Da Molina il fuoco si rinnova

Il fuoco si rinnova, diventando più ecologico, più economico e addirittura più caldo. Anche un metodo tradizionale e radicato come quello del riscaldamento domestico con stufa guarda al futuro e cambia forma. Con uno sguardo attento all’ambiente, al portafoglio e al rendimento.

Perché non basta bruciare legna o pellets per avere la coscienza ecologica a posto. Basterebbe analizzare l’aria dei nostri paesi di montagna nella stagione dei camini accesi: il valore delle polveri sottili potrebbe stupire, raggiungendo addirittura quello delle città.

Blucomb, società di ricerca e sviluppo nata come spin-off dell’università di Udine, è stata fondata nel 2012 proprio con lo scopo di progettare soluzioni innovative per mitigare il cambiamento climatico e, soprattutto, promuovere un uso sostenibile delle biomasse per la produzione di energia attraverso lo sviluppo di bruciatori basati sulla micro-gassificazione del Pellet.

Blucomb ha messo a punto un bruciatore per uso domestico che produce emissioni bassissime rispetto alle camere di combustione tradizionali. Fiemme Antica, azienda di Molina di Fiemme che progetta e realizza stufe in ceramica, ha montato, prima in Trentino, uno di questi bruciatori su una stufa a olle tradizionale convertita a pellets.

Si tratta di bruciatori a micro-gassificazione che garantiscono una combustione innovativa a bassissima emissione di monossido di carbonio e particolato. In parole semplici possiamo dire che è stato fatto ordine nel processo di combustione, aumentandone la resa termica e diminuendone l’impatto ambientale. Come è stato spiegato durante la presentazione del progetto nei locali di Fiemme Antica, dopo l’accensione dall’alto, la geometria del bruciatore innesca flussi d’aria ottimali che danno avvio a un processo in due fasi che brucia la biomassa per gradi, partendo dalla scomposizione del pellet in wood-gas e carbone vegetale (fiamma gialla), che solo successivamente viene trasformato in gas e cenere attraverso la gassificazione (fiamma blu). Si ottiene così una combustione pulita di tutti i gas generati dalla biomassa.

Il padrone di casa, Nicola Zancanella, si è detto molto soddisfatto di essere diventato partner di Blucomb: “Ho potuto testare l’efficienza del loro bruciatore a microgassificazione, un particolare processo di decomposizione termochimica della biomassa che ben si adatta anche alle nostre sfufe tradizionali convertite a pellet”.

I vantaggi, come detto, sono prima di tutto ambientali. Alti livelli di monossido di carbonio indicano una combustione parziale. Il metodo brevettato ottimizza la combustione, abbattendo significativamente le emissioni inquinanti, garantendo i livelli più bassi del settore. “Si pensi che una stufa a legna di qualità può produrre dai 600 ai 2000 mg/Nm³ di CO (monossido di carbonio), mentre questo bruciatore si ferma a 30 mg/Nm³”.

Alla presentazione ha partecipato anche Andrea Ventura, amministratore delegato di Bioenergia Fiemme, che ha puntato l’attenzione sull’utilizzo di pellet a filiera locale e, soprattutto, sulla ancora scarsa consapevolezza sul tema della combustione a legna: “Purtroppo c’è ancora chi utilizza la stufa come un piccolo inceneritore. Inoltre, si presta poca attenzione al tipo di legna utilizzato, al suo grado di umidità, alla qualità dell’impianto. Dobbiamo aumentare la formazione su questo argomento, perché ne va della qualità della nostra aria”.

Brevettato e commercializzato il nuovo bruciatore, Blucomb non si ferma. La società è ora al lavoro per aggiornare le normative esistenti sul riscaldamento domestico, che devono tener conto anche dei cambiamenti climatici a livello globale. Inoltre, si punta alla creazione di una filiera che valorizzi il biochar, così da dare valore al prodotto della combustione.

Ricerca e innovazione reinventano, quindi, anche il fuoco. Ciò che non cambia è il piacere di scaldarsi davanti alla stufa. Perché il fuoco non produce solo calore, ma anche atmosfera.

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