Pixelia ci rende visibili

Oggi è facile e scontato immaginare un ragazzino appassionato di computer. Ma se torniamo indietro di trent’anni e sostituiamo i pratici portatili con un ingombrante Commodore 64 la storia cambia. Il ragazzino in questione è Walter Facchini, oggi titolare di Pixelia a Moena, negli anni Novanta una sorta di nerd ante tempo.

Alle scuole medie smanettava affascinato, guidato da un professore che già allora vedeva lontano, Gilberto Bonani. Perfino suo padre riuscì a capire che non si trattava di una passione passeggera, regalandogli un Commodore 64, convinto da un negoziante del paese a sostenere una spesa che all’epoca era consistente. A 14 anni Walter aveva deciso: sarebbe andato a studiare informatica alle ITI di Rovereto, incurante della distanza da casa. La sua passione era la programmazione: passava le notti a leggere manuali, realizzando software per i primi clienti.

Poi c’è stata una rivoluzione che ha cambiato il mondo: la diffusione di internet: “Mi sono trovato ad applicare i linguaggi che conoscevo bene a un mondo nuovo, le cui potenzialità si intuivano, ma non erano ancora chiare del tutto”.

Nel 1999 ha realizzato il suo primo lavoro importante per il Consorzio Moena Welcome, un sito su database (cioè dinamico, quasi avveniristico per allora), poi è stata la volta del portale Fassa Appartamenti (oggi molto popolare). “Ero tornato a passare le notti sui libri e sul pc, con quel formicolio di eccitazione che si prova quando si sta facendo qualcosa di nuovo e appassionante”, ricorda.

E poi è stata una corsa per restare al passo con i tempi, con l’azienda che si ingrandiva e una valanga di novità che hanno stravolto la vita quotidiana di molti, dagli smartphone ai social network, passando per il motore di ricerca Google, di cui Pixelia è partner ufficiale.

“Fino a pochi anni fa, avere un sito per un’azienda era un vezzo. Oggi è una vera e propria necessità. Ma anche il sito più bello del mondo è inutile, se non facilmente reperibile dai motori di ricerca: ecco allora che entra in gioco l’arte del posizionamento, la capacità di garantire visibilità ai clienti, tramite parole chiave e annunci mirati”. Non è solo una questione di grafica accattivante: “In questo settore c’è ancora molta improvvisazione, in molti lavorano per conto proprio, ma spesso non basta. Al cliente bisogna proporre un progetto completo, dall’analisi del prodotto fino al sito, attraverso un percorso personalizzato. Noi puntiamo molto sulla formazione dei nostri clienti: vogliamo diffondere consapevolezza sull’uso del web. Solo conoscendone potenzialità e rischi lo si può sfruttare al meglio. I risultati arrivano nel tempo, clic dopo clic, contatto dopo contatto”.

Facchini non lo nasconde: “Subisco la velocità con cui le cose cambiano. Non si ha il tempo di formarsi su una novità, che già è stata superata, o non ha ottenuto il favore sperato del pubblico. Saper prevedere il cambiamento è la sfida più stimolante”. E mentre lo dice, nei suoi occhi si riaccende la stessa scintilla che gli brillava nello sguardo mentre da ragazzino smanettava con il suo Commodore 64.

Monica Gabrielli

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