Immagine

Alla faccia del gipeto

Se le aquile sono “facilmente” visibili da un occhio esperto nei cieli di Fiemme e Fassa, va detto che anche esemplari giovani di gipeto sono stati avvistati di recente sopra Bellamonte, in Val Duron e poco sotto il Fedaia. Il gipeto è noto per essere il più grande uccello delle Alpi, con un’apertura alare tra i 265 ed i 285 cm, una lunghezza tra i 100 ed i 115 cm e arriva a pesare fino a 7 chilogrammi. Noto anche come “avvoltoio degli agnelli”, è stato reintrodotto nel Parco Nazionale dello Stelvio negli ultimi anni e, potendo battere in volo un territorio amplissimo (si nutre soprattutto di carogne), è in grado di arrivare fino sulle nostre cime.

Continue reading Alla faccia del gipeto

la scatola nera è di moda in Fiemme e Fassa

Le nostre Valli stanno scoprendo il contatore satellitare, una scatoletta che può essere applicata alla autovettura in modo da renderla sempre rintracciabile. In questo ultimo anno vi è stato un aumento del 50% di coloro che se la sono fatta installare. Il dispositivo fa risparmiare, ma nel contempo rende assolutamente “visibile” la nostra automobile. I vantaggi economici sono: la riduzione della polizza assicurativa del 20/25%, la possibilità di rateizzare l’assicurazione a tasso zero ed inoltre si può anche ottenere una riduzione fino al 50% della polizza furto. Di converso, nella versione full, la scatola nera permetterà di conoscere sempre la posizione della nostra macchina e, in caso di incidente, di ricavare le esatte dinamiche del sinistro. Attraverso questo dispositivo è quindi possibile bloccare eventuali truffe o “inesattezze”nel racconto di un incidente. Insomma, saremo ancora più controllati dal “grande fratello” ma con qualche euro in più nel portafoglio.

Continue reading la scatola nera è di moda in Fiemme e Fassa

Non calpestiamo i sogni

La “Street Art Sostenibile” debutta al Mercatino di Natale di Trento. Dal 22 novembre al 6 gennaio, dieci opere d’arte compariranno sulle strade che collegano le settanta casette natalizie di piazza Fiera e le venti nuove casette di piazza Battisti. Il percorso artistico, creato dal Collettivo RespirArt e dal Collettivo Argemo, invita a scoprire i nuovi spazi del 21° Mercatino di Natale. Questo primo esempio di Street Art Sostenibile si avvicina con delicatezza alla città grazie alla stesura di pellicole trasparenti che proteggono la preziosa pavimentazione in porfido. Altrettanto delicati sono i graffiti (130 per 130 cm.) creati dagli street artist Giacomo Jah Bettega (Treviso), Croam (Londra), Giulia Tondelli (Modena), Elia Mazz (Modena) e Jacopo Bellante (Tesero). I giovani artisti hanno un’età compresa fra i 25 e i 35 anni. La performance artistica è curata dai fondatori del parco d’arte RespirArt Pampeago, Marco Nones e Beatrice Calamari. Il tema trattato dagli artisti è il sogno dell’uomo, in piena sintonia con la casetta della “Bottega dei Sogni” presente in piazza Duomo per fino al 6 gennaio. I visitatori, camminando tra piazza Fiera e piazza Battisti,dovranno così stare attenti a non calpestare i “sogni” che trovano sul cammino. “Sarà un buon esercizio – spiega Beatrice Calamari -. I graffiti si possono tranquillamente calpestare perché sono protetti da una pellicola antiscivolo. Però, i visitatori potranno decidere se passarci sopra o se girarci intorno. In fondo credo che noi tutti, prima o poi, ci siamo trovati a calpestare dei sogni. L’importante è rendersene conto e, magari, rifletterci”. Le immagini riportate sul selciato, suggeriscono visioni di un futuro sostenibile, green, innocente e senza frontiere. Ecco così comparire le impronte soffici e nebulose dei sognatori più ostinati o il salto di un ragazzo che vola oltre il pregiudizio. Fra le visioni oniriche più azzardate, il viaggio nell’oceano sul carapace di una tartaruga o il dormiveglia della casa dei sogni. I sogni, infine, ramificano sugli alberi e galleggiano nel caffè, quasi per invitare tutti a sognare anche da svegli. È  stato definito un “percorso sostenibile”, perché “i graffiti” alla fine della manifestazione verranno rimossi, senza impatto per il centro storico di Trento. Le opere sono state realizzate con spray da “graffitari”, ma anche con colori biologici e prodotti ecocompatibili come il caffè. Un disegno è stato realizzato solo con la penna biro.

