La Filostra di Predazzo e le Ecosisters di Ziano di Fiemme

 Riduzione, riuso, riciclo sono le parole d’ordine di questa epoca. Lo sa di certo il centro gestito dalla “Filostra” e situato a Stalimen di Predazzo. Un anno di attività, 200 utenti, 25 volontari. Che sia il frutto della crisi e quindi di una maggiore attenzione al valore degli oggetti, oppure una coscienza ambientale che si sta sviluppando a macchia d’olio anche nel nostro territorio, certo è che sono oramai molte le iniziative che vengono dal “basso” e che stanno dando un forte segnale di cambiamento” culturale” nel nostro uso delle risorse. In queste prove di neo “ maturità ambientale” si colloca anche la bella realtà dalle «Ecosisters» di Ziano di Fiemme. E’ un gruppo nato per proporre spettacoli teatrali sulle tematiche dell’ambiente, destinante principalmente ai bambini, ma che gestisce anche uno spazio dedicato al riuso permanente selettivo. La sede è in vicolo Toneto, a pochi passi dalla piazza. Il centro accetta piccoli elettrodomestici, accessori da cucina, oggetti di decoro, utensili, abbigliamento da bambino (fino ai 6 anni), libri, giocattoli, orologi, quadri, computer portatili e vestiti e scarpe da adulto (solo se nuovi). Tutti gli oggetti conferiti devono essere funzionanti. Per ogni articolo conferito verranno assegnati dei punti, utilizzabili per prelevare altri oggetti. Il centro è aperto al lunedì dalle 20.30 alle 22 e al venerdì dalle 16 alle 18.

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Dolomitica, una stagione di medaglie

L’assemblea ordinaria delle società sportive U.S. Dolomitica ASD e ASD Dolomitica Nuoto CCT è stata anche l’occasione per celebrare i numerosi successi della passata stagione. Un bilancio economico in parità, mentre decisamente “in utile” quello dei risultati sportivi. Numerosi infatti gli atleti che hanno vinto medaglie nazionali: per la categoria salto speciale e combinata nordica Facchini Manuel ha vinto la medaglia d’oro individuale ai Campionati Italiani ragazzi di Tarvisio, Monteleone Gabriele la medaglia d’argento. Varesco Daniele si è aggiudicato la medaglia d’argento individuale ai Campionati italiani Juniores di Predazzo. Longo  Michele ha conquistato due medaglie di bronzo individuali ai Campionati italiani Allievi di Pellizzano. Per la categoria sci nordico e fondo Bernardi Riccardo ha vinto la medaglia d’oro individuale ai Campionati italiani Ragazzi di Asiago nella categoria gimkana e la medaglia d’argento nella staffetta mista. Facchini Davide la medaglia d’oro nella staffetta ai Campionati italiani Allievi di Vermiglio. Dellasega Angelica si è aggiudicata la medaglia d’argento ai campionati Juniores di Schilpario nella categoria Team Sprint e la medaglia d’argento nella staffetta ai Campionati di Campo Carlo Magno. Monteleone Marzia ha conquistato la medaglia di bronzo nella staffetta ai Campionati Italiani Allievi di Vermiglio. Nella categoria sci Alpino Felicetti Paolo ha vinto la medaglia d’oro ai Campionati italiani Master A5 di Pampeago e due medaglie d’argento ai Campionati Italiani Master a 5 di Tarvisio nelle specialità supergigante e slalom gigante. Per la categoria atletica Pamela Croce la ha conquistato numerosi trofei: la medaglia d’oro individuale nel salto in alto, due medaglie di bronzo nel salto in lungo e, negli 80 metri piani, ai Campionati italiani di atletica leggera di Grosseto, la medaglia d’argento individuale nel salto in alto ai campionati italiani Cadetti di Borgo Valsugana. Ferrari Matteo ha vinto la medaglia d’argento individuale nel salto in lungo ai Campionati Italiani di atletica leggera di Belluno e due medaglie d’argento individuali nei 60 metri ostacoli e nei 60 metri piani ai Campionati di atletica leggera di Grosseto. Vanzo Vito ha conquistato la medaglia d’oro individuale nei 5000 metri di corsa ai Campionati di atletica leggera di Belluno. Gli atleti della società di nuoto si sono classificati al quarto posto nella fase regionale della Coppa “Caduti di Brema”, davanti a società molto blasonate.

