Il futuro del tennis è trentino

Anche i meno appassionati dello sport della racchetta avranno avuto l’occasione di guardare una partita di tennis in televisione e apprezzare tutte quelle tecnologie digitali che aiutano la visione dell’incontro aggiungendo contenuti: parliamo ad esempio del fotogramma dell’impatto della pallina sul terreno che ci fa capire se effettivamente la pallina che viaggiava a 200 km/h era dentro o fuori, per conoscere la velocità del colpo, per sapere quante volte un giocatore tira a sinistra invece che a destra e, tra le altre cose, perfino il numero di rotazioni della palline durante la traiettoria…

Obiettivamente questo tipo di informazioni – grazie al sistema digitale che ci sta dietro – rendono molto più godibile una partita.

Le aziende che vendono hardware e software per questo tipo di servizi nel mondo si contano sulle dita di una mano. Una di queste è una startup di Trento – si chiama Eyes On Tennis (www.eyeson.tennis) – i cui soci hanno scelto il capoluogo della nostra provincia credendolo l’incubatore ideale per far crescere un business hitech di questo tipo in Italia.

“Io e il mio socio siamo veneti e qualche anno fa, per una serie di circostanze, ci siamo trovati a fare uno studio di fattibilità per un’azienda del settore della computer vision”, ci dice Stefano Marcon, il titolare di Eyes On. “Alla fine abbiamo concluso che Trento è il distretto principale in Italia per le tecnologie del nostro settore. La presenza sul territorio della Fondazione Bruno Kessler che è una eccellenza internazionale in questo ambito, è stata oltremodo fondamentale e non a caso abbiamo subito cominciato una partnership molto attiva. E si trova pure di fronte all’Università, da dove vengono tutti i nostri dipendenti, ragazzi del posto o comunque residenti che hanno studiato a Trento in passato”.

Il target – almeno per ora – è quello dei circoli dove il loro hardware e il loro sfotware vengono installati e messi a disposizione dei maestri che hanno uno strumento potentissimo per dimostrare tecnicamente ai ragazzi gli errori e le qualità del loro gioco con immagini slow motion e un’infinità di dati statistici.

“L’hardware – telecamere e sensori – sono solo un mezzo per fornire il nostro servizio e la nostra priorità non è guadagnare su questo. Anzi, noi cerchiamo dove possibile di collocarle sul mercato – cioè nei circoli – a prezzo di costo almeno in questa prima fase. Il vero valore aggiunto del nostro prodotto sta ovviamente nel servizio che diamo, quindi nella nostra capacità di raccogliere un’infinità di dati da processare per poi alla fine produrre informazioni. Noi vendiamo una sorta di abbonamento al servizio con un canone su base mensile che peraltro per il circolo ha un prezzo irrisorio. Ciò che fa la differenza, rispetto alle altre aziende nostre competitor, è che noi operiamo in real time: abbiamo infatti a bordo campo un totem con un computer e uno schermo video che è in grado di darci immediatamente qualsiasi dato noi si abbia bsogno, senza attendere il termine della partita o dell’allenamento e uploadarne il video.

Ci sono anche un paio di circoli in Trentino che sono coperti dal servizio di Eyes On Tennis. “Ovviamente, fin dall’inizio abbiamo collaborato con il Circolo Tennis Trento di Piazzale Venezia dove abbiamo potuto testare sul campo le prime release. Il secondo è il CT di Arco”.

La crescita e la grande tecnologia di Eyes On non è ovviamente passata inosservata. L’azienda trentina infatti non solo fornisce questo genere di servizi al Centro Federale di Tirrenia dove si allenano i migliori tennisti italiani delle varie categorie, ma sta già creando delle partnership con le più note scuole europee dove fanno base molti dei top player mondiali. “Probabilmente un giorno lavoreremo anche con i grandi circuiti professionistici internazionali come l’ATP per i tornei maschili e il WTA per quelli femminili che producono le dirette televisive che vengono trasmesse via satellite. Il nostro piano di business adesso prevede che si continui sulla strada dei circoli e delle scuole tennis ma abbiamo già cominciato a pensarci. Il futuro in fondo prevede che ci siano sempre più contenuti digitali durante le riprese televisive per creare engagement con lo spettatore. L’evoluzione del tennis è questa”. E passa da Trento.

Enrico Maria Corno

 

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