DOROTHEA WIERER. IL MIO MOMENTO DORO!

Pubblichiamo con gioia e orgoglio l’intervista esclusiva di Maurizio Tomè con Dorothea, intervista pubblicata nel recentissimo numero dell’Avisio

Incontriamo Dorothea Wierer, atleta di punta della Nazionale italiana di biathlon, in un momento delicatissimo della sua stagione agonistica. Siamo infatti nella fase in cui bisogna stringere i denti e fare lo sforzo in più per raccogliere i frutti di un’annata sportiva massacrante, sia dal punto di vista fisico che mentale.

Gentilmente “Doro”, così la chiamano fans e amici, ci ha concesso quest’intervista in esclusiva durante i pochissimi giorni di pausa che ha trascorso tra le mura domestiche a Castello di Fiemme  prima di ripartire. Appena sbarcata dagli USA, dove aveva disputato le ultime gare di Coppa del mondo, è infatti ripartita subito dopo direzione Anterselva, per svolgere la preparazione ai Mondiali che prenderanno il via il 7 marzo a Östersund, in Svezia. A seguire mancherà solamente la tappa norvegese di Holmenkollen per chiudere definitivamente la Coppa del mondo 2018/19 che mai come quest’anno è alla portata di Dorothea.

Una stagione veramente lunga che è iniziata il 2 dicembre 2018 e che alla fine conterà oltre 30 gare di Coppa del mondo sparse per il globo. Pochi sport hanno calendari così impegnativi come il biathlon, disciplina ancora poco conosciuta al grande pubblico ma fortissimamente in espansione nel nostro paese, anche grazie a Dorothea.

Ciao Dorothea, innanzitutto come stai?

Ciao, sto bene anche se mi sto ancora riprendendo dalla trasferta nord americana tra fuso, orario voli, ecc…

Dovessi dare un voto da 1 a 10 al tuo stato psico-fisico in questo momento?

Sto abbastanza bene e anche lo stato d’animo è quello giusto per affrontare questo momento delicato della stagione.

Hai appena ceduto il pettorale giallo di leader della classifica generale alla tua compagna Lisa Vittozzi (anche se per solo 7 punti), dopo averlo tenuto per 71 giorni, praticamente tutta la stagione. Come la vivi questa situazione?

Ero preparata a questa possibilità, visto che in classifica generale siamo sempre state molto vicine. Avere il pettorale giallo ti da carica ma anche pressione, perchè ogni volta devi riconfermarti.

Da qui alla fine la situazione potrà cambiare spesso.

Gareggiare “in giallo” è stata una nuova esperienza per te. È più facile o più complesso?

Come ho detto prima se va tutto bene ti da carica, ma se sbagli qualcosa senti la pressione. Ci sono i pro e i contro, poi quello che conta veramente sarà chi indosserà il pettorale dopo l’ultima gara.

Il rapporto con Lisa com’é? Parlate mai della classifica generale? Non dev’essere semplice affrontare un tema così delicato tra colleghe che sono però anche rivali. Ci vuole tatto…

Il rapporto tra di noi è molto buono. Siamo rivali in gara, come è giusto che sia, ma siamo anche amiche fuori. Per questo motivo cerchiamo di “staccare” sull’argomento fuori dalle gare.

Forse ora che sei a casa puoi renderti conto meglio della strepitosa stagione che tu, Lisa e gli altri atleti azzurri avete fatto finora. Ad oggi sono 15 podi e 6 vittorie in 24 gare. “Tanta roba” per un movimento del biathlon così piccolo come quello italiano.

Sicuramente la mia stagione è super positiva e il movimento italiano comprensivo di atleti, skiman, allenatori ecc.., ha dimostrato di valere quanto quello delle altre super potenze del biathlon, le quali ci sovrastano come mezzi e numeri.

Quest’anno a differenza degli anni scorsi, ti abbiamo visto con due o tre marce in più sugli sci. Cosa è cambiato rispetto al passato? Qual’è il segreto, se poi ce n’è uno?

La mia condizione sugli sci è stata da subito molto buona e per fortuna al momento non ho avuto nessun intoppo di salute come invece è successo nelle passate stagioni. Quest’aspetto è stato determinante per la performance in gara.

E’ vero che soffri caratterialmente i grandi appuntamenti? Cosa fai per prepararti mentalmente alle gare?

