Mille NO al nostro ospedale mutilato

Tra le tante ipotesi e promesse sul futuro del nostro ospedale, ci è mancata, in questi anni, solo la proposta di farne una mega-discoteca oppure una multisala. Tutto il resto ce lo siamo sentito raccontare in ogni salsa. Progetti faraonici di ristrutturazione, centro ortopedico specialistico all’avanguardia ecc. ecc. ecc. Parole, parole parole, alternate a rassicurazioni: allarmi e poi ancora progetti dimostratisi farlocchi , raccontati con superficialità come se non si stesse parlando della salute e quindi della vita delle persone.  Ora, però, sembra che Fiemme e Fassa si siano stancate di questa pantomima e (a quanto si è visto poche ore fa davanti al nostro ospedale),i nostri concittadini, siano arrivati al capolinea della pazienza.  Vedere, dalle nostre parti, radunate un migliaio di persone per una manifestazione di “ piazza” è di certo un fatto storico, un fatto che dimostra certamente una consapevolezza nuova. Siamo tutti consci di essere più vulnerabili e potenzialmente a rischio. Ed è forse per questa ragione che le parole di alcuni operatori dell’ospedale di Fiemme,(che hanno denunciato i continui ritardi nelle decisioni che si potevano e dovevano prendere ben più di un anno fa), acquistano ora ancor maggiore rilevanza anche politica. Ed ora cosa succederà? Come qualcuno ha anticipato, si cercherà di mettere una pezza e si proveranno a ripristinare, alcuni sevizi minimi, promettendo di rimettere, al più presto, le cose al loro posto. Sentiremo nuovamente promesse e parole di rassicurazione mentre purtroppo tutti noi saremo dentro una sorta di roulette russa che ognuno spera, in cuor suo, di poter evitare. La vera speranza è che questo clima di mobilitazione non si spenga e che questo lume di partecipazione civile non vada a scemare o ancor peggio non venga utilizzato per scopi politici. Ci auguriamo che questa decisa prova di partecipazione civile, venga invece coltivata come il bene più prezioso che abbiamo, l’arma più forte per poter ribaltare una tendenza alla dismissione del nostro ospedale che oggi sembra quasi irreversibile.

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