Guido Brigadoi

Elicottero, ma quanto mi costi?

Quando il soccorso arriva dal cielo, il conto potrebbe rivelarsi molto salato. In Veneto ancor più che in Trentino o Alto Adige, soprattutto se l’intervento dell’elicottero non è motivato da una reale necessità medica. Accade infatti soprattutto (ma non solo) d’estate che qualche turista (ma non solo) si riduca a chiamare il Soccorso Alpino anche quando non è in condizioni così gravi da giustificare l’arrivo immediato dell’elicottero. Spesso poi si deve solo alla propria spregiudicatezza tale da sopravvalutare le proprie capacità fisiche e tecniche di risalire la motnagna (o di ridiscenderla d’inverno con gli sci o la tavola) la richiesta di soccorso che altrimenti non sarebbe stata necessaria.

Per questo molti sciatori si assicurano prima dell’inizio della stagione invernale o anche comprandone una giornaliera unitamente all’acquisto dello skipass: in caso ci sia bisogno di un recupero sulle piste o in quota, sarà l’assicurazione stessa a farsi carico del costo dell’intervento di soccorso che, come detto, può essere davvero considerevole.

In provincia di Trento, il ticket base per l’intervento dell’elisoccorso è di 36,15 euro. Nel caso di intervento a favore di soggetti in grave pericolo per ambiente ostile ma incolumi (ad esempio, nel caso di un escursionista bloccato in parete) per i quali il medico intervenuto non abbia disposto l’invio immediato ad un pronto soccorso ospedaliero il ticket è di 750 euro. Se la chiamata risulta totalmente inappropriata sotto il profilo sanitario (in questo caso si parla addirittura di procurato allarme), l’autore della richiesta è tenuto a corrispondere l’intero costo dell’intervento, da 98 a 140 euro per minuto di volo, a seconda dell’elicottero utilizzato.

In provincia di Bolzano, in caso di ferito grave, il ticket è di 100 euro ma il conto sale fino a un massimo di 1.000 euro se viene dimostrato che, dal punto di vista medico e sanitario, si poteva fare a meno dell’elicottero.

In Veneto, prima del decollo, si attiva addirittura il cronometro: la tariffa, infatti, è al minuto. Se all’intervento di soccorso segue un ricovero per una grave complicazione che avrebbe messo in pericolo la vita del chiamante, l’intervento ha un costo massimo di 500 euro ma, in caso di problemi di salute lievi, il costo è di 90 euro al minuto (120 per gli stranieri) fino a un massimo di 7.500 euro.

In zone di confine, come può essere la Marmolada, il conto presentato in caso di soccorso in elicottero può variare quindi, e di molto, a seconda di chi risponde alla chiamata, se Trentino, Alto Adige o Veneto.

Le tariffe vi sembrano esagerate? Eppure sono solo le spese vive del volo che comprendono l’utilizzo e l’ammortamento dell’elicottero, i costi totali del volo (dalle tasse al carburante) e del personale specializzato a bordo. Se lo stesso tragitto fosse stato fatto per diletto, da parte di un turista o di un’azienda che avesse avuto bisogno di un trasferimento di persone, sarebbe costato ben di più. D’altro canto, non bisogna dimenticare quante volte il Soccorso Alpino si trovi a fare i conti anche con i “furbetti” o con gli incauti: non sono mancate anche recentemente, infatti, chiamate di soccorso per persone semplicemente troppo stanche per affrontare il ritorno o del tutto impreparate alla montagna, dal punto di vista tecnico, fisico e perfino anche solo da quello dell’attrezzatura da portare con sè. Qualche anno fa, a tal proposito, fece polemica una dichiarazione del noto alpinista Reinhold Messner che senza mezzi termini affermò che “chi non sa che la montagna è rischiosa, è uno stupido”. Proprio per questo si disse favorevole all’introduzione del ticket di soccorso a pagamento che dà anche la misura del rischio che spesso gli stessi soccorritori si trovano a fronteggiare anche durante un semplice volo.

Per affrontare le piste, le cime e la montagna in generale con tranquillità, la raccomandazione – oltre, naturalmente, alla prudenza – è quella di ricorrere a una assicurazione sorpattutto per freerider, sciatori e scialpinisti estremi che praticano con grande frequenza. Con una spesa di poche decine di euro all’anno si possono evitare ticket di migliaia di euro.

