La magia delle donne

Un fine settimana di eventi per riappacificarsi con le streghe del passato e dare valore alle streghe di oggi: due giorni, il 28 e 29 maggio, a memoria delle donne arse in Fiemme, ma anche in onore delle streghe di oggi, cioè di tutte quelle donne che riescono ad entrare in stretta comunione e in profondo dialogo con la natura, che sono capaci di dare la vita, di creare, di mettere a disposizione degli altri i propri talenti e saperi. “La magia delle donne” è organizzato dall’associazione “La Voce delle Donne”, in collaborazione con il Comune di Cavalese, la Comunità territoriale della Val di Fiemme, la Magnifica Comunità, l’Associazione Io, la Cooperativa Oltre, le Casse Rurali di Fiemme e Fassa, la cooperativa agricola Terre Altre, Associazione Gebi, la Biblioteca di Cavalese, il Centro Archimede, il gruppo folk El Salvanel e gli Alpini di Cavalese. Il programma prevede sabato 28 maggio alle 18, nel palazzo della Magnifica Comunità di Fiemme, “Fiamme di luce”, performance teatrale a cura di Teatro Arjuna, con poesie di Francesca Croci. Seguirà aperi-cena (a pagamento, con prenotazione obbligatoria) e, alle 20.30, conferenza della scrittrice, ricercatrice e storica Susanna Berti Franceschi , sul tema “Dalla dea madre al fenomeno della stregoneria”. La serata si concluderà con la “danza dell’unione dell’acqua con il fuoco”, a cura dell’associazione IO, sempre nelle sale del palazzo della Magnifica, nelle cui segrete erano state rinchiuse le streghe. Domenica, dalle 10 alle 17, si terrà una grande festa al Parco della Pieve (altro luogo altamente simbolico), con laboratori per bambini e adulti, giochi di un tempo, giullari e artisti vari, letture di fiabe sotto gli alberi e per tutta la giornata un variegato e colorato mercatino dell’artigianato artistico al femminile. Gli Alpini di Cavalese prepareranno il pranzo.

“Le donne bruciate sul rogo nel Cinquecento non erano altro che donne che hanno voluto affermare sé stesse, distinguendosi dalle altre, non cedendo all’omologazione. Spesso erano donne capaci di curare con le erbe o levatrici, accusate di poter dare la morte, così come davano la vita. Oggi come allora chi osa differenziarsi rischia di essere stigmatizzata: l’evento del 28 e 29 maggio vuole riconsiderare le figure delle donne che sono finite al rogo e ridare valore all’unicità delle donne che ogni giorno combattono per poter essere liberamente sé stesse”, sottolinea Maria Elena Gianmoena, presidente del Consiglio comunale, con la delega alle Pari Opportunità, nonché presidente dell’associazione La Voce delle Donne.

 

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