Speriamo si ripopolino i nostri campi da tennis

C’è stato un tempo in cui i nostri campi da tennis erano pieni di vivacità agonistica. Sfide epiche tra i campioni di casa nostra. Come non ricordare quando scendeva in campo Ezio Damolin o  Rolando Delugan, solo per citare due tra i nomi più rappresentativi del tennis valligiano. Allora, si seguivano gli incontri dei tornei di casa nostra con una partecipazione degna del pathos che si può vivere anche oggi al centrale del Foro Italico a Roma, durante gli Internazionali d’Italia. Erano anche i tempi in cui i tennisti italiani davano spettacolo in tutto il mondo e Panatta, Barazzutti e Bertolucci trascinavano il movimento sulla terra rossa. A seguito di quell’enorme onda emotiva, anche in Fiemme e Fassa si sono via, via, moltiplicati i campi da tennis, prima in terra e poi in sintetico. Un numero spropositato di strutture che, negli anni, si sono rivelate inversamente proporzionali  rispetto al numero dei praticanti che continuavano a diminuire. Oggi il tennis ha ripreso un po’ di appeal, anche se molti campi rimangono desolatamente vuoti. L’incredibile finale degli Us Open Tra la Pennetta e la Vinci sta galvanizzando il tennis nazionale ed è  auspicabile che, anche da noi, molti tolgano la racchetta dalla naftalina per rilanciarsi in nuove sfide. A fianco dei vecchi combattenti speriamo anche in una nuova ondata di ragazzi e ragazze che, stimolati dalle gesta delle nostre due pugliesi, imbraccino la racchetta e comincino a rivitalizzare i nostri campi da gioco. In questo caso non ci mancheranno di certo le strutture per giocare tutti, anche contemporaneamente.

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