Monica Gabrielli

 

 

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Igor Lastei: “A gennaio torno in gara”

Non solo Chiara Costazza. Non solo Stefano Gross. Non solo Federico Liberatore. Lo sci in Val di Fassa porta anche il nome di Igor Lastei, nazionale azzurro di sci freestyle, l’acrobazia sulla neve per eccellenza..

Ai primi di novembre a inizio stagione, Il 23enne di Pozza ha subìto un infortunio alla clavicola destra, durante la prova di Coppa del Mondo di Big Air, disputata sulla speciale struttura allestita alla fiera Skipass di Modena.

Stagione compronessa? Igor, già campione italiano di slopestyle (quella disciplina olimpica per cui si fanno esercizi da funamboli su strutture come rail e box) e secondo in Coppa Europa, è stato operato dopo pochi giorni a Milano dall’ortopedico dei campioni Gabriele Thiebat, ha già rimesso gli sci a metà dicembre e a gennaio tornerà in gara. «Ho ripreso presto gli allenamenti con gli elastici per ritonificare il muscolo e migliorare la mobilità della spalla”, ci ha spiegato Igor, “e il mio corpo sembra rispondere bene”.

Niente ferma il giovane fassano, già da alcuni anni in nazionale di freestyle, capace di spiccare il volo per compiere acrobazie e atterrare sulla neve con estrema leggerezza come nessun altro da queste parti. “Il desiderio di gareggiare è forte, perché dopo le Olimpiadi di Pyeongchang, in primavera, mi sono già operato alla spalla sinistra e sono rimasto fermo alcuni mesi. A Modena, dopo tre settimane di allenamento allo Stelvio, mi sentivo bene ed ero contento di disputare la gara in casa. Purtroppo in quei giorni è piovuto molto, la neve si è bagnata ed è diventata lenta. Anche questo ha influito sull’incidente”. Per fortuna non solo il fisico di Igor ha reagito bene ma anche e soprattutto la sua, senza rigetti dall’essere tornato subito in pista. “Se tutto fila liscio, ai primi di gennaio potrei essere in Francia a Font Romeu per la prova di Coppa del Mondo di slopestyle, altrimenti a fine gennaio gareggerò all’Alpe di Siusi, uno degli snowpark più belli delle Alpi”. Qui Igor e compagni sono di casa, dato che la località, assieme a Livigno, è una delle loro basi d’allenamento: “Purtroppo in Val di Fassa non ci sono strutture, con salti molto alti, adatte ad atleti di alto livello. Abbiamo diversi park per chi si vuole avvicinare alla disciplina. Per trovare buone strutture dobbiamo spostarci almeno a Obereggen”. Igor ammette però che negli ultimi due lustri, ovvero da quando lui ha cominciato a praticarlo allora tredicenne, il mondo del freestyle si sono fatti passi da gigante: “Soprattutto all’estero, dove questo sport ha molto seguito, ci sono strutture che solo cinque o sei anni fa non ci saremmo nemmeno sognati. Anche l’allenamento per le acrobazie si è trasformato ed evoluto velocemente: prima vevamo solo i tappeti elastici da palestra, poi siamo passati ai salti con atterraggio in acqua e, in tempi più recenti, agli enormi materassi ad aria posizionati in pista per un atterraggio morbido che consentono di saltare “indossando l’attrezzatura da sci”, in modo da vivere le reali condizioni sulla neve». E per eseguire le evoluzioni in aria che al massimo durano due secondi e mezzo, ci vuole tanta concentrazione prima della partenza: “Si prepara ogni movimento e lo si ripassa con la mente fino allo start, perché durante un salto non c’è il tempo di pensare a nulla. Al massimo si tenta di correggere la posizione del corpo, se ci si accorge che si è un po’ scomposti”. Uno sport difficile, dove gli infortuni sono sempre in agguato, ma che Igor pratica con talento e professionalità, specie in vista degli Snowboarding and Freeski World Championships di febbraio 2019 negli Stati Uniti, nello Utah. «Questo è più che un obiettivo stagionale per me. Può essere una tappa importante della mia carriera. Anche per questo spero di essere in perfetta forma a fine gennaio, quando partiremo per gli Stati Uniti». Elisa Salvi

 

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Il Filo di Nicky e il viaggio intorno al mondo

“Il Filo di Nicky… e il giro del mondo” è una favola in rima illustrata per bambini che racconta di paesi più e meno lontani tra curiosità, aneddoti e le avventure vissute dalla bimbi. Le illustrazioni sono a cura di Federica Bocchi e i testi della travel blogger Nicoletta Crisponi.

