Energia pulita al Supermercato Poli

Attenzione all’ambiente, sostegno alle associazioni, ascolto dei bisogni del territorio. Su questa base il gruppo Poli combatte lo stereotipo che vuole le aziende private della grande distribuzione interessate esclusivamente al proprio tornaconto. Mauro Poli, responsabile dell’area marketing, lo mette in chiaro: “Dal 2001 siamo tra i pochi del settore a redigere il bilancio sociale. Non siamo presenti fisicamente nei nostri negozi, ma ci siamo a tutti gli effetti come vicinanza e attenzione. Siamo, per esempio, impegnati con iniziative di finanziamento ad associazioni e scuole, oltre che con programmi di sostegno a piccoli produttori agricoli. Senza parlare dell’occupazione, con i nostri 1.700 dipendenti e le relative ricadute sociali ed economiche”.

Il gruppo, che quest’anno festeggia i 70 anni, è presente in Val di Fiemme da 20 anni, prima con l’apertura del negozio di Ziano di Fiemme (che da due anni è passato sotto l’insegna Amort, caratterizzata da prezzi più bassi e confezioni famiglia), poi con la filiale di Predazzo. E proprio il negozio di via Fiamme Gialle è stato da poco oggetto di una consistente rivisitazione: “In accordo con la proprietà del centro commerciale, abbiamo riqualificato l’atrio della struttura, realizzando una sorta di piazzetta centrale, con una veste più attuale e moderna. Il punto vendita è stato ampliato e rinnovato, sia nella proposta commerciale sia dal punto di vista tecnico”, spiega Poli.

In particolare, si è deciso di puntare, come in molti altri negozi del Gruppo, sul risparmio energetico e il rispetto ambientale: “Siamo stati tra i primi a utilizzare le centrali a CO2 per raffreddare i frigoriferi e per riscaldare l’ambiente. Sfruttando un gas naturale, non inquinante, riusciamo ad avere ottime prestazioni energetiche. Questi impianti ad anidride carbonica, inoltre, sfruttano il calore di scarto per la produzione di acqua calda e il riscaldamento. Con la ristrutturazione abbiamo dotato anche il negozio di Predazzo di questa tecnologia, ancora poco utilizzata nel settore perché richiede un consistente investimento economico. Oltre a ciò, ci avvaliamo di illuminazione a led e di sistemi di chiusura dei frigoriferi, piccole attenzioni che dimostrano la nostra attenzione all’ambiente”.

A Predazzo, Poli non punta solo sulla tecnologia, ma anche sui servizi: oltre all’ampliamento dei reparti dedicati al biologico e alle intolleranze alimentari, è stata aperta la pescheria con arrivo quotidiano del pesce, la prima in alta valle, che sta riscuotendo un grande apprezzamento per varietà e qualità. Ma l’attenzione passa anche attraverso l’ascolto dei bisogni della clientela: “Partiamo dal presupposto che non è il cliente che deve adattarsi al negozio, ma il negozio che deve saper rispondere alle esigenze del cliente. Ecco perché siamo stati i primi in valle ad adottare l’orario continuato e l’apertura domenicale. Servizi che vengono apprezzati non solo dai residenti, ma anche dai turisti”. Mauro Poli commenta: “Ogni attore del sistema valle contribuisce, nel suo ambito, a rendere un territorio più attrattivo di un altro. Noi della grande distribuzione non possiamo dimenticare che il turista vuole libertà, anche negli orari per fare la spesa. Rispondere a questa esigenza significa di fatto sostenere il territorio, anche da un punto di vista turistico. Le ultime due stagioni, quella invernale e quella estiva, sono state particolarmente positive e, complice anche un meteo favorevole, ci danno ragione, tanto che il punto vendita di Predazzo è in continua crescita”.

  1. B. C.

 

 

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Orienteering, il grande ritorno

Il passato a volte ritorna. Lo sport orienteering in Val di Fiemme ha avuto una storia articolata, ricca di eventi ma anche di persone che in modi e tempi diversi si sono impegnate. In merito all’attività scolastica, vanno ricordati i primi animatori ufficiali di questo sport in Valle (formati da Vladimir Pacl, il padre fondatore dell’orienteering italiano): gli insegnanti Giancarlo Alessandrini e Giampiero Guerrini, che dal 1975 fino al loro pensionamento, si sono prodigati per far conoscere l’orienteering in modo vivace ed entusiasta e con intenti non agonistici.

Lo scorso 11 aprile, ad Alberè di Tenna (località tra i laghi di Caldonazzo e Levico), sono andati in scena i Campionati Studenteschi Provinciali. Tra gli oltre quattrocento giovani provenienti da numerose scuole del Trentino, vi hanno partecipato anche un folto gruppo di giovani studenti degli Istituti Comprensivi Predazzo-Tesero e Cavalese.

