Perchè il passo Rolle è bistrattato?

L’estate scorsa, Alfredo Paluselli, che sul passo gesisce un negozio, un bar ed un noleggio sci, si era affidato alla stampa per denunciare alcune gravi situazioni di degrado che affliggono la zona. In primis, l’albergo Passo Rolle: «Uno tra i più antichi e storici esercizi ricettivi – osserva Paluselli – oggi ridotto a un rudere: è l’emblema di quanto la situazione sia cambiata. Un tempo era un’attività che produceva reddito e dava lavoro, mentre ora ci si aspetta che cada da un momento all’altro». Non va meglio alla caserma dismessa della Guardia di Finanza, che giace tra vetri rotti e pareti scrostate. Un’altra bruttura è costituita dal cantiere di una nuova struttura ricettiva: nel 2008 il committente ha deciso di bloccare l’investimento e così, da allora in avanti, i visitatori che arrivano al Passo vengono accolti da un’immensa voragine. Paluselli, col suo atto di accusa, si era proposto di sensibilizzare chi di dovere a intervenire. A un anno di distanza, gli abbiamo chiesto se la sua denuncia è servita a sbloccare le cose: «Purtroppo – ha osservato – non si è avuto alcun segnale di miglioramento e, dato che ormai il tempo stringe, anche quest’anno, a Ferragosto, il passo si presenterà nella stessa condizione di degrado».

Una situazione ancor più paradossale se si pensa che, in più occasioni, campagne promozionali del Trentino si sono affidate proprio all’immagine delle Pale di San Martino viste dal Rolle per promuovere la bellezza del territorio: «Ad esempio – racconta Laura Mich, che con i familiari gestisce il rifugio Capanna Cervino e gli impianti del Castellazzo – ad Expo 2015, nello stand del Trentino, c’è una gigantografia del Cimon de la Pala: è uno dei simboli, se non il simbolo, del Trentino nel mondo».

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