Siamo tutti Connessi
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Nicoletta Crisponi, per gli amici Nicky, è appena tornata da quello che si potrebbe definire il viaggio della vita: un anno intero in giro per il mondo. Un’esperienza che l’ha portata in ben trentatré stati diversi e che ha costantemente raccontato nel suo blog: ilfilodinicky.com.

Non è stato uno scherzo: l’organizzazione e il finanziamento dell’iniziativa hanno richiesto mesi di preparazione. Ma il viaggio non era fine a se stesso: voleva essere una dimostrazione della forza dei social network e della teoria dei gradi di separazione.

Tale teoria dice che qualsiasi persona al mondo è connessa a un’altra attraverso sei gradi di separazione. In pratica, attraverso una catena di conoscenze e relazioni con non più di cinque intermediari. Quindi, chiunque sul pianeta è connesso ad ogni altro individuo. La teoria fu formulata per la prima volta nel 1929, in un racconto dello scrittore ungherese Karinthy. Oggi, grazie ai social network e a Internet, i gradi di separazione sono scesi a tre e mezzo. O per lo meno questo è quanto è stato recentemente dichiarato dai vertici di Facebook che con oltre due miliardi di iscritti è il più vasto social network esistente.

Qual era la sfida di Nicky? Riuscire a completare il giro del globo soltanto grazie alle sue connessioni sui social media.

Dietro le quinte Nicky è stata aiutata dai suoi amici che le hanno procurato, a distanza, un posto dove dormire ogni notte. Questo indispensabile aiuto le ha permesso di moltiplicare le connessioni su cui fare affidamento.

La sfida è stata vinta? Sì: Nicky é tornata in Italia sana e salva e con tantissime esperienze da raccontare.

Ma anche se tutto è andato per il meglio i problemi affrontati durante un anno a zonzo in solitaria, com’è immaginabile, non sono stati pochi. Come quella volta che le rubarono la borsa con il passaporto e il tablet (indispensabile per una blogger) mentre si trovava su una piccola isola delle Filippine. Ma tutto andò bene anche in quella circostanza. Nicky fu, infatti, aiutata dalla fortuna riuscendo, tramite l’ambasciata italiana a Manila, a ottenere i documenti necessari per continuare il viaggio. Incredibilmente, sempre grazie alla rete social, a distanza di mesi e di quindicimila chilometri, riuscì poi a riavere la sua borsa mentre si trovava su un’altra isola: quella di Cuba.

L’esperimento di Nicky va sicuramente a confermare, se ce ne fosse bisogno, la potenza dei social network e delle connessioni interpersonali moderne.

Nicky ci confessa che la soddisfazione più grande, ricavata dalla sua esperienza e dal suo lavoro di blogger, è quella che arriva dall’aver ispirato tante persone che, ancora oggi, vivono la partenza per un viaggio come un difficile e stressante momento di distacco dalla routine o di paura.

Da dove arriva Nicoletta?

“Sono nata e vissuta a Cavalese dove ho studiato al Liceo Linguistico. Ho poi studiato design a Como e Milano. Nel frattempo ho iniziato a lavorare come freelance e ho svolto tirocini a Milano, a Bruxelles e a New York”.

A Orlando, in Florida, si è ritrovata in mezzo all’uragano Irma, come hai vissuto quell’esperienza?

“Per fortuna andò tutto per il meglio: mi cancellarono il volo ben quattro volte per il maltempo, ma conobbi così una taxista che mi ospitò durante l’uragano. Andò tutto bene”.

Ha sempre trovato ospitalità facilmente?

“Non sempre è stato facile: in molti luoghi del mondo i social network non sono diffusi. Inoltre, le barriere linguistiche a volte sono ancora invalicabili. Per esempio in Vietnam non ho potuto fare affidamento al 100% sugli stessi mezzi di connessione che avrei potuto utilizzare a New York o a Londra. Ma una ragazza che viaggia da sola provoca curiosità e non è mai stato difficile per me instaurare amicizie nuove e positive”.

Come ci si mantiene per un anno fuori casa?

“Grazie alla rete social si riesce a risparmiare, inoltre avevo degli sponsor che hanno creduto nella mia idea e mi hanno fornito la tecnologia per poter lavorare durante il giro del mondo ma il grosso arriva da due anni di duro lavoro, sacrifici e rinunce”.

Perché organizzare un progetto come questo?

“L’obiettivo è far diventare il mio sito un punto di riferimento per i viaggi in solitaria o in coppia. Questo mi dà la possibilità di continuare a viaggiare, rendendo questa mia passione un lavoro vero e proprio che mi permetta di guadagnare e vivere, raccontando esperienze, culture, tradizioni e rendendole utili per tutti. Ma devono essere esperienze autentiche, a contatto con la natura, diverse da quelle che si trovano in una normale guida turistica e ovviamente basate sui contatti social media”.

Questo viaggio possiamo definirlo di lavoro?

“Assolutamente sì, anzi, non ho fatto un unico giorno di vacanza in un anno. Durante il viaggio ogni giorno raccoglievo appunti, aggiornavo il blog, pubblicavo foto e video sui canali social, mi tenevo in contatto con gli sponsor, curavo il sito… Un viaggio del genere non permette la vita della normale turista e davvero non puoi fermarti mai”.

Si fermerà per un po’?

“Poco perché a marzo andrò in Olanda a fare un viaggio tra i tulipani in bicicletta”.

Leggendo il blog di Nicky possiamo scoprire tante curiosità e apprendere utili consigli per viaggiare consapevolmente e, quindi, ispirati, non possiamo che augurarle buon viaggio.

Alfredo Paluselli

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