Addio bar e play station

Dalla passione e l’intraprendenza di tre giovani fiemmesi lo scorso anno, a Carano è nata la Spartans Gym, una palestra tutta nuova, con una vasta offerta alla portata di tutti.

È Denis Corradini, classe 1991, di Carano ad avere l’idea e la voglia di aprire una palestra, ma trovare un posto adatto non è facile. Servono grandi spazi e una struttura di un certo tipo e così, parlando con Devin Perini, che di lavoro fa l’idraulico ma è appassionato di fitness, insieme trovano una soluzione. Assieme a loro, in seguito comincia a collaborare anche Federico Cavada, laureato in Scienze Motorie, come Devin classe 1992. Non è certo una passeggiata, servono numerosi permessi, attrezzature, incontri con le banche e poi progetti, studi sulla disposizione, capire quanta e quale utenza può essere interessata e quanti a lungo termine diventeranno clienti fissi.

Nonostante tutte le difficoltà e gli ostacoli, con pazienza e determinazione i ragazzi aprono la loro Spartans Gym a fine 2016. Una palestra divisa su due piani, uno dedicato alla sala pesi ed un altro riservato ai corsi, attrezzata con tutto quanto il necessario per il fitness ed il body bulding, il powerlifter e il weightlifter, tutte attività mirate al benessere fisico e agli obiettivi di dimagrimento e potenziamento del proprio corpo.

La palestra è inoltre dotata di una gabbia per il corpo libero, uno strumento essenziale e molto ricercato dagli appassionati di fitness. All’interno della struttura c’è anche lo studio del massofisioterapista Mirko Ceschini, il Fisio Zenith, non solo un’ulteriore offerta per i soci ma anche la comodità dell’accesso agli attrezzi per le riabilitazioni.

Ad oggi la clientela è numerosa e particolarmente giovane, ma non mancano le altre fasce d’età. “È bello sapere che possiamo essere una valida alternativa al tempo passato al bar. Ci sono addirittura dei ragazzi delle scuole superiori che, quando marinano la scuola, vengono ad allenarsi piuttosto che passare la mattina nascosti in qualche bar”, raccontano i ragazzi. La maggioranza della clientela è maschile ma le donne sono in crescita, “spesso molte sono spaventate dai pesi e dal rinforzo della muscolatura che rischia di togliere femminilità, ma si tratta di leggende. Ci sono degli ottimi programmi specifici che valorizzano il corpo e danno grandi risultati estetici”.

Ma ci sono anche numerosi corsi offerti dalla Spartans, con istruttrici preparatissimi e sempre in aggiornamento, si va dal piloxing al thai fit, ottimi per scaricare lo stresso abbinato un grande esercizio fisico a ritmo di musica e box, allo yoga e pilates per rilassare la mente e il corpo, ma anche per tonificare senza esagerare nei ritmi e portando grandi benefici ai muscoli e alla schiena. E poi c’è la pole dance, amatissimo sport che abbina femminilità e sensualità a coreografie impegnative che richiedono scioltezza, agilità e resistenza.

Nonostante la giovane età in questa struttura si trovano grandi professionalità, giovani preparati che sanno consigliare e spronare i loro clienti, che spesso sono più degli amici. Perché entrare alla Spartans è come stare fra amici, dove mentre ci si allena si chiacchiera o si incontrano vecchie conoscenze, persone che non vedevi da anni, ma che grazie allo sport si ritrovano nello stesso posto.

“Voglio dare ai giovani lo stesso consiglio che anni fa fu dato a me – dice Denis -: vendete la play station ed investite quei soldi sulla vostra salute e sul benessere della vostra persona. Impegnatevi, imparate a mangiare sano e bene. State alla larga da sostanze che vi creano solo danni e non aiutano per niente i risultati. Per avere risultati dal punto di vista fisico ci vuole determinazione e costanza”.

Denis, Devin e Federico oltre ad una cultura del benessere stanno portando in valle un nuovo sport che è la pesistica, in alcuni stati praticata anche nelle scuole. Un’attività che unisce, sana e senza estremismi. “Sarebbe bello se fra qualche anno qualche fiemmese si facesse conoscere in questo mondo, ancora piuttosto sconosciuto. Sarebbe un buon modo di fare promozione sportiva e salutare” si augurano e ci augurano. Insomma, una nuova proposta per la nostra valle, che anche grazie a questi tre giovani sta ampliando sempre più la sua offerta.

