Riceviamo questa lettera che volentieri pubblichiamo.

quando un’associazione promuove un’iniziativa di pubblico interesse e utilità, impegnando tempo e risorse, andrebbe incoraggiata e sostenuta; con disappunto apprendo invece che la Comunità territoriale di Fiemme ha rifiutato un contributo a Transdolomites, promotrice del Museo ferroviario della Ora-Predazzo (di cui proprio oggi ricorrono i 56 anni dalla sua scellerata dismissione).

Di recente a Padova ho visitato ben due mostre dedicate alla firma dell’Armistizio che pose fine poco più di un secolo fa alla Prima Guerra Mondiale, e raccogliendo i commenti del pubblico mi sorge spontanea la seguente riflessione: sempre più abbiamo bisogno di “luoghi di memoria attiva”, dove approfondire il passato per comprendere il presente e progettare il futuro. Nella fattispecie, il museo ferroviario della Ora-Predazzo, oltre ad un indubbio interesse storico, costituirebbe un luogo di attenta riflessione su tematiche di attuale e stringente drammaticità: mobilità sostenibile in territorio dolomitico, impiego di risorse ed energia, approccio equo al turismo alpino.

E’ di pochi giorni fa l’immagine emblematica, riportatami da un collega: Passo Oclini sommerso di automobili, con la forza pubblica costretta (suo malgrado) a istituire un senso unico alternato per consentire il passaggio dello Skibus desolatamente semivuoto. Cosa stiamo lasciando alle nuove generazioni, se non un esempio di cosa non si dovrebbe mai fare ? Potremo continuare a violentare scenari dolomitici di suggestiva bellezza, al solito – e ritrito –  grido del turismo ad ogni costo (che è poi il profitto dei soliti pochi a danno di tutti…)?

Grazie dell’attenzione, e buon lavoro

ing. Francesco Fellin, ricercatore (Padova)

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