L’alluvione del 1966 nei ricordi della gente di Fiemme

A cinquant’anni di distanza, la Comunità Territoriale della Val di Fiemme ricorda i tragici giorni di inizio novembre del 1966 con un documentario: “Ciò che l’acqua non distrugge” racconta l’alluvione attraverso i ricordi della gente di Fiemme. Il filmato verrà presentato in anteprima venerdì 18 novembre alle 20.30 nel palazzo della Magnifica Comunità di Fiemme. Una serata per ripercorrere, grazie alla voce di alcuni testimoni, come la popolazione della valle visse quei draL’alluvione del 1966mmatici giorni, assistendo impotente alla furia della natura che sconvolse anche il territorio fiemmese, come il resto del Trentino Alto Adige e molte regioni d’Italia, con perdite umane e ingenti danni. “Il documentario è stato pensato per conservare e restituire alla valle ciò che l’acqua non è riuscita a distruggere, vale a dire i ricordi e le emozioni delle persone e la memoria collettiva di un evento calamitoso che ha segnato un “prima” e un “dopo” nella vita della gente e nelle comunità colpite”, spiegano Silvia Delugan e Massimo Cristel, addetti culturali della Comunità Territoriale della Val di Fiemme, che hanno seguito tutte le fasi del documentario, secondo le indicazioni del Comitato esecutivo che ha voluto con questa produzione ricordare l’avvenimento di cinquant’anni fa. I testimoni ascoltati sono stati 32, per un totale di 28 ore di videointerviste e 6 ore di riprese in esterna, anche con l’utilizzo di un drone. Alle videointerviste ha collaborato anche la studentessa Silvia Frainer, nell’ambito dell’alternanza scuola-lavoro: visto il suo importante contributo, il documentario verrà prossimamente presentato agli alunni de La Rosa Bianca. Sono stati, inoltre, utilizzati filmati d’epoca delle Teche Rai e fotografie messe a disposizione da vari collezionisti privati locali, dal Gruppo Fotoamatori Predazzo, dal Circolo Culturale Ricreativo di Panchià, dall’Archivio Fotografico Storico – Soprintendenza per i beni culturali – Provincia autonoma di Trento – fondo Flavio Faganello, fondo Rodolfo Rensi. Il documentario è stato montato dalla Dolomiti Tv e finanziato anche dalla Cassa Rurale di Fiemme. La voce narrante è stata affidata all’attore Alessandro Arici.

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