Continue reading Non calpestiamo i sogni

Crozza promuove il “puzzone” a nostra insaputa

Maurizio Crozza è davvero molto bravo. Alcuni dei personaggi che interpreta sono talmente indovinati che gli originali sembrano spesso brutte copie. Il comico genovese continua a mietere successi e anno dopo anno ottiene sempre maggiori applausi dal pubblico e riconoscimenti dalla critica. Insomma, un testimonial perfetto. E qui veniamo alla curiosità che ci riguarda direttamente. Nella scorsa stagione, in una delle sue divertenti rivisitazioni di canzoni famose, Crozza infila, nel testo di una canzone, una citazione sul puzzone di Moena. Una settimana dopo, il fatto si ripete e cosi’ ancora la settimana successiva. Siamo certi che molti nostri concittadini abbiano fatto, in quelle occasioni, un salto sulla poltrona e con un certo orgoglio si siano chiesti: vuoi vedere che Maurizio Crozza o un autore dei suoi testi viene in vacanza nelle nostre Valli o, forse, il puzzone di Moena è ormai cosi’ conosciuto da meritare una citazione davanti a milioni di Italiani . Noi, presi dalla curiosità, abbiamo deciso di chiedere alla dirigenza del caseificio di Predazzo se erano a conoscenza della inaspettata promozione e se intendevano cogliere questa straordinaria opportunità per amplificarne l’effetto. La risposta dei vertici del Caseificio fu disarmante. “Abbiamo sentito parlare di queste citazioni di Crozza in tv, ma… vedremo”. Nel frattempo sono passati parecchi mesi ed il  “Crozza testimonial” ce lo siamo giocato. Quando si dice saper cogliere le occasioni!

Continue reading Crozza promuove il “puzzone” a nostra insaputa

www.finanzacomunitrentini.tn.it/

Ha ragione Gilberto Bonani a esortare i cittadini di Fiemme e Fassa a sforzarsi di essere informati sull’andamento economico dei loro comuni. Gilberto lo fa nell’ultimo numero dell’Avisio, ricordando, a tutti noi, che tra un annetto si andranno a rinnovare le amministrazioni dei nostri paesi. Dovremo scegliere i Sindaci e gli altri nostri rappresentanti e, se lo faremo con maggiore consapevolezza e conoscenza dei fatti, ne avremo tutti maggiori benefici. Ogni Comune ha un suo andamento economico-amministrativo e sul sito, riportato nel titolo di questo post, si trovano dati abbastanza “freschi” su tutti i nostri Comuni, oltre ad uno “storico” che ci aiuta a capire i fondamentali di ogni paese. Quando sarà il momento, ed il Sindaco uscente ci racconterà la sua versione dei fatti, saremo preparati ad applaudirlo o, se ci racconta frottole, a sbugiardarlo.

Continue reading www.finanzacomunitrentini.tn.it/

Per non scordarci dei più deboli

Con stupore, gli studenti delle suole superiori fassane, hanno appreso che anche nella loro florida Valle si nascondono forme di povertà. E quindi, in occasione della Giornata dell’Alimentazione, hanno deciso di mettere in atto un gesto di condivisione. Nel corso di una intera settimana hanno raccolto alimenti per aiutare i loro concittadini. Gli oltre venti scatoloni di alimenti donati, arriveranno sulle tavole di 36 famiglie residenti che hanno problemi ad arrivare a fine mese. Ogni giorno della settimana è stato dedicato alla raccolta di specifici alimenti: lunedì è stato ritirato lo zucchero, martedì la pasta, mercoledì il riso, giovedì lo scatolame e venerdì la farina. Quanto raccolto è stato consegnato al Banco Alimentare per una distribuzione che ha visto partecipe la Croce Rossa della Valle. Il Banco Alimentare cura , per altro, anche la raccolta nei supermercati di entrambe le Valli di Fiemme e Fassa e segue molte altre iniziative parallele. La prossima raccolta, nei supermercati è prevista per il prossimo 29 novembre.

