Il gatto delle nevi ci coccola

Il gatto delle nevi è una macchina fondamentale per rendere le nostre piste accessibili e godibili ai nostri ospiti. Chi lo guida, (il gattista), svolge un lavoro delicato e particolarmente duro e difficile. Vi raccontiamo alcune curiosità su questo mondo poco conosciuto.

Il fiuto del GATTISTA

Senza il duro lavoro dei gattisti, tutta la notte soli in montagna con la responsabilità della guida di un mezzo che costa anche 400.000 euro, al mattino non potremmo divertirci a tirare le curve su piste battute come biliardi. Quando e quanto si batte? Lo abbiamo chiesto a Maurizio Zanon, il capo dei gattisti di Pampeago, 25 anni di esperienza: “Cominciamo a battere alla prima nevicata di novembre e continuiamo poi preparando le piste con la neve programmata preparando i mucchi di neve – le cosiddette balene – che poi vengono spalmate lungo il pendio durante la stagione”.

La qualità più importante per un gattista?

“Riconoscere il tipo di neve su cui si sta passando e conoscere perfettamente la conformazione della pista. Bisogna sapere dove gli sciatori passano più spesso, in modo tale da ricaricare più neve nei punti dove viene spazzata con maggiore frequenza. Durante la stagione quindi noi battiamo tutte le piste tutte le sere, anche con gatti dotati di verricello per ‘appendersi’ da qualche parte e scendere lungo le pendenze più estreme. Si comincia mezzora dopo la chiusura delle piste e si finisce verso mezzanotte. Quando la sera è prevista neve, il turno di lavoro viene spostato alle 4.30 del mattino in modo che lo sciatore possa trovare la pista nelle migliori condizioni”.

Come si GUIDA un gatto

“Molte macchine vengono accessoriate con un sistema satellitare di estrema precisione che, non solo ci permette di guidare in mezzo alla nebbia senza il pericolo di finire in un precipizio, ma che, grazie alle rilevazioni fatte sulle piste in estate, è in grado di misurare al centimetro lo spessore della neve sotto i cingoli”, racconta Ralf Brunel di Pera di Fassa, da molti considerato il numero uno tra i gattisti del Sellaronda. “Chi non possiede questo Gps deve per forza fidarsi della propria sensibilità o deve scendere e usare un trapano da neve alla vecchia maniera per misurarne la profondità”. Per guidare un gatto serve solo una patente B e tanta passione. Basta una cloche per indirizzare la pala davanti e la fresa dietro, un joystic per muoversi, decine di pulsanti di controllo e una serie di potenziometri. Un sistema di telemetria, come in Formula Uno, indica in tempo reale all’azienda produttrice a centinaia di chilometri di distanza (e al garage alla partenza degli impianti) ogni minima manovra e lo stato di salute di ogni singolo componente vitale del mezzo.

Enrico Maria Corno

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