Quanti sanno perchè…

“…alle Maldive non ci sono i cani, che i kiwi “puzzano” o che in Perù ci sono delle montagne con tutti i colori dell’arcobaleno? Probabilmente pochi tra voi”, racconta in prima persona Nicoletta Crisponi. “Fare il giro del mondo è il sogno di molti e la realtà di pochi, almeno nel senso stretto del termine. Non sempre, infatti, è necessario fare le valigie per partire. A volte basta lasciarsi andare alla fantasia. In questo libro la piccola Nicky vi prenderà per mano portandovi con lei nel cuore più colorato di quindici paesi per un viaggio da oriente a occidente tra curiosità, costumi e incontri con animali buffi e amichevoli. Attraverso i suoi occhi imparerete cose nuove riscoprendo la bellezza della curiosità, della sorpresa e del darsi la possibilità di aprirsi al diverso senza paura. Nicky risponderà a tutte le vostre domande attraverso l’appendice di approfondimento disponibile gratuitamente online, per un’esperienza multi-sensoriale e multi-piattaforma”.

Parliamo di una favola

“Un gioco all’interno della storia vi obbligherà a seguire con attenzione il viaggio di Nicky per poter vincere il libro degli animali da colorare, regalo riservato solo ai viaggiatori più esperti che dimostreranno con un messaggio sui social di conoscere il mondo alla perfezione. In ogni caso, all’interno del volume è inserita anche una tavola da colorare per i più piccoli. Del resto, la tecnologia è la magia della nostra epoca ma il piacere che ci colpisce quando sentiamo il profumo di un libro fresco di stampa o sentiamo sulle dita le rugosità della pagina e godiamo della ricchezza di dettagli nelle illustrazioni sono cose a cui non si vuole rinunciare”.

Il viaggio della piccola Nicky ripercorre i passi di Nicoletta Crisponi, l’autrice, rientrata da quasi un anno da un viaggio intorno al mondo in solitaria fatto dimostrando che, grazie ai social media, oggi siamo tutti effettivamente separati solamente da tre gradi e mezzo di separazione, non più sei come dichiarato da Facebook. Il filo di Nicky rappresenta proprio queste connessioni che sono andate creandosi ed annodandosi lungo un unico filo rosso.

Quello stesso filo e la positività allegra con cui Nicoletta ha affrontato questo viaggio ha portato Angela Ballario, della Fondazione Giacomo Ascoli, ad invitarla a portare un pezzo di mondo, con tutte le sue tinte luminose, ai piccoli malati di cancro in ospedale. Questa proposta si è rivelata il vero pezzo mancante, quello in grado di dare un senso ancora più grande e importante al viaggio dando vita all’idea del libro.

A questo filo è legata anche Federica Bocchi, illustratrice della favola, conosciuta durante la sosta di un giorno in una remota città della Nuova Zelanda. Le due si sono messe al lavoro una volta rientrate entrambe in Italia dedicando le ore di tempo libero tra un lavoro e l’altro. Mesi di lavoro trascorse lontane ma allo stesso tempo gomito a gomito tra revisioni, scambi di mail e messaggi via smartphone che oggi hanno preso forma proprio in questo libro – “Il Filo di Nicky …e il viaggio intorno al mondo”.

La favola è scritta in rima rendendo lo scorrere delle parole più armonioso e musicale così da catturare con il suo ritmo fluido l’attenzione anche dei più piccoli. Quando Nicoletta era una bambina il suo libro preferito era quello di Mariarosa, la piccola di Bertolini, che grazie ai prodotti dell’azienda sfornava meravigliose torte alle ciliege: ne consumò le pagine (e la pazienza della mamma) per quante volte se lo fece leggere finché non poté far da sola.

Proprio dalla storia di questa bimba dalle bionde treccine è presa in prestito la metrica e l’idea di una favola in rima che per Nicoletta ha rappresentato un vero e proprio tuffo nel passato nonché una sfida delle più ardue, più di arrivare in Cambogia in bici dal Vietnam e di scalare le vette del Perù per raggiungere Machu Picchu.

