Senza categoria

Il futuro del tennis è trentino

Anche i meno appassionati dello sport della racchetta avranno avuto l’occasione di guardare una partita di tennis in televisione e apprezzare tutte quelle tecnologie digitali che aiutano la visione dell’incontro aggiungendo contenuti: parliamo ad esempio del fotogramma dell’impatto della pallina sul terreno che ci fa capire se effettivamente la pallina che viaggiava a 200 km/h era dentro o fuori, per conoscere la velocità del colpo, per sapere quante volte un giocatore tira a sinistra invece che a destra e, tra le altre cose, perfino il numero di rotazioni della palline durante la traiettoria…

Obiettivamente questo tipo di informazioni – grazie al sistema digitale che ci sta dietro – rendono molto più godibile una partita.

Le aziende che vendono hardware e software per questo tipo di servizi nel mondo si contano sulle dita di una mano. Una di queste è una startup di Trento – si chiama Eyes On Tennis (www.eyeson.tennis) – i cui soci hanno scelto il capoluogo della nostra provincia credendolo l’incubatore ideale per far crescere un business hitech di questo tipo in Italia.

“Io e il mio socio siamo veneti e qualche anno fa, per una serie di circostanze, ci siamo trovati a fare uno studio di fattibilità per un’azienda del settore della computer vision”, ci dice Stefano Marcon, il titolare di Eyes On. “Alla fine abbiamo concluso che Trento è il distretto principale in Italia per le tecnologie del nostro settore. La presenza sul territorio della Fondazione Bruno Kessler che è una eccellenza internazionale in questo ambito, è stata oltremodo fondamentale e non a caso abbiamo subito cominciato una partnership molto attiva. E si trova pure di fronte all’Università, da dove vengono tutti i nostri dipendenti, ragazzi del posto o comunque residenti che hanno studiato a Trento in passato”.

Il target – almeno per ora – è quello dei circoli dove il loro hardware e il loro sfotware vengono installati e messi a disposizione dei maestri che hanno uno strumento potentissimo per dimostrare tecnicamente ai ragazzi gli errori e le qualità del loro gioco con immagini slow motion e un’infinità di dati statistici.

“L’hardware – telecamere e sensori – sono solo un mezzo per fornire il nostro servizio e la nostra priorità non è guadagnare su questo. Anzi, noi cerchiamo dove possibile di collocarle sul mercato – cioè nei circoli – a prezzo di costo almeno in questa prima fase. Il vero valore aggiunto del nostro prodotto sta ovviamente nel servizio che diamo, quindi nella nostra capacità di raccogliere un’infinità di dati da processare per poi alla fine produrre informazioni. Noi vendiamo una sorta di abbonamento al servizio con un canone su base mensile che peraltro per il circolo ha un prezzo irrisorio. Ciò che fa la differenza, rispetto alle altre aziende nostre competitor, è che noi operiamo in real time: abbiamo infatti a bordo campo un totem con un computer e uno schermo video che è in grado di darci immediatamente qualsiasi dato noi si abbia bsogno, senza attendere il termine della partita o dell’allenamento e uploadarne il video.

Ci sono anche un paio di circoli in Trentino che sono coperti dal servizio di Eyes On Tennis. “Ovviamente, fin dall’inizio abbiamo collaborato con il Circolo Tennis Trento di Piazzale Venezia dove abbiamo potuto testare sul campo le prime release. Il secondo è il CT di Arco”.

La crescita e la grande tecnologia di Eyes On non è ovviamente passata inosservata. L’azienda trentina infatti non solo fornisce questo genere di servizi al Centro Federale di Tirrenia dove si allenano i migliori tennisti italiani delle varie categorie, ma sta già creando delle partnership con le più note scuole europee dove fanno base molti dei top player mondiali. “Probabilmente un giorno lavoreremo anche con i grandi circuiti professionistici internazionali come l’ATP per i tornei maschili e il WTA per quelli femminili che producono le dirette televisive che vengono trasmesse via satellite. Il nostro piano di business adesso prevede che si continui sulla strada dei circoli e delle scuole tennis ma abbiamo già cominciato a pensarci. Il futuro in fondo prevede che ci siano sempre più contenuti digitali durante le riprese televisive per creare engagement con lo spettatore. L’evoluzione del tennis è questa”. E passa da Trento.

Enrico Maria Corno

 

Continue reading Il futuro del tennis è trentino

Vigo, tra i borghi più belli d’Italia

Se per un istante togliessimo dalle nostre eccellenze turistiche le destinazioni principali conosciute in tutto il mondo (Milano, Roma, Venezia e Firenze su tutte), sarebbe come oscurare momentaneamente la luna: attenuata la sua luminosità, sarebbe visibile, finalmente, una distesa di stelle. L’Associazione “I Borghi più belli d’Italia” è nata proprio per dare visibilità alle “stelle” meno note del nostro territorio, che altrimenti rischierebbero di restare nascoste dalla luce dei grandi circuiti turistici.

