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E’ principalmente una questione di buon senso

Razionalizzare l’esistente, evitando così lo spreco di risorse non è un concetto ideologico ma, banalmente, il modo corretto di utilizzare le disponibilità pubbliche, cioè di tutti noi. Nell’agenda della politica trentina ora si discute delle scuole così come ieri lo si è fatto con la sanità e l’altro ieri ragionando invece dell’accorpamento dei comuni. Su quest’ultimo tema stiamo velocemente arrivando alle decisioni operative mentre per quel che riguarda la sanità si combatte con Roma per preservare le specificità trentine. La scuola ( è la sua stagione), è nell’occhio del ciclone ed i partiti trentini si dividono sul piano 2016/17, piano che prevede accorpamenti e soppressione di scuole “poco produttive”. Negli anni, ben prima della crisi partita nel 2008, qualcuno, completamente inascoltato, aveva portato all’attenzione della politica nostrana, la necessità di riorganizzare territorio e servizi. Allora si parlava di evitare doppioni e sperperi. Oggi il tema è diventato quello di recuperare risorse per controbilanciare i minori gettiti che arrivano dal governo centrale oppure i maggiori esborsi che noi dobbiamo dare al governo di Roma. Ora dovremo fare di necessità virtù e, rimanendo nell’ambito della vulgata popolare, meglio tardi che mai. Dato per scontato ( speriamo! ), che non si riprenda a costruire nuovi campi di calcio ed affini, ci auguriamo che sia proprio il buon senso ad indicare la rotta da seguire e che le lobby e gli interessi elettroralistici non dettino l’agenda della spending review. Queste sfide, davvero niente male per la nostra classe politica, sono in mano principalmente ai nostri amministratori. Ci auguriamo che sappiano far quadrare il cerchio e che le legittime necessità dei cittadini siano governate, prima di tutto, dal buon senso.

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Sellaronda da campioni

La Sellaronda Trail Running, in programma sabato 12 settembre con partenza e arrivo a Canazei, oltre ad essere valida come quarta delle cinque prove delle Skyrunner® Italy Series e tappa conclusiva del circuito Salomon Trail Tour Italia, in questi giorni ha ricevuto comunicazione da parte della direzione del prestigioso Ultra-Trail du Mont-Blanc® che la competizione sui passi dolomitici è ritenuta valida come manifestazione di qualificazione ed assegnerà 1 punto per la graduatoria di ammissione degli atleti.

Prosegue dunque il contro alla rovescia per la competizione, che prevede l’ultimo step agevolato in fatto di iscrizioni domenica 30 agosto, con la quota fissata in 50 euro. Dal giorno successivo chi vorrà essere in gara dovrà versare la cifra di 70 euro, utilizzando le procedure on line collegandosi al sito ufficiale dell’evento www.sellarondatrailrunning.com.

Rimanendo in tema iscrizioni ad oggi le adesioni sono oltre 170 in rappresentanza di 9 nazioni, ma come sempre per conoscere i nomi degli atleti di prima fascia bisognerà attendere i giorni precedenti, ma vista la validità tricolore gli organizzatori si attendono runners di livello. Sicura la presenza dei leader del circuito Salomon Trail Tour Italia, che si concluderà proprio con la gara fassana. Dopo la quarta delle cinque tappe in calendario in campo maschile è al comando il genovese Davide Ansaldo con 250.040 punti, seguito dall’altoatesino Alexander Rabensteiner con 192.200 punti, quindi Florian Zanotti, Marco Franzini e Peter Kienzl. Nella graduatoria provvisoria femminile primeggia la bresciana Moira Guerini con 165.737 punti, seguita dalla cuneese Martina Chialvo con 137.700 e dalla savonese Virginia Oliveri (127.950 punti), quindi Marta Poretti, Alessia Maria Filippa e Martina Bricarello.

La Sellaronda Trail Running 2015 si presenta con alcune novità interessanti. La prima riguarda il percorso di gara, allungato di un paio di chilometri nell’ultima salita da Arabba a Porta Vescovo, transitando nei pressi del rifugio Padon, scelta che consente al nuovo tracciato, che si svilupperà come da tradizione attorno al Gruppo del Sella, principalmente su strade forestali e sentieri, di avere uno sviluppo totale di 59,050 chilometri, con un dislivello di 3378 metri. Una leggera modifica è stata apportata anche al tempo massimo di percorrenza, prolungato di un’ora rispetto allo scorso anno e fissato pertanto in 12 ore, con cancelli previsti a Selva, Corvara, Arabba e all’arrivo, ricordando anche lo “Sprint Felix” di Selva Val Gardena, un traguardo volante posto al 17° chilometro di gara che premierà il primo concorrente che transiterà sia al maschile che al femminile.