Le illustrazioni sono frutto della creatività di Federica che ha scelto colori e stile per raccontare il viaggio di Nicky non mancando, però, punti di contatto con la realtà sia nella rappresentazione dei paesaggi, che delle lentiggini asimmetriche della protagonista toccando il punto più alto con la fedele rappresentazione degli outfit.

Sfogliando il profilo instagram di @NicolettaCrisponi si ritrovano le stesse atmosfere, gli stessi abiti e situazioni raccontate nei disegni per un contatto con la realtà sempre e comunque presente.

“Il Filo di Nicky …e il viaggio intorno al mondo non è solo la favola moderna di una ragazza che decide da sola il suo cammino ma una storia vera e bella proprio per la sua semplice “normalità””, conclude la Crisponi. “Ci auguriamo che viaggiare con noi vi faccia sognare, imparare, amare e farvi venir voglia di partire e scoprire il mondo in tutte le sue differenze, le sue contraddizioni, i suoi colori e tutti quei punti comuni che in fondo, per quanto lontano, ci raccontano quando sia tutto uguale”.

Diversi incontri saranno organizzati in scuole, biblioteche, librerie dove verrà letta la favola e raccontata in tutte le sue sfumature. A ogni bimbo che parteciperà alle letture sarà consegnata la spilletta del provetto viaggiatore, guadagnata con onore dopo il viaggio per il mondo fatto con Nicky.

“Si è scelta la pubblicazione indipendente perché le sfide semplici non sarebbero state in linea con il progetto, perché il mondo dell’editoria per chi ci si affaccia da novello è durissimo e con un compenso ridicolo (se si ha la fortuna di trovare un editore che non chiede di pagare per pubblicare): il desiderio è quello di poter devolvere parte del ricavato alla Fondazione Giacomo Ascoli. La presentazione al pubblico è stata fatta tramite una campagna di crowfunding con Produzioni dal Basso: acquistando una copia del libro in anteprima si partecipa al finanziamento delle spese vive di stampa, promozione e distribuzione”. Tutto questo è organizzato e gestito da Nicoletta e Federica con tutto il tempo, l’impegno e il lavoro che questo comporta, ma anche le relative soddisfazioni che danno un senso a tutto.

“Il libro verrà poi distribuito sui maggiori canali editoriali online attraverso il portale di Streetlib che permette la stampa al momento dell’acquisto eliminando così qualsiasi investimento iniziale, costi di magazzino e limitando le spese di spedizione. Sarà così possibile acquistarlo facendo un ordine nelle librerie, oltre che online”..

 

 

 

 

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Linea Bianca solca  la neve della Val di Fiemme

Oggi, 12 gennaio 2019, alle 14.00, tutti sul divano davanti alla tv per guardare la puntata di Linea Bianca girata lo scorso dicembre in Val di Fiemme.

Il tradizionale appuntamento con la montagna arriva in Valle. Cultura, realtà di imprese, curiosità, tradizioni per esplorare una valle fra le Dolomiti del Trentino.

I presentatori Massimiliano Ossini e Giulia Capocchi con Lino Zani fanno un “viaggio” alla scoperta della parte più selvaggia del Lagorai in compagnia della guida alpina Sandro De Zolt, delle piste da sci dell’Alpe Cermis con Flavio Delvai e i maestri di sci della scuola di questa skiarea. Una ricca pausa pranzo al Rifugio Paion per la parlare della gastronomia nei rifugi e fare un salto nel passato con la Mòsa. Un piatto povero ma che è un inno alla convivialità, proposto da una grande appassionata di cucina: Elsa Danzi.

La cucina raffinata dello chef stellato Alessandro Gilmozzi con le sue creazioni che “sanno di bosco”, frutto di una continua e minuziosa ricerca. E ancora la gestione delle foreste di Fiemme, il lavoro dei boscaioli, la storia millenaria della Magnifica Comunità di Fiemme, la sua segheria e l’intera filiera del legno presentata da Stefano Cattoi e Andrea Ventura. Un percorso che va dalla selvicoltura fino agli scarti del legno che si trasformano in calore grazie al teleriscaldamento di Cavalese. Incontri con la gente di montagna, cavalcate nella natura con i cavalli di razza Norica della famiglia Dellagiacoma, una visita all’allevamento di pecore Tingole (o pecore fiemmesi) di Nicoletta Delladio, la lavorazione della lana, la Scuola Alpina della Guardia di Finanza con donne, uomini e cani da soccorso.