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I Flamings si trasformano nei Pink Floyd

La band nasce dalle ceneri di un gruppo omonimo che si era sciolto una decina di anni fa. Riprendendone il nome (“Flamings” è uno dei primi successi del gruppo inglese), alcuni componenti del nucleo originale hanno riunito una decina di appassionati dei Pink Floyd, dai 20 ai 40 anni, provenienti da Fiemme e Fassa: ne fanno parte Marco Giacomelli, Pamela Ghetta e Martina Cavulli alla voce, Silvano Longo al basso, Vito Vaia e Marco Ferrari alla chitarra, Roberto Monsorno e Riccardo Dellantonio alla tastiera e Alessandro Favilla alle percussioni. Questa dichiarazione evidenzia la loro lucidità nell’affrontare questi mostri sacri del rock. “ Con i Pink Floyd non basta aver un bel assolo di chitarra se l’atmosfera che crei non si avvicina neanche lontanamente a quella suggerita dal pezzo”. La sfida con il gruppo inglese e di quelle che fanno tremare i polsi ad ogni musicista. Ma allo scorso Suan Rock il battesimo del pubblico è andato bene. Non resta che entrare ancora di più nel mondo stralunato e psichedelico di Gilmour &Co.

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A passo di gambero

Il bar al Bivio, tra Carano e Castello di Fiemme ha ridotto, da poco più di un mese, l’orario di apertura. Chiude i battenti alle 23.00 invece dell’una di notte. Poco il movimento la sera e dopo 10 anni di attività notturna non ha ritenuto più conveniente tenere aperto l’esercizio oltre le undici di sera. Altri locali stanno facendoci un pensierino poiché gli studi di settore penalizzano l’apertura”lunga” ed una costante diminuzione delle entrate rende antieconomico il servizio serale.E’ altresi’ di questo periodo la valutazione, da parte della Giunta Provinciale dell’anti economicità dei punti nascita periferici, compreso quello dell’Ospedale di Cavalese . Costano troppo e sarebbe più conveniente partorire in città. Sulla difficoltà di trovare lavoro nelle Valli da parte dei nostri ragazzi, si è detto e scritto anche troppo. Oramai sono costretti a guardare lontano e a pensare al loro futuro lontano da Fiemme e Fassa.Questi tre argomenti cosi’ diversi tra loro, hanno un denominatore in comune: la crisi e la minore disponibilità di risorse. Certo, le decisioni della politica non possono prescindere dai denari disponibili, ma siamo sicuri che la valutazione delle priorità nella scelta dei tagli debba avere come unico parametro i soldi che si possono risparmiare tagliando i servizi ai cittadini? Non è la vera priorità quella che le nostre comunità mantengano quel po’ di auto determinazione ed autosufficienza che hanno conquistato in decenni ? Se verrà deciso che è economicamente più vantaggioso accorpare altri servizi in città, non trascorrerà molto tempo che ci troveremo senza più vita sociale, servizi per i cittadini e nuove forze ed energie giovanili che proiettino Fiemme e Fassa nel futuro. Se ciò dovesse davvero accadere faremo un grande passo da gamberi. Un vero tuffo nel passato.

