L'isola di Medil
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Non è facile nemmeno trovarne l’accesso. Se cercate la stradina che porta a Medil – giusto per visitarne il villaggio, chiacchierare con qualcuno del paese e scattare qualche foto – dovete cercare una stradina in salita nascosta dietro al campo sportivo di Moena, proprio dove comincia il bosco. Basterebbero cinque minuti in macchina fino alla piazzola dove la strada si ferma all’ingresso del paese ma c’è un cartello che vieta il passaggio ai non residenti e lo rispettiamo volentieri. L’unica soluzione è camminare. Sono solo tre chilometri. È una bellissima giornata e in mezz’ora di cammino non incrociamo nessuno.

“1363 metri di altitudine”, ci dice il cartello stradale che ci introduce a Medil, un paesino di pastori che, soprattutto durante la stagione estiva, vivevano pascolando il bestiame e tagliando i prati per la fienagione. Gli abitanti possedevano i campi nella zona di Toac dove avevano costruito dei fienili per lasciar riposare l’erba, che poi andavano a recuperare con le slitte nel periodo autunnale e invernale. La gente di Medil era autosufficiente: il paese era circondato da pascoli, l’acqua non mancava e si riusciva a produrre e cacciare tutto ciò di cui c’era bisogno per vivere. Per la carne e per lo spirito, visto che nel 1742 è stata edificata anche una chiesetta dedicata a Sant’Anna, recentemente restaurata. Ciò che mancava – e manca tutt’ora – è il cimitero, tanto che durante l’inverno gli abitanti erano costretti a scendere verso Forno con le bare in spalla attraverso un sentiero tutt’altro che agevole. Lo stesso sentiero che veniva utilizzato dai ragazzini per andare a scuola.

Detto questo, in passato Medil è stato un paese molto popolato ma la gente, mano a mano che si sposava, finiva inevitabilmente per spostarsi a valle. Oggi conta solo poche case d’epoca ristrutturate che disegnano vicoli in pendenza dove non passano le auto e tutto attorno erba alta, fiori e i colori del bosco vicino. Ci vivono tutto l’anno solo una decina di persone mentre altrettanti moenesi, che qui possiedono una seconda casa, salgono dal fondovalle di tanto in tanto, soprattutto nella bella stagione e nei fine settimana quando Medil torna ad essere una meta ambita per trascorrere un po’ di tempo nella pace della natura nonchè luogo ideale per le grigliate con gli amici.

Quando arriverete fin qui, fatevi raccontare da qualcuno della “bomba”. Durante la Seconda Guerra Mondiale, gli aerei che transitavano sopra i cieli delle nostre valli scaricarono da queste parti una bomba che i paesani poi trovarono inesplosa: dopo averla recuperata, l’hanno resa inoffensiva e posizionata nei pressi delle ultime case del paese cosicchè tutte le ultime generazioni hanno esorcizzato la paura “suonandola” almeno una volta, percuotendone l’involucro metallico. All’inizio del paese, peraltro, non passerà inosservato un cartello che riporta la scritta “Il paradiso delle donne”. È riferito al fatto che le donne erano solite sposare gente che veniva da fuori e, trasferendosi altrove, lasciavano Medil agli uomini che diventavano (almeno nelle aspettative) un potenziale eden per le signore. Quando poi anche gli uomini presero a trasferirsi nel fondovalle, i terreni rimasti incolti furono riconquistati velocemente dal bosco.

Almeno fino al 29 ottobre 2018.

Le zone di Valsorda, Forno e Medil infatti furono particolarmente colpite dalle raffiche di vento di quella notte. Il giorno dopo il paesaggio circostante era – come lo è adesso per certi versi – irriconoscibile: l’elettricità non fu ripristinata per una settimana e non fu possibile scendere a Moena per quattro giorni a causa degli alberi caduti sull’unica strada percorribile. Quella stessa strada era stata asfaltata solo una decina di anni fa e oggi, dopo il passaggio di mezzi pesanti e la caduta di tronchi e sassi, è tornata ad essere piena di buche e ammaccature.

Naturalmente non è stata una situazione semplice da affrontare ma, grazie alla grande capacità di adattamento, la gente di Medil è riuscita a reagire e a darsi man forte per andare avanti. Al contrario, in tempi di Covid-19, il recente periodo di quarantena obbligatoria è stata una grande fortuna per chi viveva in questo paese che, grazie al suo isolamento naturale, poteva permettere di uscire di casa con una certa sicurezza, circondati dalla natura, e senza dover utilizzare una mascherina perché del resto creare un assembramento sarebbe stato impossibile.

E ora? Cosa riserverà questa estate a Medil? Forse la quarantena sarebbe stata meno faticosa ma certo non è facile per gli abitanti vivere in un piccolo paese dove non ci sono supermercati o bar. Forse vedremo Medil assediata dai turisti alla ricerca di natura e isolamento?

Valentina Giacomelli

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