Luoghi, paesi e villaggi meno noti e frequentati, ma pur sempre intrisi di storia, arte, cultura e tradizioni, in un patrimonio unico che esalta,con una miriade di ricchezze, la nostra italianità. Al momento sono 294 i Borghi riconosciuti come “più belli”, accreditati in base a una rigorosa certificazione che prevede diversi standard da rispettare. Tra questi, dal luglio 2017, figurava anche il comune di Vigo di Fassa, oggi formalmente conosciuto come SènJan dopo la fusione, insignito dell’ambìto riconoscimento soprattutto grazie all’autenticità delle sue frazioni: contravvenendo alla consuetudine, proprio perchè Vigo non aveva un vero centro storico di riferimento, l’attenzione cadde sulle frazioni – da San Giovanni a Tamion, passando per Val, Costa, Larcioné e Valongia che garantiscono il mantenimento delle regole architettoniche ladine come l’incantevole susseguirsi di “ciase” e “tobié” (i caratteristici fienili in legno), i tipici crocefissi agli angoli delle strade e viuzze e sentieri in cui il tempo pare essersi fermato: “un’identità rurale che va tutelata” – così si è espressa l’Associazione – accanto all’abitato di Vigo ormai declinato in chiave più turistica.

Il progetto è nato per iniziativa dell’allora sindaco di Vigo, Leopoldo Rizzi, che intuì le potenzialità legate a questo riconoscimento. «L’idea si è avviata durante il mio mandato di sindaco, tra il 2015 e il 2017», ricorda Rizzi, «quando avevo promosso anche la fusione tra Vigo e Pozza, dal momento che era evidente la ridondanza sia amministrativa sia burocratica di Comuni e Comun Generale, nell’ottica di dare unità alla Valle e un impulso imprenditoriale in campo turistico».

Venne anche disegnata una Strada dei Borghi (finanziata, ma tuttora da realizzare), che unisse idealmente le varie frazioni, illustrando e valorizzando le caratteristiche peculiari di ciascuna. E facendole anche (ri)conoscere agli ospiti. «Questo è una zona particolare», prosegue Rizzi, innestata sulle storie e sulle leggende epiche ladine, a cominciare da quella di Laurino, che evidenziano una simbiosi molto profonda con il territorio e con un tipo di abitazione che richiama – come confermano gli studi – CasaClima (un metodo di certificazione energetica degli edifici, ndr), con il basamento in pietra e la parte superiore in legno. L’adesione all’Associazione dei Borghi più belli d’Italia era pertanto un modo di sottolineare un’eccellenza antica e valorizzare chi vive e lavora oggi sul territorio».

Volendo immaginare un giro da perccorrere quest’estate, partiremmo idealmente da San Giovanni e dalla omonima Pieve con il Catinaccio e il Latemar sullo sfondo. Edificata su una più antica chiesa romanica, a sua volta sorta su una precedente cappella carolingia, è stata consacrata nel 1489 e, da allora, ha sempre rappresentato, fino agli anni Cinquanta, “la chiesa madre” della Valle, il punto di riferimento della vita contadina. Oggi incarna uno tra gli esempi più significativi del tardogotico ladino. Le fiancate laterali sono curiosamente asimmetriche, con il lato sinistro parzialmente vincolato dai quasi 70 metri di un campanile aguzzo, a doppia cella campanaria illuminata da bifore e quadrifore. L’interno è nobilitato dagli affreschi dell’altoatesino Ruprecht Potsch(1498) e dalle pitture di David Solbach (1578).

Poco distante, a Val, l’architrave di un tobià riporta intagliati i riferimenti della data di costruzione – l’anno del Signore 1606. È il fienile più antico di Vigo, e quel numero, nella sua drammatica semplicità, testimonia anni, decenni, secoli di una vita dura e umile ma pur sempre dignitosissima. «Non dobbiamo dimenticare che quello che oggi abbiamo è il frutto dei sacrifici sopportati dai nostri genitori, dai nostri nonni, dalle generazioni che ci hanno preceduto», ammonisce Rizzi. «Gente contadina che ha iniziato dal nulla e ha sempre condotto una vita semplice e povera. “Essere borgo” è anche un modo per tenere viva la memoria della nostra storia trascorsa».

Una storia che è passata anche attraverso la grande fontana con tre lavatoi di Costa, i due forni per il pane di Larcioné, la chiesetta della Trinità di Tamion del 1708 e la miriade di fienili e “fastil” (fontane, in ladino) sparpagliati ovunque. Eccola, quell’“identità rurale” che rende Vigo uno dei borghi più belli d’Italia. «Accanto alla tutela del patrimonio culturale e storico», riprende Rizzi, «il riconoscimento dell’Associazione impatta in modo positivo anche sulla crescita del turismo: la clientela dei Borghi è diversa dal turista stagionale, sia in inverno che in estate, e permette di lavorare anche in periodi dell’anno che altrimenti resterebbero meno frequentati. Essere Borgo offre la possibilità di destagionalizzare la ricezione e allungare la stagione turistica».

I vantaggi, però, non sono confinati esclusivamente sul territorio. «La certificazione ha dato prestigio alla Val di Fassa a livello nazionale», conclude Rizzi. «L’Associazione permette un riconoscimento forte sull’esterno, un’identificazione che dà autorevolezza anche all’ospite che arriva quasi fosse un sigillo di garanzia. Ma dà anche la possibilità agli artigiani dei prodotti locali di partecipare a diverse manifestazioni o fiere, attraverso gli stand dei “prodotti dei Borghi” e quindi diventa anche un’opportunità commerciale. È un nuovo scenario, oltre a quello tradizionale del turismo. E più scenari abbiamo a disposizione, meglio giochiamo la nostra partita».