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E filava la lana

Nell’epoca dei telai computerizzati capaci di produrre in poco tempo migliaia di tele tutte perfette, ma tutte identiche, scoprire un telaio in legno del 1956 ancora funzionante, in una casa di Tesero, ha il sapore di un ritorno al passato. Ma Franca Vanzetta, 67 anni, è convinta che la tessitura a mano abbia ancora un futuro. Ha imparato a usare il telaio nella scuola di tessitura di Tesero, fondata nel 1938 dall’allora podestà di Cavalese Angelo Betta e da Fulvia Piazzi, con l’obiettivo di insegnare un mestiere alle giovani in modo da non costringerle ad andare nelle città a lavorare come inservienti domestiche. All’epoca in val di Fiemme c’erano tante pecore, quindi la lana non mancava. Alle ragazze veniva insegnato a filarla e a lavorarla. Quando Franca si è iscritta alla scuola, nel 1962, le allieve erano 13: avevano molte richieste di lavoro e in estate presentavano le loro creazioni alle mostre dell’artigianato locali, ma anche a Firenze e a Milano. Le ragazze percorrevano a piedi la Val di Fassa per portare negli hotel i depliant con i loro prodotti: tende in lino e canapa, tappeti, scialli, scarpe, lenzuola, copriletto, stoffe mezzalana. «La scuola, che si trovava nell’attuale Casa della Cultura, possedeva anche un follatore, un macchinario che serviva per lavorare la stoffa utilizzata per giacche e cappotti. All’inizio degli anni Settanta cominciarono a mancare le iscrizioni: «Si vendeva meno, alcune ragazze preferivano lavorare nel settore industriale e l’allora sindaco aveva fatto un appello alle donne affinché restassero a casa, a occuparsi della famiglia. In poco tempo siamo rimaste in tre: abbiamo rilevato i telati della scuola e continuato l’attività per conto nostro. Poi per varie ragioni sono rimasta sola: ho continuato a tessere, ma non ho potuto portare avanti una vera e propria attività». Le sue creazioni però sono molto richieste: recentemente le tende per il Comune di Tesero e quelle per l’assessorato provinciale alla solidarietà, ricamate con i loghi dei due enti. Franca oggi collabora con il museo etnografico di San Michele, con l’ecomuseo di Pejo, partecipa a manifestazioni e rievocazioni. E da una decina di anni tiene corsi nelle scuole: «Con La Rosa Bianca abbiamo fatto un progetto di semina, raccolta e tessitura del lino ad Anterivo. Ho tenuto lezioni ad adulti e, con piccoli telai anche fai da te, alle elementari e medie, ricavando dall’entusiasmo e dalla curiosità dei bambini molta gioia». Ultimamente Franca ha riscoperto un’altra arte, anche questa tramandata per secoli, le creazioni con le foglie di granoturco. Il suo sogno? «Trovare qualcuno desideroso di iniziare un’attività di tessitura: è vero, è un lavoro faticoso, che richiede tempo, pazienza, precisione, ma anche fantasia e creatività. La concorrenza dei telai automatizzati è forte. Ma ci sono ancora molte persone capaci di riconoscere e pagare il valore di un lavoro artigianale. Io sono pronta a insegnare tutto ciò che ho imparato in oltre cinquant’anni passati al telaio».

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40 anni, ma non li dimostra

Verona,12 ottobre 2014, ore 18.30. Un nostro lettore ci ha postato questa bella immagine dell’Arena di Verona. Lo spettacolo in scena è Jesus Christ Superstar. Nel teatro all’aperto più grande e prestigioso del mondo, si sono celebrati i 40 anni del più conosciuto musical dell’era moderna. Con questo evento l’Arena ha chiuso i battenti di una stagione lunga e ricca di spettacoli, proponendo, come sempre, dall’opera lirica al musical, dai grandi concerti rock al balletto. Per gli appassionati di Jesus Christ Superstar l’appuntamento si sposta al teatro degli Arcimboldi a Milano.