Continue reading Per non scordarci dei più deboli

Stop al diabete

Domani, 16 novembre, viene celebrata in tutto il mondo la «Giornata mondiale del diabete». Per l’occasione, nelle principali piazze di tutta Italia, saranno organizzate, a cura delle società scientifiche diabetologiche e delle associazioni dei pazienti, alcune iniziative di sensibilizzazione. Per la nostra provincia, medici e infermieri dei centri diabetologici dell’APSS, studenti del Polo universitario delle professioni sanitarie, volontari della Croce rossa italiana di Trento, rappresentanti dell’Associazione trentina diabetici e dell’Associazione diabete giovanile del Trentino,  forniranno informazioni sulla patologia diabetica e sulla sua prevenzione ed effettueranno controlli gratuiti come la misurazione dei valori della glicemia, della pressione arteriosa, la misurazione del peso e la valutazione dell’indice di massa corporea. In Fiemme e Fassa le attività di sensibilizzazione si tengono a Cavalese presso l’atrio dell’ospedale, dalle ore 9 alle ore 16.

Continue reading Stop al diabete

Gli artigiani al tempo della crisi

L’appuntamento è domani allo Sporting Center di Predazzo. Gli artigiani incontrano gli studenti con l’obiettivo di promuovere uno dei settori economici più vitali dell’economia del nostro territorio. Mai come ora è importante, per i ragazzi e per le loro famiglie, riuscire a immaginare un futuro lavorativo soddisfacente. Nonostante le difficoltà del periodo, il mondo artigianale di Fiemme e Fassa può offrire ancora opportunità per coloro che hanno “ talenti” da spendere: allo scopo di creare nuove aziende, ma anche per lavorare in attività già ampiamente rodate. Il programma della giornata che ha il titolo significativo di “Impara l’Arte”, prevede che la mattinata sia dedicata agli alunni delle scuole secondarie di primo grado delle nostre Valli, mentre il pomeriggio, dalle ore 14.00, lo Sporting sarà aperto ai genitori ed a quanti sono interessati alle tematiche del lavoro. Alle 15.00 sarà inoltre possibile assistere ad una sfilata di moda.

Continue reading Gli artigiani al tempo della crisi

Quale è il futuro del nostro ospedale?