A sorpresa, nella categoria Ragazze, medaglia di bronzo per la giovane Annika Brazzoduro dell’I. C. Predazzo-Tesero. È stata in grado di precedere oltre una sessantina di coetanee.

Nella speciale categoria Open (riservata a giovani con disabilità), medaglie di argento e di bronzo, rispettivamente conquistate da Valeria Dellantonio e da Letizia Rappo, entrambe dell’I.C. Predazzo – Tesero.

Altri piazzamenti di rilievo nella categoria Cadette, con Ilaria Brigadoi dell’I:C. Predazzo – Tesero (8^ posizione) e Margherita Saccon dell’I.C. Cavalese (11a posizione).

Da registrare anche dei successi per altri fiemmesi, frequentanti però l’Istituto Agrario di San Michele all’Adige. Nella categoria Juniores maschile, due giovani di Ziano (entrambi atleti “orientisti” tesserati con l’A.S.D. Cauriol e pure “azzurri” di sci orienteering) hanno conseguito buoni risultati: Michele Deflorian è giunto 4° (a soli 5 secondi dal terzo gradino del podio), 9° posto invece per Francesco Lauton.

Da sottolineare che gran parte dei giovani fiemmesi”, per la prima volta, si sono cimentati in una manifestazione ufficiale di orienteering.

Gli Istituti Comprensivi di Predazzo-Tesero e di Cavalese nei mesi scorsi, hanno previsto delle lezioni teoriche e pratiche, grazie alla disponibilità degli insegnanti di scienze motorie e di due tecnici federali.

A livello scolastico, l’orienteering sta trovando numerosi consensi. Le attività promozionali compiute, anche grazie al sostegno delle amministrazioni comunali (in particolare quelle di Tesero, Panchià e Cavalese) stanno portando buoni frutti.

Ci sono basi ormai solide, per una crescita e maggior diffusione dell’orienteering, con l’intento anche di combattere la sedentarietà diffusa e la solitudine di molti giovani.

Marco Rosa

 

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Vivete e vincete

Con il 18 maggio si è concluso il percorso all’istituto Rosa Bianca di Cavalese e Predazzo con il nostro Punto d’ascolto Disturbi Alimentari Fiemme e Fassa. Un totale di 7 classi di prima liceo. Inizialmente noi volontari ci siamo chiesti “ma non saranno troppo piccoli?!”, eppure parlandoci abbiamo colto davvero la gravità dell’insorgenza in età sempre più giovane.

Chi ha un’amicizia, chi si sente male, chi comunque ne ha sentito parlare ancora in passato… i ragazzi si sono dimostrati interessati, coinvolti, partecipi e attenti.

Una delle domande che ci pongono spesso è “ma si può guarire?” Perché purtroppo si sente parlare solo di DCA quando ormai è troppo tardi e la vita è volata via. Mentre invece, il nostro obiettivo come sportello, è anche e soprattutto quello di testimoniare che si può tornare a Vivere, si può guarire e che il diritto alla cura è sacrosanto per tutti. Facciamo sempre presente la possibilità di potersi rivolgere al nostro sportello gratuito come luogo d’accoglienza, d’ascolto svincolato da giudizi, di comprensione e di indirizzo ai possibili percorsi di cura. Tra questi ricordiamo sempre il CDCA dell’Apss di Trento presso il quale si è seguiti da un’equipe multidisciplinare, trattandosi non solo di malattie che implicano complicanze fisiche ma prima di tutto disturbi legati alla psiche, all’emotività e alla fragilità dell’Anima dell’individuo. Ogni persona ha tempi, modalità e luoghi diversi di cura, ed essenziale si rivela anche la precocità della diagnosi e la qualità dell’intervento di cura.

In occasione del 2 giugno, Giornata Mondiale per la sensibilizzazione e l’informazione sui Disturbi del Comportamento Alimentare, anche noi teniamo a dare voce e dignità a tutte le persone che si trovano ad affrontare queste difficoltà, alle famiglie, ai terapeuti, a tutti quanti lottano in prima persona o di riflesso. Siamo tutti uguali, ognuno con un Cuore, una mente, delle sensazioni, un vissuto, dei problemi, dei difetti e tantissime risorse. In questa giornata che ha come obiettivo l’unione di ogni forza messa in campo vogliamo urlarlo… non giudicate ciò che non conoscete, prestate ascolto, e se necessario chiedete aiuto, sempre… e soprattutto VIVETE. VIVETE E VINCETE!!

