RespirArt Day
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La settima Manifestazione d’Arte Contemporanea nella Natura RespirArt 2015, iniziata lo scorso 6 luglio nel Parco d’Arte RespirArt Pampeago, in Val di Fiemme, vede protagonisti la conduttrice del Tg2 e consigliera del museo Mart Maria Concetta Mattei, due artisti di fama internazionale, Olga Ziemska e Aldo Pallaro, e una fra le più conosciute critiche e curatrici d’arte della scena americana, Sue Spaid. L’evento, curato da Beatrice Calamari e Marco Nones, culminerà sabato 25 luglio con il RespirArt Day che presenterà le nuove opere d’arte e i loro autori.

Olga Ziemska, famosa in tutto il mondo per le sue sculture organiche, polacca di origine, vive a Cleveland nell’Ohio e usa materiali naturali come rami di salice, tronchi di betulla e argilla, per creare istallazioni meravigliose che parlano dell’interazione dell’umanità con il mondo naturale. Celebre la sua serie di opere Matka (che in polacco significa Madre), corpi femminili realizzati con i rami degli alberi locali, in modo da creare una figura diversa in ogni parte del mondo. Per RespirArt, l’artista di Cleveland ha creato un’opera con rami raccolti sul Latemar dal titolo “Mind Eye”.

Aldo Pallaro, vive a Piombino Dese (Padova). Le sue installazioni d’arte nella natura creano un forte contatto con gli elementi primordiali della vita, in particolare l’aria, la luce, la terra cui direttamente è legata l’acqua. Famosi i suoi alberi aperti verso il cielo che rivelano un vissuto di emozioni sotto corteccia. Pallaro li dilata fino al limite estremo delle forze fisiche, con microincisioni create con perfezione ingegneristica. L’artista ha realizzato nel Parco d’Arte RespirArt l’opera “Ouverture” con un tronco di larice.

Sabato 25 luglio tutti potranno partecipare al RespirArt Day per scoprire le due nuove installazioni che andranno ad aggiungersi alle dieci già esistenti. Fra queste, la celebre opera in pietra del gotha dell’arte Hidetoshi Nagasawa (2013). Dopo un saluto di Piero De Godenz, direttore degli impianti di risalita Itap Pampeago, la giornalista del Tg2 e consigliera del Mart Maria Concetta Mattei condurrà un incontro con Sue Spaid, nel Teatro all’aperto del Latemar, dedicato all’arte nella natura e all’estetica ambientale. Sue Spaid, ingegnere chimico, filosofa e docente universitaria, è tra le più conosciute critiche e curatrici d’arte della scena americana. E’ stata direttrice del Museo d’arte contemporanea di Baltimora e curatrice del Museo d’arte contemporanea di Cincinnati, nonché di cento mostre per musei, parchi di scultura e gallerie universitarie. Scrive per le più note riviste d’arte americane (H Art, ArtUS) e per la rivista olandese di Indagine Estetica. Esperta di filosofia dell’agricoltura urbana e di biodiversità a favore dell’impegno estetico, è autrice di una trentina di saggi, fra cui “Green Acres: artisti di campi agricoli, serre e lotti abbandonati (2012), “Ecovention: Arte corrente per trasformare l’ecologia” (2002). Nata in Pennsylvania, ha vissuto e lavorato in Arabia Saudita, a New York, in Spagna, con base in Belgio.

Per l’occasione la seggiovia Agnello di Pampeago sarà aperta dalle 9.00 alle 9.30. Il ritrovo è alle 9.30 davanti al Rifugio Agnello. Un’escursione guidata accompagnerà alla scoperta delle nuove opere d’arte create dall’artista americana Olga Ziemska e dall’artista di Padova Aldo Pallaro.

Alle 11.00, sul palco del Teatro all’aperto del Latemar (di fronte a Baita Caserina), Maria Concetta Mattei condurrà un incontro con Sue Spaid. Seguirà un aperitivo per tutti i partecipanti, con una degustazione dei vini di Eugenio Rosi. Si ritorna a piedi. L’escursione è libera e gratuita, ma è gradita la prenotazione alla mail respirartgallery@gmail.com o al numero 335 1001938.