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E’ bello stare insieme

Il tendone si riempirà di nuovo sabato e domenica prossima cosi’ come e accaduto sabato scorso. Per il quinto anno consecutivo, Predazzo accoglierà una marea di persone che hanno riscoperto il piacere di stare insieme. Non a Monaco di Baviera, ma in valle di Fiemme. Una idea, quella dell’Oktoberfest made in Fleimstal, geniale nella sua semplicità. Non era affatto scontato che i ragazzi e in tale numero, avrebbero accolto con entusiasmo questo tuffo nel passato. E non era affatto ovvio che i meno giovani vi avrebbero aderito con tanta partecipazione. Forse, però, la cosa più bella dell’Oktoberfest di Predazzo è che in questa manifestazione, le famiglie riscoprono il piacere di stare insieme: i giovani con i vecchi, le nuove generazioni dell’era della rete con coloro che guardano al passato con nostalgia. Chi se ne importa se è solo per mangiare, bere e ballare. E’ comunque un buon auspicio per il futuro della nostra comunità.

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L’arcobaleno di Karin

Sono parole delicate, in alcune pagine anche forti. Parole dolci e allegre o tristi e amare, specchio di emozioni e di esperienze personali. Sono le poesie di Karin Giacomelli raccolte nel libro “Il mio arcobaleno”, un libro di poesie e fotografie: mix perfetto per evocare magia, suscitare riflessioni.
Si tratta della prima raccolta pubblicata da Karin. Fino ad ora le sue poesie hanno partecipato (vincendo anche qualche premio) ad alcuni concorsi a livello nazionale e sono apparse puntualmente una ogni numero, sulle pagine di “El Paes”, il giornalino di Ziano. Viste tutte insieme, però, queste poesie fanno un altro effetto. Leggendole di seguito si ha l’impressione di leggere un diario: e di questo, infatti, si tratta. Perchè per Karin scrivere poesie è uno sfogo personale, un modo per affrontare la vita, fissare le emozioni. Le parole nascono spontaneamente nel suo cuore e nella sua mente e le scrive di getto, senza pensarci troppo. Per Karin pubblicare questo libro è stata una grande sfida con se stessa. Ha significato mettersi a nudo davanti a tutti perchè nelle sue poesie c’è lei, la sua vita. Riuscire a vincere questa sfida ha significato, però, anche realizzare un sogno che da tanto tempo teneva nel cassetto.

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La crisi nell’edilizia crea anche conflitto

