani di Zona, Marta Luchini, con la quale si sta sviluppando una sempre maggior sinergia e collaborazione tra politiche familiari e politiche giovanli.

Il Piano è stato condiviso con tutti gli assessori comunali con delega alle politiche familiari ed è in linea con gli obiettivi già fissati per lo scorso anno. Il programma di lavoro 2017 prevede 27 azioni, suddivise in vari ambiti. Tra le attività finalizzate allo sviluppo del Distretto, anche la partecipazione al bando per il sociale e il benessere che sarà attivato dall’Agenzia provinciale per la famiglia e dal Dipartimento salute, per il quale la Comunità di Valle si costituirà partner al servizio delle Amministrazioni che vorranno aderire. La sezione “comunità educante” prevede azioni di formazione, sensibilizzazione e informazione per promuove le finalità del Distretto: sono previsti, per esempio, incontri per la promozione dello sport, sulla cittadinanza digitale, sul gioco d’azzardo, sulla violenza di genere, sull’alimentazione infantile, sulle competenze genitoriali… Altri interventi sono rivolti alle varie realtà che aderiscono al Distretto, con focus specifici a secondo delle aree di interesse. Sono in programma anche progetti di “innovazione distrettuale”, tra cui la pubblicazione di una guida sui servizi familiari in valle e il proseguimento dello sportello InfoFamiglia. È prevista anche una serata conoscitiva e promozionale sulla Family Card,  la carta che offre agevolazioni e riduzioni per beni e servizi a famiglie in cui sono presenti figli minori di 18 anni residenti in Provincia di Trento: la card attualmente permette di viaggiare sui mezzi pubblici provinciali e di visitare le strutture museali del Trentino pagando un solo biglietto per l’intero nucleo familiare; altre agevolazioni verranno attivate in futuro.

 

 

 

 

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S. Pellegrino presenta gli appuntamenti pre-chiusura stagione invernale

Nel comprensorio sciistico Alpe Lusia/San Pellegrino manca un mese esatto alla chiusura degli impianti e della stagione invernale, in programma domenica 9 aprile, non c’è tempo da perdere se si vuole godere delle ultime sciate su piste sempre perfette e approfittare delle temperature primaverili che rendono ancora più belle le giornate all’aria aperta. Tanto più che le prossime settimane saranno ricche di eventi. Qui di seguito gli appuntamenti da non perdere da questo weekend alla fine di marzo.

11 marzo 2017

TRENTINO SKI SUNRISE (Passo San Pellegrino)

Un’esperienza da sogno per gli appassionati di montagna che vogliono vivere la magia dell’alba da una posizione privilegiata per poi gustare una sana colazione a base di prodotti tipici trentini ed essere i primi a scendere in pista sulla neve immacolata del Passo San Pellegrino. Emozioni intense nella bellezza delle Dolomiti, Patrimonio Mondiale Unesco. Per l’occasione Baita Paradiso, grazie alla collaborazione con l’artista Flavio Rossi, nome d’arte Isso Roivalf, darà vita ad una suggestiva installazione luminosa che vedrà protagoniste le D-Lamp, speciali lampade di carta bianca, resistente e luminosa, dai volumi poligonali. Si sale in quota con la seggiovia Costabella. Info e prenotazioni: ApT Val di Fassa – Moena / +39 0462 609770 / infomoena@fassa.com

11 e 12 marzo 2017

SCUFONEDA (Passo San Pellegrino)

Weekend all’insegna della Scufoneda, festival internazionale di freeride e telemark che ogni anno richiama appassionati da tutto il mondo proponendo escursioni e corsi in compagnia di esperte guide alpine. Come sempre in località Chiesetta al Passo San Pellegrino, nei pressi della seggiovia Gigante, sarà allestito il Villaggio Scufons, epicentro di numerose attività sulla neve, test e prove materiali, proposte gastronomiche, musica e divertimento. Maggiori info e programma completo su www.skiareasanpellegrino.it

17 marzo 2017

DOLOMITI SKI JAZZ (Alpe Lusia)

