Giovanni Ticcò: «Voglio onorare il nonno olimpionico»

Dopo tanti sacrifici, tra scuola e allenamenti quotidiani, Giovanni Ticcò, 19 anni di Moena, “si gode” la prima stagione da atleta della nazionale di sci di fondo, sfoggiando pure i colori della Val di Fassa: «Quest’estate mi sono diplomato al liceo scientifico di Cavalese – racconta Giovanni – e, per ora, ho scelto di non proseguire gli studi. Proprio perché fino all’anno scorso ho faticato a portare avanti, di pari passo, scuola e attività agonistica, adesso che sono entrato sia nel gruppo delle Fiamme Oro sia nella nazionale under 20, ho scelto di concentrarmi sullo sport per ottenere i migliori risultati possibili».

Cresciuto come fondista nell’Unione Sportiva Monti Pallidi, Giovanni Ticcò la scorsa stagione invernale, pur partendo dal gruppo di interesse nazionale, si è messo in luce in diverse gare tanto da guadagnarsi la convocazione al Mondiale Juniores di Lahti. In quell’occasione ha chiuso con un onorevole 18° posto la 10km skating, conquistando il suo miglior risultato. Non ha uno stile preferito, si sente più forte nel pattinaggio ma è un atleta giovane, in crescita e decisamente motivato. «Quando sono sulla neve devo far bene non solo per me ma anche per mio nonno, il fondista Ottavio Compagnoni che è stato per tre volte alle Olimpiadi a Oslo nel 1952, a Cortina nel 1956 e Squaw Valley nel 1960». Confrontarsi con i risultati del nonno in una sorta di sfida casalinga dà una grande carica a Giovanni Ticcò che si dice soddisfatto degli allenamenti con la Nazionale. «Sono contento di quanto sto facendo. L’ambiente della squadra azzurra è stimolante e l’obiettivo è fare bene fin dalle prime gare che sono sempre un test importante per verificare la condizione». Anche se ha cominciato a girare parecchio, dalla Val Formazza in Piemonte a Livigno dove ha vissuto il primo ritiro con gli atleti della Polizia, la sua pista preferita per gli allenamenti è quella del Centro del Fondo di Alochet, sul San Pellegrino, a pochi chilometri da casa. «Ci sono un panorama spettacolare e tanto silenzio. Spero che questo centro venga potenziato per diventare attrattivo non solo per gli appassionati ma anche per gli atleti. Chissà che in futuro non possa capitare di allenarmi lì con la nazionale».

Tra tanta preparazione, attenzione alla dieta – anche se Giovanni dice di essere fortunato perché il suo piatto preferito è la pasta che quindi non lo obbliga a grandi rinunce alimentari – e orari severi, il moenese trascorre il tempo libero con la sua ragazza e con gli amici anche se ora le occasioni scarseggiano perché si fanno pressanti gli appuntamenti agonistici: «In programma ci sono le competizioni dell’Alpen Cup, la nostra Coppa Europa, e poi spero di gareggiare ai Campionati italiani e soprattutto ai Mondiali Junior di Oberwiesenthal, a fine febbraio».

Elisa Salvi

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