Una notte di ordinaria follia?

Trento, 5 aprile 2017

Egregio Signor Bruno Dorigatti/ Presidente del Consiglio Provinciale/ SEDE

Interrogazione a risposta scritta n.

La scorsa notte tra Trento, Bolzano e Cavalese sembrerebbe sia stato trasmesso un episodio del fortunato cartoon “Wacky races”. Questo quanto ricostruito dallo scrivente.

L’elicottero, causa maltempo, non poteva volare. Allertato dal Pronto soccorso di Cavalese per una possibile parto prematuro, il 118 di Trento inviava l’automedica a caricare l’ostetrica (che in teoria avrebbe dovuto esserci anche a Cavalese…) e il medico rianimatore (dell’equipe dell’elisoccorso). Nel frattempo, preso atto delle condizioni della futura mamma e del nascituro, si riteneva necessario inviare anche l’equipe della patologia neonatale (infermiere e medico) che insieme a 2 tecnici e alla termoculla partivano con un’ambulanza.

Contemporaneamente da Cavalese partiva un’altra ambulanza con la gestante accompagnata da un medico, un infermiere e l’autista.

Venivano conseguentemente richiamati sia il personale reperibile del 118 che quello di patologia neonatale.

La paziente veniva visitata sull’ambulanza a bordo strada lungo la valle dell’Adige. Constatato che fortunatamente le condizioni non richiedevano interventi immediati la stessa veniva riavviata verso Cavalese.

Si rendeva però necessario far intervenire un quarto mezzo (un’ambulanza con due operatori del servizio sanitario della Provincia di Bolzano) per riaccompagnare a Cavalese il personale.

A parere dello scrivente la vicenda, se confermata, pone in luce i gravissimi rischi cui sono sottoposti i residenti (e in particolare gestanti e nascituri) nelle zone ormai prive di servizi essenziali come il punto nascita.

Getta qualche ulteriore ombra sulle modalità organizzative e sulla gestione dell’emergenza dell’APSS.

Tutto ciò premesso si interroga il Presidente della Provincia per conoscere

1. se quanto descritto in premessa corrisponde a quanto avvenuto; in caso di risposta affermativa:

2. quante persone sono state impiegate tra chi è intervenuto e chi è stato chiamato dalla pronta disponibilità con indicazione del costo complessivo;

3. i mezzi intervenuti con indicazione del chilometraggio percorso da ciascuno e dell’orario di partenza e di rientro alla propria sede;

4. come mai è dovuta intervenire anche un’ambulanza altoatesina nonché il costo di tale intervento;

5. come mai l’ostetrica è dovuta partire da Trento dato che avrebbe dovuto essere presente anche in valle di Fiemme;

6. se nel periodo di assenza dell’ostetrica dall’Ospedale Santa Chiara si sono verificati eventi che avrebbero richiesto la sua presenza;

7. da quale reparto proveniva il medico che ha accompagnato la gestante da Cavalese a Trento e da chi è stato sostituito durante l’assenza;

8. se questo può considerarsi un esempio dell’efficienza e dell’appropriatezza del servizio offerto dall’APSS ai propri assistiti;

9. se questa è la miglior dimostrazione delle modalità con cui l’APSS riesce ad assicurare serenità e sicurezza alle gestanti.

A norma di regolamento si richiede risposta scritta.

Cons. prov. Filippo Degasperi M5s

Ti potrebbero interessare anche:

Lascia un commento