L'assemblea della biblioteca di Predazzo

Una quarantina le persone, nonostante la coincidenza con la pre-assemblea della Famiglia cooperativa, hanno partecipato nei giorni scorsi all’assemblea della biblioteca comunale di Predazzo che si è tenuta nell’aula magna del municipio. “Leggere la biblioteca di oggi per progettare quella di domani” il tema della serata che ha offerto innanzitutto l’occasione per fare un bilancio, da parte del responsabile, dell’attività del 2018, con una serie di dati statistici che hanno confermato la solidità dei servizi offerti e la mole di attività svolte nel corso del 2018: 30 iniziative per una settantina di appuntamenti e la presenza di circa 3000 persone. Ma l’attesa era soprattutto per la presentazione del progetto della nuova biblioteca, illustrato dall’assessore Giovanni Aderenti. Un migliaio di mq. utili distribuiti su 5 livelli cui si aggiungono gli spazi della ex stazione del treno la cui ristrutturazione è in fase di completamento. Come sarà o come dovrà essere la nuova struttura lo ha spiegato la consulente del Comune Antonella Agnoli che ha già seguito la prima fase della progettazione e che ha auspicato l’avvio di un processo partecipativo che coinvolga la popolazione di Predazzo e della valle. Innanzitutto – ha chiarito – dovrà essere un polo culturale che non si chiamerà più biblioteca. “Sarà un nome che identifichi il luogo” (potrebbe essere “La stazione”) e non sarà più solo una biblioteca. “Ora tutti possiamo avere a casa libri, dvd, e ebook, tranne la possibilità di fare cose assieme agli altri – ha aggiunto – bisogna essere orgogliosi ed entusiasti di realizzare qualcosa di nuovo sul territorio che possa essere d’esempio per altri”. La flessibilità è il leitmotiv dell’approccio della consulente bolognese “perché la biblioteca di oggi non sarà quella che avremo fra 5 anni”.

Per sottolineare l’importanza che può avere la biblioteca bisogna chiedere ai cittadini: se non ci fosse cosa perderemmo? Una risposta è venuta dalla coordinatrice del gruppo di lettura “Golosi di libri”, una sorta di zoccolo duro dei lettori e degli amici della biblioteca. “Ho trovato molto condivisibile l’idea che la biblioteca debba rimanere uno spazio essenziale all’interno di una comunità, un punto di riferimento in cui non solo leggere libri, ma incontrarsi, scambiare idee, ascoltare musica, semplicemente vedere gente – è stato il commento di Valeria De Gregorio – l’uso sbagliato e smodato dei social sta creando sempre più solitudine e isolamento, acuendo conflitti sociali e rancori, chiudendoci in casa e rendendoci sempre più ciechi e sordi nei confronti dell’umanità”.

Insomma, la biblioteca può diventare una “piazza” di incontro e di unione, perché abbiamo bisogno di vederci “dal vivo”, di ricominciare a pensare all’altro come  persona e non attraverso lo schermo deformante di un telefono.

Nel pomeriggio Antonella Agnoli si è incontrata con i bibliotecari, gli amministratori e i tecnici e al mattino successivo ha visitato il cantiere e la stazioncina del treno, la cui ristrutturazione è in fase di completamento, che ospiterà alcuni servizi della biblioteca (caffè e sale studio).

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