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Alla scoperta delle tradizioni di Fassa

Il Museo Ladino di Fassa racconta la storia e le tradizioni ladine non solo attraverso la ricca esposizione permanente allestita nella sede di Vigo di Fassa, in località San Giovanni. Sul territorio, infatti, sono state aperte delle sezioni staccate, un vero e proprio percorso etnografico attraverso l’intera vallata. Ecco quindi il mulino a Pera di Fassa, dove presso il caseificio è possibile anche visitare la sezione dedicata all’arte di fare il formaggio, la segheria veneziana a Penia, il laboratorio del bottaio a Moena. Testimonianze reali della vita quotidiana di Fassa, ancora profondamente legata alla sua cultura e alle sue tradizioni. Info: tel. 0462 760182, www.istladin.net

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Ingorghi a go go

La nuova Cavalese, aperta alle sperimentazioni, lascia perplessi. Come ogni cambiamento vi è naturalmente bisogno di metabolizzazione e aggiustamenti e non siamo certo noi, contrari alle rivoluzioni che dovrebbero essere il pane di una amministrazione attenta e propositiva ma, le continue segnalazioni che ci arrivano su di una viabilità “impazzita”, denotano un certo dilettantismo nel riorganizzare i flussi della borgata. Il traffico è spesso in tilt e il piano dei parcheggi probabilmente è stato realizzato senza sufficienti simulazioni. Apprezzabili i nuovi luoghi di relax che i privati hanno realizzato, scarsino l’arredamento urbano ma alla viabilità di Cavalese, per ora, diamo un quattro.

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Dal 1° all’8 agosto, Le corte de Tiezer

È una delle rievocazioni più apprezzate da turisti e residenti, probabilmente grazie alla suggestiva ambientazione. Le ”corte” di Tesero, i suggestivi cortili che si aprono tra le case, infatti, sono già di per sé un monumento alla memoria. Il programma prevede proposte dal tardo pomeriggio fino alla serata, con rappresentazioni, laboratori per bambini, concerti, una sfilata di biciclette d’epoca, fino alla serata finale con “A stroz par le corte” (“a stroz” significa “a passeggio), camminata nel centro storico, tra assaggi culinari, spettacoli, musica e rievocazione di antichi mestieri. La manifestazione ha ricevuto il bollino “Meraviglia italiana”, progetto che punta a creare un itinerario storico-culturale tra 1.000 meraviglie italiane, individuate tra siti paesaggistici e manifestazioni di particolare interesse e valore. Info: www.cortedetiezer.net

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In montagna con questo caldo

Cosa è meglio mangiare durante un’escursione in montagna? È proprio necessario portarsi dietro barrette energetiche, integratori salini, preparati vitaminici? Sicuramente è essenziale reintegrare i liquidi persi con il sudore. Durante lo sforzo bere quindi circa mezzo litro di acqua all’ora, meglio se con l’aggiunta di sali minerali, quali sodio, cloro, potassio, magnesio e calcio. Da evitare assolutamente le bevande gassate che gonfiano soltanto lo stomaco rendendo più faticosa la marcia. La prima colazione fatta la mattina della gita deve essere abbondante e costituita da liquidi (latte, yogurt, spremute, acqua) e cereali, molti e di vario tipo (biscotti secchi, pane o fette con miele o marmellata, müesli, frutta fresca o secca). Da evitate il cornetto del bar, pochi minuti prima della partenza. Durante l’attività fisica vanno bene carboidrati a rapido assorbimento (un po’ di frutta fresca o dell’ottimo miele locale), ma è utile a metà gita consumare uno spuntino, costituito da pane ben lievitato e con pochi grassi, prosciutto magro o bresaola e poco formaggio grana. È bene portare con sé qualche spuntino leggero e nutriente: un sacchetto di frutta secca, una barretta di cioccolato o un po’ di uva passa che permettono anche un buon reintegro di potassio.

