Anche i tronchi fanno la doccia

Questa valle non ha più pareti… ma cataste di alberi. Per fortuna non disturbano il paesaggio. Tutt’altro: il legno ha l’innata capacità di scaldare l’atmosfera. Mentre diverse strade e molti piazzali sono letteralmente rivestiti da cataste, a Predazzo è sorto addirittura un “centro benessere” per i tronchi abbattuti dalla tempesta Vaia del 29 ottobre 2018.

Qui il Servizio Foreste della Provincia, in collaborazione con il Servizio Bacini Montani, ha completato a fine ottobre il piazzale “Prà Tondo” icon un lavoro durato poco più di tre mesi, sulla riva del torrente Travignolo, ai piedi del monte Malgola. Ospiterà 65.000 metri cubi di legname e, per garantire la sicurezza dei turisti che passeggiano sul sentiero “Rododendri”, l’area è stata delimitata da una lunga staccionata di larice.

Qui un sofisticato sistema di irrigazione bagnerà i tronchi perchè si conservino più a lungo.

Infatti in questa “oasi del legno”, unica in Trentino, sono state installate 28 docce d’acciaio inox alte otto metri. Quando la prossima estate saranno azionate, avvieranno un processo di idratazione che eviterà screpolature e spaccature nella superficie dei tronchi. Grazie all’umidità, il legno resterà intatto in attesa della commercializzazione.

Il piazzale, lungo 400 metri e con una superficie totale di oltre 19mila metri quadrati, sorge su un’area del Demanio Idrico della Provincia. La sua gestione è stata formalmente ceduta alla Magnifica Comunità di Fiemme.

Gli oltre 30mila metri cubi di materiale utilizzato per creare il piazzale sono stati ricavati dallo svaso della vicina piazza di deposito, a monte della briglia filtrante sul torrente. Quest’opera di svaso ha tra l’altro aumentato notevolmente la sicurezza idraulica dell’abitato di Predazzo.

L’irrigazione – l’acqua proviene dalla falda del torrente Travignolo – sarà programmata e regolata con un sistema bluetooth anche grazie ad una nuova linea elettrica che alimenta l’impianto di pompaggio.

“Per noi sarà un lavoro di studio e sperimentazione – sottolinea Stefano Cattoi dell’Ufficio Tecnico Forestale della Magnifica Comunità di Fiemme – visto che questa è la prima esperienza in Provincia di Trento. Ci auguriamo di riuscire a mantenere la qualità del legno per i prossimi 2-3 anni”.

L’ente storico, a poco più di un anno dalla tempesta, è già riuscito raccogliere quasi la metà degli alberi che si sono schiantati al suolo.

Se il freddo e la neve da una parte rallenteranno il lavoro di raccolta di tronchi nei boschi, dall’altra spingeranno il piede sull’acceleratore del lavoro di vendita del legname, anche se ovviamente – avendo fatto crescere l’offerta – il mercato si sta stabilizzando su valori molto più bassi rispetto al periodo pre-Vaia. A fine ottobre circa 50mila metri cubi di legname sono stati portati alla segheria di Ziano mentre altri 18mila metri cubi sono già stati ritirati dagli acquirenti direttamente sui piazzali.

La speranza ora è di svuotare molti spazi occupati dalle cataste.

Intanto, molti danni provocati dalla tempesta sono stati riparati. La Magnifica Comunità di Fiemme è riuscita a ripristinare i pascoli e diverse malghe. Una cinquantina di strade forestali sono state sistemate e con loro anche l’80% dei sentieri forestali danneggiati, ben 44 km. Entro la fine del 2020 buona parte dei lavori saranno terminati.

Ai danni della tempesta, lo scorso 5 dicembre, si è aggiunto l’incidente alla segheria di Ziano della Magnifica Comunità di Fiemme. Dopo l’incendio di più di un anno fa, un altro silos di segatura è finito in fiamme e anche parte del tetto della segheria è rimasto interessato dal fuoco.

Beatrice Calamari

 

 

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