Il programma prevede l’apertura dell’ufficio gare alle 16 di venerdì 11 settembre presso la sala consigliare del Comune di Canazei, quindi il briefing tecnico alle 18.30, al quale seguirà il pasta party per tutti gli atleti presenti. Domenica apertura ufficio gare alle 4 del mattino, mentre lo start è stato anticipato di mezzora, con il via alle 5.30 da piazza Marconi a Canazei. Un momento davvero suggestivo, che sarà allietato nella prima parte di gara sino al Passo Sella da una serie di fiaccole che delimiteranno il tracciato di gara. L’arrivo dei primi concorrenti è per le 11.30, quindi pranzo, docce presso il centro Dolaondes e premiazioni alle 18 con consegna dei gadget a tutti gli arrivati nei tempi massimi.

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Una brutta sorpresa

La nuova scuola di Masi di Cavalese potrebbe chiudere i battenti entro un anno. La struttura costata cinque milioni di euro sarebbe destinata ad essere esclusa dai parametri che la Provincia intende utilizzare per razionalizzare i costi dell’istruzione trentina e la clamorosa decisione dovrebbe avvenire già per l’anno scolastico 2016/17. Il piano provinciale prevede una serie di chiusure ed alcuni accorpamenti. Per quanto ci riguarda direttamente vi sarebbero dei cambiamenti per le scuole delle Ville, il trasferimento a Tersero degli alunni delle elementari e per l’appunto il trasloco dei ragazzi da Masi a Cavalese. Se così sarà la struttura verrà utilizzata come centro polifunzionale per gli abitanti della frazione di Cavalese.

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A tu per tu con la montagna

Dopo il suo viaggio a Yosemite nel ’79 Roberto Bassi scopre una nuova dimensione dell’arrampicata: non più cime da conquistare, ma difficoltà estreme da superare con i movimenti del corpo, senza alcun aiuto esterno. Si sviluppa così il free climbing anche in Europa. Zanzara e Labbradoro raccoglie le testimonianze degli amici più vicini di Roberto Bassi, che ne tracciano la storia come persona, come arrampicatore, il suo ruolo determinante nello sviluppo del free climbing e i cambiamenti della cultura della montagna negli ultimi decenni. In caso di maltempo il film non verrà proiettato.   

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Turismo, molto buoni i primi dati ufficiali in Fiemme

Luglio è stato un mese generoso. I turisti in Val di Fiemme sono aumentati rispetto allo scorso anno, ma anche rispetto al 2013, quando la Val di Fiemme aveva registrato la migliore estate della sua storia. Il primo bilancio dell’estate 2015, dell’Azienda per il Turismo della Val di Fiemme, conferma così un trend di crescita. Ma le statistiche dei pernottamenti nelle strutture alberghiere della Val di Fiemme rivelano anche nuove tendenze.

Nel luglio 2015 gli arrivi sono cresciuti del 19% rispetto al 2014, raggiungendo il numero di 22.897. Rispetto all’estate 2013 la crescita è del 15,4%. Nel luglio 2015 le presenze sono aumentate del 9,9%, rispetto al 2014, e del 3,5%, rispetto al 2013.

Nello specifico, si è registrato un +21,5% di arrivi italiani e un +8,4% di arrivi stranieri. Le presenze degli ospiti italiani sono aumentate del 9%, mentre quelle degli stranieri del 17,2%. Il soggiorno medio degli italiani è diminuito, passando da 6,7 giorni nel 2014 a 6 giorni nel 2015. Il soggiorno medio degli stranieri, invece, è cresciuto passando da 3,9 giorni nel 2014 a 4,3 giorni nel 2015.

Osservando i dati dei mesi di giugno e luglio 2015, possiamo affermare che oggi un ospite su quattro è straniero, mentre nel 2013 era uno su cinque.

Gli stranieri registrano, fra giugno e luglio, il 23,5% degli arrivi totali e il 18,4% delle presenze. Fra i Paesi più affezionati alla Val di Fiemme, citiamo nell’ordine di interesse, la Germania, l’Olanda, la Norvegia, l’Austria, la Svizzera, la Polonia e la Repubblica Ceca.

