Brutta storia

Quando telefonai, qualche anno fa , ad una funzionaria del comune di Bologna, responsabile del progetto sperimentale degli autobus a idrogeno, accadde una cosa curiosissima. Dopo averle spiegato che la valle di Fiemme , che lei conosceva ed apprezzava, intendeva dotarsi di quegli stessi autobus per il trasporto pubblico, per prima cosa mi chiese se ero sicuro di quanto affermavo e poi si fece una risata talmente sincera e prorompente da essere contagiosa. Dopo essersi scusata per quello sfogo aggiunse, che considerava noi trentini troppo razionali e equilibrati per poter fare una scelta così insensata e antieconomica. Il progetto di Bologna aveva evidenziato mille criticità e lei sarebbe stata ben lieta di venire a illustrarle nella nostra Valle. Di tutto ciò l’Avisio scrisse ampiamente, per primo e a lungo. Una parte di quel progetto, fatto di gallerie, circonvallazioni ed altre utopie si arenò. Una parte, uno stralcio del progetto originario relativo agli autobus a idrogeno è morto definitivamente ieri, ma non prima di aver fatto danni. A Panchià è stato chiuso il distributore ad idrogeno e gli autobus sono stati dismessi. Leggendo la notizia, questa mattina, mi è risuonata nelle orecchie la risata della funzionaria di Bologna ma, pensando ai milioni di euro gettati al vento, non me la sono sentita nemmeno di sorridere.

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