È un bosco anche la vita
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Questa è la storia di un bosco incantato, di cervi eleganti che bevono ai suoi rivi e di una guerriera che sconfigge il male. Alessia frequenta la seconda media, è sorridente, a vederla una ragazza come tante altre. Ma non è così. Lo scorso inverno ha dovuto vestire per la prima volta, nella sua giovane vita, i panni del guerriero per combattere contro un brutto male, uno di quelli che fanno tanta paura ai grandi, figuriamoci ai piccoli.

In un attimo la sua vita è cambiata, stravolta da qualcosa che nemmeno i medici sapevano cosa fosse. Esami, ricoveri, giornate intere passate in ospedale. Da un giorno all’altro. Alessia non si è lasciata intimorire, nemmeno quando ha dovuto sostituire con terapie e letti d’ospedale le ore scolastiche e le sue giornate normali di dodicenne. È proprio in questi ambienti che Alessia ha realizzato l’opera che le è valsa la vittoria del concorso indetto dall’associazione Ail di Padova e la copertina dell’omonima rivista. “Nei reparti oncologici pediatrici di Trento e Padova ci sono molti volontari, a tutte le ore regalano un po’ di normalità ai bambini che sono costretti a rimanere per ore o giorni in ospedale. E ci sono tanti insegnanti che passano nelle varie stanze e invitano bambini e ragazzi a trascorrere qualche ora sui banchi, come a scuola, per rimanere al passo con i compagni”, ci racconta il papà. “Era una delle prime volte che mi trovavo a Padova – racconta con un sorriso Alessia -, quando un’insegnante di educazione artistica mi ha invitata alla sua lezione. Quando mi ha chiesto cosa volessi disegnare mi sono venuti in mente i boschi del mio piccolo paesino della Val di Fiemme. Ho pensato soprattutto ai cervi che spesso si incontrano intorno a casa. Un po’ per caso ho iniziato questo lavoro”. Ogni volta che Alessia torna a Padova per le cure porta con sé il disegno e impara ogni giorno tecniche nuove, le sfumature, i dettagli, un ottimo diversivo. È un lavoro coinvolgente che le regala grandi soddisfazioni. L’insegnante la sprona perché ne vede il potenziale.

Alla fine, dopo mesi di lavoro, il suo disegno è finito. Poco dopo è arrivata la telefonata da parte dei responsabili dell’associazione, per chiedere alla famiglia e ad Alessia il permesso di trasformare la sua opera nella copertina della rivista. Una soddisfazione immensa, che a casa mostrano tutti con fierezza.

“L’esperienza in ospedale non è facile, ma siamo grati di aver incontrato tantissime persone, giovani e anziani, che dedicano il loro tempo a chi, come Alessia e tutti noi, abbiamo dovuto affrontare questo difficile cammino. Dalle finestre del reparto di oncologia pediatrica di Trento si vedono solo automobili, avere accanto queste persone, sempre organizzate, con il sorriso stampato, è un vero sollievo. Anche grazie alla loro presenza, Alessia è stata davvero una piccola guerriera: non si è mai lamentata e non si è mai lasciata scoraggiare”, ricorda orgogliosa mamma. Questa opera è la prova lampante della forza e del coraggio di Alessia, che ora sta meglio.

Sono davvero tanti i bambini e ragazzi che si ritrovano ogni giorno a dover combattere contro mostri e draghi molto più grandi di loro, per fortuna ci sono tante associazioni e persone che dedicano il loro tempo e le loro storie per sensibilizzare. Come il pallavolista ex nazionale Giacomo Sintini che ha fatto della sua malattia e della sua esperienza un’arma vincente. Lo scorso giugno la sua associazione ha donato “Due giorni da favola”, a Ziano di Fiemme, ai ragazzi del reparto oncologico dell’ospedale Santa Chiara di Trento e alle loro famiglie, coinvolgendo tutta la popolazione. Un’occasione per incontrarsi e non dimenticare mai quanto dura sia combattere, ma nemmeno quanta forza risiede in ogni bambino. Questo evento non solo ha tenuto alta l’attenzione, ma ha anche permesso di raccogliere 15 mila euro che saranno destinati ad altre attività.

Sara Bonelli

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