La regina dell'Avisio

Sono molte le specie che vivono nelle fredde acque dei nostri torrenti. Tutti conosciamo la trota fario, probabilmente autoctona, e la trota lacustre, presente appunto nei laghi ma di provenienza nord americana. La “regina” è la trota marmorata che può raggiungere grandi taglie, fino a un metro e mezzo di lunghezza e un peso di 20-22 chilogrammi. È un pesce ritenuto di particolare interesse non solo ai fini della pesca sportiva, ma anche perché indagini biogeografiche avrebbero stabilito la sua antica migrazione dalle acque del Mediterraneo a quelle del bacino padano. È una specie più esposta all’estinzione per questo non solo gli uffici provinciali, ma le stesse associazioni di pescatori hanno intrapreso attività mirate per salvaguardare questo straordinario predatore d’acqua dolce. Sono nati così, numerosi “progetti marmorata” che tuttora sono in corso con risultati più o meno soddisfacenti. In Valle di Fiemme l’ex Associazione pescatori di Predazzo prima, e ora l’Associazione pescatori dilettanti della Valle di Fiemme, ha in corso, in maniera autonoma e con la collaborazione diretta dell’Ufficio faunistico della Provincia di Trento, attività di “produzione” e accrescimento artificiale della trota marmorata. Il delicato procedimento è svolto nell’impianto di Predazzo dove vivono alcune decine di “fattrici” in cattività con la capacità di produrre, nelle annate migliori, fino a cento mila avannotti di marmorata. Le due specie, fario e marmorata, si sono incrociate dando origine a esemplari ibridi che fanno storcere il naso ai fautori delle razze pure, ma che comunque fanno parte, a pieno diritto, del patrimonio ittico dei nostri corsi d’acqua. La Rete delle riserve ha finanziato una ricerca, sfruttando le competenze tecniche della Magnifica Comunità, sui luoghi di frega (zone di riproduzione) della trota marmorata in Avisio.

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