Il resto del Trentino nei “Borghi”

Sono sei i paesi della provincia di Trento che oggi hanno il diritto di fare parte dell’associazione dei Borghi più belli d’Italia. Oltere a Vigo / Sèn Jan, si contano anche il paese medievale di Canale (nel comune di Tenno, quasi sul Garda, con numerosi fienili e poggioli), il villaggio fortificato di Bondone sul Chiese sul confine con la Lombardia, Mezzano, San Lorenzo in Banale e Rango, i due paesi nella ziona di Comano dove il tempo pare essersi fermato. E se, a pochi chilometri in linea d’aria da Canazei, il Veneto conta anche su Sottoguda, frazione di Rocca Pietore, in Alto Adige ci sono

Glorenza (il tipico villaggio d’epoca tirolese in fondo alla Val Venosta), Vipiteno con il suo centro storico, chiusa, Castelrotto e la vicinissima Egna.

Alberto Zampetti

 

 

Continue reading Vigo, tra i borghi più belli d’Italia

Val di Fiemme, due settimane di favole, sketch e risate

La Val di Fiemme si immerge nell’atmosfera magica del Fantabosco con folletti, fate, orchi buffi e pupazzi. Durante le “Settimane della Famiglia”, dal 23 giugno al 7 luglio 2019, prendono vita nove spettacoli e quattro passeggiate da fiaba con i personaggi televisivi più amati dai bambini, mentre tre laboratori geologici del Muse e del Museo Geologico delle Dolomiti invitano i bimbi nel Triassico.

L’ideatore delle due Settimane della Famiglia Armando Traverso, esilarante attore e conduttore di trasmissioni Rai per i Bambini, propone ai bimbi di diventare protagonisti della puntata radiofonica “Big Bang Drive” di Rai Radio Kids, in compagnia dei pupazzi Lella e Lallo, giovedì 4 luglio, alle 20.30, in piazza Italia a Cavalese e venerdì 5 luglio, alle 20.15, in piazza SS. Filippo e Giacomo a Predazzo.

Fra le star dei bambini Fata Lina e Orco Manno di Melevisione, con lo spettacolo “La paura non c’è più”, in scena giovedì 27 giugno, alle 21, in piazza Italia a Cavalese (in caso di pioggia al Palafiemme), venerdì 28 giugno, alle 21, nella tendostruttura Giardini Kennedy di Molina di Fiemme e sabato 29 giugno, alle 21, in piazza. SS. Filippo e Giacomo (in caso di pioggia al Tendone Minigolf).

Fata Lina e Orco Manno accompagnano le famiglie anche a scoprire passeggiate fiabesche verso Baita Ciamp dele Strie di Bellamonte, venerdì 28 giugno, alle 10.15, e a Malga Mayrl di Pampeago, sabato 29 giugno, alle 10.15.

Lorenzo Branchetti alias Milo Cotogno, il simpatico folletto di Melevisione, porta sul palcoscenico lo spettacolo frizzante “Amico Libro”, per scatenare meraviglia attraverso pagine avventurose, fantastiche, misteriose, ma soprattutto capaci di parlare al cuore. Branchetti aspetta le famiglie lunedì 1 luglio, alle 21, in piazza Italia (in caso di pioggia al Palafiemme) e martedì 2 luglio, alle 21, in piazza Nuova a Tesero (in caso di pioggia in Sala Bavarese). Martedì 2 luglio, alle 10.15, si passeggia con Lorenzo Bracchetti nella Foresta dei Draghi della MontagnAnimata di Predazzo.

Ascoltare una favola raccontata da Laura Carusino di Rai Yoyo, volto solare della trasmissione Albero Azzurro, è un’esperienza ipnotica. Sarà lei la protagonista dello spettacolo “Tutti in fiaba” mercoledì 3 luglio, in piazza SS. Filippo e Giacomo, alle 21, e giovedì 4 luglio, alle 21, in piazza Italia a Cavalese, dopo la performance radiofonica di Armando Traverso e i suoi pupazzi. La passeggiata da fiaba con Laura Carusino accompagna le famiglie fra i prati fioriti delle Ganzaie di Daiano, giovedì 4 luglio, alle 10.15.

“A pesca nel mare del Triassico” è il laboratorio per i bimbi a cura del Muse e del Museo Geologico delle Dolomiti in programma lunedì 24 giugno e martedì 25 giugno, alle 17, al Museo Geologico di Predazzo e mercoledì 26 luglio, alle 17, al Palafiemme di Cavalese (i laboratori sono gratuiti con prenotazione al numero 0462 241111).

INFO: ApT Val di Fiemme, info@visitfiemme.it, www.visitfiemme.it

 

GLI SPETTACOLI

GIOVEDÌ 27 GIUGNO

Spettacolo “La paura non c’è più”, con Fata Lina e Orco Manno Melevisione

ore 21.00, Cavalese, piazza Italia

In caso di maltempo al Palafiemme

 

VENERDÌ 28 GIUGNO

Spettacolo “La paura non c’è più” con Fata Lina e Orco Manno Melevisione

ore 21.00, Molina di Fiemme, Tendostruttura giardini Kennedy

Anche in caso di maltempo

 

SABATO 29 GIUGNO

Spettacolo “La paura non c’è più” con Fata Lina e Orco Manno Melevisione

ore 21.00, Predazzo, piazza SS. Filippo e Giacomo

In caso di maltempo al tendone in loc. minigolf

 

LUNEDÌ 1 LUGLIO

Spettacolo “Amico Libro” con Lorenzo Branchetti

ore 21.00, Cavalese, piazza Italia

In caso di maltempo al Palafiemme

 

