Il caseificio Val di Fiemme – Cavalese lancia il primo formaggio senza lattosio

Nella storia del caseificio Val di Fiemme c’è tutta la tenacia, il sacrificio e la voglia di superare le crisi dei propri soci. Saverio Trettel, il presidente, l’ha rimarcato più volte nel suo intervento per la cerimonia dei cinquant’anni. Tradizione e innovazione, e anche coraggio di continuare ad investire anche quando i tempi non sembrano i più adatti. Il risultato è che oggi la struttura di Carano, alle porte di Cavalese, è moderna capace di reggere con flessibilità alle tante richieste dei mercati.

“Siamo proiettati – ha affermato Trettel – al futuro e all’innovazione, rimanendo però sempre coerenti con la nostra identità di allevatori di montagna e convinti dell’importanza di continuare ad alimentare il nostro bestiame in modo naturale e controllato, mantenendo la massima tradizionalità in tutte le fasi produttive”.

Sulla capacità di trasformare il latte in buoni formaggi il merito va allo staff tecnico coordinato dal casaro Paolo Campi, attento alla tradizione e alla cura artigianale dei prodotti, rigoroso sulla qualità e con un occhio sempre vigile sul “mercato”.

L’ultima creazione, presentata proprio stamani, si chiama “Buon Per Te”, il primo formaggio senza lattosio, una caciotta di circa 800 grammi, con una breve stagionatura di 15-20 giorni, a pasta chiara e morbida, dal sapore dolce e aromatico.

Un primo assaggio, durante la festa, è stato curato dallo chef stellato Alessandro Gilmozzi in veri e propri show cooking che hanno dato origine a creazioni d’arte culinaria d’altissimo livello sulla base dei formaggi trentini della Val di Fiemme, vere e proprie eccellenze ricavate da genuine materie prime che ben esprimono la tipicità del territorio.

Un caseificio che ha sempre potuto contare sul sostegno della comunità della val di Fiemme. Significativa la presenza oggi dello scario Giacomo Boninsegna, il quale ha ricordato l’impegno della Magnifica nel progetto per la valorizzazione dei pascoli, e del presidente della comunità territoriale Giovanni Zanon.

Molto folta anche la presenza della cooperazione trentina, attraverso i vicepresidenti della Federazione Paola Dal Sasso (anche presidente di Famiglia cooperativa) e Luca Rigotti (in rappresentanza del presidente Fezzi), il consigliere Marco Misconel e il direttore Carlo Dellasega, ed altri esponenti di spicco della cooperazione in valle di Fiemme.

La giunta provinciale è stata rappresentata da tre assessori, Tiziano Mellarini, alla cooperazione, Michele Dallapiccola all’agricoltura e Mauro Gilmozzi all’ambiente. Già sindaco di Cavalese, Gilmozzi ha ricordato anche i momenti di difficoltà del caseificio, superati con “intelligenza, coraggio ed eccellenza nella qualità dai soci rimasti uniti”.

Oggi il caseificio Val di Fiemme – Cavalese conta 93 soci e 16 dipendenti, che consentono alla struttura di essere operativa 365 giorni l’anno. Un impegno quotidiano che ha sempre dato ottimi frutti: solo nel 2015 sono stati lavorati 70mila quintali di latte, di cui oltre il 50% trasformato in Trentingrana, formaggio Dop con la montagna nel cuore, il 20% in Fontal di Cavalese, il 15% nel famoso Formae Val di Fiemme, il 4% in tutte le versioni di caprini, e il restante negli altri formaggi prodotti, tra cui il Puzzone di Moena DOP.

Quasi un quinto della propria produzione viene venduto direttamente dallo spaccio aziendale della sede.

Alla cerimonia hanno partecipato anche alcuni ospiti dell’Anfass del Laboratorio sociale di Cavalese, che hanno realizzato uno speciale omaggio per i soci presenti alla cerimonia: recuperate le ultime scandole del tetto del santuario di Pietralba, le hanno decorate con l’immagine di Sant’Antonio Abate, protettore degli allevatori.

 

 

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