Sara Bonelli

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Arteterapia, che specchio magico

Quando arte e terapia si incontrano, non servono più le parole per scavare in se stessi: le proprie creazioni parlano da sole. E raccontano i conflitti, le paure, i blocchi emotivi, i disagi, ma anche le emozioni positive, la voglia di stare meglio, i desideri inespressi. Così, modellando la creta, disegnando, pitturando o realizzando un collage si superano blocchi e si elaborano problemi.

Che l’arteterapia funzioni per davvero, Elena Corradini lo ha prima di tutto sperimentato su se stessa. E, dopo un percorso artistico più classico, con la laurea all’Accademia delle Belle Arti, si è specializzata alla Scuola Artea, metodo Polisegnico® di Achille Gregorio, iscrivendosi poi al relativo albo professionale. Da sempre attenta a unire arte e sociale, Elena ha collaborato in passato con musei, cooperative, biblioteche, proponendo laboratori e progetti pedagogici ed educativi. Da qualche settimana riceve privatamente nello studio di terapie naturali di Cavalese “RitmoNatura”.

Elena mette in chiaro: “L’arteterapia non significa sfogarsi disegnando. Al contrario, è un percorso estremamente strutturato, proprio come una terapia classica basata sulla parola. Si tratta di un metodo che rispetta le difese di ognuno, perché non si è costretti a parlare e a raccontarsi, ma allo stesso tempo lavora sull’inconscio. Io non interpreto le singole creazioni, ma decodifico l’insieme dei lavori, che col passare del tempo fanno emergere il problema e piano piano lo sviluppano e provano a superarlo. Questi cambiamenti artistici portano a un reale cambiamento della persona”. L’utente sperimenta i vari materiali con cui è possibile lavorare per individuare quello con cui può esprimersi meglio, scegliendo tra materiali secchi, come matite, pastelli, gessetti o pennarelli, materiali umidi, come colori ad olio, acrilici o gli acquerelli, e materiali plastici come la creta. Si può anche lavorare con materiale digitale, con i collage o, ancora, con i fumetti. “Ogni tecnica si addice a tematiche diverse: per esempio, la scultura lavora sul corpo, la pittura sulle emozioni, il materiale grafico sugli aspetti più mentali”.

Elena aggiunge: “L’arteterapia è nata negli anni Cinquanta in ambito psichiatrico. Con la sua diffusione, si è scoperto che fa bene a tutti: dai bambini che possono elaborare emozioni e sentimenti, agli anziani che concentrandosi sull’oggetto concreto riescono a lavorare sul loro vissuto; dai disabili che attraverso le creazioni superano blocchi emotivi e fisici, agli adulti che puntano a conoscersi meglio. Si tratta di un vero e proprio percorso di crescita mediato dall’arte”.

Monica Gabrielli

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Pesce? Sì, ma di sorgente
sdr

In uno dei pochi pomeriggi di maggio accompagnati dal sole, incontro Amneris Delmarco nella sua troticoltura, azienda agricola a gestione familiare, a Masi di Cavalese. Un’attività nata agli inizi del 1900 dal nonno materno Agostino che, appassionato di pesca, da una sassaia riuscì a dar vita a un piccolo allevamento di trote iridee. Negli anni ’60 prese il timone sua madre Tullia con l’aiuto di papà Valerio. Ora, grazie a Amneris, questo pesce di sorgente si può gustare direttamente nell’azienda di famiglia.

Entrando dal cancello, posto di fronte al parcheggio del campo da calcio del piccolo paese, si spalanca allo sguardo un giardino magico, fiabesco, avvolto da un suono d’acqua sgorgante. Un luogo accogliente, dove i pavoni accompagnano i visitatori verso la casa degli allevatori, che ora invita ad assaporare trote e salmerini in una sala da pranzo adibita a agritur.

L’azienda commercia a privati, ma anche a una moltitudine di ristoratori e albergatori trentini che vogliono stupire i clienti con sapori genuini e raffinati. La Troticoltura Vinante, socia “Slow Food”, propone filetti freschi di salmerino, salmerini e trote fario (interi o eviscerati) e il gustoso filetto di salmerino affumicato a caldo o a freddo. Quest’ultimo viene preferito, in queste valli, al salmone affumicato, anche per la provenienza sicura, garantita da acque purissime e da un ciclo biologico naturale. Per i gourmet e i palati esigenti, il filetto di salmerino affumicato ha un aroma unico e delicato. Non a caso, il salmerino è considerato il cugino raffinato del salmone. Inoltre, i nutrizionisti lo consigliano perché è magro e ricco di Omega 3.