MARTEDÌ 2 LUGLIO

Spettacolo “Amico Libro” con Lorenzo Branchetti

ore 21.00, Tesero, Piazza Nuova

In caso di maltempo alla Sala Bavarese

 

MERCOLEDÌ 3 LUGLIO

Spettacolo “Tutti in Fiaba” con Laura Carusino di Albero Azzurro

ore 21.00, Predazzo, Piazza SS. Filippo e Giacomo

In caso di maltempo al tendone in loc. minigolf

 

GIOVEDÌ 4 LUGLIO

Improvvisazione radiofonica per creare insieme una puntata di “Big Bang Drive” su Rai Radio Kids con Armando Traverso e i pupazzi Lella e Lallo,

ore 20.30, Cavalese, piazza Italia

A seguire Laura Carusino con “Tutti in Fiaba”, ore 21.00,

Cavalese, piazza Italia

In caso di maltempo al Palafiemme

 

VENERDÌ 5 LUGLIO

Improvvisazione radiofonica per creare insieme una puntata di “Big Bang Drive” su Rai Radio Kids con Armando Traverso e i pupazzi Lella e Lallo,

ore 20.15, Predazzo, piazza SS. Filippo e Giacomo

In caso di maltempo al tendone in località minigolf

 

 

LE PASSEGGIATE

VENERDÌ 28 GIUGNO

Passeggiata con Fata Lina e Orco Manno di Melevisione

ore 10.15, Bellamonte, Ciamp dele Strie

Ritrovo stazione a monte impianti Castellir loc. La Morea: breve passeggiata fino al Ciamp delle Strie (passeggino sconsigliato).

 

SABATO 29 GIUGNO

Passeggiata con fata Lina e Orco Manno di Melevisione

ore 10.15, Pampeago, Malga Mayrl

Ritrovo stazione a monte seggiovia Latemar: breve passeggiata fino a Malga Mayrl (passeggino sì)

 

MARTEDÌ 2 LUGLIO

Passeggiata con Lorenzo Branchetti

ore 10.15, Predazzo/Gardoné, La Foresta dei Draghi

Ritrovo stazione a monte telecabina Predazzo/Gardoné: semplice passeggiata sul sentiero la Foresta dei Draghi (passeggino sì)

 

GIOVEDÌ 4 LUGLIO

Passeggiata con Laura Carusino

ore 10.15, Daiano, Maso dello Speck

Ritrovo parcheggio località Ganzaie (passeggino sì)

 

*Tutte le passeggiate hanno un rientro libero e finiscono fra le 12.00 e le 12.30

 

 

I LABORATORI A CURA DEL MUSE

E MUSEO GEOLOGICO DELLE DOLOMITI

 

LUNEDÌ 24 GIUGNO

A pesca nel mare del Triassico!

Predazzo, Museo Geologico, ore 17.00

 

MARTEDÌ 25 GIUGNO

A pesca nel mare del Triassico!

Predazzo, Museo Geologico, ore 17.00

 

MERCOLEDÌ 26 GIUGNO

A pesca nel mare del Triassico!

Cavalese, Palafiemme, ore 17.00

 

*I laboratori sono gratuiti con prenotazione al tel. 0462 241111

 

 

Continue reading Val di Fiemme, due settimane di favole, sketch e risate

le curiose coincidenze di Angelo

E’ proprio vero, molte cose si vedono meglio da lontano. Se poi parliamo d’arte, il tempo tende ad essere galantuomo. Salvo eccezioni, l’artista, anche particolarmente valutato nell’epoca del suo massimo splendore, con il passare degli anni tende a scomparire nell’oblio, oppure, se ne ha veramente i requisiti, tende ad uscire dal mare magnum delle mode e ad imporsi, con le sue opere come capostipite.

Se, a distanza di 40/50anni, proviamo a ricalibrare i giudizi sui musicisti che hanno iniziato un percorso negli anni ’60 e’70 in Italia, ci accorgeremo che molti di loro hanno fatto exploit favolosi in quegli anni, ma ora li vediamo decisamente datati, altri, ( veramente pochi per la verità), non temono il trascorrere del tempo che tende ad accrescerne il valore.

Angelo Branduardi è tra questi ultimi. Un artista assolutamente coerente, dotato ormai di una sua discografia imponente, collaborazioni artistiche prestigiose. E’ capace di emozionare, dal vivo un pubblico plurigenerazionale sia in Italia che all’estero.

A distanza di cinquant’anni dai suoi esordi continua il suo percorso di ricerca e di crescita, fedele ad un passato che rispetta e andando verso un futuro che non tende a osteggiare.

Il suo recente concerto a Cavalese è un’ottima occasione per chiacchierare piacevolmente con lui e per fare una curiosa scoperta.                       

Conosci le valli di Fiemme e Fassa?

Certo!  io in val di Fiemme, da bambino, venivo in colonia. Facevamo le passeggiate nella foresta di Paneveggio. Me lo ricordo benissimo, ci sono venuto per alcuni anni di fila, ci è venuta anche mia sorella. Le conosco molto bene queste zone. Ora è un po’ che non ci vengo, ma ricordo in particolare Paneveggio che è una delle zone tra le più danneggiate dalla tempesta dello scorso autunno.

E’ anche questo, immagino, che ti ha creato una particolare empatia sull’evento traumatico di novembre.

