Dottori… via web

Il giorno della laurea lo avevano pensato diversamente. La tensione nei corridoi dell’ateneo prima della discussione, gli sguardi commossi di genitori e nonni, gli scherzi goliardici degli amici, il brindisi liberatorio al grido di “Dottore, dottore…”. Per i laureati della primavera 2020 niente di tutto questo è stato possibile.

Il 1° aprile Giulia Smaniotto ha chiuso il suo percorso triennale alla facoltà di Scienze della formazione nelle organizzazioni, corso in Scienze e tecniche psicologiche, di Verona con il massimo dei voti e la lode. Eppure le rimane l’amaro in bocca per tutto ciò che non è stato: “Se mi avessero proposto di rimandare, l’avrei fatto. Era troppa la delusione per non aver potuto condividere una tappa tanto importante della mia vita con le persone a cui voglio bene. Volevo mostrare ai miei parenti la facoltà dove ho studiato, volevo vivere con loro l’attesa e la soddisfazione dopo anni di impegno, volevo festeggiare con i miei amici; invece sono stata privata di tutto questo”. La discussione della tesi, Giulia l’ha fatta, vestita di tutto punto, nella taverna di casa, da sola, connessa con la commissione via Zoom: “L’emozione è stata senza dubbio ridotta, rispetto a una discussione dal vivo”, commenta ancora amareggiata.

Il 30 marzo anche Valentina Giacomelli è diventata dottoressa: per lei laurea magistrale in Editoria e giornalismo alla facoltà di Verona: una discussione via Skype, che ha affrontato con i pantaloni del pigiama e le ciabatte, ma elegantemente vestita nella parte superiore del corpo. “Hanno dovuto proclamarmi due volte perché la prima volta non avevano connesso la commissione”, racconta divertita. Oggi è contenta di aver concluso il percorso di studi, ma anche lei ad un certo punto sarebbe stata disposta a posticipare per poter laurearsi “dal vivo”: “Mi è mancato il riconoscimento pubblico e ufficiale di questo traguardo. Dopo tanta fatica e impegno (ho studiato e lavorato contemporaneamente) è stato un po’ triste chiudere tutto con una chiamata via internet. Almeno però avevo vicino la mia famiglia”.

Carla Vargiu si è laureata in Economia e Management del settore pubblico il 19 marzo, poco più di una settimana dopo il lock-down italiano. “Nei giorni precedenti la data fissata, ero molto tesa perché non si sapeva ancora se saremmo riusciti a laurearci o se avremmo dovuto rimandare. Quando è arrivata la conferma della possibilità di discutere on-line, ho tirato un sospiro di sollievo, seppur amaro”. Dopo una prova tecnica, Carla si è quindi collegata all’ora prefissata con la commissione di laurea: “Mi sono recata, con tanto di certificazione, a casa di una mia zia che ha una buona connessione internet, da lì ho discusso. Ero sola in una stanza, ma sapevo che i miei parenti e i miei amici mi stavano ascoltando a distanza: l’università di Bolzano ha infatti aperto anche al pubblico le sessioni di laurea on-line, così da permettere ad altri di condividere quel momento tanto importante. Potrei quasi dire che il distanziamento sociale imposto a livello nazionale ha permesso di collegarsi a tante persone che non sarebbero riuscite ad essere con me fisicamente quel giorno”. Non c’è però collegamento internet che non riservi qualche sorpresa: “Uno dei miei amici ha dimenticato di togliere l’audio al microfono, così mentre esponevo la mia tesi, sentivo il suo macina chicchi di caffè in azione e avevo il timore che il rumore coprisse la mia voce”, racconta divertita. E siccome le piace trovare il bello in ogni cosa, conclude: “Ai miei nipoti potrò raccontare che sono stata una delle prime a laurearmi in digitale!”.

Monica Gabrielli

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