Perché avete scelto di allevare il salmerino e la trota fario?

È stato mio padre a scegliere questo cambiamento di specie, che ha qualità superiore. Inoltre, il nostro è un ambiente ottimale per questi pesci che hanno bisogno di acque pulite e fredde. La nostra azienda ha la fortuna di essere costruita sul vecchio alveo dell’Avisio. I bacini, infatti, sono riempiti da una sorgente sotterranea, che riusciamo a utilizzare, grazie ai tre pozzi costruiti negli anni ’80”.

Che differenze ci sono tra questi due pesci d’acqua dolce?

La livrea del salmerino è più scura sul dorso e rosata sulla pancia, picchiettata da tanti puntini rossi, mentre la trota fario ha pinne e pancia giallastre e i puntini, più marcati, sono di color arancio. Ma la cosa che li distingue maggiormente è il gusto. Il salmerino è più delicato, mentre la carne della trota fario è più soda”.

Come gestite l’allevamento?

La nostra prima operazione è togliere al pesce le uova fecondate, per far crescere gli avannotti nella prima suddivisione delle vasche, separate in base alle varie misure di crescita. Occorrono quasi tre anni per far raggiungere all’animale il peso di 3-4 etti, pronto per la vendita. I nostri salmonidi vengono nutriti con farina e olio di pesce, un’alimentazione poco grassa e più genuina. Per questo la carne è di ottima qualità”.

Com’è organizzata l’attività?

Nel 2014, abbiamo introdotto una novità che sta funzionando: la creazione di filetti freschi e affumicati da poter vendere, oltre al pesce appena pescato. Poi dall’anno scorso abbiamo provato l’apertura dell’agritur, con menù a base dei nostri prodotti km 0. Siamo davvero felici di questa scelta, che funziona. La nostra cucina viene apprezzata da turisti ma anche da persone del posto. È il coronamento di un sogno partito dal nonno, passato attraverso i miei genitori, e giunto fino a me”.

Quali sono le stagioni commerciali più redditizie?

“In autunno e primavera c’è meno richiesta, ma nei periodi di turismo siamo ricercati da tutta la regione. Abbiamo contatti con più ristoranti, e tanti clienti privati ordinano filetti. In più, partecipiamo a Campagna Amica, il mercato organizzato da un gruppo di contadini con i loro prodotti, che anima le piazze del paesi della Val di Fiemme e del Trentino, nel periodo estivo”.

Come l’ha spinta a scegliere di seguire questa strada?

Soprattutto per la storia della mia famiglia. Fino al 2013 insegnavo, e quando potevo davo una mano qui a mia mamma Tullia. Da quell’anno sono entrata in società. Ho lasciato la scuola e ho cambiato completamente ruolo. È un’attività che toglie tempo, richiede impegno anche fuori orario. Ma ha molti lati positivi. È una cosa tua, che ti vedi crescere tra le mani. Le ore in più sono retribuite da una clientela soddisfatta e piena di complimenti. Questa è la terza generazione femminile che prosegue nel lavoro, siccome da quest’anno pure mia figlia si è aggiunta. Di tutto questo ringrazio mio padre, che ha fatto scelte azzeccate, puntando sulla qualità e plasmando la nostra filosofia”.

Qual è il vostro pensiero?

“È importante per noi che dall’uovo al piatto ci siano sempre i tre punti dello Slow Food: buono, pulito, giusto. Nonostante il non poco tempo richiesto per la maturazione del pesce, si riesca a offrire un prodotto che ha avuto una buona vita, la più naturale possibile. Guardiamo meno alle cifre, e più alla vera felicità, cercando sempre di dare qualità e benessere”.

Quest’oasi naturale, alimentata da acqua di sorgente, suggerisce un pensiero: nella semplicità abbiamo l’occasione di provare a dare il meglio. Anche la loro cucina, con umiltà e originalità, è riuscita a portare novità e bellezza.