Certo, i violini si costruiscono con la tavola armonica. La più bella è quella di Fiemme. Altrettanto buona è quella prodotta nel nord Tirolo con il violino Steiner, che è poi quello che suono io.

Ho ricevuto, di recente un comunicato che informa, attraverso la Federereste, che 2,5 tonnellate di tavole pregiate di legno di risonanza saranno affidate alla scuola Internazionale di Liuteria “Antonio Stradivari” di Cremona, per la creazione di violini, viole, violoncelli e contrabbassi. Una buona notizia.

Una bella notizia. Loro hanno sempre fatto gli strumenti con quelle tavole.

Tu sai che una tempesta così virulenta non si ricorda si sia mai verificata. E’ un fatto episodico secondo te?

Questo fa parte di tutto quel ciclo di cambiamenti ai quali mi sa, dovremo abituarci.

Siamo in una fase dell’umanità particolarmente disarmonico. Cosa potremmo fare, ( sempre che sia ancora possibile), per ritrovare un migliore sintonia tra uomo e natura?

Io ci ho fatto un progetto, un disco. La strada è quella che insegnava S. Francesco. Lui nel cantico di Frate Sole, vuole in realtà dire che c’è una specie di canto concentrico tra il creato e il creatore. Nel momento in cui questo canto concentrico viene spezzato, succede Paneveggio.

Per cui bisognerebbe, tornare all’armonia. Lo sforzo dovrebbe essere in questa direzione anche se io non sono in grado di indicare tecnicamente le azioni da portare avanti. Certo, se poi Trump rinuncia agli accordi firmati due anni prima per calmierare gli effetti distruttivi che provochiamo sulla natura, accordi che forse possono, in ultima istanza salvare la terra e sceglie di fare muri e vendere armi, lasciamo pure il pianeta nelle sue mani.

Alcuni anni fa ho visto un tuo concerto a Berlino. Moltissimi i tedeschi, che certamente non capivano i testi delle tue canzoni, ma che vivevano, con empatia e partecipazione, lo spettacolo.

La musica e il modo di porla può supplire alla mancanza di comprensione dei testi?

Me lo sono chiesto anche io molte volte. Noi facciamo proprio delle ricerche di marketing per capire perché gli italiani sono sempre meno presenti ai concerti in Germania ed i tedeschi sempre di più. Non capire il testo è certamente un grande limite ma ho visto stranieri con le lacrime agli occhi nell’ascoltare alcune mie storie che non erano in grado di capire. Probabilmente è talmente forte l’empatia e la concentrazione da parte nostra, che riusciamo a far passare il senso della canzone. Penso che questa sia l’unica spiegazione che si possa dare.

Sei nel pieno della tua maturità artistica. In un periodo storico in cui predomina la tecnologia, c’è una nostalgia per gli anni ’60 e ’70.

Certo che c’è. E’ visibile. Anche ai miei concerto c’è un pubblico trasversale. Ci sono ragazzi di 18/20 anni. C’è in ritorno del progressive perché li si suonava veramente; che poi bello o brutto che fosse,( forse a volte si suonava troppo), però, caspita, si suonava bene. La tecnologia ci serve ma la falsa democrazia della musica con il computer è una grande sciocchezza. Uno si mette li, scrive la prima cosa che ritiene possa funzionare e per 1.000 euro realizza un prodotto che mette nel mercato sottostante. Così questo enorme fiume di internet che contiene molti liquami, se ne va verso il mare, portando con se cose belle e cose brutte. Quelle brutte rimangono mentre scompaiono quelle poche di pregio.

La massificazione della musica non aiuta la qualità.

E io ne sono contento perché essendo un artista di nicchia ed avendo tante nicchie faccio 1+1+1 arrivando ad un numero di ascoltatori che supera molti altri artisti mainstream. Io sono, come disse una volta Mangiarotti, come un asino, con un gusto preciso che si ama oppure si odia. Ed è giusto sia così, perché ci sono sempre state le dualità, le contrapposizioni dei gusti, basti pensare alla contrapposizioni tra Vivaldi e Bach ma potrei citarne una infinità. Non esiste l’artista per tutte le stagioni. Chi piace un po’ a tutti non è un’artista.

Ho letto che i tuoi punti di riferimento negli anni 60/70 sono stati Cat Stevens e Donovan. Oggi, la cosa ti fa sorridere?

No, no, per niente. Continuano ad essere i miei modelli. Quando sono usciti gli ultimi tre dischi di Cat Stevens li ho comperati immediatamente. Con il primo ho goduto come un pazzo, il secondo ho trovato che fosse brutto ed il terzo mi è sembrato che abbia un sound un suono troppo rock, estraneo all’artista e mi ha lasciato perplesso. Per Donovan il discorso è diverso. Un artista straordinario che non è riuscito a risorgere. Io devo a loro due la mia carriera. Senza di loro io non avrei intrapreso la strada che mi ha portato ad essere quello che sono.

Ti dirò, li copiavo spudoratamente.

Però, con una cifra stilistica decisamente diversa.

Certamente ! La musica è una visione che certe persone hanno e sulla quale visione bisogna lavorare, e molto studiare come dice Ennio Morricone, ma è una visione che non è definibile. E’ una visione che viene data in dono.

Il passato, la tradizione, le radici. A questi concetti sei molto legato. E’ dibattito di questi giorni l’ipotesi di sostituire nelle scuole il latino con lo studio degli algoritmi  e il nuovo alfabeto digitale. Cosa ne pensi?

