Lo stakanovista

In linea generale, lo sciatore stakanovista è quello che si sveglia alle 6 e 30, come non fa nemmeno in città per andare in ufficio, per essere il primo all’apertura degli impianti e mettere la firma sulla neve immacolata appena passata dal gatto. Nel frattempo, fa stretching appena sveglio, fa una colazione equilibrata e col giusto apporto di calorie e di carboidrati per poter sciare senza stancarsi almeno fino alle 11 quando ingurgiterà un paio di barrette in seggiovia e si veste di tutto punto senza dimenticare di mettere mezzo chilo di burro cacao sulla labbra.

Quando arriva a destinazione, la porta scorrevole della telecabina è ancora chiusa e trascorre i minuti di attesa chiedendosi se non era il caso di salire al passo in auto, guardando con invidia gli operai che salgono in motoslitta. Quando arriva finalmente in cima, ha almeno due priorità: macinare chilometri su chilometri come un lavoratore a cottimo ed evitare quanto più possibile le code. E per questo si butta a capofitto, senza farsi mancare lo stile, soprattutto al mattino presto quando le piste sono ancora libere. Se si ferma a pranzo (e non è detto che lo faccia), entra in rifugio alle 11 per evitare la coda alla cassa e non va oltre al panino con lo speck perché non ha tempo di sedersi a mangiare con calma. Ha una app sullo smartphone sempre attiva per misurare in tempo reale quanti chilometri ha sciato e quando in seggiovia tira fuori il cellulare non è per rispondere alla moglie che lo dà per disperso ma solo per controllare la velocità massima toccata sul muro. Non si accorge nemmeno dello spettacolo della natura che lo circonda. Se in funivia dà due colpi di bacino alla biondina che si è trovato davanti è solo per allontanarla quel tanto che basta per impedire che gli sci di lei possano graffiare i suoi, ovviamente ultimo modello da gara. Tutti gli stakanovisti, comunque, si riuniscono nel rifugio più alto della ski-area mezz’oretta prima della chiusura degli impianti e lasciano defluire tutta la gente in pista per poi farsi tranquilli l’ultima sciata della giornata al tramonto, subito prima che comincino a salire i gatti. Poi tolgono gli scarponi e si infilano con gli amici in una voliera di fianco agli impianti, a parlare di Coppa del Mondo e degli ultimi modelli di sci in commercio (loro sono ovviamente abbonati a tutte le riviste di settore). Sempre che la Olimpia del Cermis o la Aloch non siano illuminate per lo sci in notturna.

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