Nascere come un tempo

Mentre la Ministra della salute Lorenzin, dichiara che non vi saranno eccezioni sul numero minimo dei parti nei” piccoli ospedali”, i nostri amministratori ci fanno sapere che la partita è ancora aperta. In attesa di una decisione definitiva, probabilmente dopo le elezioni amministrative di maggio, vi proponiamo alcune autorevoli valutazioni sul parto in casa. Per noi sarebbe un ritorno al passato,  in altri paesi invece continua ad essere il modo più “naturale di nascere. Il parto a domicilio è una possibilità che richiede precisi criteri. Innanzitutto è necessaria l’assistenza di un’ostetrica, inoltre, così come stabilito dal vecchio Protocollo di Klostermann, se una donna è sana, se il bimbo non è podalico, se non c’è sproporzione tra peso del nascituro e mamma, se il feto è unico, dopo la 37a e prima della 43a settimana di gravidanza, il parto può svolgersi in modo naturale. La donna deve essere sana e avere una gravidanza fisiologica, non deve avere il diabete e l’emoglobina deve essere pari o superiore a 9.5. Il bambino, invece, deve essere a termine e non podalico, avere un peso compreso fra 2,6 e 4,5 chilogrammi. (Fonte: Il Secolo XIX 13 Maggio 2010). Una ricerca olandese realizzata nel 2009 su 530mila nascite, e pubblicata sul “British journal of Obstetrics and Gynaecology”, dimostra che “il parto in casa, se la gravidanza non è a rischio, è sicuro come in ospedale”. Partorire a casa è possibile, ma con l’assistenza delle ostetriche che spesso fanno capo ad associazioni di libere professioniste. È consigliata la presenza di due ostetriche e l’ospedale non deve distare più di 30-40 minuti. Tra i vantaggi di partorire in casa, l’intimità e la riservatezza, la possibilità di decidere la posizione più fisiologica durante il travaglio ed il parto in un ambiente più favorevole alla donna, che ha la possibilità di essere assistita da una o più figure familiari. Dopo la nascita è più facile stabilire un contatto immediato tra mamma e bambino che facilita l’allattamento al seno immediato.

Ti potrebbero interessare anche:

Lascia un commento