Skaters, da Campitello a Predazzo

Lo Skate park in località “Ischia” è diventato, in poche settimane dalla sua inaugurazione punto di incontro per ragazzi e ragazze. Il progetto, avviato da Mattia Erioldi con Francesco Erioldi, Monica Farinacci, Michael Pezzei ed Andrea Lastei dell’Associazione Val di Fassa Skateboard, ha convinto anche gli amministratori del Comune ladino che lo hanno sostenuto con 25mila euro. Una passione coltivata da tempo da Mattia Erioldi che, seguendo le orme del fratello Francesco, ha scoperto molto presto la passione per lo skateboard e lo snowboard. La pista è quasi ultimata e sarà una mini a spina con una bowl: mini perché è una pista dalle medie e piccole dimensioni, (15 per 11 metri) che permette di prendere più velocità, a spina perché ha diversi raggi di curvature che si collegano tra loro, bowl, cioè una “bolla”, uno dei tipi di piscina per skate. «Cercheremo di tenere aperta questa struttura tutto l’anno coprendola con dei teli per permetterne l’utilizzo anche nei mesi invernali e col tempo pensiamo di organizzare anche dei corsi per i più piccoli». E anche Predazzo ha ora il suo skate park, a fianco del campo sportivo, già molto frequentato. «Dopo lunghi anni di richieste finalmente siamo riusciti a portare a termine il progetto ». Conferma con gioia Davide Fanton, referente e ideatore del parking. «La linea del park è formata da un quarterpipe, un bank completo di un kinkbox e un rail, una rampa con un piccolo kick. In più, a terra ci sono un box a 3 livelli ed un altro rail e per il futuro è già in progetto l’aggiunta di un half pipe. Siamo ancora alla ricerca di un nome e un logo e per questo è stato indetto un concorso su facebook per trovare il miglior contest grafico.
La pagina ufficiale è “Park Predazzo” www.facebook.com/SkateparkValDiFiemme dove si può rimanere aggiornati sugli eventi e il mondo del riding in generale.

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Acquistare insieme

I Gruppi d’acquisto godono di ottima salute e crescono in numero e volume di beni acquisiti. “Il Germoglio” continua il suo lavoro “ponendo sempre al centro la relazione interpersonale ed il concetto di solidarietà” come ci racconta Edith Pallaver, componente del Consiglio di amministrazione del gruppo. «Se non si riesce ad andare a prendere la cassetta di frutta o lo yogurt – continua Edith – si impara a chiedere a un socio che abita nella stessa zona, evitando così uno spreco di carburante ma soprattutto costruendo un rapporto di scambio e di arricchimento reciproco, insomma trovando nuovi amici». Non è un caso quindi che Il Germoglio dia tanta importanza proprio alla costruzione di questi rapporti, favorendo occasioni di aggregazione, momenti in cui ci si può conoscere meglio e, perché no, gustare piatti prelibati preparati da cuochi provetti (tutti soci volontari) con i prodotti acquistati dai fornitori. Fornitori che stanno diventando sempre più locali, favorendo l’ormai famoso chilometro zero. «Le merci acquistate in Trentino Alto Adige costituiscono circa il 43% di tutto il fatturato del Germoglio – sottolinea Edith Pallaver – e quelle che vengono dalle valli di Fiemme e Fassa oltre il 15%». E se questo sembra un dato marginale, basti pensare che secondo uno studio della Coldiretti, se una famiglia acquistasse solo prodotti locali e di stagione, facendo attenzione agli imballaggi, potrebbe evitare di emettere fino a mille chili di anidride carbonica in un anno. Gli alimenti a filiera corta valorizzano la produzione locale e aiutano a recuperare il legame con le origini, esaltando gusti e sapori tipici, tradizioni gastronomiche e produzioni locali.

