Chi esporta la Val di Fassa a Parigi?

Essere se stessi richiede coraggio e nessuno più di Samuel e Francesca, titolari del ristorante trentino “Ciasa Mia” nella capitale francese, sa quanto possa essere difficile la sfida di proporre al mondo intero la propria identità e le proprie radici.

Ci vuole coraggio per portare un angolo della Val di Fassa nel Quartiere Latino della capitale francese. Non un posto qualunque. Tuttavia, malgrado gli ostacoli iniziali, la forza della tradizione ha avuto la meglio su diffidenza e pregiudizi d’oltralpe.

Un ristorante in centro: un percorso graduale

L’avventura di Francesca e Samuel, oggi rispettivamente responsabile di sala e chef del Ciasa Mia, comincia nel 2006 quando la coppia decide di trasferirsi a Parigi per provare un’esperienza nella ristorazione. Quattro anni di servizio come lavoratori dipendenti fino a quando arriva il momento di imbarcarsi nell’avventura ben più complessa di aprire un ristorante in prima persona, con il proprio menu e le proprie peculiarità. Così, nel maggio del 2009 è nato il Ciasa Mia. Da lì all’idea di proporre solo ed esclusivamente piatti della cucina regionale trentina, però, il passo è lungo. È Francesca a spiegare: “Inizialmente, siamo andati per gradi. Abbiamo sempre coltivato la passione per le nostre origini e non possiamo negare che fin dall’inizio ci sia stato l’obiettivo di proporre anche e soprattutto i piatti tipici della nostra tradizione. Al principio abbiamo scelto di essere cauti e di non proporci con un menu troppo audace: il nostro ristorante, pur trovandosi nel centro della capitale francese, è collocato in una via piuttosto nascosta e non di passaggio, per questo al momento dell’apertura abbiamo deciso di attrarre i nostri clienti con i piatti forti della tradizione mediterranea, come ad esempio i primi classici come la carbonara e l’amatriciana e solo con il tempo abbiamo fatto un grande salto verso una cucina interamente regionale. Insomma, siamo trentini, ci chiamiamo Ciasa Mia, la nostra identità è molto forte, perché non proporci per quello che siamo? E una volta raccolto il coraggio, abbiamo scoperto che le nostri radici sono proprio la carta vincente”. Anche la location, peraltro, contribuisce a catapultare gli avventori in uno scenario dolomitico, grazie alle travi a vista ed allo spazio raccolto che danno l’impressione di trovarsi in un accogliente chalet di legno. Una ragione in più per proporre un menu fortemente identitario e assolutamente originale per i francesi.

Le critiche sono tutte Made in Italy

Chi compone la clientela del ristorante Ciasa Mia? Ma soprattutto, chi apprezza maggiormente questo genere culinario? “Il 70% dei nostri clienti sono francesi, parigini e non, e sono sicuramente coloro che apprezzano di più il nostro menu” specifica subito Francesca. “Vanno pazzi per i piatti a base di selvaggina, come il filetto di capriolo al ginepro. Oppure gli spatzle con speck e finferli. Parliamo di intenditori, esperti conoscitori di vini, ma soprattutto di innamorati dell’Italia, capaci di apprezzare l’identità di ogni singola regione. Spesso sono estimatori della nostra cucina perché l’hanno provata in prima persona proprio sulle Dolomiti dove si sono recati in vacanza e amano l’idea di ritrovare questi sapori anche nel centro della capitale francese”. Chiaramente, parliamo di un ristorante che, data la sua collocazione, accoglie anche moltissimi turisti e, tra quelli che rimangono più soddisfatti dalla cucina trentina, si contano gli avventori nordici, soprattutto svedesi e norvegesi che amano specialmente le affumicature che ricordano alcuni dei sapori presenti in molte ricette scandinave. E gli italiani? “Con gli avventori italiani abbiamo un rapporto di amore e odio. Le opzioni sono due: o rimangono incantati dalla nostra cucina oppure si lasciano andare ad aspre critiche e non esistono vie di mezzo. Tutto ciò è al contempo triste e curioso. Tuttavia, in generale possiamo dire che i turisti italiani si complimentano spesso con noi per via della nostra originalità: possiamo vantare di essere gli unici in tutta Parigi con un menu di specialità regionali trentine e questa proposta meno commerciale viene molto apprezzata dai nostri conterranei. A criticarci sono soprattutto gli italiani che risiedono stabilmente a Parigi che sentono nostalgia dei sapori di casa: quando entrano dalla porta, trovano che il ristorante non sia rappresentativo della cucina italiana”.

Piatti parigini ma nati sulle Dolomiti

Il menu del ristorante Ciasa Mia è decisamente differenziato, anche perché tende a cambiare a seconda delle stagioni. Periodicamente, Samuel e Francesca inseriscono nella loro carta piatti nuovi in funzione dei prodotti più freschi. La maggior parte delle materie prime proviene direttamente dalle Dolomiti. Tra i prodotti tipici si contano il caffé di Anterivo e i formaggi provenienti da un affinatore del Sudtirolo. Talvolta, anche alcune spezie, come ginepro e cumino vengono acquistati nella nostra provincia. Persino il fieno che viene utilizzato d per le affumicature viene spedito direttamente dall’Alto Adige.

Quante volte l’anno riuscite a tornare a casa? “Abbiamo occasione di tornare solo un paio di volte l’anno, abbastanza però per tenere vivoi il ricordo delle ricette e l’attenzione sui sapori delle nostre valli che poi ci è utile riproporre nel menu del nostro ristorante”.

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