E’ inutile resistere al vento. Come dice il Tao, lasciati portare dal vento cercando di scegliere, altrimenti verrai stroncato.

Guido Brigadoi 

Continue reading le curiose coincidenze di Angelo

46.a Marcialonga di Fiemme e Fassa il 27 gennaio

Il comitato organizzatore della 46.a Marcialonga di Fiemme e Fassa, in programma il 27 gennaio prossimo da Moena a Cavalese, è impegnatissimo nel produrre la quantità di neve sufficiente per realizzare interamente lo storico tracciato di 70 km. Il presidente Angelo Corradini e i membri dello staff sembrano fiduciosi, tanto da potersi dedicare anche agli “eventi nell’evento” che come sempre coinvolgeranno amatori e campioni. Era già stata annunciata una “staffetta olimpica” che avrebbe visto partecipare quattro campioni olimpici di sport diversi, fondo, canoa, ginnastica e ciclismo, nell’ordine Cristian Zorzi, Antonio Rossi, Jury Chechi e Paolo Bettini. O almeno questa era la proposta iniziale, far percorrere ai quattro campionissimi il tracciato di 70 km passandosi il testimone, con Cristian Zorzi a partire da Moena e Jury Chechi ad arrivare a Cavalese. Ma le pressioni e i punzecchiamenti di “Zorro” hanno ‘impedito’ che ciò avvenisse, convincendo (pare) i quattro moschettieri a percorrere 70 km ciascuno: «L’unico titubante sembra essere Jury – afferma Zorro – ma un atleta coordinato come lui, che fa della forza e della spinta il proprio punto forte, non può non trovarsi bene nello sci di fondo ora che si va tutti ‘a spinta’, gli ho detto: se non ti troverai bene a spingere di braccia significa che agli anelli hai vinto per caso!», prosegue un divertito Zorzi. A gennaio – subito dopo il Tour de Ski – vi sarà un piccolo Camp di due o tre giorni in Val di Fiemme, dove l’armata olimpica prenderà confidenza con gli sci stretti, ma è quasi certo che non vi sarà nessuna staffetta, almeno secondo Zorzi, un po’ meno a detta degli altri nonostante il campione trentino affermi di averli contattati (ed avvisati). Uno dei più tenaci sembra tuttavia Paolo Bettini, impegnato nella scorsa Marcialonga Light di 45 km e rimasto quasi ‘perplesso’ dal non aver proseguito: «Fisicamente avrei potuto continuare, tecnicamente un po’ meno. La Marcialonga è un’altra sfida da mettere nel palmarès. Zorzi andava molto forte anche in bici, qui si va invece forte sul suo terreno e credo sarà una lotta impari, confidavo nelle difficoltà di Antonio ma ho saputo che ne ha fatte due in passato! Sarà battaglia aperta tra me e Jury per la medaglia di bronzo o di legno. Quest’anno parto con la convinzione di sapere cos’è una Marcialonga, ma credo che se si va sulla tattica farò bene… Conosco il percorso da Predazzo fino al Cermis perché l’avevo utilizzato per allenarmi». Anche Bettini pare ignaro delle trame tessute da Zorzi… rimanendo sorpreso quando gli viene accennato che dovrà mettersi alla prova in tutti e 70 i km del percorso, così come Antonio Rossi, che non si scompone: «Ricordo la prima Marcialonga che feci, era molto fredda e allo stesso tempo molto veloce, ma quando ho cominciato ad andare di braccia non mi ha più superato nessuno!», con il canoista ad ergersi a precursore del double poling. «La seconda – prosegue Rossi – era invece ‘al caldo’, 5 gradi circa non velocissimi, anche se di certo non puntavo ai primi dieci! La Marcialonga è sempre bellissima per il clima di festa che c’è, e il prossimo anno avrò un motivo in più per esserci vista la candidatura della Val di Fiemme per le Olimpiadi». E infine: «Dovrò fare due chiacchiere con Cristian, lui lo sa che punto al podio…». L’ultimo osso duro da convincere pare essere Jury: «Non avendo mai fatto sci di fondo in vita mia, ma solo seguito con passione, dovrò dimostrare chi ha torto e chi ragione. Ho parlato con Paolo e Antonio, è difficile, però credo che con lo spirito giusto potrò portarla in fondo e forse riusciremo a finirla tutti e quattro». Secondo il “Signore degli Anelli”, cos’è la Marcialonga per chi non la conosce? «Certamente la gara più importante nel panorama fondistico italiano; è un simbolo che rientra nella conoscenza popolare, un po’ come la Wimbledon del tennis». Ancora una volta, quel volpone di “Zorro” sembra avercela fatta.

Continue reading 46.a Marcialonga di Fiemme e Fassa il 27 gennaio

Haute Route Dolomites, dal 21 al 23 settembre a Predazzo

Tre tappe, 265 chilometri totali per 8.600 metri di dislivello: questa è la Haute Route Dolomites, che dal 21 al 23 settembre richiamerà a Predazzo concorrenti da tutto il mondo, pronti ad affrontare sulle due ruote alcune delle salite più impegnative – e allo stesso tempo paesaggisticamente più emozionanti – delle Dolomiti. Questa nuova ciclosportiva amatoriale è organizzata da OC Sport e ha ottenuto l’appoggio dell’Apt di Fiemme e dell’amministrazione comunale di Predazzo, che ha colto l’occasione per promuovere il proprio territorio da un punto di vista turistico, sportivo e anche culturale, visto che per i partecipanti questa tre giorni sui pedali offre anche la possibilità di conoscere i prodotti tipici locali. La Giunta ha voluto coinvolgere alcune associazioni del paese, come la ASD Dolomitica Nuoto e il Fiemme Fassa Volley, che daranno una mano nell’allestimento dei ristori, e la Marcialonga, che metterà a disposizione alcuni dei suoi esperti volontari e contribuirà nella promozione dell’evento.