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Attenti al fuoco

Se c’è una cosa che dà fascino all’inverno è l’immagine di un fuoco acceso che fa tanto “casa” ed atmosfera di montagna. Ma siamo sicuri di quello che brucia nelle nostre stufe? È purtroppo fin troppo diffusa nelle nostre valli la pessima abitudine di bruciare non solo legna vergine (il solo combustibile che andrebbe utilizzato), ma anche cartoni, carta di giornale, quando non addirittura contenitori di plastica, Tetrapack, addirittura pannolini ed assorbenti e tantissimi altri rifiuti che non vengono smaltiti in modo corretto. Una delle leggi fisiche più note ed importanti, quella di Lavoisier dice: in natura nulla si crea e nulla si distrugge, tutto si trasforma. Questo vale per tutto, anche per i materiali chimici di cui sono composti i rifiuti che con tanta leggerezza bruciamo nella stufa di casa. Colle, plastica, vernici, quando bruciano si decompongono in sostanze che seppur invisibili ad occhio nudo (sarebbe meglio dire “soprattutto” perché invisibili) sono estremamente dannose e nocive per la salute dell’uomo e di tutti gli animali in genere. Se venisse proposto di istallare un inceneritore di rifiuti a pochi metri da casa nostra, quasi certamente si alzerebbe un coro di proteste, nascerebbero associazioni e gruppi di cittadini in opposizione, preoccupati giustamente per la propria salute. Ma se ci dicessero che le stufe domestiche, se bruciano ciò che non deve essere bruciato, diventano dei piccoli inceneritori più pericolosi ancora di quelli “ufficiali”? Eh sì, perché gli inceneritori sono impianti altamente tecnologici, studiati per limitare al massimo le emissioni degli inquinanti tramite la combustione di rifiuti a temperature adeguatamente elevate (che nelle nostre stufe è impossibile raggiungere), la presenza di filtri per limitare il passaggio degli inquinanti, il convogliamento dei fumi trattati in ciminiere che possano disperdere più lontano possibile il residuo tossico e, nonostante questo ed i limiti di legge, gli inceneritori restano una delle principali fonti emissive di diossina in atmosfera. I nostri “inceneritori domestici” sono assolutamente incontrollati ed emettono residui tossici a concentrazioni anche mille volte superiori in proporzione a quelli emessi da un vero inceneritore. Non esistono filtraggi e le cappe dei camini sono molto basse, così i fumi possono ricadere al suolo anche intorno alla nostra casa e nelle zone vicine, depositandosi nei giardini, negli orti, sui giochi all’aperto dei bambini. E nella stagione fredda l’aria contaminata può ristagnare molto a lungo. E facciamo attenzione: quando si parla di effetti nocivi, non stiamo parlando solo di un po’ di bruciore agli occhi e alla gola. Le sostanze inquinanti prodotte hanno nomi inquietanti, che evocano disastri ambientali drammaticamente noti. Si chiamano diossina, metalli pesanti, idrocarburi aromatici. Tutte sostanze con un livello di tossicità elevatissimo.

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Vantaggi per gli studenti

C’è tempo fino al 28 novembre per presentare le domande per gli assegni di studio e le facilitazioni di viaggio per l’anno scolastico 2014/2015. La giunta della Comunità Territoriale della Valle di Fiemme ha approvato recentemente i criteri e il bando per l’assegnazione di queste due agevolazioni riservate agli studenti.Gli assegni di studio sono contributi erogati agli studenti del primo e del secondo ciclo di istruzione e formazione, residenti in Provincia di Trento, di età non superiore ai vent’anni, a sostegno delle spese per la frequenza scolastica in scuole con sedi fuori valle. Verranno considerati costi per convitto, mensa, trasporto, libri di testo, tasse di iscrizione e rette di frequenza. L’assegno (per un valore massimo di 4.000 euro) sarà determinato in base alla condizione economica familiare e al merito scolastico. Le facilitazioni di viaggio, invece,  vengono erogate agli studenti del secondo ciclo di istruzione e formazione di età non superiore ai vent’anni. Sono concesse se lo studente non può usufruire di un servizio di trasporto pubblico a beneficio della frequenza scolastica, per un tragitto superiore ai 3 chilometri. Il valore del contributo viene calcolato in base alla valutazione della condizione economica familiare e alla distanza tra il luogo di residenza o di domicilio dello studente e il più vicino punto di raccolta del mezzo pubblico usufruibile per il raggiungimento della sede scolastica o formativa, oppure, nel caso di carenza di idoneo servizio di trasporto pubblico, per l’intero tragitto. Il beneficio è concesso fino all’importo massimo di 400 euro per un figlio e di 700 euro per due o più figli.Per entrambi i contributi, le domande vanno presentate, complete di tutta la documentazione, al Servizio Istruzione della Comunità territoriale della val di Fiemme, previo appuntamento (telefono 0462 241316 oppure 0462 241327), entro venerdì 28 novembre.