Per info e contatti sul nostro punto d’ascolto ci trovate anche su Facebook al link

https://www.facebook.com/Punto-ascolto-Disturbi-Alimentari-Fiemme-e-Fassa-874211376039711/

Veronika Dellantonio

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Il tempio della “forma,”cambia forma

Con l’arrivo della bella stagione, il punto vendita del Caseificio “Val di Fiemme” cambierà “forma” e diventerà una piccola boutique del gusto. Dalla fine di maggio, il negozio di via Nazionale indosserà una nuova veste.

“Risveglia i tuoi sensi!” è lo slogan che comparirà sulle insegne, sulle pubblicità, sui furgoni. Mentre la pelure della gamma del Formae Val di Fiemme rivelerà l’aspetto femminile, e quindi accogliente, della valle.

Logo e immagine avranno un concept sensoriale. Così come l’arredo rustico-contemporaneo. Il design innovativo e accattivante suggerirà piacevoli sensazioni attraverso la pietra e legno, scelti per sottolineare il legame del Caseificio con il territorio dove opera con passione da più di 50 anni. Il nuovo punto vendita diventerà un luogo di riferimento e un punto di degustazione per tutti gli amanti dei formaggi che potranno contare sull’esperienza e la conoscenza di Cinzia e Filiberto. Qui si troverà un’ampia gamma di prodotti del caseificio con stagionature, consistenze e sapori diversi. Più di quaranta tipologie divise in tre gamme per aiutare la clientela nella comprensione e nella scelta dei formaggi: i “classici” (tra cui spiccano il Delicato Cavalese, il Rettangolare Cavalese, la ricotta, il Formae Val di Fiemme), gli “immancabili” (dove troviamo la Fontal Cavalese, eccellenza trentina, il Trentingrana 14-18 mesi, il Puzzone di Moena DOP), gli “introvabili” (tra cui spiccano lo Stravecchio di Fiemme, il Caprino stagionato a latte crudo, i Formaggi di fossa e di grotta, e il Buon per te senza lattosio). Non mancheranno, inoltre, alcune eccellenze italiane, fra cui: il gorgonzola DOP, il pecorino di Pienza e una serie di prodotti di fascia medio-alta da abbinare ai gustosi formaggi che profumano di latte e di pascoli fioriti.

Dagli scaffali si affaccerà un ricco assortimento di mieli, confetture, mostarde, vini, tisane. Prodotti, questi, di aziende simbolo della cooperazione trentina (es. Cantina Mezzacorona o di Lavis, la Federazione Allevatori della Provincia di Trento), di aziende medio-piccole della Valle, ma anche di piccole realtà che vanno oltre i confini locali. Si darà risalto così alle produzioni tipiche fiemmesi, trentine e altoatesine ma anche alle specialità di altre regioni d’Italia, offrendo risalto ai prodotti bio.

Il tocco di innovazione sottolineerà il rispetto per la tradizione, oltre che la “cultura” del latte e della montagna.

Fra le novità, un angolo dedicato ai più piccoli e un grande monitor che permetterà di vedere la lavorazione del prodotto e i magazzini per la stagionatura, mentre da una piccola finestrella in legno si potrà assistere in diretta alla caseificazione ad opera degli abili mastri casari.

 

 

 

 

 

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Artigianato, lieve ripresa

Negli ultimi numeri dell’Avisio abbiamo analizzato gli ottimi risultati sul mercato italiano ed estero delle industrie locali, sottolineando una ripresa economica nel settore della produzione.

Questa volta la nostra attenzione si focalizza sull’artigianato e l’andamento di questo importante ramo della società valligiana. Giovanni Dellagiacoma, presidente dell’Associazione Artigiani di Fiemme, guarda con positività al futuro del settore. “Il recupero c’è, pur essendo ancora lieve – spiega -. Siamo però consapevoli che i livelli raggiunti prima della crisi economica che ha colpito il nostro Paese non sono ancora alla nostra portata”. Dati alla mano, il settore dell’artigianato nella comunità della Val di Fiemme conta 722 imprese, regolarmente iscritte all’albo provinciale delle Imprese Artigiane, per un totale di 1.926 addetti, tra titolari, soci e collaboratori, occupati in questo campo.

La crisi economica, che ha colpito tutta la società su vari fronti, non ha risparmiato, in questi anni, nemmeno gli artigiani; dalla fine del 2014 si conta infatti un saldo negativo che ha coinvolto 30 imprese. E un conseguente calo degli addetti di 49 unità, ovvero un 2,4 %. Pur essendo un dato negativo, le perdite del settore artigiano valligiano sono decisamente inferiori alla media provinciale sul triennio 2014-16, che conta perdite per un 4,2 %.

