A Predazzo i musei vaticani in 3D

Un appuntamento unico ed irripetibile.  Uno straordinario viaggio alla scoperta delle più suggestive opere d’arte raccolte in due millenni di storia. Per realizzare questo magnifico documento è stata utilizzata la tecnica di dimensionalizzazione utilizzata, al cinema, da James Cameron. Sarà possibile visitare l’interno dei Musei Vaticani e della Cappella Sistina, mostrando i capolavori di Roma come non sono mai stati visti prima. Un evento spettacolare e appassionante che è possibile vedere solo oggi sia in Italia che nel resto del mondo . L’appuntamento è al Cinema Teatro di Predazzo alle ore 21.15. Con questo evento, la sala di Predazzo inizia un percorso che prevede, nei prossimi mesi, molti altri appuntamenti di prestigio. E’ questa la nuova tendenza delle sale cinematografiche in tutto il mondo: offrire, accanto allo spettacolo cinematografico tradizionale, appuntamenti con grandi concerti dei più diversi generi, con l’arte e con gli avvenimenti che fanno la storia. Un modo per allargare il numero di spettatori e nel contempo permettere, anche a coloro che non vivono al “centro del modo”, di avere occasioni di partecipazione dalle quali finirebbero, altrimenti, per sentirsi irrimediabilmente esclusi.

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Terence Blanchard a Trento

La nuova band del trombettista Terence Blanchard, E-Collective apre domani, martedì 4 novembre al Teatro Auditorium alle ore 21.00, il programma della Stagione Jazz 2014-2015. La presenza nel cartellone del trombettista originario di New Orleans è particolarmente rilevante, essendo la prima volta che il musicista si esibisce in regione. A questo si aggiunge il fatto che il progetto denominato E-Collective, il cui organico coniuga strumenti acustici ed elettrici, utilizzando pure con discrezione l’elemento elettronico, è presentato per la prima volta in Europa, in un tour che è partito da Milano, toccando poi Germania, Austria e Finlandia prima di tornare in Italia, a Trento. Sotto il punto di vista stilistico, lo stile di Blanchard prende le mosse dal Miles Davis degli anni Cinquanta, con un’attenzione particolare nei confronti di grandi maestri del bop e dello hard bop, come Fats Navarro e Clifford Brown. Ma naturalmente Blanchard non ha mai dimenticato lo spirito particolare da lui respirato a New Orleans: l’estroversione e l’energia del grande Louis Armstrong restano riferimenti imprescindibili per la sua opera artistica. Questo il collettivo che si esibisce a Trento: Terence Blanchard, tromba, Charles Altura chitarre, Fabian Almazan pianoforte e tastiere, Donald Ramsey basso elettrico, Oscar Seaton, batteria.

 

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Inizia la campagna di vaccinazione

La campagna di vaccinazione antinfluenzale in provincia di Trento parte a novembre. Le persone interessate possono effettuare la vaccinazione dal proprio medico di medicina generale o, a partire da lunedì 3 novembre, negli ambulatori vaccinali dei distretti sanitari. Le vaccinazioni saranno eseguite fino al 15 dicembre, ma è consigliato effettuarle entro la fine del mese di novembre La vaccinazione antinfluenzale è raccomandata e offerta gratuitamente alla popolazione di età pari o superiore a 65 anni e alle persone di tutte le età esposte al rischio di complicanze gravi, tra le quali si ricordano, in particolare, i soggetti di qualsiasi età affetti da patologie croniche, i ricoverati in istituti per lungodegenti e le donne nel secondo e nel terzo trimestre di gravidanza. La vaccinazione è fortemente raccomandata anche al personale sanitario e a coloro che danno assistenza a persone ammalate, per proteggerli dalla malattia e per evitare di diffondere il virus alle persone assistite. La vaccinazione, inoltre, è proposta e somministrata gratuitamente, al personale che per motivi di lavoro ha contatto con animali come veterinari, allevatori e addetti all’attività di allevamento e trasporto di animali, alle forze di pubblica sicurezza, ai vigili del fuoco e al personale della Protezione civile. Le persone che compiono i 65 anni nel corso del 2014 saranno invitate dai servizi vaccinali territoriali ad effettuare, contemporaneamente alla vaccinazione antinfluenzale, anche la vaccinazione antipneumococco contro le malattie invasive causate dal pneumococco. Le persone che scelgono di farsi vaccinare negli ambulatori dei distretti sanitari possono contattare i servizi vaccinali per conoscere le sedi e gli orari delle sedute vaccinali. Altre informazioni relative alla campagna antinfluenzale sono disponibili in una sezione specifica della homepage del sito www.apss.tn.it.

