Un coraggio “rosa” doma il fuoco

Gledis Crepaz, Veronica Dellantonio, Denise Pederiva, Letizia Soldà, Sandra Degasper, Annabell Cinzol, Cristina Castelnuovo, Giulia Tabiadon e Claudia Riz. Sono tutte donne che hanno superato i corsi di base e attitudinali e che, per passione, hanno deciso di essere Vigili del Fuoco, svolgendo mansioni in tutto e per tutto uguali a quelle dei colleghi maschi. Il distretto dei Vigili del Fuoco Volontari della Val di Fassa è il più “rosa” di tutto il Trentino.

“Per diventare un Vigile del Fuoco Volontario oggi bisogna seguire dei corsi specialistici. L’esame e le prove attitudinali si superano dopo anni di percorso da allievi”, racconta Veronica Dellantonio del Corpo Vvf di Soraga. Un aggiornamento che non finisce mai. “Bisogna sempre essere aggiornate, alle volte, anche più dei colleghi uomini”, suggerisce Gledis Crepaz del Corpo di Soraga, la prima donna in Fassa ad aver frequentato il corso “Tecniche di intervento per incendi al chiuso” la scorsa primavera a Marco di Rovereto, che ha visto impegnati i partecipanti su diverse competenze.

“Ogni donna e uomo, secondo l’intervento in corso, le specializzazioni e i corsi di aggiornamento frequentati, ha dei compiti precisi, decisi dal comandante e caposquadra”. Ogni corpo, infatti, analizzando le varie peculiarità di ogni membro del gruppo, sceglie gli incarichi da assegnare ai componenti della squadra di soccorso.

Così, non sarà inusuale vedere queste paladine del fuoco in azione in diversi interventi logistici, quali: gestione degli incendi e delle frane, pulizia della sede stradale e messa in sicurezza di luoghi impervi, recupero delle salme, interventi su porte o ascensori, nonché recupero di animali feriti o smarriti, oltre che al supporto di elicottero e ambulanze.

Queste donne hanno dimostrato di avere le carte in regola per superare le prove necessarie e per guadagnarsi un posto in squadra. Ma il ruolo non si esaurisce con un titolo. “Negli ultimi anni vengono organizzati sempre più corsi specifici e di aggiornamento da parte della scuola Anti Incendio Provinciale – spiega Letizia Soldà del Corpo di Pozza – per reclutare e formare personale consapevole e responsabile, ognuno con diverse competenze e cariche all’interno del proprio corpo e distretto. Quindi, chi ha frequentato il corso, può partecipare a determinati interventi e svolgere determinati compiti, mentre chi non segue questo percorso di formazione continua, rimane in ruoli un po’ più marginali”. Un programma rigido e severo, che viene applicato dal Comando Provinciale anche per cercare di specializzare sempre più i corpi, escludendo le persone che non sono attive e partecipi alle attività di soccorso. “Un requisito obbligatorio per intervenire in un incendio, per esempio – precisa Giulia Tabiadon del Corpo Vvf di Campitello di Fassa – è il corso di camera fumo. Ciò che fa la differenza in un intervento è il lavoro di squadra, in quanto siamo tutti una grande famiglia”. Le donne Vvf svolgono anche funzioni meno tecniche e più amministrative, come racconta Denise Pederiva, cassiere dell’Unione del Distretto di Fassa: “Spesso a noi donne vengono anche assegnati compiti specifici, come quelli di segretariato e tesoreria, oltre che ad alternarci ai colleghi maschi per la pulizia dei mezzi e delle caserme”.

Altro aspetto importante è quello legato al volontariato: la differenza sostanziale tra il personale volontario rispetto a quello permanente, infatti, è che non è vincolato da un rapporto di impiego, quindi, svolge ogni qualvolta si manifesta il bisogno. Donne coraggiose e piene di talento che non si lasciano intimorire da un mondo fatto da uomini. Con forza e determinazione coltivano una passione al servizio degli altri, per domare incendi, affrontare calamità naturali. Loro seguono il loro sogno perché, come dicono, davanti al fuoco siamo tutti uguali.

Federica Giobbe

 

 

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