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100 giorni e i commercianti sorrideranno

Sono a detta di molti i giorni migliori dell’intera stagione invernale. E’ il week and in cui calano dal nord gli appassionati della Marcialonga. Primi fra tutti i norvegesi e a seguire l’intero popolo dello sci di fondo. Soggiorneranno in Valle i nordici, coloro che si possono definire i clienti perfetti: educati, appassionati del loro sport nazionale e con buona disponibilità economica. Prima di loro, durante le vacanze natalizie avremo la visita degli italiani, che oramai arrancano e a seguire e per il resto della stagione, gli ormai tradizionali cechi e polacchi che, dicono le malelingue, fanno quello che possono. Ultimamente sono arrivati anche un po’ di russi che si dice siano danarosi ma leggermente scostanti. Ma noi, mentre incominciamo a fare il conto alla rovescia per la prossima stagione sciistica, ci auguriamo che tornino tutti, ma proprio tutti : squattrinati, scostanti e naturalmente anche coloro che fanno ciò che possono. Nel mentre aspettiamo speranzosi, non possiamo però fare a meno di sognare una Marcialonga in ogni fine settimana, con l’arrivo, dal nord, dei clienti perfetti.

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La Filostra di Predazzo e le Ecosisters di Ziano di Fiemme

 Riduzione, riuso, riciclo sono le parole d’ordine di questa epoca. Lo sa di certo il centro gestito dalla “Filostra” e situato a Stalimen di Predazzo. Un anno di attività, 200 utenti, 25 volontari. Che sia il frutto della crisi e quindi di una maggiore attenzione al valore degli oggetti, oppure una coscienza ambientale che si sta sviluppando a macchia d’olio anche nel nostro territorio, certo è che sono oramai molte le iniziative che vengono dal “basso” e che stanno dando un forte segnale di cambiamento” culturale” nel nostro uso delle risorse. In queste prove di neo “ maturità ambientale” si colloca anche la bella realtà dalle «Ecosisters» di Ziano di Fiemme. E’ un gruppo nato per proporre spettacoli teatrali sulle tematiche dell’ambiente, destinante principalmente ai bambini, ma che gestisce anche uno spazio dedicato al riuso permanente selettivo. La sede è in vicolo Toneto, a pochi passi dalla piazza. Il centro accetta piccoli elettrodomestici, accessori da cucina, oggetti di decoro, utensili, abbigliamento da bambino (fino ai 6 anni), libri, giocattoli, orologi, quadri, computer portatili e vestiti e scarpe da adulto (solo se nuovi). Tutti gli oggetti conferiti devono essere funzionanti. Per ogni articolo conferito verranno assegnati dei punti, utilizzabili per prelevare altri oggetti. Il centro è aperto al lunedì dalle 20.30 alle 22 e al venerdì dalle 16 alle 18.

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Dolomitica, una stagione di medaglie