Dalle ore 12.00 concerto gratuito allo Chalet Valbona con i Jellici/Baldes’ “Soundfields”, quintetto svizzero/tedesco formato da Johanna Jellici (voce), Jochen Baldes (sax tenore, soprano e clarinetto basso), Franz Hellmüller (chitarra), André Buser (basso elettrico) e Tobias Hunziker (batteria). Maggiori info su www.skiareaalpelusia.it

22 marzo 2017

PANORAMA MUSIC FESTIVAL (Passo San Pellegrino)

Dalle ore 13.00 Ty Le Blanc & Band in concerto con musica funky-soul sulla terrazza panoramica dello Chalet Cima Uomo recentemente rinnovata in chiave chic con una nuova postazione bar apres ski, tavolini di legno, sgabelli ricavati da tronchi d’albero e sedie in pelle. Relax e divertimento nel cuore della Ski Area San Pellegrino. Ingresso gratuito.

23 marzo 2017

PANORAMA MUSIC FESTIVAL (Alpe Lusia)

Dalle ore 13.00 concerto rock’n roll con The Cinellis allo Chalet Valbona, uno dei più noti rifugi della Val di Fassa, con panorama mozzafiato sulle vette dolomitiche ancora innevate. L’esibizione dei Cinellis riporterà sulle scene uno storico trio del rock ’n’ roll made in Italy davanti al quale sarà difficile trattenersi dal ballare, anche con gli scarponi da sci ai piedi. Ingresso gratuito.

Dal 25 al 29 marzo 2017

CAMPIONATI ASSOLUTI SCI ALPINO

Un grande ritorno nel comprensorio Alpe Lusia/San Pellegrino con i migliori atleti dello sci italiano a contendersi i titoli di campione assoluto nelle varie discipline dello Sci Alpino. Sabato 25 e domenica 26 marzo sono in programma le prove di Gigante maschile e femminile sulla pista Mediolanum (Alpe Lusia), mentre lunedì 27, martedì 28 e mercoledì 29 ci saranno le gare veloci maschili e femminili sulla pista Le Coste (Passo San Pellegrino). L’evento è organizzato dalla FISI (Federazione Italiana Sport Invernali) con il supporto dello Sci Club 2000 Vicenza e delle società impianti a fune.

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“ Non è finita”

“Non parleranno i politici” ha premesso Alessandro Arici dell’associazione Parto per Fiemme. Manifestiamoci ha radunato una folla gremita davanti all’Ospedale di Cavalese questa sera alle 18.00. Duemila cittadini delle valli di Fiemme, Fassa e Cembra hanno manifestato contro la chiusura del Punto Nascita e di altri servizi essenziali dell’ospedale. Gli organizzatori si sono infastiditi per la distribuzione di volantini della Lega Nord, ritenendo questo gesto un’ingerenza inopportuna. “I politici provinciali che ci hanno aiutato e sostenuto sono il consigliere Piero Degodenz, con un tenace lavoro quotidiano, e l’assessore Mauro Gilmozzi” ha sottolineato l’organizzatore che ha annunciato un incontro pubblico con l’assessore Zeni il 19 marzo al PalaFiemme di Cavalese e una manifestazione a Trento il 26 marzo. Quindi si sono susseguite le testimonianze di mamme che hanno raccontato la loro esperienza negativa all’ospedale di Trento e la situazione di grave disagio che hanno vissuto. I cittadini hanno gridato più volte “vergogna” dopo l’intervento di Arturo Giustardi, primario dell’Ospedale Lourdes di Napoli e stimato formatore a livello nazionale. La sua testimonianza ha di fatto dimostrato la negligenza dell’azienda sanitaria trentina che non lo ha neppure chiamato nonostante la sua dichiarata disponibilità a prendere servizio come pediatra all’ospedale di Cavalese.

Un applauso di cinque minuti è stato dedicato dalla folla a tutto il personale del Punto Nascite di Cavalese che sta vivendo il trauma di questa chiusura. 

Parto per Fiemme ha invitato la popolazione a non arrendersi e a non credere che tutto sia stato deciso, perché i giochi sono ancora aperti e le istituzioni dovranno fare i conti con la determinazione di queste valli montane che vogliono difendere servizi essenziali per la salute. 

