Rispetto e amore

Riceviamo e pubblichiamo con piacere questa lettera aperta di Myrna Condini. Con la primavera ecco le nuove cucciolate di gatti a cui troppo spesso non si è trovata preventivamente una casa. Dovrebbero essere accolti sempre con gioia e dovrebbe esserci un posto al sole per ognuno di loro, ma purtroppo non è così. Molti micetti, se pur dolcissimi, nascono infatti indesiderati e il numero dei nuovi arrivati supera quasi sempre quello delle richieste e questo fatto si ripete ogni primavera. Succede non solo fra i gatti che vivono in libertà, ma purtroppo anche nelle case private. Succede per motivi diversi, ma quello che più dispiace è che quasi sempre basterebbe un po’ di buona volontà per prevenire situazioni difficili ed evitare grossi sacrifici a quelle persone che mettono a disposizione la loro casa, il loro tempo e il loro denaro occupandosi di ospitarli e di trovar loro una sistemazione adeguata. Sul nostro territorio si realizzano già da più di dieci anni dei provvidenziali interventi di controllo anagrafico mediante sterilizzazione chirurgica delle colonie feline, cioè di quei gruppi di gatti che vivono in un loro habitat, liberi, ma protetti dalla legge 281/91. Un monitoraggio delle colonie da parte di chi le nutre e le cura dovrebbe quindi essere sufficiente per mantenere il numero delle nascite adeguato alle caratteristiche dell’habitat e alle sue risorse. È però risaputo che la causa prima del randagismo felino sta negli abbandoni da parte di persone che si disfanno dei gatti di cui si sono stancati o che sono diventati troppo impegnativi. Come spesso accade alle gatte in dolce attesa. La legge 189/04 art. 544-ter/art.727 punisce chi abbandona un animale, ma purtroppo gli autori di questi reati rimangono tuttora spesso sconosciuti. C’è chi non si preoccupa dell’arrivo di nuovi cuccioli perché pensa che sia facile sistemarli o trovare comunque un’associazione che se ne faccia carico. Qualche volta arrivano addirittura a pretenderlo senza tenere conto che le associazioni sono generalmente composte da persone provviste di tanta buona volontà, ma di altrettanto scarsi mezzi su cui poter fare affidamento. Volontari che si ritrovano a dover affrontare continuamente i problemi i più disparati, costretti a delle vere e proprie alchimie per cercare di tamponare e risolvere situazioni di ogni genere: animali persi o abbandonati, feriti o ammalati, controllo delle colonie feline, sterilizzazioni… I mezzi sono pochi, lo ripetiamo, e tutto viene fatto in grande economia. Ma allora, perché non collaborare tutti quanti per migliorare e gestire insieme una nicchia della nostra società che è rivelatrice del suo grado di civiltà e cultura? Incominciamo con lo sterilizzare i nostri animali e se capita una cucciolata, cani o gatti che siano, chiediamo pure consiglio e assistenza a chi opera come volontario animalista, ma senza dimenticare che ci sono animali più bisognosi. E prepariamoci quindi a tenere i cuccioli con noi fino al momento di una eventuale adozione o per tutta la vita e facciamo il possibile perché vengano al mondo solo quei cuccioli a cui si può garantire un futuro, senza mai dimenticare gli adulti, che sono già su questa terra e meritano la nostra attenzione. Se decidete di accogliere nella vostra famiglia un cane o un gatto, sceglietelo fra quelli che vedete negli appelli e tenete presente anche i sentimenti che legano fra loro gli animali, adottandone possibilmente due insieme, perché anche di questo hanno bisogno, di un compagno che parli la loro stessa lingua. Se poi volete collaborare più attivamente, perché non offrire la vostra disponibilità per qualche ora di volontariato, oppure, se ne avete la possibilità, per ospitare qualche animale convalescente o in attesa di adozione? Sarebbe un aiuto preziosissimo!

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