Di aiuto per il settore sono stati di certo gli incentivi provinciali che hanno dato coraggio alle imprese locali, inoltre, come dice Dellagiacoma, la ripresa ha dato via al recupero del mercato immobiliare e le ultime stagioni turistiche, dai risultati più che buoni, hanno riavviato il volano economico.

La federazione più rappresentata in ambito locale è quella dell’edilizia che conta il 32 % delle imprese totali. Considerando anche il campo degli impianti, la filiera delle costruzioni rappresenta complessivamente il 46% delle imprese artigiane, sul nostro territorio. Si registra, inoltre una presenza molto elevata di imprese del settore legname, rispetto al dato medio provinciale, 20% contro un 12% sul dato provinciale. Grande rilevanza anche nel settore dell’impiantistica, cresciuta negli ultimi anni specialmente per fornire una risposta concreta ed efficace alla necessità di manutenzione del grande patrimonio immobiliare turistico delle Valli di Fiemme e Fassa. Il ramo meno rappresentato risulta invece quello dell’autoriparazione, della meccanica e servizi affini, per il quale spesso anche le offerte di lavoro scarseggiano.

L’analisi dei dati riguardanti l’andamento dell’artigianato mostrano come anche in un ambito a spiccata vocazione turistica, come il nostro, l’artigianato dà lavoro a 10 persone ogni 100 abitanti e questo porta il nostro territorio in prima posizione nel contesto provinciale. Questo a riprova del valore sociale e occupazionale che riveste il comparto e la produttività che si ripercuote sulle nostre vallate.

Infine, si rileva che il volume d’affari medio generato dall’artigianato del territorio, tengono conto degli uffici situati a Cavalese e Predazzo, relativo al 2016, si stima superiore ai 100 milioni di euro. Questo analizzando un campione di 173 imprese, pari circa ad un quarto del totale.

Insomma, possiamo essere fieri del nostro mondo artigianale e dei risultati che esso porta al territorio in cui viviamo. Non solo le imprese locali sono spesso motivo di vanto per le loro capacità e professionalità ma anche per l’enorme incentivo all’economia valligiana e al settore occupazionale. Soprattutto nell’ultimo anno anche gli artigiani sono tornati alla ricerca di manodopera e con coraggio hanno ripreso ad assumere.

Se il settore lavorativo mostra segni di ripresa, ne sono ottime testimoni due giovani mamme di Carano che nonostante gli impegni familiari hanno coronato il loro sogno di essere lavoratrici autonome, contrastando il luogo comune che una mamma non possa occuparsi contemporaneamente di casa e lavoro.

La prima è Sabrina Mich, mamma di Giorgia e Massimo, che lo scorso luglio ha dato vita al suo Happiness Cafè. Un nome, una garanzia. Un bar assolutamente nuovo, curato in ogni minimo particolare, con tanti richiami al territorio e una scelta di prodotti che lo valorizzano al meglio. “Ho sempre lavorato in questo settore – racconta Sabrina – e aprire una mia attività è stato seppur spaventoso e rischioso, un realizzarmi come donna. Non è sempre facile far combaciare il lavoro con la famiglia, ma i miei figli sono diventati più responsabili in questo periodo e mio marito mi sostiene. Non nego che a volte sia faticoso, ma ho scelto degli orari sui quali sono molto intransigente, proprio per non rinunciare alla mia famiglia. Sono molto soddisfatta dei risultati che sto ottenendo”.

E poi c’è Marica Delvai, mamma di Nadia, parrucchiera per professione e per passione, che con il suo Salone Marica, non solo ha aperto una nuova attività a Carano, ma ha anche ristrutturato una casa disabitata da tempo e dato nuova vitalità alla vicina piazza, dove spesso ci si incontra, dopo un taglio o una piega. Nonostante la giovane età Marica mostra una grande abilità.

Se ho avuto il coraggio di aprire un salone tutto mio – confida Marica – è stato sicuramente merito della mia famiglia, in particolare di mio fratello Andrea che mi supportata ed aiutata fin dall’inizio. Essere mamma e lavorare non è sempre facile, bisogna imparare ad organizzarsi. La domenica e il lunedì sono i giorni in cui mi dedico anima e corpo alla mia bambina, cercando di passare con lei un tempo di qualità. La fortuna più grande, quella che permette a molte donne di essere anche delle imprenditrici, è sicuramente quella di avere i miei genitori, meravigliosi nonni, come supporto. Senza di loro non potrei mai fare le due cose”.

Sara Bonelli

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Fiemme, pronta al decollo

Per una volta, i turisti c’entrano poco. Sì, è vero che sia d’estate sia d’inverno vediamo scendere ripetutamente dall’Alpe Cermis molte vele colorate a cui stanno appesi la guida e l’ospite che cerca di godersi il panorama. Però, l’attività di Volavisio va molto oltre i voli in tandem giù fino ai prati di Masi.