Un altro successo è dovuto all’indice di apprezzamento della Trentino & FiemmE-Motion Guest Card che si rivela la card di servizi più utilizzata del Trentino. Dal 14 giugno al 15 agosto 2015, hanno usato la card della Val di Fiemme 45mila turisti, usufruendo di almeno due servizi a testa. La Trentino & FiemmE-Motion Guest Card è anche al primo posto in Trentino per l’utilizzo degli impianti di risalita. Hanno infatti usufruito di seggiovie e telecabine l’85% dei possessori della Card. Sono molto apprezzati anche gli altri servizi inclusi, come le visite ai musei e ai castelli del Trentino, le attività nella natura e la mobilità pubblica. Fino al primo agosto, 21mila turisti hanno viaggiato sugli autobus di Trentino Trasporti con la Card della Val di Fiemme. Altri 10mila hanno viaggiato sulle navette elettriche, sul trenino e sugli autobus dedicati.

In totale, in Val di Fiemme sono state distribuite il 24% di tutte le Guest Card del Trentino, totalizzando il più alto numero di emissioni. Segue la Val di Sole, con il 20% di Guest Card emesse.

Oltre al numero di emissioni, la Val di Fiemme conta anche il più alto numero degli accessi ai servizi. Il 40% degli utilizzi di tutte le Guest Card del Trentino sono eseguiti da turisti della Val di Fiemme. Un successo, considerando che in Val di Fiemme la card si paga 2 euro a notte, un prezzo superiore rispetto alle altre realtà trentine. “Questo significa – commenta Bruno Felicetti, direttore dell’Apt Val di Fiemme – che, quando si offrono in cambio servizi concreti e appetibili, si raccolgono ottimi risultati. Il turista si rende conto che la Card gli permette di risparmiare ed è riconoscente per i servizi ricevuti. Ne segue, quindi, un fertile e gradito passaparola”.

 

 

 

 

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6 settembre, arriva la Marcialonga Running

Settembre si avvicina e per gli appassionati della corsa il richiamo delle Dolomiti trentine si fa sempre più forte. La Marcialonga Running Coop torna domenica 6 settembre con la 13.a edizione e ancora una volta fra Moena, in Val di Fassa, e Cavalese, in Val di Fiemme non mancheranno spettacolo e divertimento. In questi giorni, infatti, nella sede del comitato Marcialonga sono arrivate le iscrizioni di alcuni “big” che sicuramente animeranno la gara come i marocchini Lahcen Mokraji e Said Boudalia. Il primo, dopo essersi portato a casa la Marcialonga Running Coop 2013, è giunto 3° nel 2014 e, forte del terzo posto alla Maratona di Copenaghen dello scorso maggio, si presenta come uno dei principali favoriti per il successo assieme al connazionale Boudalia che sul traguardo di Cavalese è arrivato secondo nell’edizione passata che nel 2012, quando a sconfiggerlo fu Giovanni Gualdi, anch’egli già prenotato per l’appuntamento di domenica 6 settembre.

Per quanto riguarda la gara femminile, la bergamasca Eliana Patelli è alla ricerca del poker alla Marcialonga Running Coop dopo gli acuti nel 2014, 2012 e 2011, ma dovrà vedersela con la croata Nikolina Šustić e con la vincitrice dell’edizione 2004 Deborah Toniolo, giunta terza quest’anno alla Maratona di Roma.

Le iscrizioni hanno già raggiunto quota 1300, ma per top runners e appassionati c’è tempo sino al 4 settembre per registrarsi approfittando della tariffa di 30 Euro inclusiva di ricco pacco gara. Il Comitato Marcialonga, inoltre, propone un’offerta speciale dedicata a team e gruppi che prevede un’iscrizione gratuita ogni 15 concorrenti ed un premio speciale offerto dallo sponsor Sportler per la società più numerosa. Sempre per rimanere in tema di premi, oltre ai ricchi riconoscimenti per i primi classificati assoluti, di categoria e dei traguardi volanti Enervit di Lago di Tesero e Salomon di Masi di Cavalese, è prevista anche un’estrazione di premi fra tutti i concorrenti della Marcialonga Running Coop. Premiazioni e ‘lotteria’ si terranno in Piazza Italia a Cavalese, a pochi passi dal nuovo traguardo della gara che quest’anno sarà allestito nel corso centrale di Cavalese, Via Fratelli Bronzetti.