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Leggere fin da piccoli

Fino al 27 novembre le biblioteche di Cavalese, Tesero e Predazzo organizzano una serie di iniziative per promuovere la lettura ad alta voce con i bambini. Un fitto programma di appuntamenti per grandi e bambini, una mostra bibliografia e giochi di lettura. La mostra raccoglie circa 160 libri per bambini da 0 a 7 anni organizzati nei percorsi studiati da esperti del settore che suggeriscono a genitori ed educatori i libri migliori di recente pubblicazione da leggere insieme ai bambini. Si tratta di un’occasione importante di vedere, esposti tutti insieme, i libri proposti dalle bibliografie distribuite dalle biblioteche. La mostra sarà in biblioteca a Cavalese dal 27 ottobre al 5 novembre, in Sala Bavarese a Tesero dal 6 al 15 novembre e nella sala della biblioteca di Predazzo dal 18 al 27 novembre. Numerosi nelle tre biblioteche gli appuntamenti di contorno: proposte di lettura e narrazione per i bambini della scuola materna e del nido, appuntamenti con le storie a libera partecipazione con i genitori, momenti di approfondimento per i grandi. Al progetto collaborano gli animatori Manuela Nervo, Emma Deflorian, Massimo Lazzeri, Elisa Bort e Lorenza Ongari e le esperte professioniste nel campo della lettura ai bambini e della letteratura per l’infanzia Maria Lunelli, Francesca Sorrentino e Elisabetta Vanzetta. Gli appuntamenti con le storie per i bambini cominciano martedì 28 ottobre in biblioteca a Cavalese al mattino per la scuola materna e nel pomeriggio, alle 17.00 per i bambini e i loro genitori. La prima occasione di approfondimento per i grandi, invece, è sempre a Cavalese, giovedì 30 ottobre alle 20.30 e porta il titolo “Storie in mostra: i libri per i piccoli raccontati ai grandi” a cura di Elisabetta Vanzetta, bibliotecaria esperta di letteratura per l’infanzia.

 

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Dolcetto o scherzetto

Ci siamo. Anche quest’anno siamo arrivati all’appuntamento con Halloween. E’ entrato da noi in punta di piedi, ma, negli ultimi anni, ha iniziato ad attecchire anche nelle nostre Valli. Oggi, il gruppo di ragazzini, vestiti in modo stravagante che bussano alla nostra porta urlando all’unisono “dolcetto o scherzetto”, è diventato sempre meno inconsueto. Noi adulti, invece, abituati alle nostre tradizioni secolari, (che siano il Carnevale ladino, San Martino, le desmonteghe o il più recente Oktoberfest), abbiamo fatto un po’ più di fatica a raccapezzarci. I ragazzini invece, più permeabili alle tradizioni di altri paesi e con la complicità di film e telefilm americani, hanno assimilato la novità e individuato una nuova forma di aggregazione e divertimento. Ora tocca a noi usare questa laicissima tradizione per farne momento di festa in attesa dell’arrivo di un lungo inverno. E tocca sempre a noi evitare di trovarci impreparati quando busseranno alla nostra. Come? Armandoci di dolcetti.