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Gli italiani dell'altrove: Ladini

L’Istituto Culturale Ladino sarà presente a Roma il 18 marzo presso il Museo delle Civiltà – Museo Nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari in occasione del progetto “Gli Italiani dell’Altrove” organizzato dal BIA di Milano (Beni Immateriali ed archivistici) in collaborazione con il Museo delle Civiltà e l’Istituto Centrale per la Demoetnoantropologia di Roma.

Il progetto, iniziato già nel 2012, si arricchisce ogni anno con giornate dedicate di volta in volta a una delle minoranze storiche d’Italia, proponendosi di mettere in luce la loro realtà storica e contemporanea, a partire dal loro patrimonio culturale immateriale.

La giornata dedicata ai Ladini delle Dolomiti vedrà la partecipazione di diversi di studiosi, ricercatori ed artisti che hanno indagato il mondo ladino seguendo il filo dei racconti e delle leggende, così strettamente intrecciati al territorio dolomitico, ed hanno saputo trasformarli in arte, in letteratura e in musica.

Apriranno la giornata i saluti istituzionali da parte degli organizzatori e dei rappresentanti istituzionali, tra cui, per la delegazione ladina, Giuseppe Detomas, assessore regionale alle minoranze linguistiche, Mariagrazia Santoro, presidentessa della Fondazione Dolomiti Unesco e Milva Mussner, presidentessa dell’Union Generèla di Ladins dla Dolomites. Fabio Chiocchetti direttore dell’Istituto Culturale Ladino terrà un intervento dal titolo Lingua madre – madre terra, seguito dalla proiezione del docufilm di Piero Badaloni Gli abitanti dell’arcipelago.

Si proseguirà con una degustazione dei sapori tipici ladini a cura dello chef Sergio Rossi, per poi addentrarsi nei miti ladini con la presentazione dello scrittore Roland Verra ed una tavola rotonda con l’antropologo Cesare Poppi, la studiosa di leggende ladine Ulrike Kindl, Piero Badaloni ed altri esperti.

La giornata verrà chiusa dal concerto del trio Ganes, affermate musiciste della Val Badia, che presenteranno il loro ultimo CD “An cunta che…” ispirato proprio alle leggende delle Dolomiti.

L’Istituto Culturale di Vigo di Fassa sarà anche presente con uno stand di pubblicazioni e materiali multimediali per quanti volessero approfondire i temi trattati nel corso della giornata o per avere informazioni sul Museo ladino e la minoranza ladina più in generale.

 

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Un brutto film

L’anno di inaugurazione dell’Ospedale di Cavalese, ( 1955 ), all’età di 3 anni, venni operato, (nel nuovissimo reparto di chirurgia), di ernia inguinale. Sessantadue anni dopo mi tocca assistere allo smantellamento, pezzo per pezzo, di una struttura che in questi decenni ha garantito salute e sicurezza agli abitanti delle nostre Valli e ai nostri ospiti. Mi è incomprensibile  ed è inaccettabile che ciò che hanno realizzato i nostri predecessori, con fatica e grandi sacrifici, venga vanificato dalla nostra società ben più agiata e tecnologicamente avanzata. I pericoli di queste scelte scellerate sono sotto gli occhi di tutti: un senso di insicurezza e frustrazione. Sembra che le priorità dell’oggi non siano più quelle del buon senso diffuso ovvero, prima di tutto la salute e la sicurezza dei cittadini. Se così non fosse, ci dovremmo trovare ad una vera alzata di scudi e ad una reazione di orgoglio delle nostre comunità. Spero di sbagliarmi, ma la tendenza mi  pare sia quella di spingere la nostra società di montagna, ( come un’irresistibile calamita), verso Trento o Bolzano. Mi sembra che si voglia erodere la nostra autonomia e autosufficienza indicandoci la strada del nostro futuro: perdere la nostra identità e diventare, ogni giorno di più un parco giochi stagionale e un dormitorio nei mesi morti.

Guido Brigadoi

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