Un aneddoto

Sentiamo spesso parlare di meritocrazia, di una società che, per tornare ad essere competitiva, deve premiare le capacità e l’impegno. Quando mi accade di sentire un politico fare tali affermazioni mi si accende sempre una “lampadina” che mi riporta indietro di una trentina d’anni. Vivevo e lavoravo a Trento occupandomi di radio, tv e manifestazioni. Avevo immaginato alcuni progetti da presentare agli amministratori del Comune ed un mio amico, molto più esperto di me del mondo politico/ amministrativo, mi consigliò di chiedere un appuntamento “esplorativo” con il Sindaco. Andammo, il mio amico ed io, dal primo cittadino di Trento, caricati e speranzosi. Il Sindaco ascoltò con interesse il progetto, mi fece alcune domande e poi, prima di congedaci, mi chiese quale fosse la mia appartenenza politica. Io risposi che non mi occupavo di quel mondo e che mi consideravo una persona non schierata. Usciti dall’ufficio chiesi al mio amico come fosse andata secondo lui. Mi rispose che la mia affermazione finale sulla non appartenenza ad un partito, era stata un grave errore e mi spiegò che se avessi dichiarato di essere democristiano sarei stato uno dei suoi, ma anche se fossi stato amico di un partito dell’opposizione sarebbe stato positivo, perché il Sindaco avrebbe potuto appoggiare il mio progetto facendo un favore ai suoi avversari politici che, a loro volta, avrebbero ricambiato la cortesia nei confronti di uno dei suoi uomini. Non essere contiguo ad alcuna formazione politica, (quello che a me sembrava ingenuamente un merito), era in realtà un handicap che toglieva alla mia persona e di conseguenza, al mio progetto ogni appeal. A trent’anni da allora tutto è cambiato. I partiti di quegli anni sono scomparsi ed oggi siamo governati da nuove formazioni. Quello che mi capita però di chiedermi spesso è se oggi, quel mio colloquio a Trento oppure alcuni di quelli che avvengono quotidianamente in altri luoghi dove la politica decide un progetto, un posto di lavoro o quant’altro, possano avvenire con le stesse modalità che ho vissuto io . Mi chiedo anche, se il merito abbia iniziato ad essere sempre premiato. Domande retoriche, naturalmente, perché tutti, compreso io, conosciamo bene la risposta.

Guido Brigadoi

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