Predazzo sarà punto di partenza di tutte e tre le tappe: venerdì 21 settembre il percorso prevede l’arrivo al Passo Sella, dopo le salite ai passi Lavazè, Nigra e Pinei; sabato ascese al Valles, forcella Aurine, passi Cereda e Rolle e ritorno a Predazzo; domenica cronoscalata all’Alpe di Pampeago. La fatica dei concorrenti (animati dal motto “corri come un professionista”) verrà sicuramente ripagata dalla bellezza del paesaggio e dell’emozione di ripercorrere salite che hanno fatto la storia del ciclismo italiano, oltre che dall’ospitalità e dalla professionalità che contraddistinguono il volontariato locale.

Continue reading Haute Route Dolomites, dal 21 al 23 settembre a Predazzo

Chi vincerà il Campiello secondo noi?

Chi si aggiudicherà la 56° edizione del Premio Campiello? Lo sapremo la sera di sabato 15 settembre. Ma la stessa sera a Predazzo, a 14 anni dall’ultima edizione, si terrà, nell’aula magna del municipio, una serata “parallela” per proclamare il vincitore del “Campiello secondo noi”, il gioco letterario, un po’ “parassita” che ha caratterizzato per un decennio l’estate culturale predazzana e che quest’anno ha coinvolto una cinquantina di lettori valligiani e turisti, che hanno scelto di leggere la cinquina del Premio Campiello e votare il libro preferito. A differenza di 14 anni fa la serata coincide con quella veneziana per evitare ogni sorta di problemi con il Premio Campiello. Del resto – come spiegano i promotori – lo scopo è solo quello di promuovere la lettura con un gioco che coinvolge, incuriosisce, crea occasione di confronto, di scambi di opinioni, senza interferenze con il prestigioso Premio Campiello. La serata, che prenderà il via alle 20.45 inizierà con la presentazione dei 5 libri finalisti da parte del gruppo di lettura “Golosi di libri” che ha collaborato alla manifestazione, partecipando anche alla giuria, e una presentazione che ripercorrerà, attraverso foto e i titoli dei giornali, i 10 anni di una manifestazione che nelle ultime edizioni aveva occupato anche le pagine della stampa nazionale. Ci sarà quindi lo spoglio delle schede e la proclamazione del “nostro” vincitore. La serata sarà allietata dagli intermezzi musicali del duo, sax e contrabbasso, Enrico e Roberto Dellantonio. Sarà un’occasione per ripercorrere con un po’ di nostalgia quel decennio 1996-2005, interrotto dalla polemica avviata da Alberto Bevilacqua (che a causa dei “kamikaze” di Predazzo, come li aveva definiti lo scrittore parmense, non partecipò alla serata veneziana) e dalla diffida del Premio Campiello che aveva causato l’interruzione della manifestazione. La ragione per cui è stata riproposta, seppur con qualche aggiustamento, sarà illustrata dagli organizzatori nel corso della serata che sarà comunque un’opportunità per scambiare opinioni e ritrovarsi fra vecchi e nuovi lettori.

La festa si concluderà con un rinfresco preparato dal gruppo di lettura “Golosi di libri” che per l’estate ha scelto di partecipare alla manifestazione leggendo i 5 libri del premio veneziano. Chi vorrà, se sarà possibile, si potrà fermare per seguire la manifestazione veneziana in TV e confrontare il risultato di Predazzo con quello del Campiello “vero”. Tutta la popolazione è invitata. La partecipazione è libera, gratuita e gradita. L’appuntamento è per le ore 20.45 aula magna municipio di Predazzo.

Questa la cinquina:

La ragazza con la Leica (Guanda) di Helena Janeczek

La Galassia dei dementi (La Nave di Teseo) di Ermanno Cavazzoni

Mio padre la rivoluzione (Minimum Fax) di Davide Orecchio

Le vite potenziali (Mondadori) di Francesco Targhetta

Le assaggiatrici (Feltrinelli) di Rosella Postorino

Continue reading Chi vincerà il Campiello secondo noi?

Gabriele  Biancardi a Cavalese

Venerdì 24 agosto alle 21.00 al PalaFiemme di Cavalese i Punto Gezz porteranno in scena “Diversi da chi?”, spettacolo teatral-musicale scritto da Gabriele Biancardi, nota voce radiofonica trentina. “Ho voluto raccontare come si vive quando agli occhi degli altri si è “diversi”. Da una parte una donna con problemi di peso, dall’altra un ragazzo gay. In mezzo i Punto Gezz che attraverso le parole di note canzoni, suonate dal vivo, legano storie ed emozioni. Il testo non vuole insegnare niente a nessuno: è solo un modo per proporre un punto di vista differente”, spiega lo stesso Biancardi. Al progetto hanno collaborato anche Laura Novembre (regia), Anna Dalla Fontana e Laurent Gjeci (attori) e Sara Trucchi (performer).