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Dal 7 al 9 agosto i turchi fanno festa

Narra la leggenda che il rione Turchia di Moena debba il suo nome a un rifugiato turco che decise di fermarsi in questo quartiere dopo essere stato ben accolto dalla gente del posto. Si racconta che fosse uno dei trecentomila soldati dell’armata turca che nel 1683 assediò Vienna: catturato, riuscì a fuggire, giungendo, dopo numerose peripezie a Moena, dove venne gentilmente soccorso. A ricordare questo episodio c’è ancora oggi nel rione una fontana che di ladino ha ben poco: è infatti caratterizzata dall’immagine di un turco, con tanto di barba, turbante e mezzaluna. In realtà, gli storici sono divisi sull’origine di questo curioso toponimo: alcuni, infatti, lo fanno risalire a una derivazione da “torchia”, cioè il luogo in cui si torceva il lino. Al di là della verità storica tutta da dimostrare, gli abitanti di Moena sono però molto legati alla leggenda, tanto che ogni anno il rione rievoca questa storia con la tradizionale sfilata dei turchi, a cui fanno da contorno musica, gastronomia e arte locale.

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Le Dolomiti viste da Camillo Rasmo e Gustav Willeit

Il Centro d’Arte Contemporanea di Cavalese propone per l’estate la mostra “Dolomiti: cent’anni di verticalità. Camillo Rasmo/Gustav Willeit”: due artisti, un pittore e un fotografo, espressione del passato e del presente. Due diversi linguaggi artistici per raccontare la maestosità e la bellezza delle Dolomiti. Rasmo (1876-1965) rappresenta la scuola pittorica fiemmese, mentre Gustav Willeit, fotografo quarantenne altoatesino, con i suoi scatti mostra la grandezza delle montagne in cui è cresciuto, al cui cospetto l’uomo appare nella sua vulnerabilità. La mostra resterà aperta fino al 30 agosto. Sono previste visite e laboratori per bambini e famiglie.

Info: tel. 0462 235416 www.artecavalese.com

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Il trenino dei ricordi

I fiemmesi non dimenticano (anzi, rimpiangono) la ferrovia che univa Predazzo con la Val d’Adige: mentre i politici discutono dell’opportunità, anche economica, di ripristinare il collegamento ferroviario, gli appassionati di mountain bike il 2 agosto ridaranno vita, per il diciannovesimo anno, al tracciato di 40 chilometri dove, fino a 50 anni fa, passava il treno. Si parte da Ora e si arriva fino a Molina di Fiemme, con pendenze molto impegnative (addirittura del 25% nel punto del “Muro della Pala”) e un dislivello complessivo di 1.060 metri.

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Una meraviglia di profumi e colori

Più di 80 ambienti botanici dove prosperano e fioriscono piante da tutto il mondo: i Giardini di Castel Trauttmansdorff di Merano riuniscono in un unico anfiteatro naturale paesaggi esotici e mediterranei, incorniciati da vedute mozzafiato sui monti circostanti. Mescolando natura, cultura e arte, i Giardini ospitano stazioni multisensoriali, aree a tema e padiglioni artistici. Numerosi anche gli animali: conigli, pavoni, pecore ungheresi e caprette nane, anatre cinesi e pappagalli… Nel corso dell’estate vengono organizzati numerosi eventi culturali, anche serali.

Info: tel. 0473 255600, www.trauttmansdorff.it

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Gardonè ama il circo

Acrobati e clown del circo affascinano da sempre grandi e piccini. E c’è da restare davvero a bocca aperta se a fare da cornice agli artisti non c’è un semplice tendone ma lo scenario meraviglioso del Latemar. “La Settimana della Clownerie” torna per il quarto anno, proponendo in quota, in località Gardoné dal 26 al 31 luglio (raggiungibile con la telecabina da Predazzo) Spettacoli e laboratori di equilibrismo, giocoleria e costruzione di attrezzi da circo.

Info: Ski Center Latemar Predazzo 0462 502929, www.latemar.it

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