Michela e Luciana, due milanesi a Ziano

“Sapessi come è strano, trovar due milanesi a Ziano” canterebbe Memo Remigi se incontrasse Michela Meroni, donna in carriera con tanta simpatia e determinazione, ed a Luciana Annoni, super mamma e nonna in pensione,. Anche chi vi scrive arriva dalla metropoli, capoluogo della Lombardia, e non si fatica a credere che trasferirsi qui in montagna sia una scelta importante sempre dettata dal cuore.

E’ ciò che racconta Michela Meroni, designer, madre e compagna piena di vitalità e talento. Ha iniziato il suo percorso a Milano, capitale dell’arte e della moda, per poi proseguire la sua formazione all’estero (Londra, Stati Uniti, Francia, Tunisia e Turchia) per poi riapprodare in Italia. Un bel salto dall’Accademia di Belle Arti di Brera, dove si è laureata in arti visive, e la soddisfazione di essere Art Director per diverse agenzie nazionali ed internazionali, fino a diventare libera professionista (“poco libera e molto professionista“, dice lei). “Durante l’ultimo anno di studi accademici mi sono avvicinata al mondo della comunicazione, partecipando alla progettazione creativa del Festival del Cinema Pubblicitario a Cannes per tre anni consecutivi, fondamentali per il mio inserimento nell’advertising. Mi definirei un’irrequieta della creatività”. Ecclettica e innovativa, è una donna determinata e piena di simpatia contagiosa che ha fatto della propria vita un palcoscenico di colori e sfumature. “Ho abbandonato l’arte contemporanea nel passato per dedicarmi anima e corpo alla comunicazione. Con il tempo, il mio interesse era sempre più proteso verso la comunicazione visiva e le sue forme, tanto da integrare le mie aspirazioni di Art Director e di Graphic Designer in un’unica volontà progettuale. La scelta di trasferirmi qui è stata dettata dal cuore in tutti i sensi: il mio compagno frequenta la Val di Fiemme da più di trent’anni e così ci siamo trovati con lo stesso progetto di vita. Inoltre siamo diventati genitori di una stupenda bambina in tarda età e ci sembrava più sano farla crescere in Val di Fiemme”.

Ma come era la tua vita “precedente” e che cosa ti manca di Milano? Per troppi anni ho vissuto freneticamente la città con tutti i suoi pro e contro. Ho gestito come Art Director diverse aziende per poi fondarne una mia nel 2002, la “m&m Design”, che contava più di 20 collaboratori. Ora vado a Milano in vacanza, per colmare quella voglia di cultura artistica, architettonica e di innovazione, o per ricevere clienti nel mio studio milanese ma la mia casa è in Val di Fiemme. Apprezzo ogni giorno ciò che mi circonda. Nei suoi colori trovo l’energia del creare e del fare con molta più facilità di quanto potrei fare in una grande città dove gli spostamenti e lo stress rubano ore preziose alle giornate”. Tra lavoro e famiglia i ritmi in Trentino sono differenti, più umani. Che cosa vorresti portare qui, dalle tue tante esperienze di vita e lavoro passate e che cosa vorresti cambiare? “C’è chi mi chiama grafica, chi mi definisce architetto, chi designer… io lascio fare. Quest’anno, a dicembre, celebrerò i tre anni da residente in Val di Fiemme. Inizialmente ho cercato di inserirmi in sordina nella comunità ma senza mai propormi sul serio, a causa dei numerosi impegni con i clienti che fanno capo al mio studio in città. Mi fa sorridere quando agenzie mi chiamano da Milano per gare creative i cui committenti sono aziende del Trentino Alto Adige o addirittura della mia stessa valle. Tante imprese qui avrebbero bisogno di comunicare in modo efficace, e se lo fanno, dovrebbero pensare in maniera più contemporanea. Qui dalle nostre parti ci sono tante realtà di “nicchia” di altissima qualità che non esprimono appieno il loro potenziale e ciò mi dispiace. Personalmente, con il trasferimento pensavo che avrei lavorato di meno e avrei avuto più tempo per la mia vita ma in realtà lavoro il doppio, anche se in un contesto bellissimo! Oltre a questo, ora collaboro come Art Director Senior Freelance e Marketing Communication Coordinator per alcune importanti aziende internazionali e vorrei portare qui alcuni concetti dell’innovazione”.

Come vede Michela il futuro? “Credo che il futuro sia eco friendly. Sono sempre più attenta all’aspetto ecosostenibile delle confezioni e dei prodotti perché credo che oggi non si possa ragionare altrimenti. Il legno è nel mio dna, forse perché mio nonno era falegname e sui suoi terreni a Cantù oggi sorge il museo del legno. La tempesta Vaia mi ha scossa profondamente”.

 

Vita differente per Luciana Annoni, funzionario Inps in pensione che ha trovato nella sua Ziano un’altra dimensione. “Mi sono trasferita con mio marito anni fa, entrando in punta di piedi in una valle che amiamo da oltre quarant’anni. Siamo arrivati qui come turisti, dapprima restando per qualche settimana in alberghi, poi affittando appartamenti fino a che abbiamo acquistato casa, dapprima a Daiano e poi a Ziano, per la precisione nella frazione Roda dove viviamo tuttora. Mio marito ha lavorato per una vita all’aeroporto di Linate con la S.E.A (Società Servizi Aeroportuale) come agente di rampa mentre io ho trascorso gli ultimi sei mesi di lavoro all’INPS di Cavalese. Nostro figlio Roberto, laureato in Fisica, ha sempre manifestato il suo amore per questi luoghi e così ha preso l’occasione al volo cominciando ad insegnare la sua materia in diverse strutture di Fassa e Fiemme e finendo poi per dedicarsi ad altro. Qui ha incontrato la sua attuale compagna e qui sono nati i nostri nipotini. La nostra vita quindi ha seguito il corso dei nostri desideri: vivere in questa valle piena di bellezza e tranquillità. Ora non abbiamo più una base a Milano dove rimane qualche cugino che vediamo raramente. La nostra vita, possiamo dirlo, è ormai tra queste vallate. Vivere qui è un privilegio”.

Che passioni coltivate qui in Fiemme? “Io e mio marito siamo appassionati di trekking e passeggiate in montagna, amiamo lo sci di fondo e soprattutto andare a funghi. Diciamo che l’idea di trasferirci qui è nata proprio durante un’escursione nei boschi quando abbiamo incontrato un porcino enorme! Mio marito è un pescatore e spesso veniva in questi luoghi dove ha conosciuto altri lombardi trasferiti che negli anni sono divenuti cari amici e punti di riferimento. Nonostante tu possa vivere molti anni in valle, rimani sempre un “foresto” ma basta saper rispettare tradizioni e usanze e qui si può vivere benissimo. E poi c’è il burraco e la passione per i giochi di carte. Sono anche la presidente dell’associazione Burracos Group di Ziano. Siamo una grande famiglia. Lo scopo di questa associazione, che ho fondato a novembre del 2017, è quello di diffondere il gioco, affinare le qualità tecniche dei membri del gruppo anche attraverso corsi di aggiornamento e organizzare periodicamente dei tornei aperti a tutti i 60 soci. Un’occasione per divertirsi e condividere dei momenti in allegria”.

Federica Giobbe

 

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