Arianna Nones

 

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Sei giorni tutti da ridere

La MontagnAnimata di Predazzo, dallo scorso sabato fino al venerdì 27 luglio, ripropone la sua kermesse di appuntamenti con artisti che incantano, divertono e sanno donare qualcosa di grande e raro: le emozioni.

La Settimana della Clownerie travolge grandi e piccini in un vortice di risate, fra esibizioni mozzafiato che rivelano tecnica, bravura e grande professionalità.

Nei prati e nei boschi di Gardoné, raggiungibili da Predazzo con la telecabina Predazzo-Gardoné, ogni mattina alle 11.00 vanno in scena spettacoli strabilianti, con i migliori attori clown, giocolieri e saltimbanchi italiani, ogni giorno alle 14.45 gli stessi artisti riveleranno i trucchi della clownerie con divertenti laboratori per bambini.

Solo la giornata di giovedì 26 luglio sarà diversa dalle altre. Per una mattina e un pomeriggio, la scuola di circo Bolla di Sapone, con un immenso gruppo di docenti e studenti, metteranno sul tappeto verde di Gardoné laboratori di ogni genere per far provare a bambini e ragazzi tutti gli attrezzi da circo.

Questa esilarante settimana di magia e colore invita i bambini a sperimentare l’equilibrismo, la giocoleria e la costruzione di attrezzi da circo.

Prepariamoci a ridere, a stupirci e ad applaudire Nicola Sordo (Nikolaus Drache), Fabio Ganz e Yari Polla (I Fratelli AL), Rodrigo e Josephina (I Nanirossi), Mr. Mustache, Omphaloz e la Scuola di Circo Bolla di Sapone di Trento.

 INFO: tel. 0462 502929 – info@montagnanimata.itwww.montagnanimata.it

 

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Il GS Castello al lavoro per una nuova edizione della gara a staffetta

Sabato 11 agosto tocca alla settima edizione ed in cabina di regia della gara podistica c’è, come sempre, il GS Castello. La manifestazione è un autentico happening sportivo con la partecipazione aperta a tutti, anche a chi non è tesserato. È una gara “team” con staffette composte da cinque sportivi che affrontano altrettante frazioni, tutte diverse tra loro e con distanze che consentono la formazione di squadre eterogenee, come è successo in passato, senza limiti di età.

Sono previste squadre maschili (con 5 maschi oppure 4 maschi ed una femmina), femminili (cinque donne) oppure miste con almeno due femmine.

Per i runners molto allenati dal 2016 c’è pure la Ultra Ginkgo, che somma le cinque frazioni per un totale di 30 km da affrontare in maniera individuale, sia al maschile che la femminile. I tracciati con disposizione a stella, ovvero ogni frazione parte ed arriva nello stesso punto, sono rispettivamente di 5.500 metri e 136 m. di dislivello, il secondo di 1900 m. e 34 m/dsl, il terzo di 8.900 m. e 216 m/dsl, il quarto di 3.700 m. e 50 m/dsl ed infine il quinto, più impegnativo, di 10.250 m. e 310 m/dsl (variato rispetto al passato), tutti per gran parte in off road.

I runners abbracceranno il circondario di Castello di Fiemme andando a toccare anche le pertinenze di Cavalese, Molina, Carano, Aguai e pure il parco biotopo del Brozzin.

La quota di iscrizione ammonta a 65 euro per staffetta e comprende pacco gara e pasta party per tutti. C’è tempo fino a lunedì 6 agosto, poi scatta un aumento, ma comunque le iscrizioni chiuderanno improrogabilmente l’8 agosto. Per gli ironmen e le ironwomen della ‘Ultra’ il costo di partecipazione è di 15 euro, con tutti i dettagli sul sito www.gscastello.it.

Lo scorso anno ci fu la rivincita dei team maschili, dopo alcune edizioni in cui a trionfare erano le squadre miste. Dominio quindi del team Nones Sport con Giacomo Gabrielli, Simone Turrini, Tommaso Dellagiacoma, Davide Comai e Paolo Ventura. Nella gara mix i “Masadini”, dominatori di categoria, si sono dovuti accontentare del terzo posto assoluto, mentre tra le donne lo Sportissimo Team ha fatto il vuoto. Degna di nota anche la Ultra Ginkgo, con Alessandro Vuerich incontrastato dominatore dal primo all’ultimo metro, così come Francesca Crippa al femminile.