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Valivanzes

È l’ultimo dei tre piccoli libri, scritti da Stefano Dell’Antonio Monech e illustrati da Sonia Cian. Il titolo è “Valivanzes” (parità) ed è scritto integralmente il lingua ladina. «In questo libro – spiega l’autore – racconto sentimenti e valori del vivere. Con una immagine potrei paragonare questo breve scritto a un prato, un prato di parole libere da ogni siepe, da ogni vincolo, un’occasione per condividere e capire l’altro». Non per nulla il libro è di colore verde e le immagini, dal tratto sintetico, ma espressivo di Sonia Cian, riportano all’ambiente che ci circonda. I due testi precedenti, uno bianco e uno celeste, insieme a quest’ultimo compongono i colori della bandiera ladina. Un tributo e un atto d’amore dello scrittore alla sua terra.

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Referti online

La sanità trentina è sempre più telematica. Dopo la ricetta elettronica e la Cartella Clinica del Cittadino (TreC),  è entrato a regime il ritiro on line dei referti di laboratorio e di radiologia: per la valutazione dei propri esami non è quindi, più necessario, recarsi allo sportello a ritirare la busta con il cartaceo, ma basterà recarsi direttamente dal proprio medico di famiglia che potrà visualizzare, appena disponibile, il referto sul proprio computer. Se il paziente desidera conservare la copia del referto può salvarlo e stamparlo dal proprio computer. Nel periodo  di sperimentazione del sistema sono stati più di cinquemila gli assistiti che hanno visualizzato e stampato dal web circa 11mila referti, a dimostrazione che la modalità piace, anche e soprattutto perché risparmia al cittadino i tempi di spostamento e di attesa allo sportello per il ritiro. È sempre possibile recarsi alle casse per richiedere il cartaceo ma, al contrario di quanto avvenuto fino ad ora, i referti saranno stampati solo su richiesta e non saranno più conservati in attesa del ritiro. Il paziente al momento dell’accettazione dell’esame può richiedere il ritiro del CD con le immagini radiografiche o l’invio del referto, per posta, direttamente a casa , ma con l’addebito delle relative spese.

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Da Moena, al sud del mondo

Ci sono storie di straordinaria normalità che diventano piccoli miracoli. Una di queste è quella del Gruppo Amici Missionari Mani Amiche di Moena che, con la stessa passione ed entusiasmo, da cinquant’anni accompagna e sostiene i volontari missionari cattolici compaesani nelle loro missioni. Il Gruppo, nato nel 1965 dal desiderio di dieci amici volontari, ha iniziato quasi per gioco raccogliendo, casa per casa, carta, vetro e indumenti da inviare alle popolazioni africane. Poi, col tempo, i progetti sono cresciuti, anche grazie alle numerose offerte che continuavano ad arrivare. Dopo le mostre missionarie nelle quali, per trent’anni, si sono venduti oggetti, quadri, suppellettili e capi di abbigliamento realizzati dalle donne africane, o le cene povere che si svolgono tutt’ora, l’attenzione del gruppo “Mani Amiche” si è spostata verso altre iniziative, anche a mediazione culturale, come la realizzazione di alcuni progetti ad ampio raggio concretizzati soprattutto grazie al contributo economico della Provincia di Trento, che ha favorito le iniziative benefiche del sodalizio moenese. Ne sono un esempio la realizzazione di una cooperativa per pescatori in Mozambico guidata da padre Guido Felicetti, la scuola serale per adulti in Bolivia con suor Clelia Croce, la costruzione di una scuola in Uruguay grazie a suor Ausiliana Chiocchetti, l’acquisto di strumentazioni mediche e cliniche per un ospedale in Uganda, resa possibile grazie al gruppo della Fata delle Dolomiti insieme a fratel Elio Croce, la costruzione di un panificio in Brasile per permettere ai bambini delle favelas di Sao Paolo di imparare a fare il pane e consegnarlo insieme a suor Berta Defrancesco.  Inoltre è stato tradotto il vangelo dall’urugandese all’Acioli, lingua locale, grazie a padre Simone Zanoner. «Ma l’iniziativa più importante è sicuramente quella delle adozioni a distanza» sottolinea don Elio Sommavilla. Ad oggi sono più di 800 bambini, tra i 2 e i 18 anni che sono ospitati nel centro. «Il nostro compito è divulgare l’operato di padre Elio e invitare le persone ad adottare un ragazzo o un bimbo a distanza – raccontano al Gruppo Missionario -. Bastano pochi euro, infatti, per far felice per un anno un bambino e assicurargli un futuro sicuro». Padre Elio e diverse suore portano avanti questa sfida, offrendo ai ragazzi strumenti utili per la crescita e per trovare un lavoro. «Molti maggiorenni spesso rimangono al centro di recupero per aiutare insegnanti e infermieri somali a occuparsi dei bambini abbandonati». Da cinquant’anni, i volontari sul territorio di Moena, una decina, proseguono nel loro operato e sarebbero felici di vedere coinvolte anche le nuove generazioni. Come ha più volte asserito Gino Strada, c’è bisogno di uomini e donne, “che hanno imparato che ogni cicatrice ha un nome, che non tutte le ferite si rimarginano; ma che l’amore e la speranza possono far rimarginare”.