Linea Bianca è un programma di Massimiliano Ossini, Lino Zani, Giulio Calcinari, Nicola Sisto, Luisa Grisanti. Collaboratori testi: Federico Oteri, Alessandro Piccioli. Consulenti: Maria Pia Pezzali, Roberto Bruni, Mario Mariani. Produttore esecutivo: Rosaria Rumbo. Curatrice: Georgia Parmigiani. Registi: Cristiano Strambi, Roberto Valdata, Eleonora Niccoli, Diego Magini, Dario Migliardi, David Doplicher. Redazione: Paola Petrolati, Laura Placenti, Tania Amico, Antonio Lavarini, Simone Chirico.

 

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Il DEEJAY XmastersWinter Tour 2019 anche a Moena

La carovana del Deejay XmastersWinter Tour riparte! L’evento di riferimento in Italia per il mondo degli action sports gira per il terzo anno consecutivo nei migliori ski resort italiani per portare sport, adrenalina, musica e divertimento direttamente in alta quota. Anche per questa edizione saranno cinque le località coinvolte dal Winter Tour: si inizia il 5 e 6 gennaio a Passo del Tonale, si continua la settimana seguente a Prato Nevoso in provincia di Cuneo, a fine gennaio si arriverà a Pila in Valle d’Aosta, si finirà a Madesimo a marzo inoltrato ma le date più attese sono quelle dell’8, 9 e 10 febbraio quando l’evento arriverà finalmente a Moena. L’occasione sarà particolare, sia per la location (nè Moena nè questa parte del Trentino erano mai state coinvolte nei tour precedenti) sia per il genere e la qualità dei contenuti che caratterizzeranno questa tre giorni: il Village – posizionato al Passo San Pellegrino, a pochi metri dallo Snowpark dove si svolgeranno gli ormai consueti demo shooting apprezzatissimi dal pubblico dei Deejay Xmasters – vedrà le prime partite di pallavolo sulla neve, un inedito dalle nostre parti: grazie alla collaborazione con Mizuno e Snow Volley Italia, infatti, prenderà il via infatti la prima Mizuno Snow Volley Marathon. saranno centinaia gli atleti che parteciperanno e si sfideranno con i modi e le regole del beachvolley, con due soli giocatori per squadra.

Per la serata di sabato, al termine delle gare, è in programma il Deejay Xmasters Apres Ski by Aperol Spritz e a seguire musica dal vivo con un DJ Set di uno dei protagonisti della principale radio italiana.

Il Village, posizionato nel luogo di maggior affluenza dello San Pellegrino, sarà il cuore dell’evento e verrà animato con musica ed intrattenimento per tutta la giornata. All’interno del medesimo, ci sarà anche la possibilità di testare gratuitamente gli Snowboard Nitro e gli sci Armada per tutti quelli che vogliono provare attrezzatura da neve all’avanguardia. Programma di svago, quindi, al quale si affianca sempre la pratica degli sport outdoor in pieno stile Deejay Xmasters: non solo quindi snowboard, freeski e skicross ma anche altre attività che possano ricordare quelle del Summer Event (la versione estiva del tour) rivisitate in chiave “winter”, proprio a partire dallo snowvolley e dallo snowkite. Un nuovo modo di vivere e concepire lo sport in montagna d’inverno.

Avendo ulteriormente rinnovato la collaborazione tra Deejay Xmasters e Jeep, tutti i partecipanti alla tappa di Moena avranno modo di effettuare emozionanti test off-road a bordo della rinnovata gamma sul Truck Jeep e cimentarsi in prove molto eccitanti. Inoltre i Jeep Village, posizionati alla partenza degli impianti, offriranno la possibilità di vivere anche altre numerose attività mirate a far conoscere il brand: tornerà ancora una volta il Big Air Bag by Jeep per saltare con sci e tavole da snowboard nel vuoto, atterrando su un enorme materasso ad aria che attutirà l’impatto, e sarà la prima volta per il Jeep Human Bowling che permetterà ai coraggiosi di rotolare all’interno di una gigante palla gonfiabile per far cadere dieci birilli alti oltre 3 metri! Due attività emozionanti, ad altissimo tasso di adrenalina, che attireranno moltissimi turisti e appassionati di casa nostra (info su www.xmasters.it)

Beatrice Biasin

 

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Riceviamo questa lettera che volentieri pubblichiamo.

quando un’associazione promuove un’iniziativa di pubblico interesse e utilità, impegnando tempo e risorse, andrebbe incoraggiata e sostenuta; con disappunto apprendo invece che la Comunità territoriale di Fiemme ha rifiutato un contributo a Transdolomites, promotrice del Museo ferroviario della Ora-Predazzo (di cui proprio oggi ricorrono i 56 anni dalla sua scellerata dismissione).