Pubblichiamo le riflessioni di Giuseppina Vanzo, Assessore alla salute del comune di Cavalese. E’ necessario rivendicare l’assoluta peculiarità di ogni ospedale cosi detto di Valle in rapporto alle professionalità presenti, al bacino di utenza residenti e turistico, alla logistica dei trasporti che può portare la popolazione a recarsi fuori provincia e ai reali bisogni di salute della popolazione. Per tali motivi l’ospedale di Cavalese non potrà mai essere quello di Borgo o quello di Tione ecc. I tagli prospettati, sembra che diventeranno operativi prima di una chiara e trasparente riorganizzazione delle strutture centrali che dovrebbero occuparsi sia dei cittadini residenti sul loro territorio che di quelli provenienti dalle Valli. L’ulteriore rinvio dell’inizio dei lavori per la costruzione del nuovo ospedale trentino, mette ancora più in evidenza le carenza degli ospedali di Trento e Rovereto che già ora faticano ad affrontare gli attuali carichi di lavoro in situazioni logistiche spesso di disagio per i pazienti e per gli operatori. Sale operatorie con una disponibilità sempre minore e frequenti rinvii di interventi programmati e addirittura anche di urgenze, (la cronaca di questo ultimo anno ha già riportato casi simili). Altro esempio è l’affollamento delle sale di degenza. C’è chi vuole fare tagli da subito ma senza il preventivo potenziamento delle capacità recettive degli ospedali centrali, e senza l’indispensabile potenziamento delle attività sul territorio (domiciliari e non). Anche il futuro nuovo ospedale trentino, previsto già con un limitato numero di posti letto, inferiore all’attuale disponibilità dell’ospedale di Trento, non potrà operare secondo i decantati criteri di qualità ed eccellenza dovendo occuparsi della ben più numerosa realtà quotidiana. E’ vero che il Ministro della Salute ha ribadito recentemente il limite dei 500 parti come soglia di sicurezza per le mamme e i bambini. In realtà per l’ospedale di Cavalese i dati di mortalità e il tasso di complicazioni sono tra i migliori in Europa! Evidentemente non è un problema di qualità ma solo di costi! E’ vero che un numero basso di parti seguiti dallo stesso personale può portare ad una diminuzione del livello delle prestazioni professionali ma questo handicap è facilmente superabile con la mobilità del personale più esperto tra i vari ospedali, senza far ricadere sulla popolazione alcun disagio supplementare. Come si può pensare di inviare una partoriente a 60 km di distanza, (98 per la Val di Fassa), creando disagi alla famiglia, allontanando la donna dalla propria cerchia di affetti? E tutto per essere ricoverata in un ospedale dove le stanze di degenza sono insufficienti, dove per evitare di sovraffollare ulteriormente i corridoi del reparto magari si interverrà riducendo i tempi di degenza a 1o 2 giorni nelle primipare e a poche ore nelle pluripare, senza tenere conto delle difficoltà che la donna ha nei primi giorni dopo il parto sia come donna sia come mamma. Dove il parto indolore (obiettivo indicato con molta decisione dal Ministero) viene effettuato in casi quasi eccezionali (Cles 20% dei parti indolore, Cavalese 13%Trento Santa Chiara poco più dell’1% uno!), dove la possibilità di avere il proprio neonato in stanza non è costante! E’ questa la tanto decantata qualità? E’ vero che nascere a Cavalese costa di più che in altri centri, ma la spiegazione è che i costi comunque necessari per il mantenimento 24 su 24 ore della disponibilità della sala parto sono divisi per un numero inferiore di parti. In ultimo è a tutti noto che il parto è un evento non differibile, pertanto ci si può aspettare qualche evento intempestivo o addirittura drammatico qualora non fosse più disponibile un presidio locale. L’elicottero è utilissimo ma può essere considerato solo un completamento di un’organizzazione locale efficiente e tempestiva: le condizioni meteorologiche sono spesso proibitive specie d’inverno e con tempi spesso superiori a quelli necessari per affrontare questo genere di casi. Per il blocco operatorio valgono le stesse cose dette per le difficoltà logistiche e di trasporto. La chiusura del blocco operatorio di notte e nei fine settimana porterà al trasferimento non solo delle urgenze maggiori (che già ora di solito vengono inviate negli ospedali centrali), ma anche di quelle urgenze medie e piccole che sono però il 90% delle urgenze chirurgiche. Si prospetta quindi l’intasamento delle strutture centrali. Desta inoltre molta preoccupazione la prossima cessazione dal servizio del Primario di Anestesia; senza questa figura viene a mancare la presenza costante di un operatore locale radicato nel proprio ospedale, senza i problemi che, come noto, affliggono gli ospedali che si avvalgono troppo di consulenti esterni che non garantiscono la necessaria continuità durante il periodo di degenza. Il grande rilievo dato dalla stampa Trentina all’accentramento delle attività di Mammografia ha causato confusione e preoccupazione fra la popolazione femminile. Anche in questo caso partiamo da dati fra i migliori in Europa, sia come numero di esami effettuati che come tempi di risposta che come percentuale di adesione delle donne allo screening. L’organizzazione attuale prevede l’esecuzione dell’esame nei rispettivi ospedali di Valle ad opera di personale altamente specializzato proveniente da Trento. La lettura degli esami avviene già ora a Trento. Eventuali approfondimenti diagnostici vengono eseguiti a Trento richiamando le donne interessate. La centralizzazione di questo servizio comporterà che le donne dovranno andare a Trento, effettueranno l’esame con lo stesso personale che attualmente viene negli ospedali di Valle , la lettura dei radiogrammi sarà fatta da parte degli stessi medici attuali. Quindi anche qui il problema non è di qualità ma di riduzione dei costi sostenuti dall’Azienda sanitaria. Non verrebbero più effettuate spese per la mobilità del personale che esegue l’esame, mentre nascerebbero costi e disagi per la popolazione che probabilmente causeranno una minor adesione delle donne allo screening e dopo qualche anno un possibile aumento del numero di tumori diagnosticati in fase avanzata. In conclusione si possono fare due considerazioni: la prima è che inevitabilmente si avrà un maggior ricorso a strutture estranee all’Azienda Sanitaria, anche fuori provincia con aumento dei costi di rimborso per le prestazioni effettuate altrove. la seconda riguarda l’orgoglio di appartenenza a questa Provincia, rappresentato anche dallo Statuto di autonomia che indica la Sanità come competenza esclusiva della Provincia e non nazionale. Potrebbe essere proprio la Sanità, il primo gradino per la perdita dell’Autonomia.

Continue reading Quale è il futuro del nostro ospedale?