Quest’anno, per aggiungere un po’ di pepe all’evento, la gara corre a braccetto con la Fassa Up&Down del 23 settembre, creando una classifica generale, la Ginkgo Stafetten si fa ancor più interessante.

Info: www.gscastello.it

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Al passo S. Pellegrino musica in quota

Giovedì 26 luglio alle ore 12:00 sul Col Margherita ci sarà il TT COLLECTIVE “LIKE SONNY, un sestetto formato da musicisti piemontesi e trentini che propone un innovativo approccio al repertorio arrangiando alcune composizioni di Sonny Rollins. Nel gruppo Fulvio Albano (sax tenore e clarinetto), Diego Borotti (sax tenore e soprano), Emilio Galante (flauto), Alberto Marsico (organo Hammond), Mirko Pedrotti (vibrafono) ed Enrico Tommasini (batteria). Partecipazione gratuita. Andata e ritorno in funivia: € 10,00. In caso di maltempo il concerto si terrà alle ore 14:30 presso l’Hotel Arnika a Passo San Pellegrino.

Domenica 19 agosto alle ore 12:00 la splendida terrazza panoramica di Baita Paradiso ospiterà invece il quintetto di MARTINA IORI, cantautrice ventiduenne di Canazei diplomata in violino presso il Conservatorio di Bolzano, con le sue canzoni in chiave jazzistica e alcuni classici del songbook americano in versione ladina. Molto richiesta in tutta Europa, Martina Iori ha vinto nel 2014 due importanti concorsi internazionali dedicati alla canzone in lingue minoritarie: il SUNS a Udine ed il Liet International a Oldenburg (Germania). Partecipazione gratuita. Andata e ritorno con la seggiovia Costabella: € 10,00. In caso di maltempo il concerto si terrà alle ore 14:30 presso l’Hotel Arnika a Passo San Pellegrino.

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Seconda Fiemme Rollerski Cup il 15 e 16 settembre

La stagione di Coppa del Mondo di skiroll si è aperta, e il 15 e 16 settembre in Val di Fiemme ci sarà l’epico finale. Grazie alla Fiemme Rollerski Cup – Cermis Final Climb, la “culla dello sci nordico” sarà chiamata a porre la ciliegina sulla torta ad un evento che – come tradizionalmente accade con il leggendario Tour de Ski – si concluderà sull’Alpe Cermis. E l’erta fiemmese sarà ancora una volta chiamata in causa, coinvolgendo skirollisti di Coppa del Mondo, atleti del challenge scandinavo Guide World Classic Tour e semplici amatori in cerca di una suggestiva sgambata.

A ben distinguersi fra i colossi svedesi nella tappa di Torsby ci hanno pensato Matteo Tanel, terzo, e Francesco Becchis, ottavo, con Jacopo Giardina ed Emanuele Becchis più attardati, mentre fra le donne Anna e Lisa Bolzan sono giunte fra le prime 20. La tappa fiemmese di Coppa del Mondo di skiroll sarà l’ultima e quella che assegnerà i titoli, in assoluto la più prestigiosa, contando inoltre che fungerà anche da appuntamento di chiusura del Guide World Classic Tour, comprendente i migliori fondisti al mondo che ‘assaggeranno’ su strada il percorso fiemmese, prima di affrontarlo qualche mese più tardi sugli sci stretti.

Il 16 settembre partiranno in successione da Ziano di Fiemme i concorrenti élite Guide World Classic Tour, prima di veder scattare – ad intervalli di cinque minuti – gli atleti di Coppa del Mondo femminile e maschile, con invece gli sfidanti popular long & short distance a partire per ultimi, poco dopo i fuoriclasse. Nella giornata precedente, invece, le Mass Start di Coppa del Mondo in tecnica libera (10 km donne/ 15 km uomini), animeranno le vie di Ziano, fulcro nevralgico delle due giornate sugli skiroll.

La Val di Fiemme, oltre ad essere considerata la culla dello sci nordico, è oggi più che mai la “culla” di amatori e campioni, e settembre ne darà ancora una volta dimostrazione.