Non faccio nulla di particolare. Si, forse sento un po’ la pressione, anche perché sono sempre stata al centro di un grande interesse mediatico e questo può essere piacevole, ma anche stressante.

A proposito di grandi appuntamenti, sono imminenti i Mondiali in Norvegia. Sei gare che ti potranno regalare medaglie e gloria ma anche punti importantissimi per la Generale.

Cosa scegli tra Mondiali o Coppa del Mondo? A cosa terresti maggiormente?

I due aspetti sono strettamente collegati. A questo punto della stagione, fare bene i Mondiali significherebbe far bene anche in Coppa del Mondo, quindi spero di essere competitiva in tutte le gare.

Molti tifosi di biathlon spesso si domanderanno cosa passa per la testa di un atleta quando lascia il poligono dopo aver fatto due o tre errori. Come si deve reagire in quel caso?

Non è facile reagire perché sai che con tanti errori stare nelle zone alte della cassifica diventa proibitivo, anche perché il livello nella parte fondo negli ultimi anni è aumentato tantissimo e basta anche un solo errore per farti retrocedere di molto.

Ho notato che sei tra le poche se non addirittura l’unica che quando arriva al traguardo, anche se sfinita, non ti lasci cadere a terra stravolta e non esterni minimamente la tua stanchezza. Sei bionica? O fa parte del tuo carattere?

è una cosa che non ho mai fatto. Mi viene naturale non buttami a terra anche se le forze ti abbandonano e arrivi all’arrivo sfinita. Credo che in tante occasioni sia un po’ un’azione di sfogo per gli atleti.

Nel mondo del biathlon ci sono premi in denaro quando si conquistano podi?

Si, certo.

Quanto guadagna un atleta di biatlon in proporzione, rispetto ad un atleta di altre tipologie sportive?

Purtroppo non molto rispetto ad altri sport più blasonati (ride).

Stai riscrivendo la storia del Biathlon in Italia e sarai per sempre un punto di riferimento per tantissime ragazze e ragazzi che si stanno approcciando a questo bellissimo sport. Ci pensi mai?

Sono felice di questo e spero che il biathlon prenda sempre più piede tra i giovani.

Sei personalmente attiva sui social? Cosa preferisci tra Facebook e Instagram?

Si sono attiva, mi piace curare  personalmente i miei canali social e forse preferisco Instagram.

Che rapporto hai con i tuoi tantissimi fans? Rispondi mai alle loro domande o esternazioni sui social?

Purtroppo non riesco a rispondere a tutti i messaggi, sono veramente tanti! Durante la stagione di gare ho veramente il tempo contato, Anzi ne approfitto per scusarmi se non riesco a ringraziare tutti.

Al momento sei sicuramente l’atleta più famosa residente in Val di Fiemme. Recentemente sei apparsa in numerose copertine di magazine e riviste. Ti vediamo nelle pubblicità sui giornali e in TV. La gente ti acclama e ti stima. Vieni mai fermata per strada per autografi e selfie?

Il biathlon un po’ alla volta ha preso piede anche per quelli che non sapevano neppure che esistesse. Sulle piste mi capita di fermarmi con i ragazzi che mi chiedono foto o autografi e mi fa piacere.

Realmente, senza mentire a te stessa e a noi, qual’è il tuo vero rapporto con questo sport che richiede tantissimo sacrificio e impegno per larga parte dell’anno: amore o odio? Oppure entrambi?

Eh, in alcuni momenti anche odio, perchè dopo tutti i sacrifici che facciamo noi atleti non sempre i risultati arrivano ed è un po’ frustrante. Ma passa tutto dopo una bella gara. Questo è lo sport!

Possiamo solo immaginare quanto sia dura una annata da “sportiva di Coppa del mondo”. Qual’è la rinuncia che ti pesa di più?

Non poter rimanere più tempo in famiglia essendo sempre lontana a causa delle gare. Insomma, non poter stare a casa come le persone “normali”, passando bei momenti con mio marito, per esempio. Ma la vita dell atleta è anche questa e fa parte del gioco.

Cosa fai per staccare da tutto e da tutti?

Sto a casa tranquilla sul divano senza vedere nessuno e questo mi aiuta a staccare e recuperare le forze.

Ti sei ambientata bene qui in Val di Fiemme, visto il poco tempo che vi trascorri? Riesci a sentirti “a casa”?