La crisi economica ha colpito pesantemente l’edilizia: a pagarne le spese non sono soltanto muratori, costruttori e operai, ma anche architetti, ingegneri, periti e geometri. Le “menti” del settore si trovano ad affrontare una diminuzione degli incarichi sia da parte del pubblico sia da parte dei privati. Meno lavoro per tutti ha comportato anche un inasprimento dei rapporti, che già in passato non sono sempre stati rosei, tra i vari professionisti. Alla base di tutto una normativa poco chiara che non permette di tracciare un confine netto tra le competenze dei laureati e quelle dei diplomati.Alberto Winterle, architetto di Cavalese, presidente dell’Ordine degli Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Trento, riconosce il difficile momento che sta attraversando il settore: «Siamo in una fase di contrazione davvero importante e temo che non si sia ancora arrivati in fondo. A causa dei tagli ai finanziamenti, gli enti pubblici non hanno più la capacità di investire e fare progetti. Anche i privati in questa fase di incertezza preferiscono attendere: in tutti i Comuni si sta registrando una riduzione delle domande di concessione edilizia, tanto che il settore è quasi paralizzato. La liberalizzazione delle tariffe ha portato ad un’ulteriore riduzione dei compensi. La concorrenza nel libero mercato è positiva, ma purtroppo nel nostro settore è andata a discapito della qualità. Il nostro è un lavoro non solo tecnico, ma anche intellettuale, ma spesso di ciò non si tiene conto».L’architetto Armando Loss conferma: «Pubblico e privato non investono più nell’edilizia. I pochi che decidono di costruire o restaurare lo fanno puntando alrisparmio. E molti professionisti stanno a questo gioco, offrendo dei ribassi enormi pur di lavorare. Tra i committenti sono pochi coloro che sanno riconoscere un lavoro ben fatto e quindi si perde in qualità. Se aggiungiamo a questa situazione difficile il fatto che i pagamenti arrivano in ritardo o spesso non arrivano proprio, devo dire che peggio di così non potrebbe andare». L’architetto Luca Donazzolo di Predazzo aggiunge: «La crisi è stata devastante per la nostra professione. Molti cantieri sono fermi e questo ha conseguenze non solo economiche: senza nuovi incarichi i curricula professionali non possono essere aggiornati e se non puoi presentare nuove realizzazioni rischi di restare fuori dalle gare d’appalto».Questa situazione difficile ha, quindi, complicato i rapporti tra le diverse categorie economiche. «C’è sempre stata una forte conflittualità – racconta Loss -. Negli anni Ottanta abbiamo fatto ritirare alcuni progetti firmati da geometri che erano palesemente in disaccordo con la normativa, che già di per sé è poco chiara perché dice che i geometri possono occuparsi di costruzioni di “modesta entità”. Ma cosa significa modesta? Senza numeri a cui affidarsi, il concetto è relativo e si presta a più interpretazioni. Inoltre, purtroppo, ci sono sempre stati architetti che si prestavano a mettere firme compiacenti a progetti non loro. Se in passato sono stato combattivo su questo tema, ora mi rendo conto che è una battaglia persa. L’ente pubblico chiude gli occhi sulla questione, non commissionando i progetti ai professionisti di competenza e non controllando da chi sono firmati i progetti presentati alle commissioni edilizie. Nelle nostre zone, poi, i geometri sono più forti perché più rappresentati, quindi c’è davvero poco da fare». Winterle aggiunge: «Nel settore c’è una grande confusione sulle competenze: anche se la normativa tenta di definire la linea di demarcazione, a causa di una legge poco chiara ci sono degli sconfinamenti e tutti tendono a fare tutto. Quando il lavoro non mancava, nessuno ci faceva caso, ora tutti sono più sensibili e spesso si finisce in tribunale». La soluzione potrebbe venire da una maggior collaborazione tra professionisti: «Le competenze andrebbero definite meglio per legge, ma le varie lobby non hanno mai permesso che fosse fatta chiarezza. Attualmente per un lavoro viene incaricato un unico progettista: credo, invece, che la soluzione sarebbe di incaricare più tecnici per le varie fasi. Una singola pratica edilizia, infatti, prevede diverse competenze: se tutto il lavoro è affidato a un unico professionista ci sono sconfinamenti che provocano malumori. Personalmente, se ricevo un incarico per un progetto completo, incarico figure esterne per le parti non di mia competenza: in questo modo si dà lavoro a tutti e si facilitano i rapporti. E per i committenti coinvolgere più professionisti non significa necessariamente spendere di più”. Sulla stessa lunghezza d’onda anche Donazzolo: «Se fino a qualche anno fa il superamento dei confini esisteva ma veniva tollerato perché c’era lavoro per tutti, ora con la crisi tra le diverse professioni è aumentato l’astio e tutti cercano di difendere il proprio orticello. Noi architetti, soprattutto grazie al nostro percorso di studi, siamo portati al lavoro di gruppo e quindi ci viene naturale coinvolgere altri professionisti. Altri tecnici, invece, preferiscono tenere in mano l’intero progetto, anche se ciò significa sconfinare nelle competenze di altri». Sulla questione della collaborazione interviene anche il geometra di Ziano Lorenzo Vanzetta: «Il problema è che tutti fanno tutto a causa di una legislazione vaga. Se ogni professionista facesse ciò che è di sua competenza sarebbe tutto più facile. Io personalmente collaboro con architetti e ingegneri e non ho mai avuto problemi, ma so che ci sono delle recriminazioni da parte dei laureati nei confronti di noi diplomati, perché a volte abbiamo più lavoro noi geometri. D’altra parte nelle nostre zone gli edifici sono piccoli e quindi quasi tutti i lavori rientrano nella “modesta entità” di cui parla la legge.