I 25,7 km della Marcialonga Running Coop saranno anche decisivi per assegnare i titoli della Combinata Punto3 Craft 2015, la speciale classifica che somma i tempi della ski-marathon invernale, della ‘Cycling Craft’ dello scorso giugno e della prova di domenica 6 settembre. Il ricco programma del weekend si completa con la MiniRunning per i più giovani (start domenica alle 10.00) e l’Expo allestito sia sabato a Moena che domenica a Cavalese.

Per tutte le informazioni riguardanti la Marcialonga Running Coop basta consultare il sito www.marcialonga.it e tenere d’occhio le pagine Marcialonga su Twitter, Facebook ed Instagram.

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A Ziano 3.000 visitatori

Oltre 3.000 visitatori in appena un mese e mezzo di apertura. Più di 700 partecipanti agli eventi di contorno. Sono questi i numeri che testimoniano il gradimento del pubblico per la mostra sulla Grande Guerra, allestita nelle sale della storica Villa Flora di Ziano, a cura della Comunità Territoriale della Val di Fiemme, in collaborazione con il Comune. Dopo la prima, altrettanto apprezzata, esposizione dello scorso anno, dedicata allo scoppio della guerra e alla mobilitazione dei soldati sul fronte orientale di Galizia, il 2015 propone un percorso dedicato all’apertura del nuovo fronte sull’arco alpino, dallo Stelvio al mare Adriatico: “La tempesta alle porte di casa” è, infatti, il titolo della mostra di quest’anno, che racconta come esattamente un secolo fa la valle guardasse con preoccupazione crescente al conflitto che si faceva, con l’entrata in guerra dell’Italia a fianco dell’Intesa, sempre più vicino. L’obiettivo dei curatori Silvia Delugan e Fulvio Vanzo è quello di umanizzare il conflitto, non limitandosi quindi a una mera esposizione di cimeli di guerra, ma lasciando spazio alle parole e al dolore di chi quel conflitto lo ha vissuto sulla pelle, come soldato al fronte o come civile costretto a fare i conti con le drammatiche conseguenze della guerra sulla quotidianità. Suggestiva in quest’ottica la ricostruzione, nelle cantine della villa, di un tratto di trincea, con ricovero in baracca, idealmente posto a difesa di una forcella su un crinale del Lagorai, un modo per cercare di far percepire cosa dovesse significare non solo combattere, bensì vivere in un ambiente terribilmente ostile. A richiamare i visitatori anche il cannone esposto nel parco della villa, un 15 cm schwere Feldhaubitze M. 14/16, messo a disposizione dal Museo Storico Italiano della Guerra di Rovereto, e una bandiera dell’Impero Asburgico. A contorno della mostra sono stati organizzati numerosi eventi:, spettacoli teatrali, letture e approfondimenti, molto apprezzati dal pubblico. I prossimi appuntamenti in programma sono: mercoledì 26 agosto alle 21 nel parco di Villa Flora il racconto spettacolare “Cose dell’altro mondo”, a cura della compagnia “La Pastière” e venerdì 28 agosto alle 17.30 nella sala della cultura di Ziano il recital “La Grande Guerra e il Trentino: musica e parola”, a cura di Luigi Sardi. La mostra resterà aperta fino al 20 settembre, con orario 16-19, chiuso il lunedì.

 

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Bisogna ristabilire la funzionalità  dell’ospedale

