Scuola, se il voto online deresponsabilizza

Di dematerializzazione della burocrazia se ne parla non solo negli uffici ma anche nel mondo della scuola. Il processo è iniziato qualche anno fa, con il decreto legge n. 95 del 6 luglio 2012 che ha introdotto pagella elettronica e comunicazione online delle valutazioni a partire dall’anno scolastico 2012-2013. In rete sono numerosi i dibattiti che si aprono a proposito di questo strumento. Mentre siamo tutti d’accordo che un estratto conto o una bolletta possano avere la stessa funzionalità se ricevute via email sotto forma di pdf, non tutte le parti coinvolte in questa modernizzazione nel mondo della scuola hanno la stessa opinione.

Quali possono essere i risvolti pedagogici di tale innovazione? Ne parliamo con Marco Felicetti, dirigente dell’Istituto d’istruzione “La Rosa Bianca” e Mirella Florian, dirigente della Scuola Ladina di Fassa.

“IL REGISTRO ELETTRONICO
NON SOSTITUISCE I COLLOQUI”

“Il grosso vantaggio è che la comunicazione avviene in tempo reale – riflette Marco Felicetti -. Le comunicazioni avvengono, ma poi devono essere anche verificate e lette dai genitori che vi devono accedere. Va detto che il registro elettronico resta un appannaggio delle famiglie che si interessavano dell’andamento didattico-disciplinare dei figli già prima della sua introduzione, quindi spesso va rinforzato da comunicazioni su carta”. Inoltre, afferma Felicetti, un uso davvero efficace del registro elettronico dovrebbe andare oltre al mero trasferimento di informazioni, fornendo anche servizi come la prenotazione delle udienze o dei corsi di recupero e perché no, un domani dei colloqui online.

Anche i docenti sono stati coinvolti in prima persona da questo cambio, in primo luogo imponendo dimestichezza con gli apparecchi elettronici, spingendo tutti di fatto a possederne uno, senza però poter usufruire del bonus di 500 euro per l’acquisto di materiali e strumenti didattici perché non previsto nella Provincia di Trento. In secondo luogo responsabilizza ulteriormente gli insegnanti che per garantire la fruibilità delle comunicazioni, devono provvedere alla compilazione immediata, aspetto che Felicetti ha messo nero su bianco in un regolamento interno.

Mentre alcuni docenti sono entusiasti delle nuove modalità che permettono una compilazione ordinata, standardizzata ed efficace, va certo valutato il cambiamento forte che ha implicato per gli insegnanti. È necessario avere un dispositivo connesso. Molte volte la connessione nelle scuole è inadeguata e la compilazione, per cause di forza maggiore, deve avvenire a casa. Come sottolinea Mirella Florian: “Dopo un periodo di transizione, adesso la compilazione è più puntuale anche da parte dei docenti. Sicuramente, l’introduzione di questo strumento ha implicato mettersi in gioco e aggiornarsi sulle competenze informatiche necessarie. Presso la Scuola Ladina questa è una delle attività di aggiornamento per gli insegnanti”.

Il registro online sembra essere, quindi, un passo importante e obbligato che reca più vantaggi che svantaggi. Questi ultimi, ad ogni modo, non mancano. Il primo tra tutti è l’elevato costo del software che molto spesso viene acquistato dalla singole scuole dal mercato libero che fornisce prodotti più efficaci rispetto al registro elettronico fornito dalla Provincia Autonoma di Trento.

“Un’occasione mancata per la Provincia: un registro elettronico ben studiato ed efficace che fosse unitario per tutte le scuole della Provincia poteva essere anche un elemento di unitarietà, di identità della scuola trentina e di immagine”. Secondo Mirella Florian “il rischio più grosso è quello che il genitore si accontenti di vedere le valutazioni e che non approfondisca altri aspetti pedagogici e didattici a tu per tu con gli insegnanti, che si vada quindi a perdere quel contatto diretto con la scuola”.

La notifica di un voto non potrà mai sostituire un colloquio diretto, in cui magari quel voto viene anche spiegato, in cui insegnante e genitore si chiedono insieme cosa non sia andato bene e che cosa abbia portato a quel voto: mancanza di studio? Spiegazione carente in classe? Fattori emotivi? Felicetti fa notare anche che nessun registro elettronico potrà mai sopperire alla mancanza di partecipazione attiva delle famiglie.

I GENITORI SONO PIÙ TOLLERANTI

Che fine fanno, infine, quelle “marine” alle quali intere generazioni sono sopravvissute? Non sono certo diminuite con l’uso del registro elettronico, anzi, i genitori spesso ne sono al corrente e finiscono col giustificare comunque le assenza in realtà ingiustificate dei figli. Il modo per marinare quindi si trova sempre, con il paradosso che i genitori, come dice Felicetti, sono adesso molto più giustificativi nei confronti dei figli.

C’ERA UN VOLTA IL MOMENTO GIUSTO
PER COMUNICARE UN INSUCCESSO

Ci si chiede anche se quella parte di responsabilità e quindi di crescita personale che vede protagonista un alunno nel comunicare un insuccesso scolastico alla famiglia, quel trovare il momento giusto e le parole giuste, il prendersi la responsabilità di quell’insuccesso, non rischi forse di venir meno. “Prof., l’ha già scritto il voto sul registro? Mi sa che faccio il giro lungo per andare a casa”. Il voto online oscura anche la gioia di comunicare un bel voto. “Prof., l’ha già scritto il mio voto sul registro? Peccato! Volevo dirlo io alla mamma”.

Silvia Vinante

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