Il sospetto abita queste valli

Se vi chiedete quale sia l’aspetto di un vero investigatore, scordatevi l’immagine del bel tenebroso che indossa un trench col bavero alto e che si accomoda un vecchio cappellaccio Stetson a larga tesa giù sulla fronte. Oggi l’investigatore porta più probabilmente una giacca da sci e un berretto di lana colorato.

E si confonde tra la gente, anche e proprio qui nelle nostre valli di Fiemme e Fassa.

Mauro Delmarco è uno stimato professionista del settore. É di Molina di Fiemme e ha un’agenzia specializzata a Bolzano che opera in tutta Italia. Anche e soprattutto nelle nostre valli di Fiemme e Fassa.

L’investigazione privata è qualcosa con cui prima o poi tutti potremmo avere a che fare. “Sono i tempi moderni. Questo è un settore in crescita. Oggi chiunque può trovare naturale chiamare un investigatore privato, perché sono cresciute esponenzialmente le ragioni per aver bisogno dei suoi servizi e perché l’accesso ai servizi medesimi è estremamente facilitato dai costi che ora sono virtualmente praticabili da molte, se non tutte, le tasche”, racconta Mauro Delmarco, da oltre dieci anni sul mercato del settore.

Il numero di un investigatore è quindi da tenere in memoria, assieme a quello del dentista, dell’architetto e del commercialista? C’è davvero spazio per un investigatore anche dalle nostre parti in montagna? “Certamente. Il lavoro non manca nemmeno tra le valli. Del resto, non c’è proprio nessuna differenza tra il cliente cittadino o addirittura metropolitano e il cliente valligiano. Entrambi vogliono le stesse cose. Il 55% della domanda oggi arriva dalle aziende, grandi o piccole che siano, e meno della metà sono le richieste di privati. Fino a pochi anni era il rapporto era inverso”.

Oggi le aziende ricorrono a un investigatore soprattutto per effettuare indagini su attività di concorrenza sleale e spionaggio industriale: “E non solo. Bisogna difendere dati sensibili e informazioni riservate, anche facendo un lavoro di prevenzione. Bisogna difendersi dalla contraffazione di marchi e brevetti, avere indicazioni sul personale da assumere, controllare che il personale assunto esegua i compiti che gli sono stati assegnati. Non mancano le segnalazioni di lavoratori che si avvalgono della Legge 104 e che poi non stanno a casa a dare assistenza ai parenti malati ma escono in bici, vanno a sciare o vanno a farsi un giro sul Garda: questa è una legittima causa di licenziamento. “Si fa perfino del controspionaggio aziendale, con accertamenti economici e finanziari e soprattutto eliminando apparecchi spia attraverso una serie di bonifiche ambientali, informatiche e telefoniche, utilizzando poi i risultati per le proprie azioni di difesa in sede giudiziaria”.

E poi ci sono le richieste private… “Anche scendendo nella sfera personale, va evidenziato quanto questo sia un mercato in evoluzione, che deve stare al passo con i tempi. Le investigazioni sulle infedeltà coniugali sono sempre un grande classico ma oggi bisogna essere in grado, ad esempio, di saper indagare anche i tradimenti on line. E poi si compiono ricerche patrimoniali e prematrimoniali, pedinamenti per capire le frequentazioni dei figli, ricerche di persone scomparse, pianificazioni di attività difensive contro stalker e molestatori, attività varie in funzione di separazioni e affidamento di minori. Oggi, nel pieno rispetto dalle leggi e in particolare quelle sulla privacy, si può anche trovare il modo per effettuare un controllo del DNA per stabilire una paternità”.

Si allarga la domanda di investigazioni e si allarga anche l’offerta in un mondo dove ovviamente la competenza e la professionalità fanno la differenza: “Molti tra gli investigatori privati hanno un passato tra le Forze dell’Ordine. Io stesso ho lavorato molti anni alla Scuola di Polizia di Moena. Questo però non basta. Bisogna tenersi costantemente aggiornati sulle più moderne tecnologie e tecniche di investigazione: io stesso mi sono specializzato all’Università Guglielmo Marconi di Milano, seguendo un corso di Perfezionamento in Scienze delle Investigazioni Private e della Sicurezza. Tutti i professionisti che fanno parte del mio team sono estremamente preparati. Un’agenzia seria poi è anche quella che si mantiene all’avanguardia con la strumentazione tecnologica: controllando gli spostamenti dell’amante del marito, un localizzatore GPS acquistato per pochi euro su un sito cinese non dà le stesse sicurezze dell’ultimo modello all’avanguardia trovato ad una fiera o su una rivista specializzata”.

Indipendentemente dalla vostra riservatezza, ci sono casi che avete trattato direttamente che poi sono diventati pubblici finendo sulle prime pagine? “Qualche anno fa i giornali avevano raccontato la storia di un’anziana che era stata avvelenata per mesi dalla nuora, scoperta dalle nostre indagini su richiesta dei parenti. Questo diede il via a quelle ufficiali della Procura. Aver contribuito a salvare una vita ripaga di tutta la fatica, al di là del compenso. Pochi mesi fa invece, proprio in Fiemme, l’inchiesta sulle imprese di pompe funebri che è stata sulla bocca di tutti è partita dalle nostre verifiche”.

Quali sono stati invece i casi più particolari, se non addirittura strani, che avete trattato? “Qui in montagna non ci è ancora capitato un caso di abigeato. Nessuno ha rapito mucche né capi di bestiame in genere. Forse succederà. A volte succede invece di inseguire le auto rubate: ne abbiamo ritrovate parecchie, anche finite all’estero, nei paesi dell’Est: a quel punto avvisiamo le autorità e la Questura fa in modo di recuperarle. A volte, il gioco e il costo dell’indagine – per cui peraltro non c’è mai garanzia di riuscita – vale la candela”.

Enrico Maria Corno

 

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