Di recente a Padova ho visitato ben due mostre dedicate alla firma dell’Armistizio che pose fine poco più di un secolo fa alla Prima Guerra Mondiale, e raccogliendo i commenti del pubblico mi sorge spontanea la seguente riflessione: sempre più abbiamo bisogno di “luoghi di memoria attiva”, dove approfondire il passato per comprendere il presente e progettare il futuro. Nella fattispecie, il museo ferroviario della Ora-Predazzo, oltre ad un indubbio interesse storico, costituirebbe un luogo di attenta riflessione su tematiche di attuale e stringente drammaticità: mobilità sostenibile in territorio dolomitico, impiego di risorse ed energia, approccio equo al turismo alpino.

E’ di pochi giorni fa l’immagine emblematica, riportatami da un collega: Passo Oclini sommerso di automobili, con la forza pubblica costretta (suo malgrado) a istituire un senso unico alternato per consentire il passaggio dello Skibus desolatamente semivuoto. Cosa stiamo lasciando alle nuove generazioni, se non un esempio di cosa non si dovrebbe mai fare ? Potremo continuare a violentare scenari dolomitici di suggestiva bellezza, al solito – e ritrito –  grido del turismo ad ogni costo (che è poi il profitto dei soliti pochi a danno di tutti…)?

Grazie dell’attenzione, e buon lavoro

ing. Francesco Fellin, ricercatore (Padova)

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Il 9 gennaio, a Predazzo, il sogno di Olivetti

Dopo il pienone registrato per “La Divina Commediola” di Giobbe Covatta, Predazzo propone un nuovo appuntamento della Stagione teatrale 2018/2019, quest’anno organizzata in collaborazione con i Comuni di Tesero e Cavalese. Mercoledì 9 gennaio, alle 21 al cinema teatro comunale, verrà messo in scena “Camillo Olivetti – Alle radici di un sogno”, una produzione dell’Associazione Culturale Muse in collaborazione con Fondazione Teatro Stabile Torino. Laura Curino (sul palco) e Gabriele Vacis (alla regia) hanno ricostruito la vita di Camillo Olivetti, il pioniere, l’inventore, l’anticonformista che ha fondato, a inizio Novecento, la prima fabbrica italiana di macchine da scrivere. Le voci narranti che ne raccontano imprese, affetti e sogni sono affidate alla madre Elvira Sacerdoti e alla moglie Luisa Revel. Un racconto tanto avventuroso quanto reale, pieno di colpi di scena, di lotte, amori ed eroi.

I biglietti d’ingresso (8 euro) sono già disponibili in prevendita presso gli sportelli delle Casse Rurali del Trentino e sul sito www.primiallaprima.it. Se ci saranno ancora posti liberi, gli ingressi potranno essere acquistati anche la sera dello spettacolo alla biglietteria del cinema teatro.

Nella mattinata di giovedì 10 gennaio lo spettacolo verrà riproposto in via esclusiva per gli studenti de “La Rosa Bianca” di Predazzo.

Il terzo e ultimo appuntamento della stagione teatrale predazzana sarà mercoledì 13 febbraio con gli Oblivion e la loro “Bibbia riveduta e scorretta”.

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Tour de Ski in Val di Fiemme il 5 e 6 gennaio Weekend da incorniciare ricchissimo di eventi di contorno

