Porte aperte alla Scola Ladina

Chi l’ha detto che fare scuola è solo stare dietro ai banchi? Sulla scia della pedagogia del fare e verso la co-costruzione della conoscenza in cui l’alunno è protagonista del processo di apprendimento, ormai da tre anni nelle scuole medie della Scola Ladina de Fascia si stanno portando avanti iniziative che fanno sì che alunni e insegnanti abbandonino cattedra e banchi e si aprano verso l’esterno.

Il risultato è una giornata a porte aperte in cui genitori, nonni, fratelli, ma anche compaesani sono invitati a imparare con gli studenti. Un’iniziativa rivolta a persone esterne alla realtà scolastica che dà quindi una cornice di senso a quanto fatto e studiato a scuola.

Nella scuola di oggi, quella in cui al termine del primo ciclo d’istruzione si valutano non solo le discipline scolastiche, ma anche competenze trasversali quali l’imprenditorialità, l’imparare a imparare, le capacità sociali e civiche, la giornata a porte aperte rappresenta un ottimo banco di prova.

Il bello di queste situazioni è che vengono fuori i talenti nascosti, quelli che spesso la scuola non valuta: creatività, senso pratico, disponibilità, collaborazione e progettualità. Ma anche per gli insegnanti lavorare interdisciplinariamente comporta sapersi mettere in gioco, significa infatti rivedere i tempi della propria programmazione, trovare un accordo con i colleghi, mediare tra le proprie esigenze e quelle altrui.

L’iniziativa è partita in via sperimentale nel 2015, nella sola sede di Moena con il tema “Alimentazione”, connesso all’esperienza Expo delle due terze di allora. Collaborazione con gli chef di Slow Food, video interviste, piramidi dell’alimentazione in formato gigante: insegnanti che si mettono in gioco e alunni che lavorano alacremente per un obiettivo vivo e vero: accogliere e guidare le famiglie alla scoperta di un modo diverso di alimentarsi nel rispetto del pianeta.

Il 2016 ha visto come protagonista il tema “Ambiente e territorio” e si è esteso anche alle medie di Campitello e Pozza, con la collaborazione di professori appartenenti a tutte aree disciplinari e coinvolgendo tutte le classi, per un totale quindi di circa 300 studenti. Le tre scuole medie hanno accolto le famiglie, durante tutta una mattinata, organizzando percorsi sensoriali, plastici, video realizzati e montati da loro, giochi in tema, percorsi con la mountain bike, fiabe, rappresentazioni teatrali, musica dal vivo. L’attenzione era rivolta sia alla scoperta dell’ambiente in senso lato, che alla sua tutela. Come guide e ciceroni, naturalmente i ragazzi sono stati i protagonisti.

Il tema centrale della giornata a porte aperte di quest’anno, giovedì 18 maggio, sarà invece la Mobilità sostenibile”, alla ricerca di alternative sostenibili e comportamenti che limitino il traffico di merci e persone e di conseguenza permettano di godere del silenzio e dell’aria pulita delle nostre Dolomiti, patrimonio Unesco.

L’idea riprende quella alla base della via “Via le moto dal Sella”, aperta nel 2001 da Edy Boldrin e così chiamata poiché molto spesso negli ultimi anni la montagna è stata invasa e pervasa dai mezzi motorizzati (5 mila passaggi in una sola giornata, record registrato al Passo Sella). Non solo inquinamento atmosferico, ma anche acustico. Non solo un’aria meno pura, ma anche animali infastiditi che cambiano abitudini e alpinisti disturbati dal rombo delle moto che sgasano sui passi.

Da questa idea, formulata già quest’autunno, è partito un lavoro di coordinamento da parte degli insegnanti, e successivamente coinvolgendo gli alunni. Ma vediamo quali saranno alcune delle attività che potrete provare nella giornata a porte aperte.

All’insegna di un vero e proprio coinvolgimento della popolazione, le scuole opereranno nei comuni di Moena (con gli alunni di elementari e medie), Pozza (con gli alunni di elementari e medie), Vigo (con gli alunni delle elementari) Campitello (con gli alunni delle medie) e Canazei (con gli alunni delle elementari). Stand con delle guide (naturalmente i ragazzi stessi), spesa a km zero (ma non sveliamo come!), mappatura dei licheni per verificare l’effetto dell’inquinamento sull’ambiente, pedibus, percorsi di mountain bike, il viaggio sostenibile di Ulisse e altri giochi in sintonia con la mobilità e la sostenibilità. Le scuole stanno lavorando sull’iniziativa e tante sono le idee che bollono in pentola.

L’iniziativa rafforza naturalmente anche l’idea di educare i ragazzi alla tutela dell’ambiente e di farli riflettere fin da subito su quanto il nostro comportamento e le nostre abitudini quotidiane possano influenzare l’ambiente e quanto il nostro pianeta sia nelle nostre mani, anche quelle di bambini e ragazzi.

Silvia Vinante

 

 

 

 

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