Schizofrenia comunicativa

Il 30 dicembre, la giunta della Comunità di Valle di Fiemme si dichiara solidale con lo sciopero della fame di Loris Welponer: tutti concordi nel ritenere inaccettabile la cancellazione del Punto Nascita dell’Ospedale di Cavalese. La Provincia, dal canto suo, già da tempo intende dismettere il servizio nelle periferie. Non ci sono i numeri per continuare a partorire. Il servizio è anti economico e per garantire la sicurezza dei nascituri e delle mamme e meglio che si nasca a Trento. Segue ampia discussione, polemiche prese di posizione, fino allo sciopero della fame e alle dichiarazione di Zancanella & Co. Oggi, il quotidiano l’Adige titola”Maternità, un’iniezione di fiducia” e ancora “nascite in ripresa”. Nell’articolo del giornale trentino, Alessandro Arici, responsabile del progetto “ Parto per Fiemme”, dichiara che già dall’estate scorsa vi è stata una inversione di tendenza. Importiamo partorienti dalle località limitrofe ed ospitiamo gestanti che vogliono partorire nel nostro Ospedale. Insomma, stiamo ritornando ad essere competitivi e ad avere i numeri per tenerci il Punto Nascita. Il problema, a questo punto è che di fronte a questa schizofrenia comunicativa il cittadino rischia di perdersi e di non capire cosa stia veramente accadendo. Chi parla con lingua diritta e chi invece con lingua biforcuta? Ci sorge un dubbio. Tra qualche mese sono previste le elezioni comunali. Tutto ciò che sta avvenendo avrà qualche cosa a che fare con questo appuntamento?

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