La nostra è una Asd, un’Associazione sportiva dilettantistica dal carattere multidisciplinare che fa del volo libero il proprio fine, nata per unire tutte le tipologie di volo presenti in valle” ci racconta Giorgio Rinaldi che è nel direttivo del club ricoprendo il ruolo di segretario. “Abbiamo sede a Cavalese e contiamo 36 iscritti, tra cui il presidente Francesco Bizzotto, molti dei quali attivi. Per convenzione, indichiamo come tale un pilota che effettui almeno 5 o meglio ancora 10 voli all’anno. Alcuni, invece, volano solo poche volte in una stagione e c’è anche una minima quota di soci simpatizzanti che aderiscono soltanto alle nostre iniziative. Tra noi non ci sono solo praticanti del parapendio o del deltaplano – le due attività con cui viene usualmente definito il volo libero – ma anche piloti di ultraleggero, piloti di elicottero, gente abilitata al volo con deltaplano a motore. Abbiamo anche soci che professano il paramotore, cioè il volo con il parapendio veicolato da un piccolo propulsore a elica portato nello zaino sulla schiena che ha una potenza sufficiente per spostare il pilota in cielo. L’aliante – che nella logica pur parrebbe dover essere considerato all’interno della categoria – invece viene contemplato come un genere a parte”.

Uno dei soci è anche istruttore federale di parapendio e ha un’altra scuola di volo locale, con cui offre un ulteriore servizio di volo biposto ai turisti. “Il nostro scopo, oltre che volare, è proprio quello di mettere in pista una serie di attività che abbiano lo scopo di far conoscere il mondo del volo libero: oltre alla nostra scuola, abbiamo avuto tra le altre anche una collaborazione col Comune di Cavalese, con il Comitato dei Mondiali di sci nordico o con gli organizzatori della Marcialonga per organizzare una serie di voli su richiesta per gli ospiti. Anche le manifestazioni ormai ben conosciute del volo di Babbo Natale e di quello della Befana, che ormai da diversi anni arrivano dal cielo per la gioia dei bambini, sono portate avanti in quest’ottica. Anche le stesse gare sociali”.

L’attività dei voli biposto è comunque quella con cui più spesso Volavisio viene identificata: “Sono un pilota abilitato dal 1995 – spiega Giorgio Rinaldi -. Ho un’esperienza pluridecennale e credo di aver superato la soglia dei 1700 voli di coppia per accompagnare un turista. Battesimi dell’aria, regali di compleanno, anniversari, scommesse con gli amici, pagamenti di pegno o semplicemente per godersi il panorama della Val di Fiemme dall’alto: ogni occasione è buona per un volo dal Cermis. Bastano 100 euro (a parte la risalita con gli impianti, ndr) per un volo planato di circa 27-28 minuti. Se c’è un po’ di attività termica con correnti ascensionali calde (che rendono l’aria vicino a terra più leggera tanto da sollevarsi verso l’alto), possiamo anche provare un po’ di risalite, allungando i tempi di volo. Vado personalmente molto fiero della mia collaborazione con Sportabili di Predazzo: avere l’opportunità di accompagnare in cielo disabili o non vedenti e far loro conoscere la nostra realtà è un grande privilegio”.

Sapevate che in una giornata di bel tempo, adatta da un punto di vista del vento, si può decollare al Cermis e atterrare a Canazei? “Sì, certo. Può capitare”, continua Giorgio Rinaldi. “La Val di Fiemme, del resto, gode di una geomorfologia e di una situazione meteo particolarmente adatta. C’è infatti un movimento d’aria costante, attivato dall’irradiazione solare che scalda l’aria nel fondovalle, producendo una brezza continua – da Castello fino a Predazzo, da ovest verso est – che in certi orari può diventare anche un vento piuttosto vigoroso”.

Una valle fatta a misura per gli amanti del volo libero tanto che, in linea puramente teorica, potrebbe essere l’ambientazione ideale anche per una serie di gare ed eventi ad hoc. Del resto, in questi ultimi mesi, l’attività agonistica del parapendio – spesso in competizioni che prevedono in combinata anche lunghi spostamenti a piedi – si stanno moltiplicando all’interno del calendario dell’outdoor internazionale: “Mi piace ricordare il meeting europeo – il Fassa Sky Expo – di fine settembre, un festival di livello internazionale che vede decine e decine di vele scendere in contemporanea dal Col Rodella sopra Campitello. Credo di poter affermare che il Col Rodella non sia uno spot migliore del Cermis ma gode della presenza dell’ex campione del mondo, Jimmy Pacher, che ha aiutato la promozione dell’Alta Val di Fassa come destinazione eletta per chi pratica il nostro sport. Oggi esiste un mercato del parapendio che fa riferimento a Canazei. Un giorno, con un piccolo investimento nella comunicazione e un po’ di volontà politica, potrebbe succedere anche in Fiemme”.