L’assemblea ordinaria delle società sportive U.S. Dolomitica ASD e ASD Dolomitica Nuoto CCT è stata anche l’occasione per celebrare i numerosi successi della passata stagione. Un bilancio economico in parità, mentre decisamente “in utile” quello dei risultati sportivi. Numerosi infatti gli atleti che hanno vinto medaglie nazionali: per la categoria salto speciale e combinata nordica Facchini Manuel ha vinto la medaglia d’oro individuale ai Campionati Italiani ragazzi di Tarvisio, Monteleone Gabriele la medaglia d’argento. Varesco Daniele si è aggiudicato la medaglia d’argento individuale ai Campionati italiani Juniores di Predazzo. Longo  Michele ha conquistato due medaglie di bronzo individuali ai Campionati italiani Allievi di Pellizzano. Per la categoria sci nordico e fondo Bernardi Riccardo ha vinto la medaglia d’oro individuale ai Campionati italiani Ragazzi di Asiago nella categoria gimkana e la medaglia d’argento nella staffetta mista. Facchini Davide la medaglia d’oro nella staffetta ai Campionati italiani Allievi di Vermiglio. Dellasega Angelica si è aggiudicata la medaglia d’argento ai campionati Juniores di Schilpario nella categoria Team Sprint e la medaglia d’argento nella staffetta ai Campionati di Campo Carlo Magno. Monteleone Marzia ha conquistato la medaglia di bronzo nella staffetta ai Campionati Italiani Allievi di Vermiglio. Nella categoria sci Alpino Felicetti Paolo ha vinto la medaglia d’oro ai Campionati italiani Master A5 di Pampeago e due medaglie d’argento ai Campionati Italiani Master a 5 di Tarvisio nelle specialità supergigante e slalom gigante. Per la categoria atletica Pamela Croce la ha conquistato numerosi trofei: la medaglia d’oro individuale nel salto in alto, due medaglie di bronzo nel salto in lungo e, negli 80 metri piani, ai Campionati italiani di atletica leggera di Grosseto, la medaglia d’argento individuale nel salto in alto ai campionati italiani Cadetti di Borgo Valsugana. Ferrari Matteo ha vinto la medaglia d’argento individuale nel salto in lungo ai Campionati Italiani di atletica leggera di Belluno e due medaglie d’argento individuali nei 60 metri ostacoli e nei 60 metri piani ai Campionati di atletica leggera di Grosseto. Vanzo Vito ha conquistato la medaglia d’oro individuale nei 5000 metri di corsa ai Campionati di atletica leggera di Belluno. Gli atleti della società di nuoto si sono classificati al quarto posto nella fase regionale della Coppa “Caduti di Brema”, davanti a società molto blasonate.

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I Flamings si trasformano nei Pink Floyd

La band nasce dalle ceneri di un gruppo omonimo che si era sciolto una decina di anni fa. Riprendendone il nome (“Flamings” è uno dei primi successi del gruppo inglese), alcuni componenti del nucleo originale hanno riunito una decina di appassionati dei Pink Floyd, dai 20 ai 40 anni, provenienti da Fiemme e Fassa: ne fanno parte Marco Giacomelli, Pamela Ghetta e Martina Cavulli alla voce, Silvano Longo al basso, Vito Vaia e Marco Ferrari alla chitarra, Roberto Monsorno e Riccardo Dellantonio alla tastiera e Alessandro Favilla alle percussioni. Questa dichiarazione evidenzia la loro lucidità nell’affrontare questi mostri sacri del rock. “ Con i Pink Floyd non basta aver un bel assolo di chitarra se l’atmosfera che crei non si avvicina neanche lontanamente a quella suggerita dal pezzo”. La sfida con il gruppo inglese e di quelle che fanno tremare i polsi ad ogni musicista. Ma allo scorso Suan Rock il battesimo del pubblico è andato bene. Non resta che entrare ancora di più nel mondo stralunato e psichedelico di Gilmour &Co.

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A passo di gambero

Il bar al Bivio, tra Carano e Castello di Fiemme ha ridotto, da poco più di un mese, l’orario di apertura. Chiude i battenti alle 23.00 invece dell’una di notte. Poco il movimento la sera e dopo 10 anni di attività notturna non ha ritenuto più conveniente tenere aperto l’esercizio oltre le undici di sera. Altri locali stanno facendoci un pensierino poiché gli studi di settore penalizzano l’apertura”lunga” ed una costante diminuzione delle entrate rende antieconomico il servizio serale.E’ altresi’ di questo periodo la valutazione, da parte della Giunta Provinciale dell’anti economicità dei punti nascita periferici, compreso quello dell’Ospedale di Cavalese . Costano troppo e sarebbe più conveniente partorire in città. Sulla difficoltà di trovare lavoro nelle Valli da parte dei nostri ragazzi, si è detto e scritto anche troppo. Oramai sono costretti a guardare lontano e a pensare al loro futuro lontano da Fiemme e Fassa.Questi tre argomenti cosi’ diversi tra loro, hanno un denominatore in comune: la crisi e la minore disponibilità di risorse. Certo, le decisioni della politica non possono prescindere dai denari disponibili, ma siamo sicuri che la valutazione delle priorità nella scelta dei tagli debba avere come unico parametro i soldi che si possono risparmiare tagliando i servizi ai cittadini? Non è la vera priorità quella che le nostre comunità mantengano quel po’ di auto determinazione ed autosufficienza che hanno conquistato in decenni ? Se verrà deciso che è economicamente più vantaggioso accorpare altri servizi in città, non trascorrerà molto tempo che ci troveremo senza più vita sociale, servizi per i cittadini e nuove forze ed energie giovanili che proiettino Fiemme e Fassa nel futuro. Se ciò dovesse davvero accadere faremo un grande passo da gamberi. Un vero tuffo nel passato.