La riduzione dei costi del Sistema Sanitario Provinciale non deve significare la chiusura di servizi ospedalieri essenziali nelle valli: come primo atto del proprio mandato, il nuovo Consiglio per la Salute della Comunità Territoriale della Valle di Fiemme ha elaborato un documento chiaro e diretto che chiede agli amministratori provinciali garanzie sul futuro dell’ospedale di Cavalese, definito “presidio insostituibile a tutela della salute delle persone non solo della Valle di Fiemme ma anche delle vallate limitrofe”. È il neopresidente della Comunità Territoriale, Giovanni Zanon, a firmare il testo inviato all’assessore alla salute Luca Zeni, al presidente Ugo Rossi e al direttore generale dell’Azienda per i Servizi Sanitari. Un documento lungo sei pagine: una panoramica dettagliata sui bisogni sanitari della valle. In primo piano il futuro del punto nascita: “Negli ultimi anni questo importante servizio è stato volutamente e sistematicamente depotenziato per ingenerare, come nel passato è stato fatto su Tione, quel clima di sfiducia per portare le donne a partorire a Trento, struttura peraltro già affollata e non in grado di accogliere le partorienti provenienti dalle valli – si legge nel documento-. È assolutamente necessario che l’organico dell’Unità Operativa sia riportato alla sua naturale dotazione con un direttore in grado di dare fiducia nella collettività e di far crescere professionalmente i propri collaboratori”. Il Consiglio chiede garanzie e servizi di qualità anche per gli altri reparti e servizi dell’ospedale di Cavalese, dalla chirurgia al pronto soccorso, dalla rianimazione all’ortopedia, fino alla fisioterapia. Per garantire servizi sicuri e di qualità è necessario che vengano garantite le risorse umane, economiche e strumentali necessarie, non solo per l’attività strettamente ospedaliera, ma anche per i servizi ambulatoriali e di screening, tenendo conto della distanza geografica, nella consapevolezza “che è meglio spostare uno o pochi professionisti dalla città alle valli, piuttosto che molti utenti che quasi sempre devono essere accompagnati da un famigliare dalle valle alle città”. Il Consiglio chiede quindi che siano rivisti i piani sul percorso di riorganizzazione ospedaliera “laddove tali atti comportano di fatto un evidente impoverimento dei servizi ospedalieri periferici”, in modo da “evitare disparità di trattamento tra i cittadini delle Valli e quelli che abitano lungo l’asta dell’Adige”. Viene poi richiesta una maggior partecipazione dei territori e degli amministratori locali nelle scelte di riorganizzazione dei servizi ospedalieri, anche attraverso una modifica normativa. Il documento è chiaro: “Solo una sanità che tenga nella giusta considerazione le difficoltà del vivere in montagna potrà rendere i servizi sanitari (e sociali) maggiormente rispondenti alle esigenze del cittadino, garantendo stessi livelli essenziali di assistenza sanitaria e sociale su tutto il territorio provinciale. La sfida è quella di coniugare la diminuzione delle risorse con la necessità di garantire equità ed uguaglianza in un contesto sociale e territoriale profondamente diverso e il Consiglio della Salute di Fiemme in questo vuole essere protagonista”.

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Cavalese, ritorniamo a parlarne

Oltre un mese fa, all’inizio dell’esperimento dell’isola pedonale di Cavalese, abbiamo scritto dell’iniziativa dando come voto un quattro alla pianificazione della nuova viabilità che, a nostro avviso non aveva ben tenuto conto dell’impatto dei flussi di traffico in paese, nonché di una serie di conseguenze negative che poi si sono puntualmente verificate. Siamo stati anche pesantemente attaccati con alcuni commenti particolarmente veementi al nostro post. Qualcuno ha anche affermato che non ci potevamo permettere di dare voti, senza peraltro entrare nel merito delle questioni che avevamo sollevato.Nel frattempo un gruppo significativo di Cavalesani ed ospiti del paese, si sono attivati con diverse azioni per evidenziare le gravi carenze che il nuovo piano del traffico aveva creato. Hanno scritto,loro stessi, che, rappresentanti dell’amministrazione comunale, interpellati sui gravi disagi, non avevano voluto dare spiegazione sulle scelte fatte, ne tanto meno confrontarsi con loro. Pare evidente, a questo punto, che ancor più che la questione del traffico, il vero problema che questa vicenda evidenzia è la mancanza di confronto, di una parte dell’amministrazione di Cavalese. Amministrare, pro tempore, non vuole dire avere carta bianca per cinque anni. Avere il ruolo di pubblico amministratore deve anzi amplificare la capacità di ascolto e di mediazione, sia nei confronti di chi ti ha eletto e almeno altrettanto, nei confronti di coloro che non lo hanno fatto.

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Oggi e domani il controesodo

Tra oggi e domani molti nostri ospiti riprenderanno la via di casa. C’è da sperare che abbiano trascorso delle buone vacanze e che portino, nelle loro città di provenienza, un buon ricordo di Fiemme e Fassa. Ora, dopo due mesi assolati, i nostri operatori del turismo sperano che il tempo continui ad essere buono in modo che la stagione turistica estiva dia loro ancora soddisfazione. Purtroppo il gran caldo e le basse precipitazioni hanno creato le condizioni per una carenza d’acqua che potrebbe creare dei problemi in autunno. Cosa dobbiamo augurarci? Un fine estate ed un inizio autunno ancora assolato oppure un periodo piovoso che serva a rimpinguare le nostre riserve idriche? Per fortuna sarà la natura a sciogliere il nostro imbarazzo e a decidere il futuro metereologico del nostro territorio e noi ad adeguarci.

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