L’evento è organizzato dal Comune di Cavalese, con il patrocinio della Comunità Territoriale della Val di Fiemme. Il biglietto di ingresso (10 euro) è acquistabile in prevendita sul circuito “Primi alla prima”, online e agli sportelli delle Casse Rurali, o direttamente la sera dello spettacolo alle casse del PalaFiemme.

Un modo per riflettere su un tema attuale vedendolo attraverso gli occhi di chi viene giudicato diverso, per non dimenticare (citando lo spettacolo) che “quando perdiamo il diritto di essere differenti, perdiamo il privilegio di essere liberi”.

Continue reading Gabriele Biancardi a Cavalese

Il 15 e 16 settembre la seconda edizione della Fiemme Rollerski Cup
Rollski und Trailrunning im Val di Fiemme

A grande richiesta torna lo skiroll in Val di Fiemme. La Valle è  pronta ad ospitare a Ziano di Fiemme gli atleti alla Fiemme Rollerski Cup del 15 e 16 settembre.

Una seconda edizione prestigiosa, che si aggiunge agli altri importanti eventi di skiroll disputatisi in terra fiemmese come la Coppa del Mondo 2014 e i Mondiali 2015, eleggendo la bella vallata trentina come la principale candidata ad ospitare l’allenamento dei fondisti prima che questi ritornino ad infiammare le nevi del Cermis in occasione del prossimo Tour de Ski, amatori e skirollisti di Coppa del Mondo FIS.

La Val di Fiemme sarà più che mai “finale” sia per quanto riguarda la Coppa del Mondo, ed anche per quanto riguarda l’ambito circuito Guide World Classic Tour, con la tappa fiemmese ultima in calendario. Il challenge scandinavo si è aperto alla Olaf Skoglunds Minneløp, proseguendo poi al Blink Classics prima di prepararsi ad affrontare la Alliansloppet a fine agosto e dirigersi infine in Trentino per la Fiemme Rollerski Cup settembrina. In testa alle classifiche generali ci sono ora Anders Moelmen Hoest davanti al campione delle lunghe distanze plurivicintore della Marcialonga Tord Asle Gjerdalen, a Morten Eide Pedersen, sempre in condizioni ottimali in estate, e al russo Alexander Bolshunov.

Tra le donne conduce Astrid Oyre Slind su Kari Vikhagen Gjeitnes, mentre in quarta posizione ecco la leggendaria polacca Justyna Kowalczyk, vincitrice della scorsa edizione della Fiemme Rollerski Cup.

L’evento è tuttavia rivolto principalmente agli amatori, i quali potranno godere di sfide uniche proprio in compagnia di questi grandi campioni, percorrendo in parte il tracciato Marcialonga e chiudendo sull’Alpe che ha fatto e farà la storia del Tour de Ski, il Cermis.

La Val di Fiemme è anche occasione di soggiorno dopo le fatiche sportive, gli amatori potranno così sfoderare gli skiroll e gustarsi i meravigliosi scenari circostanti, incantevoli anche senza “suggestioni innevate”. Domenica 16 settembre gli amatori partiranno giusto qualche minuto dopo i fuoriclasse, competendo nei percorsi di 20 km (short distance) o 50 km (Iong distance), magari coltivando il sogno di raggiungerli!

Per info ed iscrizioni: www.fiemmerollerskicup.it.

Continue reading Il 15 e 16 settembre la seconda edizione della Fiemme Rollerski Cup

L’orienteering nazionale sarà a Lavazè

A primavera l’orienteering italiano avrà gli occhi puntati sull’altipiano di Lavazè, dove il 19 e il 20 maggio si disputeranno i Campionati Italiani Middle e Staffetta. Armati della mappa dettagliata dei sentieri e delle zone intorno al centro del fondo diLavazè, circa un migliaio di atleti sfideranno i cronometri alla ricerca dei punti di controllo, le cosiddette “lanterne”. L’orienteering è uno sport per chi ama la natura e non disdegna l’avventura, che richiede buone capacità di leggere una cartina topografica e tanta voglia di “sporcarsi le mani”. L’altipiano di Lavazè è una località molto amata dagli orientisti italiani e transalpini, con i suoi boschi di cirmolo, il massiccio del Latemar le montagne dell’Alto Adige a fare da sfondo, si rivela un terreno impegnativo persino per i più allenati. Si prospetta un week end scenografico e ricco di emozioni sia per chi è alla caccia di un titolo italiano, sia per i principianti, che avranno la possibilità di avvicinarsi a questo sport peculiare grazie a percorsi semplificati. Sarà una buona occasione anche per chi non lo avesse mai provato per capire come funziona e divertirsi alla ricerca delle bandiere bianche e rosse nascoste lungo i sentieri. Grazie ai contributi della Provincia Autonoma di Trento, del Bim e dell’amministrazione comunale di Varena la zona è stata recentemente rilevata da un tecnico competente e la cartina di gara sarà aggiornatissima e particolareggiata. Il comitato organizzativo vede collaborare fianco a fianco ben tre società sportive della Val di Fiemme: u.s. Lavazè di Varena, G.s. Castello di Fiemme e u.s. La Rocca Daiano e tanti volontari. L’evento è aperto a tutti (sono attesi anche atleti dalla Svizzera e dall’Austria!). Le iscrizioni verranno aperte a fine aprile e potranno essere fatte tramite il sito dell’orienteering italiano (www.fiso.it), sia dal sito dell’evento (lavazeorienteering2018.strikingly.com).

Stefania Monsorno

Continue reading L’orienteering nazionale sarà a Lavazè