Peraltro, Volavisio si va vanto dell’attività agonistica di un suo iscritto, il deltaplanista Claudio Deflorian di Predazzo, “un pilotone di vecchia data” che registra ottimi risultati nelle sue gare. “Al di là di tutto comunque, per noi il volo rimane sempre e solo una grande passione. Qualcosa che ci portiamo dietro sempre”, non solo in senso lato. “La grande libertà che questo sport regala si riflette anche nella quotidianità. Noi possiamo volare grazie ad una vela che si ripone all’interno in un sacchetto facilmente trasportabile e finisce che ce la portiamo dietro sempre, anche e sorpattutto in vacanza. Io ho volato alle Canarie, con mille metri di vuoto tra me e l’Oceano. Ho volato sulle Alpi francesi e nella Stubaital, sopra Innsbruck. Però, non mi annoio mai di decollare sopra Cavalese…”.

Enrico Maria Corno

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Nacht der Keller

Tradizione, territorio e vino di alta qualità. Tutto questo si fonde in un evento unico e immerso nelle suggestive valli del Trentino-Alto Adige: la “Nacht der Keller”, che coinvolge le cantine della zona con 11 itinerari e mette in contatto le comunità con tutte le eccellenze di una terra così ricca di tradizione. Durante l’intero evento il pubblico si potrà spostare in tutta sicurezza da una cantina all’altra grazie al servizio navetta messo a disposizione, per il quale è necessario acquistare, nelle cantine partecipanti o sul bus stesso, un biglietto al prezzo di € 5.

Anche la Cantina di Ora di Schenk Italian Wineries in questa edizione si posiziona sulla mappa della Strada del Vino, a conclusione del percorso Caldaro-Vadena-Ora, e durante la serata del 9 giugno (dalle 17.00 alle 24.00) proporrà un aperitivo di benvenuto nel wine-shop, una visita guidata della cantina con gli enologi Daniele Ress e Carlo Filippi e a seguire una degustazione in giardino dei suoi vini Kellerei Auer: il Lagrein, il Pinot Grigio e il Gewürtztraminer, accompagnata dalla musica dal vivo del Gruppo Jazz Unjazz Trio.

Schenk Italian Wineries è tra le più significative realtà vitivinicole a livello nazionale e collabora con produttori locali di alto livello nelle regioni italiane più vocate alla coltivazione dell’uva come l’Alto Adige, la Toscana, il Veneto, la Sicilia, il Piemonte, la Puglia e l’Abruzzo. Con l’acquisizione delle cantine Bacio della Luna a Vidor – Valdobbiadene (Treviso) e Lunadoro a Valiano di Montepulciano (Siena), è stato compiuto il primo passo del progetto Italian Wineries͟, con lo sviluppo di importanti marchi territoriali.

Nel wine shop dell’azienda a Ora (aperto dal lunedì al venerdì 8.00-12.00 e 12.00-13.00 e il sabato dalle 8.00-12.00) si possono trovare i prodotti più rappresentativi del Gruppo. Un vero e proprio angolo di paradiso vinicolo, dal quale attingere per poter gustare l’Italia in un calice.

 

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Un team di under 30 per Casa Begna

Si dice che i giovani sono poco interessati alla cultura e alla storia del proprio paese, questo certo non vale per Carano e il suo museo Casa Begna.

Da poche settimane, infatti, si è insediato il nuovo direttivo dell’associazione che si occupa, ormai dal 2010, della gestione della casa museale ed è capitanato da una giovanissima laureanda in Beni culturali. Elisa Seghezzi, classe 1994, guida il gruppo giovane e frizzante, che l’ha votata all’unanimità come nuova presidente. Dopo vari anni sotto la vulcanica guida di Claudio Delvai, è arrivato il momento di passare il testimone attenendosi al ricambio generazionale, nel quale molte associazioni sperano ma non per tutti è così facile.

Gli associati di Casa Begna hanno invece dimostrato di viaggiare controcorrente. È altissima la percentuale di under 30 che compongono il nuovo direttivo.