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Una camminata al sorgere del sole per raccogliere fondi

Sport senza Frontiere Trentino propone anche quest’anno la camminata al sorgere del sole per raccogliere fondi per la progettazione e organizzazione di percorsi sportivi gratuiti per bambini e adolescenti svantaggiati. Dopo il successo della prima edizione, l’evento cambia nome ma non forma. Alba Experience (chiamato Alba Run nel 2017) è in programma domenica 22 luglio, con ritrovo alle 5 di fronte alla partenza dell’impianto Pampeago – Agnello. Dopo la salita in seggiovia, i partecipanti, ognuno con i suoi tempi, senza nessuna finalità agonistica, raggiungeranno prima la località Tresca per ammirare l’alba attorno alle 5.30, poi il Rifugio Passo Feudo, per una prima colazione sulle note di musica classica suonata dal vivo.

Il contributo richiesto è di minimo 30 euro (consigliato 50 euro), che include la salita in seggiovia, la colazione al rifugio e la maglietta dell’evento, oltre all’emozione dell’alba ammirata nel silenzio della montagna. Iscrizioni (fino a un massino di 100 partecipanti) sabato 21 luglio al PalaFiemme di Cavalese, dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 18. Informazioni: marcello@gruppogentilini.it, 328.8114163 (Michela).

Oltre al sostegno dell’Apt di Fiemme, l’evento ha ottenuto il patrocinio della Comunità Territoriale della Val di Fiemme, che condivide appieno gli obiettivi dell’associazione Sport Senza Frontiere Trentino, che punta a garantire il diritto allo sport anche ai minori in difficoltà economica o relazionale, con obiettivi di inclusione e integrazione sociale, promozione di stili di vita sani e prevenzione di fenomeni di devianza giovanile.

 

 

 

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Il 5 agosto “La Vecia Ferovia dela Val de Fiemme”

Dopo la Val di Sole Marathon oramai prossima, i bikers di Trentino MTB saliranno in sella per competere a “La Vecia Ferovia dela Val de Fiemme”, il 5 agosto da Ora) a Molina di Fiemme, penultimo acuto stagionale del circuito dedicato alle ruote grasse sugli sterrati del Trentino.

Ventidue edizioni non si festeggiano casualmente, e quello della Polisportiva fiemmese è un comitato preparato e competente che non manca di riservare novità ai propri appassionati.

La tradizionale sfida di Trentino MTB si svolgerà lungo il percorso “classic” di 47 km e 1.549 metri di dislivello, ma la gara è troppo bella per non essere ‘gustata’ anche da chi non ha particolari velleità di classifica. Ecco dunque un tracciato nuovo di zecca di 36 km e 1.027 metri di dislivello dedicato agli escursionisti, chiamato “short” ma con poco meno di una decina di chilometri di differenza rispetto al primo, che riserverà circa 500 metri di dislivello in più.

Le bellezze e peculiarità tecniche dell’itinerario di gara “classic” potranno comunque vedere anche gli escursionisti protagonisti, così come gli e-bikers verso i quali il comitato ha sempre un occhio di riguardo.

News anche per quanto riguarda alcuni tratti della gara, dalla partenza, al nuovo GPM in località Arodolo, sino al finale, più scoppiettante che mai. Iscriversi costa 30 euro entro il 22 luglio, ma anche i bimbi e i ragazzi fino ai 16 anni (nati 2002 – 2018) avranno il proprio divertimento su ruote grasse nella “MiniFerrovia”.

In questo caso partecipazioni alla quota di 6 euro da effettuarsi sabato 4 agosto dalle ore 13 alle 14.30 nella zona di partenza situata in località Pineta di Piazzol a Molina di Fiemme, rigorosamente firmate da un genitore, prima di partire ufficialmente alle ore 15.30. Il tracciato della ‘Mini’ sarà un breve circuito da percorrere più volte a seconda della propria categoria con, al termine della mini-sfida, un omaggio a tutti gli aspiranti bikers.

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L’ultimo giro di danza del fondatore della Taverna Lajadira.

Si è spento un sorriso. Un sorriso che si incontrava molto volentieri nelle valli. Un sorriso che accendeva una luce dopo l’altra nella vita dei suoi familiari. Carmelo Azzolini ci ha lasciato, all’età di 84 anni. È spirato nella sera del 15 luglio in ospedale. Era un uomo che non si arrendeva mai, neanche di fronte alla malattia già diagnosticata nel 2010. Si preoccupava soltanto di non rattristare i familiari e gli amici. Molti lo ricordano come “Signor Carmelo”, con i suoi gesti d’altruismo e i suoi modi eleganti e gentili.

