Al festival di Sanremo una ovazione per Ezio Bosso, il musicista che ha donato una sinfonia alla valle di Fiemme

Ha radici forti l’abete rosso che è stato donato a Ezio Bosso dalla Val di Fiemme, nel 2010. È un albero possente di 40 metri e 260 anni di età. Ed è l’albero che gli è stato di aiuto nei periodi più cupi della sua vita. Ma il regalo che ha fatto lui è molto più grande. Il maestro ha composto per la Val di Fiemme una vera e propria colonna sonora. Ieri, il musicista, compositore e direttore d’orchestra, ha commosso l’Ariston. La sua presenza, le sue parole e il suo brano “Following a bird”, eseguito al pianoforte, hanno provocato una standing ovation fra le più sentite nella storia del Festival di Sanremo. Bosso ha regalato al pubblico perle di pura poesia, concludendo il suo intervento con una dichiarazione intensa: “La musica, come la vita, si può fare solo in un modo: insieme”. Il suo debutto all’Ariston è stato seguito con il fiato sospeso in Val di Fiemme. Molti hanno ricordato la sinfonia che ha dedicato agli abeti di risonanza della Val di Fiemme, “Under The Tree’s Voices”. Una musica che da allora accompagna buona parte dei video, prodotti dall’Apt Val di Fiemme, per raccontare le foreste dei violini. Video che, grazie a quella musica, hanno ottenuto importanti riconoscimenti. La sinfonia, composta da 5 movimenti, è ispirata al misterioso intreccio fra l’uomo, gli alberi e la musica. Durante il festival I Suoni delle Dolomiti, nel luglio del 2010, l’ha eseguita nel Parco di Paneveggio, ottenendo un clamoroso successo. Dopo il concerto, è seguita la cerimonia di battesimo dell’abete di risonanza del Bosco che Suona di Predazzo. Lui ha scelto il suo albero, e lo ha accarezzato al lungo. Negli anni a seguire, Ezio Bosso ha dovuto affrontare due importanti malattie. Proprio dopo un’operazione chirurgica, ha chiesto agli organizzatori dell’Azienda per il Turismo di Fiemme di essere accompagnato dal suo albero, rivelando che nei momenti più difficili è stato importante per lui visualizzare il suo abete, immaginare di ascoltare il fruscio delle sue chiome nel silenzio del bosco. Non è un caso, forse, che il Bosco che Suona sia nato proprio da un ringraziamento rivolto agli alberi. L’ideatore, Claudio Delvai, racconta sempre di aver voluto offrire un riconoscimento agli alberi, creando un tempio a cielo aperto per loro. Delvai, infatti, dopo un importante incidente, era riuscito a tornare a camminare grazie agli alberi. In principio, faceva brevi tratti nel bosco, poi si appoggiava a un tronco per riprendere fiato. Il giorno dopo allungava le distanze, scegliendo un albero leggermente più lontano. Ieri, sul palcoscenico dell’Ariston Ezio Bosso ha citato una frase del maestro Claudio Abbado: “La musica è una fortuna ed è la nostra vera terapia”. Chi non avesse visto Sanremo, può trovare il suo intervento a questo link

http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-306e05f7-a102-42fb-bf8b-dfeca642a88c-sanremo.html#p=0

Chi non conoscesse la sinfonia dedicata alla Val di Fiemme, può avviare questo video

https://www.youtube.com/watch?v=bsAmIjSAdpY

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