Si ruba di più anche online

Siamo globalizzati, ma possediamo ancora quel pizzico di ingenuità che ci fa lasciare l’auto parcheggiata con le chiavi inserite o la porta dell’abitazione socchiusa pensando di vivere come cinquant’anni fa. Fortunatamente, siamo in Fiemme e Fassa, dove i reati non sono così diffusi. Forse, siamo meno litigiosi di un tempo, ma oggi dobbiamo confrontarci con lo spaccio di droga o le truffe online che pensavamo patrimonio esclusivo delle città. È comunque positivo il giudizio espresso dal maggiore Enzo Molinari da più di un anno alla guida della Compagnia Carabinieri di Cavalese. Quindi, nessun allarmismo, l’invito comunque a essere vigili e segnalare puntualmente alle forze dell’ordine situazioni sospette. Un dato confortante è il netto calo della criminalità violenta (messo in luce anche dai periodici aggiornamenti della sicurezza in Trentino). Per esempio, chi ricorda l’ultima rapina subita da una banca sul nostro territorio? Sono decenni che non avvengono fatti simili e il motivo non sta nel ravvedimento della malavita, piuttosto nel rafforzamento delle misure di protezione. Casseforti ad apertura ritardata, allarmi, telecamere, controlli sulle poche vie di fuga e alto rischio di concludere la corsa con uno scontro a fuoco hanno dissuaso i malviventi.

In crescita invece i furti, in casa, negli alberghi, sulle piste e quando capita anche nella auto in sosta. Le cause di questo aumento sono legate a dinamiche di mobilità criminale a livello nazionale ed europeo che richiedono un’azione concertata da parte delle agenzie di controllo dei diversi Paesi. In crescita anche le truffe online, in agguato nell’acquisto di beni su Internet.

C’è poi la piaga della droga che non conosce confini. I flussi turistici sono certamente un canale che aiuta l’arrivo di sostanze stupefacenti in Fiemme e Fassa, ma esiste anche un consumo locale. Per questo qualche giovane segue il miraggio del guadagno facile inserendosi nei canali di spaccio.

C’è una riduzione delle persone sorprese a guidare in stato di ebbrezza, effetto dell’inasprimento delle leggi che oggi contemplano provvedimenti piuttosto “forti” come la confisca dell’auto o, nei casi peggiori, l’omicidio stradale con la reclusione dai cinque a dodici anni. Positive le iniziative in alcuni grandi eventi dove è programmato un servizio taxi per chi vuole muoversi senza provocare incidenti e incorrere in sanzioni.

E veniamo alla famiglia, luogo dove investigare è un’arte. Più facile trovare elementi legati allo “stalking”, cioè atti persecutori nel confronti di una persona tramite comportamenti molesti e reiterate intrusioni nella vita privata. Più difficile avere informazioni su violenze domestiche, specialmente su minori e donne. La strada da seguire è quella di tenere viva una rete sociale nei paesi, capace di accorgersi in tempo di quello che avviene tra le mura di casa. Non lasciare quindi sole le vittime ma dare la forza di denunciare i soprusi subiti. Efficiente la rete della Benemerita nella nostra area. La Compagnia Carabinieri di Cavalese (operativa 24 ore su 24) coordina 13 caserme, tre in Cembra, tre in Fiemme, tre in Fassa e tre in Primiero oltre al posto fisso del passo Rolle. In inverno poi si aggiungono le pattuglie sulle piste da sci (Pampeago, Cermis, Canazei e passo Rolle) con il ruolo di controllo e soccorso. Esiste poi un programma di prevenzione nelle scuole con interventi sui giovani (droga e bullismo) e anziani (furti e truffe).

Il fatto di cronaca che ha colpito recentemente l’opinione pubblica locale è stata la rapina subita da una religiosa il 9 maggio dell’anno scorso a San Martino di Castrozza da parte di due giovani provenienti dalla Marca Trevigiana. La donna venne malmenata e legata con fascette in plastica, oltre a bendarle bocca e naso fin quasi a soffocarla. Cercarono di tutto senza trovare beni di valore. Ora sono in carcere in attesa di giudizio. Fondamentale il contributo dei cittadini, con i compaesani della religiosa che hanno fornito elementi preziosi per risalire agli autori della rapina.

Tra gli ultimi fermi per droga da segnalare l’arresto di un ventenne per detenzione ai fini di spaccio e un esercente denunciato per lo stesso reato e droga sequestrata per un valore di sette mila euro destinata allo spaccio sulle piazze delle valli di Fiemme e Fassa e sulle piste della zona. Questo il bilancio dell’operazione “Stalimen” condotta dai Carabinieri di Predazzo il 26 gennaio scorso. L’indagine è partita da alcune segnalazioni raccolte dai militi di Cavalese per un aumento nel consumo di droga nelle due valli, soprattutto fra i giovani.

Gilberto Bonani

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