Nato da una famiglia numerosa, con otto fratelli cresciuti “en temp de guera”, era figlio di un falegname di Lizzana ed è stato quello il primo lavoro che ha appreso da piccolo. Ma negli anni del boom economico lo attendevano altre sfide. Con i suoi fratelli e l’aiuto delle sorelle aprì tre bar a Rovereto. Dal nulla creò esercizi che divennero centri di ritrovo e aggregazione importanti e che tutt’ora sono ricordati con nostalgia.

Nel ’68 si trasferì a Moena, dapprima da solo, poi con la famiglia. Qui aprì la prima discoteca delle Valli di Fiemme e Fassa: la leggendaria Taverna Lajadira. Il successo fu immediato. Infatti, ben presto divenne un locale di riferimento, dove tutti ballavano spensierati e si godevano momenti di divertimento.

Lajadira ospitò personaggi famosi degli anni Settanta, come Giorgio Gaber, Orietta Berti, Sandro Giacobbe, Gianni Rivera. Il locale era teatro di concorsi di bellezza ed eventi di richiamo, ma soprattutto era un luogo di ritrovo per i giovani. Quante storie d’amore sono nate in quel locale. Oggi un fiume d’affetto si sta riversando sui familiari attraverso commoventi commenti su Facebook. Uno fra tutti: “Ciao Carmelo, quanti bei ricordi di gioventù passati insieme. Facci ballare e ridere ancora”. Il lavoro di Carmelo è stato sempre quello di scatenare sorrisi, anche quelli di chi aveva pochi soldi da spendere a quei tempi. Proponeva un divertimento genuino, mai eccessivo. In tanti lo ricordano come un uomo affettuoso, rispettoso e moderato: “Non diceva mai una parola di troppo”.
Dovunque andava portava serenità. Tanto da farne una professione.

Non ha mai fatto pesare le sue preoccupazioni alla moglie Loredana e alle figlie Cinzia e Sara, nemmeno quando si è ammalato. Era un uomo mite, ma forte, coraggioso e sempre ottimista.

È stato una grande esempio per il nipote Matteo, di cui è sempre stato fiero. Non è stato solo un nonno per lui, ma anche un padre, colmo di smisurato amore. Era Carmelo il punto di riferimento di tutta la famiglia.

I suoi amici lo ricordano come un uomo socievole, affidabile e senza pregiudizi. Amava il confronto, la socializzazione e la condivisione.

Da giovane ha fatto parte della società sportiva di Lizzana. A Moena, poi, è stato consigliere comunale, membro del Grop per Moena che si occupava del decoro urbano e delle manifestazioni. Come presidente, è riuscito a portare il Circolo Tennis alla sua epoca dorata.

La sua grande passione è sempre stata quella del ballo. Così ha danzato fino a pochi mesi fa nei circoli pensionati di Fiemme e Fassa. Anche l’attività di sommelier lo ha accompagnato tutta la vita, membro dell’associazione sommelier di Fiemme e Fassa, con la quale negli ultimi anni ha condiviso viaggi, degustazioni e attività di volontariato.

Le sue donne (“le me done”, come le chiamava lui), assieme al nipote Matteo vogliono ringraziare tutti coloro che hanno dimostrato stima ed affetto nei suoi confronti, chi lo hanno accompagnato negli anni della malattia e coloro che sono vicini in questo momento.

Un grazie particolare all’affetto della dottoressa Cristiana Sommavilla e al nipote dottor Paolo Faes, per la sua dedizione nel curarlo e nel sostenerlo.

Dopo la diagnosi, non ha mai mostrato un momento di cedimento. Ha sempre reagito con ottimismo, forza di volontà e tenacia alle prove a cui lo ha sottoposto la malattia. “Sempre avanti”, era convinto che le cose sarebbero andate bene. Lui, in questi ultimi anni, è stato un grande esempio di vita per chi gli era accanto.

I familiari abbracciano commossi tutti gli amici. Lui aveva stretto legami d’affetto forti e calorosi. Aveva amici “veri”. E questo non è da tutti.

Saluteremo Carmelo martedì 17 luglio alle ore 14.00. La funzione funebre si svolgerà nella Chiesa Parrocchiale di Moena.

 

 

 

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