Elisa, che si sta avviando alla tesi, incentrata su Camillo Rasmo, è dal 2015 una delle più giovani consigliere comunali. La sua grande passione per la storia e la cultura l’hanno spinta a mettersi in gioco e a candidarsi come presidente. “Spero di riuscire a portare avanti l’egregio lavoro fatto da chi mi ha preceduto, Marcella e Claudio. Il gruppo, con cui ho la fortuna di collaborare, non è solo composto da giovani ma anche da persone ricche di esperienze in campo museale, persone che dedicano il loro tempo gratuitamente con l’obiettivo di far riaffiorare le nostre tradizioni. Lavorando insieme possiamo valorizzare il patrimonio storico del nostro paese”. Al suo fianco, l’archeologa Letizia Bonelli, nominata vicepresidente, il neo-commercialista Massimo Canal con funzioni di segretario, i giovani del Banderal Marco Niederleimbacher, artigiano, e Lorenzo Valgoi, studente classe ’99. A occuparsi degli aspetti didattici Marta Niederleimbacher e poi ancora Damiano Iellici, laureato in Beni culturali, Mirko Bonelli, diplomato all’Accademia di Belle Arti, le già consigliere Mariapia Bortolotti e Lucia Bozzetta, Lucilla Varesco, appassionata della storia di Carano, l’assessore alla cultura Laura Bonelli e Lionello Vanzo, ex presidente del Centro d’Arte Contemporanea di Cavalese. Davvero una squadra coi fiocchi che è subito partita a mille, con idee e progetti che prenderanno vita a partire dai prossimi mesi. Si alterneranno infatti visite teatralizzate, uscite sul territorio, manifestazioni di stampo culturale e tradizionale e una mostra, che rimane al momento ancora nel mistero. Perché se è vero che la freschezza e l’entusiasmo di questo nuovo direttivo si vede da lontano, è anche vero che un po’ di suspense terrà sulle spine i curiosi.

Sara Bonelli

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Novant’anni e non sentirli

Il nuovissimo Showroom de La Sportiva, parla da solo e ci racconta cosa sia oggi l’azienda di Ziano di Fiemme. Questo spazio multiuso presenta, (attraverso sei grandi vetrine, situate ai lati della sala), l’ormai variegata produzione dell’azienda, il tutto correlato da sistemi tecnologici avanzati.  E’ stato realizzato attraverso  scelte architettoniche e di design che preservano la struttura originaria dello stabile, ma che guardano al futuro.

Qui Incontriamo Giulia e il padre Lorenzo Delladio, un luogo perfetto  per rappresentare i novant’anni di vita, che La Sportiva sta per compiere.

“ Quando presentiamo la nostra produzione o viviamo momenti conviviali”, ci racconta Lorenzo, “ mi piace iniziare ogni incontro informando gli ospiti che tutto ciò che abbiamo intorno a noi è Made in Fiemme: i pavimenti, in legno pregiato, la musica che viene diffusa attraverso strumenti di alta fedeltà prodotti in Valle e l’apprezzatissima spaghettata con la pasta Felicetti che è il degno coronamento di ogni incontro. Sono orgoglioso della mia valle e cerco, per quanto è possibile, di valorizzare le tante eccellenze che caratterizzano la nostra terra”.

Giulia ascolta del parole di suo padre con cenni di approvazione. Anche lei è ormai parte attiva nello sviluppo del progetto La Sportiva. Si occupa di Marketing strategico e dei negozi monomarca dell’azienda di famiglia.

Cosa significa fare marketing strategico per una azienda di calzature e outdoor che esporta in 74 paesi del mondo?

Si tratta di dare personalità e riconoscibilità ad ogni nostro prodotto tenendo conto che ogni Paese ha tradizioni e gusti differenti. Bisogno conoscere profondamente le caratteristiche dei luoghi dove andiamo ad esportare per riuscire ad incontrare al meglio le tendenze di ogni nazione. Materiali, colori e design devono essere congrui per ogni Stato. Il tutto senza snaturare una idea universale del marchio La Sportiva che ha nel giallo e nero i colori tradizionali. Il nord europa, per esempio, gradisce cromatismi più sobri, altri mercati hanno maggiore dimestichezza con alcuni materiali rispetto ad altri. Per queste ragioni abbiamo un gruppo di ricerca e sviluppo particolarmente qualificato e agguerrito.

Quale è la filosofia dei negozi monomarca?

Abbiamo aperto nei luoghi dove l’alpinismo è leader, dove si concentra il maggiore interesse degli appassionati di questa disciplina. Arco è un luogo simbolo dell’arrampicata mondiale, analoga scelta è avvenuta in Spagna. Da poco siamo a Finale Ligure oltre, naturalmente a Ziano di Fiemme ed a Cavalese negozi che hanno anche una valenza di testimonianza e di amore per la nostra Valle.

Siete ben presenti anche in rete con un fornitissimo e-commerce.

Si, anche se non è il luogo dove acquistare prodotti La Sportiva risparmiando. In rete vi è la possibilità di trovare tutta la nostra produzione, sia nelle taglie che nei colori preferiti. Se c’è bisogno di una scarpetta numero 48 nel nostro sito di e-commerce la si trova sicuramente.