Si, mi trovo molto bene anche se per la maggior parte dell’anno sono veramente in giro per il mondo. Ma quando torno a Castello mi sento  a casa.

Com’è il rapporto con le tue sorelle Carolina e Magdalena?
Molto buono.

Parlate di Biathlon oppure no?

Con mia sorella Magdalena si, perché anche lei pratica questa disciplina.

Proprio di lei volevo parlare: sembra voglia ricalcare seriamente le tue orme. Ha l’”X factor” secondo te?

Sicuramente ha delle doti. Vedremo se riuscirà a dimostrare quello che vale.

Pensi mai alla vita da ex atleta? Ti stai costruendo un futuro lavorativo, oppure vedrai solo al momento che opportunità arriveranno?

Non faccio molti progetti, anche se ci penso spesso. Deciderò quando sarà il momento .

Ti piacerebbe lavorare in ambito televisivo?

Mah, non penso di essere molto adatta.

Dovessi scegliere un ambito tv, sarebbe più nel mondo dello spettacolo o in quello sportivo?

In quello sportivo sicuramente.

Se ti proponessero di andare all’Isola dei famosi?

Direi di no. anche se sarebbe divertente (ride).

Al “Grande fratello VIP”?

Stessa cosa!

Torniamo con i piedi per terra.

Quali sono le tre tue avversarie che più stimi?

Le mie compagne di squadra. E poi Denise Herrmann (GER) e Clare Egan (USA).

E i tre atleti anche di altri sport che prendi come esempio?

Lindsey Vonn.

Dove tieni la carabina quando sei a casa? Ci pensi mai a lei mentre non sei in periodo agonistico? Quasi come volessi non interrompere mai quel filo sottile che vi lega?

Sinceramente quando non ne sono obbligata, non ci penso. Devo staccare per forza, altrimenti non recuperi le forze mentali.

Come mai quest’anno hai deciso di colorare col tricolore la carabina?

Sono molto patriottica e amo il tricolore.

In fin dei conti il tuo sport è fatto si, di sforzo atletico, ma anche e soprattutto di sforzo mentale, concentrazione, controllo dell’ansia. Come risolvi queste problematiche?

Non adotto nessuna pratica particolare, forse l’esperienza maturata in tanti anni di gare mi permette di gestire le tensioni e il resto.

Mai praticato yoga?

Si, quest’estate al lago di Garda, e mi è piaciuto molto.

Nella delicata fase della preparazione mentale alle gare, che ruolo ha tuo marito Stefano Corradini?

Lui è un uomo di sport e quindi sa quando ho bisogno di un consiglio o di una parola di conforto o, viceversa quando è meglio non parlare di sport Il suo supporto è molto importante.

Da dove arriva la tua contagiosa risata che spesso ti vediamo fare durante le interviste?
Hahaha! è una cosa naturale ho sempre riso così.

Sei soddisfatta di ciò che hai fatto fino ad ora nella tua vita sportiva o pretendi di più?

Sono soddisfatta ma pretendo molto da me e cerco sempre di fare il massimo. Se non ci riesco, rimango delusa.

Certo, vincere la Coppa generale quest’anno sarebbe il miglior modo possibile per chiudere la tua carriera. Onestamente, pensi che la Coppa arriverà in Italia (per la prima volta, tra l’altro) oppure Roeiseland e Kuzmina fanno davvero paura?

Non voglio fare pronostici, arriverà all’atleta che avrà fatto meglio durante tutta la stagione.

Se sproni l’atleta a dare il meglio, gli metti pressione. Se non lo sproni, forse non lo carichi a sufficienza. Come vorresti si comportassero addetti ai lavori e tifosi nei tuoi confronti?

Naturalmente, amo le persone sincere.

Domanda provocatoria: Dorothea Wierer è più bellezza e charme o più bravura in quello che fa?

Molte volte i quotidiani e le riviste in genere, per la questione estetica danno più spazio alle foto che mi ritraggono che non ai risultati che ottengo. A volte può dare fastidio, ma ci sono abituata. Fa comunque piacere che diano risalto a tutti i lati della mia personalità e non a solo quello sportivo.

Grazie Dorothea. E’ stato un piacere dialogare con te e ti ringraziamo per averci concesso del tempo in questo momento. Ora pensa a ricaricare le batterie. La carabina e gli sci ti aspettano.

Maurizio Tomè

 

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