I grandi eventi dello sport invernale italiano e trentino passano dalla regia del comitato Fiemme Ski World Cup, il quale, oltre alle prestigiose sfide di Coppa del Mondo – come le ultime due tappe del Tour de Ski di sabato 5 e domenica 6 gennaio tra il Centro del Fondo di Lago di Tesero e l’Alpe Cermis, e la Coppa del Mondo di Combinata Nordica e Salto Speciale della settimana seguente – organizza anche svariate iniziative collaterali volte ad intrattenere presenti ed appassionati. Venerdì sera si aprono le danze con Fiemme Folk e la fisarmonica di Alex Pezzei, noto fisarmonicista altoatesino. Sabato 5 gennaio i piccoli dello sci di fondo si divertiranno nell’evento promozionale COOP Mini World Cup, una gimkana per baby e cuccioli a Lago di Tesero, poco prima dell’apertura del Fiemme Party Tent ove ci si delizierà con un pranzo tipico trentino. Al termine delle competizioni Mass Start della giornata di sabato ecco invece l’Après Ski-Race DJ set con i Senselexx, sempre al Fiemme Party Tent di Lago di Tesero, note di alleggerimento in vista dell’abbondante Felicetti Pasta Party offerto a tutti fino ad esaurimento scorte. In serata la prima di una serie di feste serali denominata Fiemme Rock & Roll con musica dal vivo insieme ai Killbilly’s e Atrio.

Finita qui? Certamente no, poiché domenica 6 gennaio per tutta la giornata gli appassionati potranno approfittare delle postazioni del Tour del Gusto dislocate lungo il tracciato all’insù della Final Climb, godendosi da vicino le prestazioni dei campioni e leccandosi i baffi rigorosamente con prodotti tipici locali. A bordo pista ogni postazione propone degustazioni di prodotti genuini della Val di Fiemme e del Trentino; e per un’intera domenica la pista Olimpia III si potrà percorrere in salita e in discesa, a piedi, con gli slittini, con gli sci da alpinismo o da fondo, lasciandosi prendere per la gola dalle varie associazioni della Val di Fiemme (Taverna Aragosta, Associazione Culturale Ziano Insieme, US Dolomitica ASD e Krampus de Fiemme). Ad anticipare di qualche istante le Final Climb maschili e femminili ecco la Rampa con i Campioni riservata agli amatori, e la Junior Final Climb, una mass start in tecnica libera per ragazzi. La prima permetterà di vivere il brivido della Final Climb prendendo di petto la salita dei grandi del fondo, ricordando che le iscrizioni alla ‘Rampa’ sono tuttora a disposizione alla cifra di 25 euro entro il 4 gennaio.

Il Tour de Ski è entrato nel vivo, e dopo gli “abbandoni” degli sprinter con Pellegrino ad arrendersi in Svizzera solo a Klaebo, i protagonisti si stanno giocando punti preziosi in Germania prima del gran finale in Val di Fiemme, con l’Italia che può godersi anche uno strepitoso Francesco De Fabiani, secondo nella 15 km tecnica classica a Oberstdorf alle spalle di Emil Iversen.

Sabato in terra fiemmese Mass Start in tecnica classica di donne (10 km) e uomini (15 km), e domenica alla volta dei massacranti 9 km in tecnica libera – costituiti dagli ultimi 3.5 km tutti in salita e punte che sfiorano il 30% di pendenza, con una media del 12% e un dislivello di 420 metri – che al cospetto delle Dolomiti trentine eleggeranno gli eredi di Heidi Weng e Dario Cologna, una battaglia contro la forza di gravità che dà risalto planetario all’evento e alla bella vallata trentina.

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Dal 3 al 7 gennaio ritorna sulla pista La VolatA il grande sci internazionale

Per il secondo anno consecutivo ritorna presso la Ski Area San Pellegrino il grande appuntamento con le stelle più brillanti della scena sciistica internazionale.

Dal 3 al 7 gennaio la pista La VolatA sarà infatti il banco di prova della velocità femminile delle azzurre e delle cugine francesi. Al termine di ogni giornata di allenamento, verso le ore 10:30 circa, le atlete saranno a disposizione dei fan e degli appassionati dello sci per foto e autografi vicino alla partenza della funivia Col Margherita.

La VolatA è stata realizzata sul versante più ripido del Col Margherita, proprio con l’obiettivo di ospitare gare e allenamenti di calibro internazionale. Nei primi mesi del 2019 infatti, La VolatA sarà teatro di due eventi internazionali imperdibili: dal 15 al 18 gennaio per il secondo anno consecutivo si svolgeranno le gare di discesa libera femminile Memorial Alberto Vendruscolo valide per la Coppa Europa, mentre a Febbraio, dal 18 al 27, le più forti promesse dello sci mondiale maschile e femminile, 500 atleti tra i 16 e i 20 anni provenienti da circa 50 nazioni, si sfideranno con prove di discesa libera, superG e combinata per contendersi il titolo di campione del mondo Junior Val di Fassa 2019.