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E filava la lana

Nell’epoca dei telai computerizzati capaci di produrre in poco tempo migliaia di tele tutte perfette, ma tutte identiche, scoprire un telaio in legno del 1956 ancora funzionante, in una casa di Tesero, ha il sapore di un ritorno al passato. Ma Franca Vanzetta, 67 anni, è convinta che la tessitura a mano abbia ancora un futuro. Ha imparato a usare il telaio nella scuola di tessitura di Tesero, fondata nel 1938 dall’allora podestà di Cavalese Angelo Betta e da Fulvia Piazzi, con l’obiettivo di insegnare un mestiere alle giovani in modo da non costringerle ad andare nelle città a lavorare come inservienti domestiche. All’epoca in val di Fiemme c’erano tante pecore, quindi la lana non mancava. Alle ragazze veniva insegnato a filarla e a lavorarla. Quando Franca si è iscritta alla scuola, nel 1962, le allieve erano 13: avevano molte richieste di lavoro e in estate presentavano le loro creazioni alle mostre dell’artigianato locali, ma anche a Firenze e a Milano. Le ragazze percorrevano a piedi la Val di Fassa per portare negli hotel i depliant con i loro prodotti: tende in lino e canapa, tappeti, scialli, scarpe, lenzuola, copriletto, stoffe mezzalana. «La scuola, che si trovava nell’attuale Casa della Cultura, possedeva anche un follatore, un macchinario che serviva per lavorare la stoffa utilizzata per giacche e cappotti. All’inizio degli anni Settanta cominciarono a mancare le iscrizioni: «Si vendeva meno, alcune ragazze preferivano lavorare nel settore industriale e l’allora sindaco aveva fatto un appello alle donne affinché restassero a casa, a occuparsi della famiglia. In poco tempo siamo rimaste in tre: abbiamo rilevato i telati della scuola e continuato l’attività per conto nostro. Poi per varie ragioni sono rimasta sola: ho continuato a tessere, ma non ho potuto portare avanti una vera e propria attività». Le sue creazioni però sono molto richieste: recentemente le tende per il Comune di Tesero e quelle per l’assessorato provinciale alla solidarietà, ricamate con i loghi dei due enti. Franca oggi collabora con il museo etnografico di San Michele, con l’ecomuseo di Pejo, partecipa a manifestazioni e rievocazioni. E da una decina di anni tiene corsi nelle scuole: «Con La Rosa Bianca abbiamo fatto un progetto di semina, raccolta e tessitura del lino ad Anterivo. Ho tenuto lezioni ad adulti e, con piccoli telai anche fai da te, alle elementari e medie, ricavando dall’entusiasmo e dalla curiosità dei bambini molta gioia». Ultimamente Franca ha riscoperto un’altra arte, anche questa tramandata per secoli, le creazioni con le foglie di granoturco. Il suo sogno? «Trovare qualcuno desideroso di iniziare un’attività di tessitura: è vero, è un lavoro faticoso, che richiede tempo, pazienza, precisione, ma anche fantasia e creatività. La concorrenza dei telai automatizzati è forte. Ma ci sono ancora molte persone capaci di riconoscere e pagare il valore di un lavoro artigianale. Io sono pronta a insegnare tutto ciò che ho imparato in oltre cinquant’anni passati al telaio».

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