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Noi crediamo alle favole

Grande emozione, martedì 7 ottobre, nella sezione bolzanina del Trento Film Festival, alla cerimonia di premiazione del concorso indetto dal Dolomiti Superski “Tre personaggi in cerca di… Dolomiti Super Summer”. Il progetto estivo del carosello numero uno al mondo ha visto competere dodici valli fra Trentino, Veneto e Alto Adige, con racconti, immagini e video dedicati la fascino delle Dolomiti d’estate.
Alla “Casa della pesa” di Bolzano, ha premiato i vincitori una giuria composta da Roberto De Martin, presidente del Trento Film Festival, Luana Bisesti, direttore del Trento Film Festival, Federica Pellegatti, coordinatrice del Film Festival e Enrico Franco, direttore del Corriere del Trentino e del Corriere dell’Alto Adige.
Nella categoria “Miglior video” è stato premiato il filmato dell’Azienda per il Turismo della Val di Fiemme “Noi crediamo alle favole” di Graziano Bosin, videomaker di Predazzo, con la regia di Federica Cerri e la sceneggiatura di Beatrice Calamari. Fra gli attori protagonisti del video, Giorgio Delvai dell’Apt Val di Fiemme, Elena Osler e Guido Maurizio Ciocca, accompagnatori turistici e attori dei racconti spettacolari della Val di Fiemme e il giovane figlio d’arte Nicholas Ciocca. Per svolgere questa attività di storytelling a più voci, il team della Val di Fiemme si è avvalso della collaborazione del noto fotografo Pierluigi Orler.
La Val di Fiemme ha raccontato la storia di un ragazzino che fa scoprire la magia delle Dolomiti ai genitori. Prima increduli, papà e mamma scoprono infine che alberi e corvi parlanti sono realtà, almeno per chi è in grado di sintonizzarsi sulla loro lunghezza d’onda. “Credere nelle favole è già una cosa contro-corrente di questi tempi”, ha commentato il presidente De Martin. La giuria ha apprezzato gli spunti nuovi, emersi dal video, che raccontano “una montagna amica alla portata di tutti, custode di sogni e valori per chi ha ancora voglia di stupirsi”. Le Dolomiti, viste dalla Val di Fiemme, quindi “non sono solo una meta adrenalinica mordi e fuggi, ma un luogo di meditazione e ispirazione”. Nella categoria “Miglior racconto” il primo premio è andato a Francesco Chiamulera con “Cortina a colori” e una menzione speciale è stata consegnata a Beatrice Calamari per la narrazione del fantasioso incontro fra un bambino, un corvo parlante e un uomo albero che ha ispirato la sceneggiatura del video “Noi crediamo alle favole”. Per la categoria “Miglior album fotografico” ha vinto Christian Tschurtschenthaler della Sextner Dolomiten in Alta Pusteria. La competizione, ideata per far gareggiare tra di loro le valli dolomitiche, prevedeva la formazione di squadre composte da uno scrittore, un fotografo e un videomaker chiamati a dare prova di talento, fantasia e spirito innovativo. I dodici team si sono cimentati nella realizzazione di un racconto, un album fotografico e un video sulle proprie storie dolomitiche. Il Dolomiti Supersummer aprirà un nuovo confronto creativo fra le sue dodici valli, nell’estate del 2015, per stimolare la conoscenza di linguaggi nuovi e originali che possano veicolare con efficacia l’offerta complessiva delle sue località.

IL VIDEO.
IL RACCONTO DI BEATRICE CALAMARI E LA FOTOGALLERY DI PIERLUIGI ORLER.

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