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Un anno di MuSe

Un anno fa riuscire ad entrare al MuSe di Trento era una avventura. Code interminabili e ressa nei cinque piani in cui si dispiega il museo progettato da Renzo Piano. Oggi a 15 mesi dalla sua inaugurazione, la visita è molto più agevole. Chi siamo? Da dove veniamo e dove stiamo andando? Sono queste le risposte che il MuSe intende dare ai suoi visitatori attraverso percorsi multimediali ed una grande attenzione, nelle presentazioni, alla tecnologia ed alle curiosità delle nuove generazioni. Ci vuole passione per le scienze e grande interesse per la nostra terra per apprezzarlo appieno. E poi tempo, tanto tempo, per tutti i passaggi e le sfaccettature che necessità una visita accurata e davvero soddisfacente. Il consiglio? Prendersela comoda, staccando ogni tanto per prendere fiato, magari facendo una passeggiata nell’adiacente quartiere delle Albere, anch’esso progettato da Renzo Piano. Un quartiere ancora praticamente deserto con qualche bar e poco più. Se il MuSe è decollato ed ha avuto, in un anno, una marea di visitatori, lo stesso non si può certo dire del quartiere limitrofo. Ad oggi, un luogo affascinante ma vuoto. Una vera sfida per chi lo aveva immaginato brulicante di attività e di vita sociale. Decollerà?

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Il bene comune

“CHARTE DE REGOLA… ROBE DE TUTI, ANCA MEA” è uno spettacolo portato in scena dalla compagnia teatrale” Un paese nelle nuvole” di Fucine in provincia di Trento. Il tema proposto è quello del bene comune, della terra, e di tutto ciò che da essa deriva. Oltre il mero profitto, quindi, allo scopo di riappropriarci di una armonia che rischia di sfuggirci di mano. I pascoli, i boschi ci hanno permesso, nei secoli passati, di creare una comunità. Cosa rimane di quello slancio di autogestione del territorio e delle sue tradizioni? Saremo in grado di salvaguardare non solo lo spirito che ha spinto i nostri avi nella realizzazione di questo progetto, ma anche la “ materialità” delle conquiste dei nostri predecessori? Se pur non in maniera esplicita, questo lavoro teatrale cerca di dare risposta a tali domande ricreando le atmosfere, i dubbi e le speranze che hanno caratterizzato tutte le donne e gli uomini che hanno lottato, nei secoli, per il nostro bene comune. L’appuntamento è per sabato 29 novembre alle ore 20.30 presso il salone Clesiano nel Palazzo della Magnifica Comunità a Cavalese. Ingresso gratuito.

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