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Pino-Dellasega

Pino-Dellasega

“C’è bisogno di fare un passo indietro per poter andare avanti”. Con queste parole conclude la nostra chiacchierata Pino Dellasega, 59 anni, predazzano. Per chi non lo conoscesse, Pino è il deus ex machina della prima scuola italiana di nordic walking, nonche’ il promotore del progetto del Cristo Pensante, una idea che ha portato, nella sola estate del 2013, oltre 50.000 visitatori al Passo Rolle. Basterebbero questi due elementi per farne un personaggio di prima grandezza tenuto anche conto che queste due avventure sono iniziate solo nell’ultimo decennio, a partire dal 2004. Prima di allora, Pino è stato un ottimo atleta della Scuola Alpina della Guardia di Finanza. Sci di fondo, orienteering ed infine snowboard le sue specialità. Giunto all’età della pensione, a 45 anni, (davvero un altro mondo rispetto ad oggi), ha deciso di creare le condizioni per una sua seconda vita. La prima sfida è stata quella di mettersi alla prova con il trekking delle leggende (59 ore di camminata senza dormire) e successivamente, step by step, di fondare con il romano Fabio Moretti la prima scuola italiana di nordic walking. Oggi i numeri  di questa realtà nazionale sono impressionanti: 2500 istruttori tra i quali cinque medaglie d’oro olimpiche,  tre libri pubblicati, l’organizzazione di due festival del settore, (l’ultimo si è svolto a Predazzo pochi giorni fa). Tutto questo ed altro ancora gestito, con una moderna idea di marketing.
Una statuetta di un Cristo acquistata  a Praga alcuni decenni prima ed una intuizione nata da una camminata in val Venegia hanno dato il via all’altro progetto di Pino Dellasega, il trekking del Cristo Pensante. Anche in questo caso, Pino ha seguito, passo dopo passo, la propria “creatura” fino a farla diventare un must del turismo religioso.” Dopo l’uscita del libro che ho scritto su questo cammino, un breve trekking  che permette, tra straordinari scenari naturali, di giungere prima al cospetto delle Pale di S. Martino e successivamente davanti alla statua del Cristo Pensante,  ho ricevuto e continuo a ricevere continue richieste di incontri. Sono occasioni straordinarie per conoscere persone, spesso giovani, che desiderano coniugare la natura con la spiritualità. La maggior parte di loro, poi ,si organizza autonomamente per salire al Rolle e da quanto mi scrivono dopo questa esperienza, ne traggono un grande giovamento”. Ma nonostante i successi dei suoi progetti l’infaticabile Pino guarda sempre avanti, a nuovi scenari. Il prossimo? Già domani con un gruppo di trenta persone sul cammino di Santiago di Compostela in Spagna. Per camminare e pensare.

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Occhio alla Russia

Il governo russo consiglia ai propri cittadini di fare le vacanze a casa.
Le sanzioni occidentali, a seguito della guerra civile in Ucraina, hanno prodotto analoga reazione da parte della Russia e questo sta già creando forti difficoltà all’esportazione trentina di prodotti agricoli verso il gigante dell’est. Ma ora la preoccupazione investe anche la prossima stagione turistica invernale e non solo. Alcune aziende valligiane hanno instaurato, negli anni, proficui affari con la Russia, un businnes che potrebbe essere fortemente condizionato dalle vicende ucraine. Inoltre, la valle di Fiemme, ma ancora di più quella di Fassa, hanno visto incrementare, negli ultimi tempi, il turismo russo invernale. Per ora niente è compromesso ma… incrociamo le dita!

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Nell’ultimo lavoro di Carlo Mazzacurati, “ la sedia della felicità”, la scena finale del film è stata girata sul Catinaccio in val di Fassa. Il racconto di questa commedia si conclude con un vivace confronto tra due stralunati pastori ed un orso che viene allontanato di forza dal loro gregge. Sconosciuto agli spettatori è però il fatto che l’orso in realtà è un “ attore” americano che è stato scritturato allo scopo di interpretare il plantigrado. Sicurezza e risparmio per la produzione. In effetti sia il costumone della controfigura, che le movenze dell’animale non fanno sospettare che non si tratti di un orso vero. L’idea potrebbe essere quella di scritturarlo per fare delle comparsate nei boschi trentini mettendo in pensione gli orsi veri. Sicurezza e risparmio assicurati.

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La Comunità Territoriale della Valle di Fiemme ha approvato nei giorni scorsi un bando per l’istituzione di cinque borse di studio da 2.000 euro ciascuna per studenti universitari fiemmesi iscritti a corsi di laurea a ciclo unico in medicina e chirurgia. Il bando è destinato a studenti residenti in valle di Fiemme da almeno tre anni, iscritti al corso di laurea a ciclo unico in medicina e chirurgia di un’università italiana. L’accesso alla borsa di studio è legato al merito scolastico/accademico. Delle cinque borse di studio, due saranno attribuite a studenti che si iscrivono al primo anno e tre a studenti che già frequentano il percorso universitario. La domanda per il conseguimento della borsa di studio dovrà essere compilata sull’apposito modello, scaricabile anche dal sito internet www.comunitavaldifiemme.tn.it, e presentata all’ente tra il primo e il 31 ottobre.

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