Affitto turistico a breve termine? Ecco la soluzione

Come si vendevano una volta le camere d’albergo e le camere dei garni? Proprietari e gestori venivano aiutati dai cataloghi e dall’Ufficio Prenotazioni dell’Aziende di Promozione Turistica e in qualche caso dalle agenzie di viaggio e dai relativi tour operator. Come si vendevano una volta gli appartamenti privati e quelli nei residence? Sempre grazie ai servizi delle Apt ma anche attraverso le agenzie immobiliari specializzate sparse in giro per i paesi della Valle e perfino con qualche annuncio appeso in giro. Da qualche anno, poi, portali di prenotazione online come Booking.com sono diventati il miglior venditore per gli albergatori che, al costo di una commissione e a date condizioni, si trovano la stanza occupata e i soldi in tasca. Il sistema di vendita degli appartamenti e perfino delle singole stanze ha avuto bisogno di qualche tempo in più per crescere e radicarsi. Questo, almeno in Italia, è stato l’anno di Airbnb.com, il primo attore mondiale nel mercato degli affitti a breve termine. A Milano, in occasione dell’Expo, c’è stato un boom assoluto di contratti con migliaia di lombardi che hanno trovato come occupare le proprie seconde case libere a un prezzo conveniente. Gli ultimi dati, poi, vedono il Trentino e Bolzano in vetta alla classifica. “Su Airbnb. si possono trovare più di un milione di alloggi in più di 190 paesi del mondo. Sono oltre 2.700.000 i viaggiatori di tutto il mondo che hanno soggiornato in Italia attraverso il nostro portale dal 2008 allo scorso luglio”, ci dicono dalla sede italiana di Airbnb. “L’Italia è al terzo posto al mondo per numero di alloggi disponibili, preceduta solo da Stati Uniti e Francia. Si sommano circa 170.000 alloggi ma le montagne del Trentino ne contano solo per una minima parte – circa 1.400, meno dell’1%”. Detto che Airbnb è una vera community di proprietari e turisti e che è riconosciuto come il mezzo più affidabile della rete, come funziona? Prima diamo la definizione corretta dei ruoli: gli “ospiti” sono i turisti e gli “host” sono i valligiani che affittano. Gli ospiti e gli host verificano la propria identità effettuando una scansione del proprio documento ufficiale o confermando i dati personali. Entrambe le parti possono subito conoscersi meglio controllando la reciproca fama di turista tranquillo e di “buon proprietario di appartamento” attraverso i profili e le recensioni dettagliate sul social network di Airbnb dove tutti commentano le proprie precedenti esperienze. É possibile messaggiarsi anche tra iscritti per avere ulteriori conferme. Una piattaforma sicura: i turisti pagano attraverso Airbnb alla prenotazione dell’alloggio. Quando un turista effettua una prenotazione, Airbnb trattiene il pagamento fino a 24 ore dopo il check-in prima di inviarlo a chi ospita, in modo da dare il tempo di arrivare e verificare che tutto sia come previsto. In seguito, Airbnb addebita al proprietario un costo del servizio del 3% per ogni prenotazione completata mentre il costo del servizio per il turista va dal 6% al 12%, in modo inversamente proporzionale alla spesa. Più lunga è la prenotazione, minore è la percentuale. I proprietari di appartamento sono protetti fino a 800.000€ con la Garanzia Host Airbnb e possono richiedere gratuitamente un servizio fotografico professionale del proprio alloggio per una vendita più efficace.

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