Lorenzo Delladio, amministratore delegato de La Sportiva, ha la necessità di avere sempre una visione di insieme che tenga conto costantemente degli obiettivi e delle sfide del futuro.

“ Entro l’estate inizieremo la produzione nel nuovo stabilimento di Ziano. L’intento è quello di raddoppiare la produzione. I numeri sono : uno stabilimento di 4.000 mq su di un terreno di 5100 metri ed un parcheggio nel seminterrato di 80 posti macchina poiché gli spazi di sosta delle vetture dei nostri collaboratori sono oggi piuttosto scarse. Inoltre partiamo da 322 addetti che però stanno crescendo di una unità ogni settimana”.

Vi sono difficoltà a reperire addetti qualificati nella nostra valle e nei dintorni?

Questo è veramente un punto dolente. Sul sito della Sportiva vi è una rubrica che si chiama “ lavora con noi”. Lì indichiamo le figure che ci servono via, via che l’azienda cresce. Il rapporto costante con la scuola è quello che potrebbe essere, in prospettiva, la soluzione, ovvero una sinergia utilissima per i ragazzi in cerca di occupazione anche qualificata e le esigenze delle aziende della Valle che stanno vivendo, grazie all’esportazione, un momento particolarmente positivo.

Ci viene raccontato che Lei, oltre che seguire l’azienda nel suo complesso è anche particolarmente attento ad ogni nuovo prodotto che esce con il marchio La Sportiva.

E vero. Ogni prototipo che viene testato prima della produzione viene provato da me. Se non mi convince, non lo produciamo.

Eccoci al traguardo dei novant’anni. Emozionato?

Direi di si. Penso a tutti coloro che ci hanno permesso di arrivare ai traguardi di oggi con riconoscenza. Penso anche al futuro. a Giulia e a mio figlio Francesco che sta terminando l’università e che contestualmente sta coordinando il libro che racconterà il traguardo raggiunto da La Sportiva e dalla valle di fiemme. E’ anche per tutti loro e per la nostra comunità che festeggeremo “ alla grande” tra maggio, a Trento e settembre, in Fiemme.

La vicenda del progetto Rolle Le ha lasciato l’amaro in bocca?

Avrei potuto rilanciare per acquistare gli impianti e proseguire quel “sogno”, ma avrei dovuto mettermi in contrapposizione con coloro che volevano un altro futuro per Rolle. Non sarebbe stato un buon inizio. Senza condivisione di obiettivi non si ottengono grandi risultati.

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Dal fortepiano di Mozart, ai pianoforti di Bollani-Grillo

Nei pianoforti di oggi volumi e timbri sono affidati alla sensibilità delle dita del musicista. Non ci sono sordine da togliere o mettere, né pedali da azionare con il ginocchio. Il pianoforte come lo conosciamo noi è stato perfezionato dal 1870 in poi, quando Mozart, Beethoven e Chopin erano già scomparsi.

Europiano 2018, il Congresso internazionale per accordatori, riparatori, progettisti e appassionati di pianoforti, che si sta svolgendo per la seconda volta in Val di Fiemme, resuscita le sonorità originali della metà del ‘700 grazie a due fortepiano fedelmente ricostruiti da Kerstin Schwarz. Uno è la copia perfetta dello strumento di Bartolomeo Cristofori (1726), l’altro dello strumento di Gottfried Silbermann (1749).

Lunedì 21 maggio, nell’auditorium del Palafiemme i due fortepiano hanno evocato le antiche sonorità, durante il concerto della pianista Marcia Hadjimarkos.

Per fortepiano si intende il pianoforte antico, il cordofono a percussione che suonavano Mozart e Beethoven. Il fortepiano permetteva di pesare la pressione sul tasto (forte – piano). Le note non si sovrapponevano e non si fondevano come nel pianoforte moderno. Questa caratteristica apriva nuovi orizzonti e, infatti, nella seconda metà del Settecento, tutti abbandonarono il clavicembalo a favore di questo strumento più duttile.

Il fortepiano fu inventato intorno al 1700 a Firenze dall’abile cembalaro Bartolomeo Cristofori, al servizio del principe Ferdinando II de’ Medici. Le modifiche e le invenzioni apportate nel corso della prima metà dell’Ottocento lo fecero diventare, nella seconda metà dell’Ottocento, quello che oggi consideriamo il pianoforte moderno.

E saranno proprio due moderni pianoforti Fazioli i protagonisti del concerto per Europiano 2018 di Stefano Bollani e Francesco Grillo che catalizzerà l’attenzione martedì 22 maggio, alle 21, nello stesso auditorium del Palafiemme che ha evocato le sonorità settecentesche.

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