Tappo dopo tappo

Il tappo “solidale” è una realtà che vale cinque mila euro in un anno. Ecco il segreto. Si raccolgono i tappi di plastica e si sminuzzano. Il macinato ottenuto è venduto a un’azienda che produce cassette per la frutta mentre il ricavato va a un piccolo progetto umanitario. E così una semplice raccolta di tappi diventa una scuola per bambini della degradata periferia di Nairobi in Kenia. A ideare la trafila benefica è una associazione veronese, l’Avsi (www.avsi.org), un’organizzazione non governativa riconosciuta dal Ministero degli esteri e impegnata in oltre cento progetti di cooperazione in 37 paesi del mondo. La raccolta è partita nell’estate del 2010 e oggi coinvolge un centro commerciale, 20 scuole (tra cui l’istituto comprensivo di Predazzo e Tesero), 15 enti pubblici e trenta privati. Ogni anno vengono raccolti dieci tonnellate di tappi che fruttano circa cinque mila euro. Certo, non è molto, ma sono comunque risorse che nascono dal nulla. La domanda più ovvia è perché si raccolgono i tappi e non i contenitori di plastica. La risposta è semplice. Fare la raccolta differenziata di bottiglie e contenitori è una pratica più complicata che già i Comuni di Fassa e Fiemme hanno realizzato da tempo (non dimentichiamo che oggi la plastica rappresenta il 16% dei rifiuti solidi urbani). Conservare un tappo ha invece più significati. Prima di tutto si tratta di polietilene, una plastica ad alta riciclabilità facile da trasportare e da immagazzinare. Poi c’è una “pedagogia del tappo”, un modo scherzoso per indicare cosa mette in moto un gesto a prima vista così banale. Prima di tutto è un atto che va ripetuto nel tempo e serve a consolidare il principio che niente va buttato. Non solo. Conservare un tappo aiuta a ricordare continuamente le realtà povere del mondo. Infine si comprende che grandi traguardi si raggiungono con un impegno quotidiano. Non ha forse ragione il vecchio adagio che recita: «La goccia, piano piano, riempe il mare?». Per chi volesse partecipare all’iniziativa può consegnare il suo “tesoro” in tappi ad Anna Vida (telefono 3291543080) o a Mario Varesco (telefono 3481766954).

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