Addio liquami

La gestione dei reflui zootecnici ha spesso presentato problemi di convivenza tra gli operatori del settore e il resto della popolazione. Lo spandimento a terra dei liquami deve fare i conti con le ridotte superfici disponibili e con la dislocazione di queste in prossimità delle aree abitate. Ciò mal si abbina alla vocazione turistica dei nostri paesi, vocazione che però trae beneficio e visibilità anche proprio dalla gestione ambientale dei prati e dei pascoli assicurata dagli allevatori.

Questi aspetti, unitamente ad altre questioni più strettamente ambientali, hanno motivato un gruppo di allevatori a valutare la possibilità di realizzare un impianto consortile di digestione anaerobica per il trattamento degli effluenti zootecnici. In una parola un biodigestore.

Evitando approfondimenti troppo tecnici un biodigestore è un impianto di trasformazione biologica dei materiali organici. La digestione anaerobica è un processo biologico che risulta nella formazione di una miscela di gas (il biogas) costituita principalmente da metano e da anidride carbonica in percentuale variabile, ma tale da permettere il suo utilizzo come combustibile.

La trasformazione biologica subita dai materiali trattati ha come effetto evidente anche una riduzione significativa dell’odore sgradevole.

L’iniziativa, che ha visto la partecipazione dell’Amministrazione Comunale, dell’Associazione Albergatori, della Cassa Rurale di Fiemme, della Regola Feudale, del Caseificio Sociale di Predazzo e Moena e di altre associazioni ed aziende, rappresenta uno sforzo notevole di affrontare la questione delicata della gestione degli effluenti zootecnici in ambiente alpino, di individuare modalità di gestione innovative che siano compatibili con l’azienda agricola, ma al contempo attente agli aspetti relativi sia alla qualità sia alla vivibilità ambientale, ed infine sostenibile dal punto di vista economico.

La località individuata, sul pendio Sud-Est del monte Pelenzana, permetterà un’efficace mimetizzazione dell’impianto e una circolazione dei mezzi agricoli al di fuori delle vie del paese.

La posizione permetterà la produzione, tramite biogas, di energia elettrica da immettere in rete e di energia termica da cedere al circuito di teleriscaldamento del paese. Il biodigestore dovrebbe entrare in funzione nei primi mesi del 2017.

Info: www.biogaspredazzo.it

Alfredo Paluselli

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