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46.a Marcialonga di Fiemme e Fassa il 27 gennaio

Il comitato organizzatore della 46.a Marcialonga di Fiemme e Fassa, in programma il 27 gennaio prossimo da Moena a Cavalese, è impegnatissimo nel produrre la quantità di neve sufficiente per realizzare interamente lo storico tracciato di 70 km. Il presidente Angelo Corradini e i membri dello staff sembrano fiduciosi, tanto da potersi dedicare anche agli “eventi nell’evento” che come sempre coinvolgeranno amatori e campioni. Era già stata annunciata una “staffetta olimpica” che avrebbe visto partecipare quattro campioni olimpici di sport diversi, fondo, canoa, ginnastica e ciclismo, nell’ordine Cristian Zorzi, Antonio Rossi, Jury Chechi e Paolo Bettini. O almeno questa era la proposta iniziale, far percorrere ai quattro campionissimi il tracciato di 70 km passandosi il testimone, con Cristian Zorzi a partire da Moena e Jury Chechi ad arrivare a Cavalese. Ma le pressioni e i punzecchiamenti di “Zorro” hanno ‘impedito’ che ciò avvenisse, convincendo (pare) i quattro moschettieri a percorrere 70 km ciascuno: «L’unico titubante sembra essere Jury – afferma Zorro – ma un atleta coordinato come lui, che fa della forza e della spinta il proprio punto forte, non può non trovarsi bene nello sci di fondo ora che si va tutti ‘a spinta’, gli ho detto: se non ti troverai bene a spingere di braccia significa che agli anelli hai vinto per caso!», prosegue un divertito Zorzi. A gennaio – subito dopo il Tour de Ski – vi sarà un piccolo Camp di due o tre giorni in Val di Fiemme, dove l’armata olimpica prenderà confidenza con gli sci stretti, ma è quasi certo che non vi sarà nessuna staffetta, almeno secondo Zorzi, un po’ meno a detta degli altri nonostante il campione trentino affermi di averli contattati (ed avvisati). Uno dei più tenaci sembra tuttavia Paolo Bettini, impegnato nella scorsa Marcialonga Light di 45 km e rimasto quasi ‘perplesso’ dal non aver proseguito: «Fisicamente avrei potuto continuare, tecnicamente un po’ meno. La Marcialonga è un’altra sfida da mettere nel palmarès. Zorzi andava molto forte anche in bici, qui si va invece forte sul suo terreno e credo sarà una lotta impari, confidavo nelle difficoltà di Antonio ma ho saputo che ne ha fatte due in passato! Sarà battaglia aperta tra me e Jury per la medaglia di bronzo o di legno. Quest’anno parto con la convinzione di sapere cos’è una Marcialonga, ma credo che se si va sulla tattica farò bene… Conosco il percorso da Predazzo fino al Cermis perché l’avevo utilizzato per allenarmi». Anche Bettini pare ignaro delle trame tessute da Zorzi… rimanendo sorpreso quando gli viene accennato che dovrà mettersi alla prova in tutti e 70 i km del percorso, così come Antonio Rossi, che non si scompone: «Ricordo la prima Marcialonga che feci, era molto fredda e allo stesso tempo molto veloce, ma quando ho cominciato ad andare di braccia non mi ha più superato nessuno!», con il canoista ad ergersi a precursore del double poling. «La seconda – prosegue Rossi – era invece ‘al caldo’, 5 gradi circa non velocissimi, anche se di certo non puntavo ai primi dieci! La Marcialonga è sempre bellissima per il clima di festa che c’è, e il prossimo anno avrò un motivo in più per esserci vista la candidatura della Val di Fiemme per le Olimpiadi». E infine: «Dovrò fare due chiacchiere con Cristian, lui lo sa che punto al podio…». L’ultimo osso duro da convincere pare essere Jury: «Non avendo mai fatto sci di fondo in vita mia, ma solo seguito con passione, dovrò dimostrare chi ha torto e chi ragione. Ho parlato con Paolo e Antonio, è difficile, però credo che con lo spirito giusto potrò portarla in fondo e forse riusciremo a finirla tutti e quattro». Secondo il “Signore degli Anelli”, cos’è la Marcialonga per chi non la conosce? «Certamente la gara più importante nel panorama fondistico italiano; è un simbolo che rientra nella conoscenza popolare, un po’ come la Wimbledon del tennis». Ancora una volta, quel volpone di “Zorro” sembra avercela fatta.

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